mercoledì, luglio 18, 2018

Il mio rifugio preferito è... il Buzzoni

Nel tentativo di conservare un minimo di sanità mentale ed evitare di ammazzare qualcuno, stamattina presto mi sono assiso sullo scooter e mi sono recato presso Introbio, Valsassina, ci vuole circa un'ora da casa mia. Da li ci sono due modi per prendere il sentiero 25 che sale verso il rifugio Buzzoni, dalla caserma dei Carabinieri all'ingresso del paese oppure dalla strada carrozzabile che dal parcheggio sull'altro lato del paese, verso nord, sale verso val Biandino, ad un certo punto c'è un bivio e si gira a destra per il Buzzoni. Si può venire anche da Barzio, sentiero 19, che vi sconsiglio oppure sull'altro versante il rifugio si può raggiungere dai Piani di Bobbio (funivia) e credo dall'abitato di Valtorta, nella Bergamasca.

Il sentiero 25 è lungo, sulla carta sono 2 ore e mezzo per mille metri di dislivello ma io, procedendo col mio passo tipo Gesu sul Golgota, ci metto oltre tre ore sia all'andata che al ritorno. Quindi, anche se non ha nessuna difficoltà particolare, bisogna avere gambe e fiato. Se non ce l'avete, prendete la funivia e arrivate ai Piani di Bobbio, da li dovrebbe essere un'oretta e dislivello contenuto. Questo consente al rifugio di avere una clientela più varia, anziani, famiglie, eccetera.


Nell'immagine, sulla Grigna, appena a destra del rifugio, un po' sopra, noterete un puntino bianco. In realtà ad occhio nudo si vede bene anche il tetto rosso. Si tratta della chiesa di San Calimero, di cui post precedente.


Sulla terrazza del Buzzoni.

Il rifugio Buzzoni, che è piccolo e a me piace perché non ha molto dell'albergo, è gestito da una famiglia di due ragazzi e una bimba bionda col pannolino. Si mangia bene a prezzi onestissimi. Oggi, che era giorno feriale, mi sono abbuffato con piattone di risotto con taleggio e un'erba che mi hanno presentato come "spinaci selvatici", è raro trovare il risotto nei rifugi, ancora più raro che sia buono, generosa porzione di polenta taragna con arrosto, torta con ricotta e cioccolato, caffe e acqua minerale, totale 20 euro con tanto di ricevuta fiscale. Avranno servito una ventina di coperti e la gente di solito prende un primo o un secondo, qualche strano tipo prende un panino con la cocacola. Mah.

Segue raccolta di immagini lungo il sentiero, che ho già illustrato in precedenza. Scusate la qualità ma essendo pigro mi porto solo il solito Nokia da due soldi.
Finché va.












Adesso però, se siete curiosi come me, vi chiederete "ma se sul davanti ci sono le Grigne, cosa c'è dietro il Buzzoni, sull'altro lato del crinale? Ecco cosa c'è, ovviamente altre montagne, solo che queste parlano bergamasco.


Nell'immagine notate un signore che sta scendendo verso il Buzzoni, non so da dove, abbiamo chiacchierato a tavola ma mi sono dimenticato di chiederlo e un palo con diversi segnavia.

Il signore era un po' preoccupato vedendo uno strano personaggio con cappello da pirla e a torso nudo che gli correva incontro in salita. Ero io, avevo lasciato maglietta e zaino con dentro soldi, chiavi ecc, cento metri a valle, abbandonato per terra. Ha fatto finta di non vedermi.

Nell'immagine sotto non è un ufo ma un insetto, stranamente immobilizzato dal Nokia.





Quello che vedete in basso è l'abitato di Valtorta.

lunedì, luglio 16, 2018

Africa, un articolo interessante

Il traffico di umani dall’Africa, le mafie e la complicità dei razzisti.
di Fred Kuwornu

Si è mai chiesto perché, a parità di condizioni di povertà e credenza che l’Europa sia una bengodi, quelli che arrivano da Mozambico, Angola, Kenya sono pochissimi, o quelli che arrivano dal Ghana (il Ghana che è il mio Paese d’origine ha una crescita del PIL del 7% e una situazione di assenza di guerre e persecuzioni) provano a venire? Perchè esiste una cosa chiamata Mafia Nigeriana, che pubblicizza nei villaggi che per 300 euro in 4 settimane è possibile venire in Italia e da lì se vogliono andare in altri Paesi Europei. Salvo poi fregarli appena salgono su un furgone aumentandogli all’improvviso la fee di altri 1000 $, la quale aumenta di nuovo quando arrivano in Libia dove gliene chiedono altri 1000$ per la traversata finale. Il tutto non in 4 settimane come promettono, ma con un tempo di attesa medio di un anno.

In tutto questo ci aggiungo minori che vengono affidate a donne che non sono le loro veri madri, che poi spariranno una volta sistemate le cose in Europa e di centinaia di donne che saranno invece dirottare a fare le prostitute ognuna delle quale vale 60 mila euro d’incasso per la mafia stessa. Solo trafficandone 100.000 verso l’Italia la mafia nigeriana muove un giro di affari di 600 milioni di euro all’anno.

A questo si somma quello che perde l’Africa: risorse giovani. Ho conosciuto ghanesi che hanno venduto il taxi o le proprie piccole mandrie per venire in Europa e ritrovarsi su una strada a elemosinare o a guadagnare 3 euro all’ora, se gli va bene, trattati come bestie e che non riescono neanche a mettere ovviamente da parte un capitale come era nei loro progetti. E anche se desiderano tornare non lo faranno mai per la vergogna perché non saprebbero cosa dire al villaggio, non saprebbero come giustificare quei soldi spesi per arrivare in Europa, anzi alimentano altre partenze facendosi selfies su facebook, che tutto va bene per non dire la verità per vergogna e quindi altri giovani (diciottenni, non scolarizzati ) cercano di venire qui perché pensano che sia facile arricchirsi.

Ecco l'immigrazione for dummies.
Però chi scrive omette di proposito due fatti. Che ci sono le Elite Apolidi a finanziare il tutto, sovvenzionando la propaganda attraverso i "media", sovvenzionando le ONG, perché le navi costano un occhio e ungendo tutti gli ingranaggi, partendo dal villaggio su su fino ai vertici dei Governi. Che, siccome i "media" sono prezzolati e lo stesso si può dire dei "dirigenti" della "sinistra", tutto il racconto sugli immigrati, sia quello "utilitaristico" del "pagheranno le nostre pensioni", sia quello pietistico del "sono profughi che fuggono dalla guerra", è una menzogna colossale che serve a condizionare la gente in modo che non cerchi nemmeno di vedere le cose scritte sopra, che pure sono ovvie.

A sostegno di quanto sopra cito un mio post precedente circa un articolo del signor Fubini sul Corriere, il quale sostiene che la molla dell'immigrazione è la promessa di un tenore di vita medio 10 volte maggiore che in Africa. Questo fa il paio col famoso "meticciato" del signor Scalfari che secondo lui dovrebbe "equalizzare" tutto il mondo in una Cultura Unica e quindi un "tenore di vita" uniforme.

Le dimensioni sia quantitative che concettuali di questo argomento sono tali per cui le persone responsabili sono la rappresentazione fisica del Male. Non pensino le anime pie dello "antifascismo" di lavarsene le mani col solito "non lo sapevo" a cui segue "ho cambiato idea". Chi sostiene l'immigrazione è gentaglia, punto. Il contrario di quello che dicono di essere, al solito.

venerdì, luglio 13, 2018

Passato e futuro

Immagini che valgono più di mille parole.


Il Passato, la nazionale di un piccolo Paese europeo, la Croazia


Il Futuro, la rappresentativa di un grande Paese europeo
gruppo di persone, la Francia Cuckoldia centro-occidentale

L'umanità si divide in due, quelli che parteggiano per il piccolo Paese di quattro milioni di abitanti e quelli che non vedono l'ora che spariscano Stati e Nazioni, che si sentono rappresentati dai "nuovi Europei", che sognano il "meticciato", quelli che io chiamerei "xenofili" ma qualcun altro ha meglio definito come "i cuckold".

Io per chi posso parteggiare? Per la nazionale croata o per la rappresentativa dei cuckold? Chissà...

Intanto, visto che l'Italia la Cuckoldia sud-orientale non si è nemmeno qualificata per i mondiali, qualche cuckold dice che è per via della mancata approvazione dello Jus Soli, grazie ai Croati per avere dimostrato che tra noi e loro la differenza è nei coglioni, che loro conservano e che noi non abbiamo più, perché tanto c'è altra gente che fa le cose che noi non vogliamo fare.

giovedì, luglio 12, 2018

Ricatto via email

Ho ricevuto un messaggio di posta elettronica ricattatorio e piuttosto interessante.
Comincia cosi:
I am aware, xxxxxxxx, is your pass word. you may not know me and you are most likely wondering why you're getting this mail, right?
Sul momento mi sono un po' preoccupato perché la password la conosco, l'ho usata molti anni fa per qualcosa anche se non più ricordo cosa. Ho controllato e oggi non è in uso in nessuno dei miei account, una dozzina, incluso quello a cui è arrivato il messaggio. Per inciso sono sicuro che la password non è mai stata associata a quell'account di posta in particolare, che è il primo account di posta che ho aperto da qualche parte attorno al '96 - '97, quando Tiscali cominciò ad offrire l'accesso ad Internet gratuito facendosi pagare da Telecom per il traffico telefonico generato dalla connessione, mentre prima oltre Telecom dovevi pagare a parte anche lo ISP, Internet Service Provider. Fu la rovina di tanti piccoli ISP locali che erano comparsi ovunque, dato che per pagare meno Telecom dovevi sfruttare la "tariffa urbana" e quindi l'ISP doveva essere nella tua stessa area/prefisso.

Come hanno fatto ad avere il mio indirizzo email e associarlo a quella password? L'unica possibilità è che l'abbiano preso dall'elenco degli utenti registrati di un sito, probabilmente un forum. E' molto tempo che non scrivo su un forum ma anni fa lo facevo e tutti i forum chiedevano di registrarsi, quindi sicuramente avrò usato quell'antico indirizzo email tra i dati del profilo utente e quella password per l'accesso al forum. Evidentemente chi mi scrive conta sul fatto che la gente usa la stessa password dappertutto, cosa che io evito di fare, quindi adesso non ricordo nemmeno a cosa serviva quella password. Potrebbe essere il vecchio sito di Emule, oppure il sito di assistenza della D-Link, chi lo sa.

Il testo del messaggio prosegue dicendo che hanno inserito un programma malevolo dentro un video porno e quando io ho guardato il video, tramite il browser hanno preso il controllo da remoto del PC e ha registrato il video che stavo guardando, il video della mia webcam e poi ha copiato le mie rubriche, cioè l'elenco dei mie contatti email, social, eccetera. Qui casca ancora l'asino, perché non ho webcam. Alla fine minacciano di mandare la registrazione a tutti i miei contatti se non gli invio 1800 dollari in bitcoin entro ventiquattro ore.

Ci sono due problemi. Il primo è che non si riesce a stare dietro a tutti gli account che devi creare su Internet. Io cerco di limitarmi al massimo ma sono tanti anni che accumulo cose. Il secondo problema, connesso al primo, è che col tempo ti lasci dietro servizi obsoleti che non usi più, per vari motivi, perché hai perso interesse, perché il servizio ha chiuso tutto o in parte oppure ha cambiato termini e caratteristiche. Ci si dovrebbe preoccupare di chiudere i servizi che non usi e cancellare gli account ma a volte succede senza che te ne accorgi, un po' per volta, il tempo passa e ti dimentichi.

Comunque, il ricatto sarebbe stato MOLTO più credibile se io avessi usato quella password per un account attivo e se usassi un PC portatile con la webcam integrata, infatti molti ci appiccicano sopra il nastro adesivo. La parte del video porno è quella meno importante. Una volta che hai accesso alla webcam puoi semplicemente fare un video a caso del mio faccione mentre leggo il Corriere e montarlo a fianco di una qualsiasi cosa, poi dire che è registrato in presa diretta. Viceversa, se la webcam mi riprende mentre sto facendo qualcosa di imbarazzante, non serve accludere un video porno.

Ah, una cosa meno banale di quanto sembri. Se qualcuno venisse a sapere la password di un servizio importante, peggio se una password usata per diversi servizi importanti, non gli servirebbe tirare in ballo il video porno e la rubrica dei contatti, gli basterebbe minacciare di buttarmi fuori dal servizio cambiando la password. E' un ulteriore elemento che rende farlocco il ricatto di cui sopra.

Aspettiamo un giorno e vediamo se vi arriva qualcosa. Non ve lo auguro.

Edito: il sito collegato sopra suggerisce la stessa conclusione a cui sono arrivato io.
... some kind of script that draws directly from the usernames and passwords from a given data breach at a popular Web site that happened more than a decade ago, and that every victim who had their password compromised as part of that breach is getting this same email at the address used to sign up at that hacked Web site.

Xenofobia e xenofilia

Stamattina mentre andavo in banca mi è venuta in mente la parola "xenofilia", ho controllato ed esiste davvero. Secondo il dizionario Hoepli:

xenofilia
[xe-no-fi-lì-a]
o senofilia
s.f. (pl. -lìe)
1 Ammirazione sistematica e indiscriminata per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero
2 BIOL Tendenza di alcuni animali a insediarsi e a vivere nell'habitat di animali di mole maggiore

Il mio pensierino è stato questo: se cammino in un villaggio dove vedono poche facce nuove è normale che gli abitanti mi guardino un po' storto. Per "rompere il ghiaccio", come si dice, è buona norma salutare rispettosamente e magari fare due chiacchiere col nativo. Si tratta della "xenofobia", parola che viene ripetuta spesso a sproposito quando si parla degli immigrati.

xenofobia
[xe-no-fo-bì-a]
o senofobia
s.f. (pl. -bìe)
Ostilità sistematica e indiscriminata nei confronti degli stranieri e di tutto ciò che è straniero

La "xenofobia" non solo è un comportamento umano NORMALE, è anche logico, funzionale, se consideriamo che nella antichità, quando le risorse erano scarse, ogni straniero era un competitore, un avversario, un nemico POTENZIALE e per questa ragione quando si saluta uno sconosciuto, come ho scritto sopra, SI MOSTRANO LE MANI VUOTE, ad indicare che non si portano strumenti d'offesa, che si viene in pace.

La "xenofilia" al contrario è un comportamento ovviamente ANORMALE e illogico, se consideriamo le persone. La gioia con cui i "media" celebrano le virtù degli stranieri immigrati in Italia, con cui si apprezzano oltremodo le altre culture, tradizioni, cucina, lingua, insomma qualsiasi cosa venga da fuori e nello stesso tempo si dimenticano o si disdegnano le virtù locali, non solo è parossistica, è anche forzata, innaturale, soprattutto come comportamento di massa, perché eccezioni e devianze individuali sono fisiologiche. Questo significa che gli Italiani "xenofili" si comportano cosi perché sono CONDIZIONATI. Il condizionamento presuppone una intenzione, uno scopo e quindi dei mandanti e degli esecutori.


Per forza, le altre sono nazifasciste


Come doveva essere un cavaliere medievale


Immagine artefatta dai nazifascisti

Non sto scrivendo niente di particolarmente nuovo o intelligente. Sono cose banali sotto gli occhi di tutti. Adesso però viene un'altra domanda. Se i "media", sia quelli della "informazione" che quelli dello "intrattenimento", ci martellano con una propaganda cosi sfacciata, sopra le righe, eccessiva, come è possibile che, anche quando siano stati condizionati fino dall'infanzia, gli Italiani se la bevano? Che sopportino questa sostituzione meccanicamente ovvia di una "realtà" con un'altra?

A margine, faccio presente che questo meccanismo di condizionamento non riguarda solo la "xenofilia". Per esempio in passato ho citato film e serie televisive (Star Wars della Disney, Star Trek) dove si invertivano a bella posta i "ruoli" classici di genere, la donzella in pericolo e il prode cavaliere vengono rimpiazzati dall'uomo insicuro e fragile, la figura patriarcale inevitabilmente psicopatica, figure eroiche che possono essere solo donne energiche, con esiti spesso cosi irreali e forzati da ottenere un effetto comico, oppure omosessuali pieni di talento e integrità morale.


Partiamo da qui


Arriviamo qui


Partiamo da qui


Arriviamo qui

Adesso aspetto il commento di qualcuno il cui nome inizia per F che mi dice "Jeanne d'Arc era già eroina di Francia agli inizi del Quattrocento".

mercoledì, luglio 11, 2018

Una mattina mi son svegliato

No, davvero.
A parte la citazione di una popolare canzoncina che recita "una mattina mi son svegliato e ho trovato lo stranier", ah le matte risate, stamattina leggo su Repubblica un articolo giubilante circa le discordie interne al "governo Salvini".
Trenta sfida Salvini.
Elisabetta Trenta, in un'intervista ad Avvenire, a utilizzare parole che suonano come una sfida al Viminale: "Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L'apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità". La ministra della Difesa avverte Salvini e l'ala intransigente del governo: "L'Italia non si gira dall'altra parte. Non l'ha fatto e non lo farà. C'è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro. Ho guardato cento volte le foto di migranti e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata".
Premesso che se uno, uno a caso, uno ipotetico, non il Ministro che è persona coltissima, degnissima, moralmente ineccepibile, è "di sinistra", giocoforza è uno malato di mente o è un deficiente, andiamo ad esaminare.


Esempio di Mediterraneo aperto

"Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo."
Non è MAI stato vero. Il Ministro afferma IL CONTRARIO DELLA VERITA', la menzogna assoluta. Chiunque sia andato a scuola dovrebbe sapere che le civiltà che si sono succedute hanno tutte basato la propria potenza sul controllo dei mari, la Egemonia Ateniese, Cartagine, Roma, Venezia e Genova. L'Italia ha conosciuto periodi di regresso politico ed economico quando i commerci si sono spostati dal Mediterraneo sulle rotte oceaniche, rotte che erano dominate dalle potenze "coloniali" come Spagna, Francia e Inghilterra. Le imprese dei grandi navigatori come Colombo, Magellano, Cook, non erano fini a se stesse, servivano ad aprire nuove rotte verso l'Asia (altrimenti nota come "le Indie") per aggirare l'Islam che si trovava in mezzo. Incidentalmente fu accertato che tra l'Europa e le Indie si trovava una massa continentale ignota, le Americhe.

Comunque, a partire dalle Guerre Puniche o le torri di guardia che punteggiano le coste italiane e che servivano per avvertire la popolazione delle incursioni dei "Mori", passando attraverso le piazzeforti Veneziane e Genovesi, a tratti le piazzeforti degli ordini monastici e cavallereschi fondati nel contesto delle campagne per riprendere la Terrasanta, le campagne coloniali che incidentalmente soppressero la pirateria e le Guerre Mondiali, sul fondo del mare Mediterraneo si trovano innumerevoli navi affondate col loro carico di persone e cose. Cito l'articolo sul celebre mercante veneziano Marco Polo:
Secondo una diffusa leggenda, il 5 settembre 1298 si trova su una delle novanta navi veneziane sconfitte dai genovesi nella battaglia di Curzola.
Leggere della battaglia, che è interessante.


Antico dispositivo atto ad "accogliere" i "migranti"

"La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta."
Tremila anni di filosofia se ne vanno nello sciacquone della Scuola italiana. Questo è il modo di esprimersi di un Ministro della Repubblica.


Nella foto, un gruppo di Italiani

"C'è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra."
Che non è un "diritto", è un OBBLIGO, sempre se vuoi adeguarti a certe norme e trattati internazionali. Inversione tra soggetto e oggetto. Ormai si mette la parola "diritto" in ogni discorso, a casaccio, serve a condire, come il prezzemolo. Perché l'assunto è che se vuoi avere ragione devi sostenere i "diritti". Però è risaputo che la faccenda del "fuggono dalla guerra" è una MENZOGNA costruita ad arte, gli immigrati sono persone mediamente BENESTANTI nei loro Paesi, i quali, dopo essersi fatti convincere che l'Europa è il Paese del Bengodi, si vogliono trasferire qui per vivere come gli Europei. Prego fare il confronto tra Lagos, capitale della Nigeria e Copenhagen. Plain and simple, direbbero gli anglofoni.


Città di Lagos, Nigeria


Copenhagen, Danimarca

"E il diritto di arrivare e trovare un lavoro"
Eh? Da quando ARRIVARE è un "diritto"? In tutto il mondo, compresi i Paesi di provenienza degli immigrati, ci si presenta alla frontiera con un passaporto e un visto, ovvero dopo avere chiesto IL PERMESSO di entrare in quel Paese. Un permesso che è FACOLTATIVO, ovvero può essere negato, altrimenti non esisterebbe il concetto di chiedere un permesso. All'interno della Comunità Europea non si devono seguire queste regole a seguito di un trattato sottoscritto da un certo numero di Paesi per cui i rispettivi cittadini possono circolare da uno Stato all'altro senza chiedere permesso. Ancora, il fatto che esista questo trattato dipende dal fatto che, in condizioni "normali", NON SI PUO' circolare liberamente da uno Stato all'altro. Quindi il "diritto di arrivare" in realtà è un reato in tutto il mondo.

Riguardo il "diritto" a trovare un lavoro, in Italia ci sono MILIONI di disoccupati. Come sa chiunque abbia visitato un "centro per l'impiego", in Italia non esiste nessun sostegno per questi disoccupati, ne dal punto di vista economico, ne per quanto riguarda la ricerca di impiego. Mi piacerebbe tanto sapere in cosa consiste il "diritto" degli immigrati, i quali arrivano in Italia compiendo un REATO, di trovare lavoro quando questo diritto NON ESISTE per i cittadini italiani.


Diritto a trovare un lavoro

"Ho guardato cento volte le foto di migranti"
Una delle definizioni della pazzia consiste nella ripetizione di un gesto aspettandosi ogni volta un esito differente.

"una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata"
Una famiglia italiana che facesse la stessa cosa si vedrebbe togliere i figli dal tribunale dei minori. Se si trattasse di figli adulti, si tratta di complicità in un reato, come sopra. La famiglia IN TEORIA dovrebbe fornire al figlio il passaporto, il visto e un biglietto aereo. Perché gli immigrati non arrivano con l'aereo o un normale mezzo di trasporto? Perché arrivano in maniera ILLEGALE, compiendo un reato. Ovviamente anche compiendo una IMPOSIZIONE e una VIOLENZA ma stante il masochismo palese di chi fa i discorsi sulla "accoglienza", inutile rimarcarlo.

Da cui il discorsetto del Ministro è fatto solo di MENZOGNE e PARADOSSI. Posso immaginare che qualcuno faccia un discorso di menzogne e paradossi perché parla a gente che vuole sentire menzogne e paradossi. Che tipo di persone possono essere? Vedi sopra.

Chiudo con un estratto della "letterina" dalla rubrica dell'ex direttore dell'Unità su Repubblica. Chi scrive racconta di un bambino adottato, dal nome e dalla foto direi proveniente dall'est Europa, tipo Bielorussia o una cosa del genere.
"Vorrei che chi si sente in diritto di fare proclami facesse un giro e li guardasse negli occhi quei bambini, avvolti nei loro abiti logori e sformati, con i piedi segnati da scarpe troppo strette e le mani piene di calli come aveva mia nonna. Quei bambini non hanno bisogno di una mamma e di un papà, hanno bisogno di qualcuno che voglia loro bene. Vorrebbero solo sfuggire all'inferno cui sono sottoposti, per loro non ci sono differenze fra coppie composte da un uomo e una donna, due donne, due uomini, giovani, vecchi o anche persone sole. Semplicemente perché differenze non ci sono”.
Qui stiamo dicendo che ci sono posti al mondo dove lo Stato non riesce a prendersi cura degli orfani o comunque dei bambini bisognosi. Bene, bella scoperta. Nei giornali però trovi la notiziona dei bambini imprigionati in una grotta. Ora, la soluzione al problema che c'è tanta gente al mondo che vive in povertà consiste in due passi. Il primo è affermare che "le differenze non ci sono". La seconda è portare tutte queste persone che stanno male a vivere in Italia e i bimbi biondi darli in affido alle coppie omosessuali. Cavolo, come ho fatto a non pensarci?

Piccolo indizio al lettore: la ripetizione continua della parola "voglio - vorrei". E' abbastanza tipico di chi è condizionato a pensare che i desideri equivalgono a "diritti", cioè non solo quello che è giusto ma quello che deve essere garantito dalla "comunità", dato che gli Stati non devono più esistere. Non deve essere una cosa razionale o ragionevole, infatti non si "vorrebbe" che tutti i bimbi avessero una famiglia e il necessario per vivere bene, ergo risolvere le condizioni che determinano i problemi all'origine. Invece si vuole che non esistano differenze, qui e ora. In questo punto geometrico e in questo infinito istante presente. A costo di fabbricarli, i problemi. Un po' come il Partito del Proletariato è costretto a perpetuare il proletariato per continuare ad esistere e le coop ad importare poveracci.

venerdì, luglio 06, 2018

Pietà l'è morta

Il giudice di Pistoia ha riconosciuto per la prima volta l'applicabilità degli articoli 8 e 9 della legge 40/2004 in una coppia omogenitoriale, affermando che la responsabilità genitoriale della madre non biologica sorge per effetto della prestazione del consenso alla procreazione assistita eterologa.
Riconoscere i diritti della madre non biologica.
Io sono scemo e ho bisogno che qualcuno mi definisca il concetto di "madre non biologica".
Fino ad ora esisteva il concetto di "matrigna", che era la moglie del babbo sposata in seconde nozze. Poi esisteva il concetto di "madre adottiva" che di norma interveniva quando la madre naturale era deceduta o impossibilitata a prendersi cura della prole, in questo caso per millenaria consuetudine atta a preservare i legami di sangue, si cercava prima tra i parenti dei genitori.
Adesso mi rendono edotto che se qualcuno "presta il consenso" ad una procedura medica che riguarda altre tre persone, uomo - donna - infante, che è una persona anche se facciamo finta che non lo sia, questo significa, in virtù di un "diritto", essere qualificati come "madre non biologica".

Prestatemi attenzione: COSA MI IMPEDISCE DI ESSERE UNA MADRE NON BIOLOGICA?
Non ho alcuna difficoltà a prestare il consenso alla "procreazione assistita" di terzi, quindi non ho lo stesso diritto anch'io?
Mi si dirà "ma tu non sei la compagna omosessuale di una donna", no, giusto, sono un uomo che potrebbe essere il compagno omosessuale o non omosessuale di una donna, che differenza fa? Ancora, storicamente furono introdotte norme per obbligare i babbi a riconoscere i figli come propri ma in questo mondo paradossale dove tutto funziona alla rovescia, diciamo che la mia compagna mi chiede il consenso, per inciso non necessario, per farsi fecondare coi gameti di un altro, io do il mio consenso e quindi chiedo di essere riconosciuto come "madre non biologica", perché per ragioni mie non voglio essere il "padre non biologico".

Se qualcuno mi dice che un uomo non può chiedere di essere riconosciuto come "madre" allora io invoco i miei "diritti" contro la discriminazione di genere, dato che è molto più facile per me essere "madre non biologica" che per una donna fare molte professioni tradizionalmente riservate agli uomini.

Davanti a questo circo, poi mi tocca leggere i soliti sproloqui di gente che annuncia la fine del mondo causata dai "microfilamenti" di plastica nel mare o invoca "politiche di contraccezione" contro l'incremento demografico planetario.

Dimenticavo un dettaglio. La legge sopra citata, 40/2004, all'articolo 4 comma 3 recita: "È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo".

A questo è seguito il pronunciamento della Corte Costituzionale: "La Corte, dopo aver inizialmente respinto la questione di costituzionalità sul divieto di fecondazione eterologa, ritenendo tale scelta rientrare nel legittimo esercizio della discrezionalità del legislatore, ha in seguito dichiarato illegittimo tale divieto con la sentenza del 9 aprile 2014."

La motivazione fu la seguente: "La formazione di una famiglia, che include la scelta di avere figli, costituirebbe un diritto fondamentale della coppia, rispondente ad un interesse pubblico riconosciuto e tutelato dagli art. 2, 29 e 31 Cost. Obiettivo della legge n. 40 del 2004 sarebbe «quello di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità della coppia mediante il ricorso alla procreazione medicalmente assistita». In considerazione di tale finalità, il divieto stabilito dal citato art. 4, comma 3, recherebbe vulnus a detti parametri, perché discriminatorio ed irragionevole, in quanto per esso sono «trattate in modo opposto coppie con limiti di procreazione, risultando differenziate solo in virtù del tipo di patologia che affligge l’uno o l’altro dei componenti della coppia»."

Non so se è chiaro. In linea teorica, se seguissimo la logica della Corte, bisognerebbe affermare che il ricorso alla fecondazione eterologa da parte di omosessuali risponde alla necessità di risolvere problemi riproduttivi causati da una patologia e non si può vietare per non fare distinzioni tra una patologia e l'altra. Non fa ridere?

Sempre a proposito delle cretinate apocalittiche che ci tocca sopportare:


Non fa ridere anche questo?

mercoledì, luglio 04, 2018

Uomini e macchine

Pare che sia abbastanza diffusa la incomprensione RAI3 - renziana - confindustriale circa la differenza tra macchine e persone. A questo proposito cito la signora Galbanelli che ci spiega come funziona il "blockchain" dicendo che è come un notaio senza i costi del notaio. Andiamo a chiarire la faccenda delle differenza tra una macchina che svolge la funzione del "notaio" e una persona "notaio".

Una macchina fa bene una cosa semplice, stupida, per un numero molto grande di volte (o molto velocemente). Per esempio fare un buco in un angolo di una lamiera. Milioni di buchi nell'angolo di milioni di lamiere. La macchina opera nei limiti della sua progettazione, IDEALMENTE facendo ne più ne meno di quello per cui è disegnata. Dico idealmente perché siccome la macchina è stata disegnata da una persona e la persona non è onnisciente, chi l'ha progettata ha considerato un certo numero di "condizioni" possibili e di solito ha omesso un certo numero di "eccezioni", oltre ovviamente i possibili difetti involontari e talvolta anche intenzionali (es. backdoor). Nell'esempio di cui sopra, il progettista può avere progettato la macchina in modo che verifichi che le dimensioni e lo spessore della lamiera siano quelli voluti ma avere omesso il controllo che la lamiera sia di acciaio invece che di rame, quindi quando capita che alla macchina viene fornita una lamiera di rame la macchina procede come da progetto e sbaglia.

L'essere umano è un aggeggio molto differente. Per prima cosa mentre la macchina rimane sempre uguale da quando viene costruita a quando viene smantellata, l'essere umano è un sistema instabile che cambia continuamente, da un istante all'altro. Poi l'essere umano esiste attraverso l'adattamento. Se una persona viene messa davanti ad una scodella di minestra, col problema di bere la minestra, può decidere di sollevare la tazza e portarla alla bocca, se non può sollevare la tazza può chinarsi per succhiare la minestra, può guardarsi attorno per vedere se trova una cannuccia, un tubo o svellere un pezzo di plastica o di legno dall'arredamento e intagliare un cucchiaio.

Ora, premesso che se il "notaio" è una funzione inutile, non serve nemmeno una macchina, la differenza tra la "macchina notaio" e il "notaio umano" è che la macchina può solo operare nei limiti della sua progettazione quindi, per esempio, confrontare un documento con un "modello" che abbia una serie di caratteristiche specifiche. Quello che la macchina non può fare è affrontare una situazione non inclusa nella progettazione, adattarsi, cercare autonomamente una soluzione al problema. Nel mondo delle macchine la cosa migliore è che la macchina si accorga che la situazione non è prevista e si arresti per chiedere l'intervento umano, la cosa peggiore è che interpreti la situazione estranea come uno dei casi previsti e proceda, perché da questo comportamento non c'è via di uscita. Viceversa, un "notaio umano" facilmente potrebbe sbagliare nel confrontare milioni di documenti con un "modello di conformità" ma la sua capacità e quindi il suo ruolo consiste nel riconoscere una situazione insolita, l'eccezione, che sia accidentale, dovuta a incuria o ancora una azione dolosa, per intraprendere autonomamente una azione correttiva se nota oppure cercare una soluzione nuova. Magari anche retroattivamente.

La macchina non "garantisce" niente, nel caso del buco nella lamiera il fatto che tutte le lamiere bucate siano conformi dipende dalla condizione a priori che tutte le lamiere siano fornite alla macchina del materiale, dimensione e spessore previsti, quindi la "garanzia" non è nella macchina, è nello stato precedente. Noi accettiamo la possibilità che la macchina fallisca nel fare il buco nella lamiera quando le condizioni a priori non sono rispettate perché IL VALORE della lamiera bucata è insignificante. Viceversa, pensiamo ai "robot chirurgici" o ai "piloti automatici", tutte queste macchine sono sempre supervisionate prima e durante le loro operazioni da delle persone. La supervisione delle persone si rende necessaria per la ragione che ho detto, non tanto "garantire" che tutte le lamiere siano bucate come previsto ma che quando capita la lamiera di rame invece che di acciaio, l'eccezione sia riconosciuta come tale e che venga intrapresa una azione correttiva, lungo una catena di eventi che non può essere determinata a priori.

Da questo consegue che affidare la propria esistenza invece che la lamiera col buco ad un meccanismo è una idea veramente stupida perché, come tante altre cose della contemporaneità, è un sistema il cui fallimento è CERTO e contenuto nelle premesse.