mercoledì, dicembre 13, 2017

Internet al posto della TV

Io non possiedo la TV. Però guardo film e serie TV tramite Internet. Quasi sempre in lingua originale, saltuariamente in italiano. Lo faccio per mantenere un po' di inglese, che altrimenti perderei del tutto dato che non mi capita di usarlo praticamente mai. Ci sono due modi per farlo, legale e illegale. Io uso quello illegale, significa che guardo contenuti che sono protetti da copyright senza pagare. Si tratta per altro di contenuti liberamente accessibili tramite Internet, non serve niente altro che il browser e una connessione decente. Non descrivo qui i dettagli. Se qualcuno vuole maggiori informazioni mi deve contattare in altra maniera.

lunedì, dicembre 11, 2017

Ormai vale tutto Gerusalemme

Corriere, il quotidiano delle elite apolidi, pubblica: Gerusalemme, città unica, indivisibile e inappropriabile.
Unica, indivisibile, inappropriabile, impossibile da capitalizzare, Gerusalemme è la città che si sottrae all’ordine degli Stati-nazione. Ne eccede la ripartizione, la trascende, la interdice. Contro questo scoglio, o meglio, contro questa rocca, sono naufragati tutti i tentativi che, in un’ottica statocentrica e nazionale, hanno mirato solo a frazionarla e segmentarla. Smacco della diplomazia e, ancor più, fallimento di una politica che procede con il metro e con il calcolo. Gerusalemme non divide; al contrario, unisce.
...
Gerusalemme può divenire modello extrastatale e banco di prova di future lungimiranti relazioni fra i popoli.
Mi devo ricordare di citare la enciclopedia Treccani per aggirare il solito stereotipo/riflesso condizionato che scatena nei "sinistri" l'uso di Wikipedia:
Gerusalemme (ebr. Yĕrūshālayim; arabo Ūrushalīm o el-Quds «la città santa») Città della Palestina centrale, proclamata da Israele sua capitale.
...
Dopo la guerra del giugno 1967, che estese il controllo di Tel Aviv all’intera Cisgiordania, G. fu riunificata sotto la sovranità israeliana e nel 1980 l’annessione fu solennemente sancita da una ‘legge fondamentale’ che proclamò G. capitale ‘unita e indivisibile’ dello Stato di Israele.
Ora, la "trascendenza" citata dal Corriere si traduce semplicemente nel negare gli esiti dei conflitti "arabo-israeliani", che poi erano "proxy war" tra gli USA e l'URSS e negare l'esistenza e la sovranità dello Stato di Israele. Come dargli torto, se non deve esistere la sovranità dello Stato italiano, non si vede perché debba esistere quella di Israele. Se gli Italiani sono "cittadini del mondo" e chiunque può andare e venire a piacimento in Italia, non si vede perché non debba succedere lo stesso in Palestina. O no?

La "ottica statocentrica e nazionale".
Di questo si parla nel profondissimo articolo. La Gerusalemme delle fiabe, che si sottrae all'ordine degli Stati-nazione, è la trasposizione di quello che vorremmo fossero tutte la capitali europee. Alcune già lo sono, nel senso che Londra e Parigi sono rispettivamente capitali della Gran Bretagna e della Francia ma nei fatti sono entità extra-territoriali, separate etnicamente e culturalmente dal Paese in cui risiedono. Quando si incensa Milano in questi giorni lo si fa con la stessa logica, è la meno italiana delle città italiane ed è sempre più estranea al territorio circostante. Sempre più estranea anche a se stessa, alla sua storia.

Quindi sul Corriere si parla a nuora perché suocera intenda.
La parte più divertente è quella dove si scrive "non divide; al contrario, unisce". A Gerusalemme si accoltellano tra loro anche i monaci delle diverse confessioni cristiane che hanno l'incarico di sorvegliare i Luoghi Santi. Unisce nel senso che da duemila anni offre occasione di scambiarsi amichevoli e fraterne coltellate. D'altra parte l'articolo mica deve descrivere il reale, deve raccontare l'immaginario, deve vendere un prodotto. Ah non vedo l'ora che anche Roma si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e cosi cessi di essere "Roma Capitale" che viene sovvenzionata direttamente dal Parlamento italiano prelevando dalla fiscalità generale. Ah non vedo l'ora che anche la fiscalità generale si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e "Equitalia" diventi "Equimondo" cosi da pagare le stesse imposte del Liechtenstein (ma mi accontenterei anche di quelle della Russia). Ah non vedo l'ora che alla signora Donatella di Cesare si estendano i "diritti" che hanno le donne della Gerusalemme impossibile da capitalizzare.

Barzelletta del giorno:
"Grasso: «Io guido il partito, non D’Alema» e presenta il simbolo. La risposta all’asserzione di Renzi su Liberi e Uguali."
Poi ci sono ugualini, uguali, ugualoni, ugualissimi.

domenica, dicembre 10, 2017

Un Papa che parla troppo

Parla troppo, a sproposito, in favore di telecamera.
Per Francesco, infatti, «impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari.
... contrastare i cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, combattere la povertà e promuovere lo sviluppo umano integrale
... la domanda che si fa il Papa: oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari come stanno? O per salvare il creato e l’umanità non è forse necessario tornare indietro? Pensiamo a Hiroshima e Nagasaki, la distruzione».
D'accordo, bisogna riempire tutti i riquadri del giornale, quando non i può scrivere della sorella di Caia che va a letto con Tizio, si pesca il jolly del Papa. Da parte sua al Papa chiedono di parlare di continuo e ad un certo punto anche lui finisce gli argomenti e allora mescola parole a caso.

Le "armi nucleari" vaporizzano con il calore, schiacciano con l'onda d'urto, irraggiano con le radiazioni ma lo fanno in maniera assolutamente "democratica", ispirandosi ai massimi principi di "giustizia sociale", infatti non discriminano in alcun modo le persone deboli e svantaggiate. Mi si dirà che il Papa voleva dire che le risorse spese per costruire armi nucleari sarebbero meglio investite per migliorare la condizione delle persone deboli e svantaggiate. Si, come qualsiasi cosa, come il computer che sto adoperando adesso, il cavo che porta il segnale al server di Google, il server e tutto il resto del circo. Come i grandi alberi di Natale e i centri commerciali. Come le messe, se smettessimo di celebrare messa e trasformassimo chiese e cattedrali in ricoveri e alloggi per persone deboli e svantaggiate... Inoltre, le armi nucleari sono state usate due volte. Dall'alba dei tempi fino a oggi sono state usate innumerevoli volte altre armi, dalla clava alle armi robotizzate passando per i gas nervini o agenti infettivi. Le due armi che probabilmente non solo hanno ammazzato più gente ma hanno anche causato le maggiori sofferenze alle persone deboli e svantaggiate sono state la lancia, un bastone con punta di metallo e il kalashnikov, arma concepita per armare eserciti "rivoluzionari" e strappare i mezzi di produzione alla borghesia, finita poi in mano a tutti i tagliagola sparsi per il mondo. Per qualche strana ragione al Papa non sembra un gran problema che si decapiti la gente con un coltello da cucina arrugginito ma solo l'idea che si ammazzi con un ordigno che, sempre per ragioni note a lui solo, è collegato ai "cambiamenti climatici", non i computer, non le luci di Natale, non il centro commerciale, non il fatto che tutti gli "n" miliardi di persone vogliono godere delle stesse comodità. No no, le armi nucleari.

Il Papa pensa a Hiroshima e Nagasaki. Bisognerebbe che qualcuno dei suoi segretari lo informasse che gli eventi citati risalgono alla prima metà del Novecento e siamo nel 2017. Da allora ad oggi, come ho scritto, non sono state usate armi nucleari, in compenso sono state costruite ed adoperate tutte le altre armi concepibili. Per esempio, ogni singolo bombardiere "invisibile" B2, senza nessuna arma a bordo, è costato più del doppio del suo peso in oro. Vogliamo fare il caso della Terrasanta, dove da Hiroshima in avanti sono state combattute un certo numero di guerre ufficiali e non-ufficiali, che hanno ammazzato e storpiato e creato milioni di persone deboli e svantaggiate? Per qualche strano motivo al Papa fa orrore solo la "distruzione" sul suolo nipponico del 1945. Dove per altro nel 2011 ci furono un terremoto e un maremoto, gentile omaggio della "provvidenza", che uccisero trentamila persone.

Vorrei potere dire che il Papa si dovrebbe limitare alle questioni di dottrina. Ma per il post precedente circa la patristica, farebbe poca differenza, l'unico vantaggio è che i paradossi non andrebbero a sbattere immediatamente contro l'evidenza dei fatti.

Tutelare la dignità delle persone.

Nota personale: perché esistono le armi nucleari? La risposta, per quanto ridicolo sia, è la stessa di quella che si da alla domanda perché si scalano le montagne? Perché sono li. Le armi nucleari si possono costruire, quindi ognuno le costruisce semplicemente perché lo fanno tutti gli altri. Paradossalmente sono le armi che hanno la probabilità minore di essere effettivamente usate perché, anche quando non esiste la possibilità che l'avversario replichi con la stessa arma, rendono il territorio colpito assolutamente inutile per l'aggressore, vanificando la prima motivazione di sempre per l'uso delle armi. Ergo, la logica del Papa è "n" volte fallata. Oltre l'ovvia considerazione che le persone non sono deboli e svantaggiate per via delle armi nucleari, queste sono anche il problema minore rispetto all'intero arsenale bellico che costa di più e viene poi effettivamente impiegato sempre e ovunque. Se anche non esistesse il complesso industriale-militare, a Caino non servì una vera a propria arma per ammazzare Abele, un sasso o un bastone servono egregiamente allo scopo.

mercoledì, dicembre 06, 2017

Privacy e Internet

Premessa: non ho alcun interesse e quindi competenza riguardo i furbofoni.

Il termine "privacy" si traduce in "riservatezza", ovvero nel fatto che una parte della vita di una persona deve rimanere riservata, non diventare di pubblico dominio.

Cominciamo dal principio, l'atto di connettersi ad Internet. Normalmente si fa tramite un abbonamento sottoscritto presso un "provider", cioè un fornitore del servizio di connettività. Il provider/fornitore compra all'ingrosso gli apparati necessari a consentire la connessione ad Internet o parti di apparati di altri enti e poi li rivende ai suoi clienti. In sostanza il provider può "vedere" tutto quello che passa dal punto di accesso e dal primo tratto di rete che controlla direttamente e infatti le autorità chiedono ai provider quando si interessano all'uso che fa di Internet una certa persona o di intervenire per impedire (più precisamente ostacolare) determinati usi "illegali". Sia lo "ascolto" che il "blocco" delle nostre attività da parte del provider si può aggirare col sistema di connettersi ad un "nodo" anonimo e da li in poi essere re-indirizzati verso gli indirizzi di rete a cui vogliamo effettivamente collegarci, tramite una connessione criptata. Grossomodo è il sistema alla base di TOR e delle VPN. Il guaio è che il provider, quando non "legge" cosa sta succedendo, vede però che stiamo usando un sistema per "nascondere" il traffico reale e quindi, volendo, può cercare di impedire (o ostacolare) il primo passaggio, quello con cui ci si collega al "nodo".

Dipoi andiamo ad esaminare cosa succede quando si "naviga" dentro Internet. Il meccanismo funziona cosi, il nostro browser manda una serie di richieste a dei server che inoltrano la richiesta ad altri server oppure rispondono inviando l'oggetto richiesto. Capite da voi che tutti questi server, sia lungo la catena che alla estremità finale della connessione, possono tenere traccia delle richieste, dei dati di chi richiede e di cosa ha richiesto. L'elemento favorevole è che l'indirizzo IP che identifica sulla rete il dispositivo che state adoperando di solito è "dinamico", cioè viene assegnato dal provider ogni volta che ci si collega ad Internet pescando a caso da un "pool", cioè da un gruppo di IP. Questo significa che per sapere chi stava usando quel dato IP in un dato momento bisogna chiedere al provider e questa richiesta deve venire dall'autorità nazionale preposta, non è una informazione di pubblico dominio. Fanno eccezione di solito le connessioni dall'interno di aziende e scuole, che invece su Internet appaiono con un IP "statico", assegnato dal provider una volta per tutte, condiviso tra tutti quelli che si collegano dall'interno della rete aziendale e l'azienda o la scuola non ha difficoltà a risalire alla postazione e presumibilmente a chi la sta adoperando. Il rimedio (che di solito non vale dall'interno di aziende e scuole) è lo stesso del caso precedente, in aggiunta a TOR e VPN si possono usare anche dei "proxy anonimi", cioè dei server che fanno da tramite nascondendo le informazioni (IP, configurazione) del vostro dispositivo, senza l'aggiunta della connessione criptata.

Esiste un altro livello, cioè le informazioni che vengono fornite dal browser che adoperate al server con cui "dialoga", in maniera palese o anche occulta, ovvero senza il vostro intervento. Banalmente il server può chiedere al browser qual è la configurazione del dispositivo che adoperate, questa richiesta può servire per adeguare la risposta del server a quella configurazione ma anche a "identificare" il vostro dispositivo. Inoltre e questa è la cosa più fastidiosa, il server può scrivere dentro il vostro dispositivo dei "file" che poi possono essere letti dallo stesso server o altri server consociati per identificare il dispositivo e anche per tenere traccia di operazioni precedenti. Qui si può ovviare configurando opportunamente il browser per non presentarsi con un "profilo" identico tutte le volte e per cancellare i file "memorizzati" (history) quando si termina una sessione.

Infine, l'accesso ad un servizio come "utente registrato". Facciamo il caso che io mi colleghi ad Internet e poi entri dentro Blogger col mio account Google per scrivere un post. Da quel momento in poi Google, avendo scritto gli opportuni file dentro il mio computer, mi vede come Lorenzo. QUALSIASI cosa io faccia da quel punto in avanti, anche se chiudo la pagina di Blogger. Significa che se entro in Youtube Google registra quali video sto guardando, se faccio una ricerca qualsiasi, registra cosa ho cercato, se ho una interazione con un altro utente registrato, chi è, che tipo di informazioni ci scambiamo e come, eccetera. Non basta, tutti i siti "consociati" a Google possono riconoscermi allo stesso modo. Questo è il "valore" che le società che offrono "servizi gratuiti" su Internet ricavano dal servizio medesimo, ovvero il monitoraggio dei comportamenti e delle abitudini degli utenti registrati sulle loro "piattaforme", cioè il "profiling", la definizione di un "profilo", senza che l'utente ne sia consapevole. E' un valore perché il "profilo" dell'utente e degli utenti con cui si relaziona (secondo la definizione impropria di "social network") viene venduto alle aziende che fanno pubblicità su Internet e/o vendono servizi e prodotti. Ovvero, l'utente Lorenzo ha l'hobby degli aquiloni, gli verranno mostrate pubblicità correlate e idealmente venduti servizi e prodotti che lo possono interessare. A questo si rimedia in vari modi. Si può "navigare" solo dopo avere chiuso la connessione come "utente registrato" e cancellato la "history". Si può utilizzare un motore di ricerca diverso da Google. I possono "isolare" le pagine in modo che Youtube non possa leggere i file memorizzati da Blogger (vedi estensione di Firefox Multi-Account Containers), si può filtrare entro certi limiti cosa il browser scarica dai vari siti e bloccare certe operazioni, in entrata e in uscita (vedi uBlock/uMatrix).

Ovviamente qui stiamo ignorando sia l'eventualità che il software di proposito compia delle operazioni "maligne", per esempio che il browser crei un identificativo univoco che si può consultare (tipo Chrome, ahah) o che ci pensi il sistema operativo o peggio il firmware, sia che esista l'eventualità di controllare il vostro dispositivo elettronico dall'esterno.

Comunque non vi sfugga che tanto più è "social" un certo "network", tanto maggiore è la profilazione a cui sottopone gli utenti registrati e quindi tanto minori saranno i contenuti accessibili dagli utenti non-registrati, cioè verso Internet in generale. In questo consiste l'inganno del concetto stesso di "social network", in realtà non si tratta di una rete che collega tra di loro dei "peer", cioè dei pari ma di una rete nella quale qualsiasi connessione tra due utenti è veicolata. mediata, da un intermediario e questo intermediario fornisce il servizio "gratis", ovvero consente e facilita la parte "social" in cambio delle informazioni che estrae dal monitoraggio che esegue sul comportamento degli utenti. Diciamo che è come "incontrarsi" con qualcuno stando in due stanze diverse ed usando una terza persona che porta i messaggi da uno all'altro (e quindi legge, guarda, ascolta tutto quello che succede). Mentre Internet è come telefonare, non a caso in origine la connessione tra due dispositivi si realizzava proprio con una normale telefonata.

Demenza quotidiana nei titoli

Un italiano su tre è a rischio povertà, soprattutto se risiede al Sud e vive in famiglie numerose o di origine straniera.
Papa Francesco su Gerusalemme: In Terra Santa vanno riconosciuti i diritti di tutti.

A proposito del Papa, particolarmente divertente questo articolo:
Papa corregge il Padre nostro «Dio non induce in tentazione Traduzione è sbagliata»

Non è mai Dio a tentarci, quell’«indurci» è «una traduzione non buona», dice Francesco, nell’ultima versione Cei si legge «non abbandonarci». Il senso è: «Quando Satana ci induce in tentazione, tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano».
Ah bé, allora problema risolto. Dio crea tutto, l'universo, Satana e l'Uomo, poi sta a guardare lo spettacolo del "libero arbitrio" e noi lo preghiamo perché non ci abbandoni. E' un concetto che logicamente funziona benissimo. Funzionava benissimo già al tempo di Agostino di Ippona, che risolve la faccenda ridefinendo la dualità "bene/male" (Dio/Satana) in una minore o maggiore "rarefazione" del bene, da cui Satana non è anti-Dio, è solo un bene molto più rarefatto, quantitativamente minore. Comunque bene perché da Dio può emanare solo quello. Di seguito trattazione più articolata dell'articolo del Corriere, che si conclude con l'inevitabile considerazione che il concetto di Dio è irrazionale, ovvero inconoscibile e, soprattutto nel nostro caso incomunicabile. Altrimenti, non sarebbe necessaria la fede del "credo quia absurdum".

lunedì, dicembre 04, 2017

Ancora sul Meticciato

Il sapere critico che chiamiamo 'Storia' ci dice che anche il meticciato per essere fenomeno evolutivo ha bisogno di un habitat adeguato che dobbiamo costruire politicamente.
Racconti, Augias: "Gli italiani nella sfida del meticciato".

Prego notare il sottile paradosso nel quale si rotolano quelli che credono si saperla lunga: la affermazione per cui gli Italiani non esistono come etnia, come Popolo e come Nazione perché frutto di migrazioni, invasioni, mescolanze, quindi si tratta solo di una figura retorica, un gioco intellettuale, una invenzione. Nello stesso tempo si afferma che gli Italiani, che non esistono in quanto tali, da sempre "cittadini del mondo", si trovano davanti alla "sfida del meticciato" e che bisogna costruire politicamente lo "habitat adeguato", cosa che logicamente non sarebbe necessaria se la prima affermazione fosse vera, il meticciato sarebbe la condizione naturale degli Italiani e non bisognerebbe obbligarli.

Una cosa purtroppo è palese. Il livello di perversione a cui sono assuefatti gli Italiani è tale per cui ormai sono in grado solo di vivere vite perverse, pensare e dire cose perverse. Oltre al dispiacere per il futuro che aspetta i bimbi, c'è un po' di rabbia nella consapevolezza che niente di tutto questo accade "naturalmente", come sopra, è l'habitat adeguato, costruito politicamente. Non da ieri o l'altro ieri, da decenni. C'è chi paga e dà le direttive, chi esegue e viene pagato, chi plaude senza capire, chi pensa a godere, chi subisce con lo scarpone sul collo.

Nel frattempo: pensiamo alle cose importanti.
Certo, adesso per fare la Carta di Identità "elettronica" ci vogliono tre mesi ma "il Blockchain nella Pubblica Amministrazione, il cambiamento culturale ci sarà, punto, non è in discussione". Bello il professor Prodi quando mi raccontava che di avere sottoscritto l'Euro solo perché si doveva scommettere sulla inevitabile unione politica degli Stati europei, altrimenti non avrebbe potuto funzionare. Toh, ecco, problema risolto da Renzi (e Grillo) col Bitcoin.

sabato, dicembre 02, 2017

Bloccare contenuti con Firefox

Preambolo.
A partire dalla versione 57 Firefox non è più compatibile con le "estensioni classiche" ma solo con quelle sviluppate sulla base delle API "webextensions", che sono più o meno analoghe alle estensioni di Chrome.

Bloccare i contenuti (diciamo la "pubblicità") con Firefox significa utilizzare una estensione (o "addon") che, a partire da una lista di "regole", blocca il caricamento degli oggetti di varia natura che sono contenuti nelle pagine che vengono visualizzate dal browser. Gli stessi contenuti si possono "nascondere" modificandone gli attributi CSS ma questa opzione è puramente cosmetica.

Fino a qualche tempo fa utilizzavo l'estensione Adblock Plus.
Questa estensione si componeva di due parti, una dove si potevano scegliere quali liste pre-definite utilizzare e una, che per me rappresentava la ragione d'essere della estensione, tramite la quale si poteva "ispezionare" il codice della pagina in modo da localizzare gli oggetti in questione e scrivere le regole "personalizzate" per bloccarli. Ad un certo punto lo sviluppatore di questa estensione fondò una società per "commercializzarla", cosa che si risolse nell'aggiunta di una lista di "pubblicità accettabili", ovvero le agenzie pubblicitarie che rispettano determinati criteri "non-invasivi" possono sottoscrivere una specie di "abbonamento" in modo da essere incluse in questa lista. La lista "annulla" il blocco eventualmente impostato dalle liste usate dall'utente dell'estensione. Fortunatamente la lista delle "pubblicità accettabili" si poteva disabilitare nelle impostazioni.

L'abbandono delle "estensioni classiche" di Firefox in funzione delle estensioni "tipo Chrome" ha costretto l'azienda che sviluppa Adblock Plus a cestinare la versione precedente e a fare un "porting" della versione per Chrome, la quale in sostanza manca completamente della seconda parte descritta sopra, quella che assiste l'utente nella compilazione delle proprie regole per filtrare i contenuti. Ergo, praticamente l'unica modalità d'uso attuale consiste nel sottoscrivere le liste pre-definite e per me questa modalità è troppo limitata.

A questo punto sono passato a uBlock Origin.
La storia di UBlock Origin è completamente differente e questo è evidente da come l'estensione funziona. In origine era parte di una estensione più complessa che includeva una specie di "firewall", questa parte è stata scorporata in un'altra estensione chiamata uMatrix.

uBlock Origin ha due modalità di funzionamento.
La prima è quella predefinita/automatica e assomiglia ad Adblock Plus nel senso che include una serie di opzioni tramite le quali si selezionano le liste pre-definite, che incidentalmente sono le stesse usate da Adblock Plus. Sono chiamate "regole statiche" perché filtrano il codice di tutte le pagine usando delle "parole chiave". La differenza è che uBlock consente una maggiore personalizzazione delle liste e di come vengono adoperate e che non c'è nessuna lista di "pubblicità accettabili". In questa modalità l'utente non deve fare niente.

Attenzione: più liste caricate, più risorse di RAM e CPU l'estensione andrà a consumare. Vi suggerisco di disabilitare le regole "cosmetiche" (in due punti nelle opzioni) e di limitare le liste predefinite a quelle "proprietarie" di uBlock più le tre generali "Easylist".

La seconda modalità viene abilitata selezionando "sono un utente avanzato". In pratica aggiunge alla modalità "tipo-Adblock Plus" quello che l'autore chiama "filtraggio dinamico" e che in sostanza è una versione semplificata del "firewall" di uMatrix. Stringendo, si intende la possibilità di bloccare le connessioni in ingresso che provengono dalla lista di URL/indirizzi che il browser contatta a partire dalla pagina e che viene visualizzata dall'estensione cliccando sulla icona.


La interfaccia presenta una "tabella" di righe con in alto le categorie di oggetti che si possono bloccare e in basso la lista degli URL/indirizzi e di colonne che consentono rispettivamente di bloccare (rosso), fare passare da sopra a sotto (grigio), disattivare le liste statiche (verde), divise in due, a sinistra "globali" e a destra "locali" (cioè valide solo per il sito). Le celle "trasparenti", cioè rossine, verdine, grigine, ereditano lo stato da quelle sopra, quindi da globale a locale, da sinistra a destra.

Facciamo un esempio: apro l'interfaccia, vado sulla riga "script di terze parti", significa le funzioni JS che il sito "A" esegue caricandole da altri siti "B", "C" e "D". Clicco in modo da fare diventare rossa la cella di sinistra. In questo modo ho impostato uBlock per bloccare tutti i JS di terze parti in modalità "globale", cioè per tutti i siti.

Adesso guardo sotto e vedo l'elenco degli indirizzi da cui il browser scarica degli oggetti. Mettiamo che tra questi ci sia "mario.it". Se voglio fare in modo che gli script siano scaricati da "mario.it" ed eseguiti per tutti i siti che visito, nonostante il "blocco globale" impostato sopra, devo marcare la cella di sinistra in grigio. Se invece voglio che siano scaricati ed eseguiti solo nel sito che ho aperto in questo momento, devo marcare la cella di destra in grigio. Per tutti gli indirizzi, quando non sono sottoposti alle regole "dinamiche" impostate tramite la "tabella", quindi anche se sono celle "grigie", rimangono valide le regole "statiche" delle liste.

uBlock Origin è concepito dall'inizio nella modalità "come Chrome" e quindi manca degli strumenti per ispezionare le pagine. Per fortuna ha una finestra di "log", che si attiva coll'apposito bottone (secondo in alto da destra). Il log non visualizza nulla se non si ricarica la pagina e per vedere quali sono gli oggetti bloccati (e come/da cosa sono bloccati) bisogna imporre il filtro "|--" (senza virgolette).

Per la maggior parte degli utenti uBlock si può usare nella prima modalità che è la stessa di Adblock Plus col vantaggio di un ipotetico minore consumo di risorse (che però io non posso verificare) e del fatto che non ci sono le "pubblicità accettabili". Il vantaggio di adoperare la seconda modalità consiste nell'aggiunta di una funzionalità tipo "firewall" che emula anche per certi versi l'estensione NoScript.

Documentazione qui.

Nota: il "plus" e lo "origin" sono aggiunte causate da liti tra sviluppatori e conseguenti "fork", cioè separazioni in due estensioni diverse da un predecessore comune. Questo significa che è tutta roba che adesso c'è e domani boh. Capisco che per chi non è interessato ai tecnicismi sia tutto uno sbattimento privo di senso.

giovedì, novembre 30, 2017

Sostenibilità

Una parola che va di moda. Vediamone uno dei pochi significati concreti:

Trovo questo altro articolo sul Corriere, a firma Gian Antonio Stella
«L’obiettivo di una sinistra di governo dovrebbe essere quello di rimuovere le ineguaglianze, non di difendere un sistema previdenziale iniquo piegato alla logica della sostenibilità finanziaria», ha detto Susanna Camusso in un’intervista a Roberto Mania. Rileggiamo: un governo non dovrebbe essere «piegato alla logica della sostenibilità finanziaria».
... non si poneva il problema nessuno. Basti per tutti la tesi del dicì Carlo Borra (NDR in Parlamento dal '63 al '76) dopo una stretta: «Purtroppo è rimasto inalterato il carattere fondamentalmente contributivo della pensione, mentre solo l’elaborazione di una pensione-base finanziata dall’intera collettività mediante il prelievo fiscale potrà consentire la realizzazione dell’obiettivo finale di una pensione pari all’80% dell’ultima retribuzione»
Sono interdetto. Il Corriere pubblica come se niente fosse i "segreti di Fatima" su cui si fonda tutta la Storia della nostra repubblichetta, inclusa la faccenda della "flessibilità" che andiamo chiedendo alla "Europa". La notiziona del giorno però non è questa, è il ritorno del Fascismo sullo sfondo del popolare caso di Cronaca Nera. Io mi porrei il problema degli obbiettivi della "sinistra di governo", in sostanza sembra che si riduca tutto nel "rimuovere le ineguaglianze", qualsiasi esse siano, non importa come, a qualsiasi prezzo. Mentire per esempio non costa niente.

(Consiglio lettura post precedente su "fake news" e "pensioni").
Devo ammetterlo, mi fa un po' male che il signor Stella sia pagato per scrivere sul Corriere le stesse cose che scrivevo io anni e anni fa, prendendo in cambio ogni sorta di insulto.