domenica, febbraio 25, 2007

Italia.it, preferivo non sapere

Non posso esimermi da aggiungere il mio commento riguardo al sito italia.it.

Cercherò di essere sintetico perché sono già stati spesi fiumi di parole e finirei per essere retorico o patetico nei confronti di questo povero Paese che non è mai stato una Nazione.

IL LOGO
Prima della presentazione del sito è stato presentato il Logo. "it - l'Italia lascia il segno". Non dirò che il logo è brutto, semplicemente è qualcosa di elementare, non professionale. Chiunque con un minimo di capacità nell'uso del computer avrebbe potuto fare qualcosa di analogo. E' stato anche accostato ad altri loghi più o meno simili, secondo me l'errore più incredibile, dato il contesto, è che i colori della bandiera italiana sono invertiti, dato che il verde e' a destra quando dovrebbe essere a sinistra. Pare che il Logo sia opera di una celebre società di comunicazione e che sia costato 100.000 euro. La mia considerazione è che glielo poteva fare gratis uno studente delle Superiori.

IL SITO
Veniamo al "portale". Dalla prima impressione ricavo due considerazioni: 1. Questo sito dimostra per l'ennesima volta che Flash non solo non serve a nulla ma nella maggior parte dei casi viene usato in modo da essere un problema tecnico e un fastidio per l'utente. 2. Non si capisce quale sia lo scopo del portale, cioè quali informazioni voglia dare ai visitatori e perchè.
Per capirci, vi rimando ad un mo vecchio post che fornisce un esempio (relativamente ovvio) di cosa si potrebbe fare invece che il solito slideshow in Flash da cretinetti. Guida 3D dell'Italia

Leggendo nel "Chi Siamo" si trova:
L'iniziativa del portale nazionale del turismo Italia.it nasce nell'ambito del più ampio programma "Scegli Italia" lanciato dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione con l'obiettivo di promuovere e valorizzare sulla rete internet l'offerta turistica italiana sotto i diversi profili culturali, ambientali, enogastronomici e del made in Italy.

L’art. 12 della legge 80/2005 ha assegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie la realizzazione e la gestione dell’iniziativa, sviluppata con il supporto operativo di Innovazione Italia S.p.A. e dal raggruppamento temporaneo di imprese selezionato per la fornitura, composto da IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG.
Tecnicamente osservo: la grafica del portale è relativamente semplice, alla portata di qualsiasi WebDesigner con esperienza. Degli oggetti Flash ho già detto, mi sembra di cattivo gusto l'accostamento con le immagini in bianco e nero neo-realistiche, di cui non condivido il messaggio distorto. Dato che poi il sito sembra praticamente vuoto e quindi sostanzialmente non promuove e non valorizza alcunchè, l'altro aspetto che posso sottolineare è che il tutto è stato sviluppato su una piattaforma IBM come Websphere, anche se non conosco i dettagli. Il codice delle pagine è un po' vecchio stile, non saprei dire se dipende dalla piattaforma o da che altro.
La cosa più importante da dire e' che un sito del genere, per quello che si vede, è alla portata di qualsiasi WebAgency. Ora, se si trattasse del sito di una azienda e fosse costato 45.000 euro probabilmente si parlerebbe di un prezzo esorbitante. Il bello è che pare non sia costato 450.000 euro e nemmeno 4.500.000 euro, bensì la astronomica cifra di 45.000.000 euro, cioè circa 90 miliardi delle vecchie lire. La cifra è cosi assurda che siamo tutti instupiditi dallo stupore. Cosa hanno fatto con tutti quei soldi? Non si sa.

Edit: Ho trovato queste informazioni riguardo la spesa, non so se siano corrette, in ogni caso ve le giro:
- 21 milioni alle regioni per riempirlo di contenuti
- 4 per contenuti centralizzati
- 7,8 milioni per la piattaforma IBM
- 12,2 milioni di euro rimangono in cassa

Certo, in Italia ci sono tantissimi altri "mostri" di cui si parla raramente, ospedali nuovi mai utilizzati, strade e ponti che finiscono nel nulla, eccetera. Altrimenti non si spiegherebbe come possiamo essere cosi indebitati, massacrati di tasse e nello stesso tempo avere infrastrutture cadenti. Fatto sta che le personalità che occupano le posizioni di governo hanno presentato il "bellissimo logo" e il "fantastico sito" quando io avrei invece incaricato la magistratura di indagare. Rutelli pare abbia detto: "[...] abbiamo tanto da fare, ma il sito assieme al nuovo simbolo del turismo italiano è una grande conquista, un buon risultato per tutto il Sistema Paese". Se spendere 45 milioni per una cosa che dovrebbe costare 100 volte meno e che alla fine dei conti non serve a nulla e' una grande conquista per il "Sistema Paese", non voglio sapere cosa può essere un fallimento.
Poi sono anche relativamente sicuro che chi ha effettivamente lavorato al portale ha dovuto sputare sangue a seguito di infinite riunioni dove si e' straparlato di tutto e di niente, con somma incompetenza, come d'uso in queste occasioni.

Concludo dicendo che secondo me, anche in considerazione del livello del prodotto, tanto valeva affidare l'incarico alle Università. C'era una buona possibilità di ottenere qualcosa di meglio, usando magari tecnologia Open Source senza vincoli di licenze a costi relativamente irrisori e comunque andando a fare un investimento invece che un semplice spreco di risorse.

Vi rimando al blog di Studiolabo dove si discute la questione dal punto di vista del design.

venerdì, febbraio 23, 2007

Office secondo Google

Anni dopo Netscape e la guerra dei browser, Google cala le carte e presenta un ambiente di lavoro e collaborazione online. In sostanza una azienda, pagando una licenza di 50 dollari per ogni account, può utilizzare da una qualsiasi connessione Internet un word processor, un foglio di calcolo, un servizio di email col 99.9% di uptime garantito, un calendario e un istant messenger, all'interno di un "ambiente" associato ad un dominio. Quindi tutti gli impiegati, collegandosi ovunque nel mondo al dominio www.azienda.com (per es.) possono avere la loro postazione di lavoro "remota" e anche condividere i documenti e collaborare. Esiste anche la versione gratuita e ovviamente ridotta per privati.

Ecco qui la carta dei servizi e la comparazione tra servizio gratuito e a pagamento:
Welcome to Google Apps - Choose the edition that fits your needs.

E' una cosa che in realtà esisteva "in nuce" da un po' di tempo e Google ha anche altri servizi online. Io onestamente non credo che questa iniziativa sia in grado di intaccare il modello di business opposto delle aziende come Microsoft o Adobe, quello basato sulle installazioni dei sofware in ambiente desktop e server con le relative licenze. C'è troppa inerzia nelle aziende che vedo io e anche troppa incompentenza e generalmente diffidenza nei riguardi dello IT per cambiamenti cosi radicali di filosofia.
Esistono anche dei possibili inconvenienti pratici, tra cui le prime due cose che mi vengono in mente sono la "riservatezza" dei documenti che vengono giocoforza conservati sui server di Google e le feature molto ridotte delle applicazioni online rispetto ai corrispondenti mostri tradizionali, che ormai richiedono risorse hardware impensabili.
Fatto sta che Google mette paura. Vedremo se finirà per essere solo una mossa pubblicitaria o se e' una iniziativa destinata a lasciare il segno.

Una cosa da considerare è che per l'ambiente desktop e le applicazioni "office" esistono ormai soluzioni Open Source se non equivalenti comunque vicine agli analoghi prodotti dei colossi del sofware. Open Source significa che il software è sostanzialmente gratuito o costa una prezzo molto inferiore. Tuttavia anche in questo caso per svariate ragioni in ambito aziendale il modello di business convenzionale non viene sostanzialmente intaccato, pur in presenza di una offerta molto più vicina di quella che potrà mai essere un ambiente di lavoro "remoto-online". Un successo maggiore si è avuto per gli ambienti server ma anche qui non tale da cambiare gli equilibri.

venerdì, febbraio 16, 2007

Informazioni su Telecom Italia

Per chi e' interessato, pubblico il link di Wikipedia con informazioni utili:
Telecom Italia SpA è un'azienda italiana di telecomunicazioni.

Alcuni punti salienti:
Sotto la presidenza di Guido Rossi, il 20 ottobre 1997 viene attuata dal governo la privatizzazione della società: dalla vendita del 35,26% del capitale si ricavano circa 26.000 miliardi di lire (che dovrebbe fare 13 miliardi di euro ndr).

Dal luglio 2001 Telecom è controllata dalla finanziaria Olimpia, partecipazione di Pirelli (al 60%), Edizione Holding dei Benetton, Banca Intesa e Unicredito, a cui in seguito si è aggiunta Hopa, la holding bresciana di Gnutti.
Per accorciare la catena di controllo viene decisa, nel 2003, la fusione della controllante Olivetti con Telecom Italia.

Dal bilancio 2005, l'indebitamento finanziario netto risulta essere di 39,858 miliardi di euro (quanto fa in lire? confronta con la cifra ricavata dalla privatizzazione. ndr). Tuttavia, come già nell'anno passato, la società decide, nel marzo 2006, di dare priorità all'aumento dei dividendi per gli azionisti; in risposta, l'agenzia Fitch Ratings riduce il rating di Telecom Italia, portandolo da A- a BBB+.

Il personale dell'azienda è passato da 106.620 dipendenti nel 2002 a 91.365 nel 2004, per arrivare a 85.484 a fine 2005.
Vi consiglio anche di scorrere il capoverso dal titolo "Acquisizioni e cessioni".

giovedì, febbraio 15, 2007

Telecom Italia Alice ADSL

Una preghiera.
O Dio dell'Antico Testamento, se trovi un minuto per me leggi questo post e scatena la tua ira su Telecom, dall'Amministratore Delegato a scendere.

Mail datata 13/10/2006:
Gentile Cliente,
Siamo lieti di informarla che, a partire dal 13 ottobre 2006, con la sua offerta Alice Flat sara' disponibile il nuovo profilo a velocita' di download fino a 2 Mega, anziche' 640 Kbps.
... e verra' reso disponibile entro l'anno, a partire dal 13 ottobre 2006.


Telefonata al 187 (numero assistenza di Telecom) di oggi:
Siamo spiacenti ma, a causa di problemi insorti con la authority e la richiesta di Telecom di aggiornare le linee, a Gennaio e' stato comunicato ai call center che l'upgrade sara' effettuato entro marzo 2007.
Da notare che ho gia' chiamato DUE volte e mi e' stato detto "entro Gennaio" e poi "entro Febbraio". Al che la gentile operatrice mi dice "si ma lei ha sottoscritto un contratto 640 mica 2 mega" e li non ci ho visto piu' ho detto benissimo prendo la mail di Telecom Italia e vado da un avvocato...Allora lei mi ha dato un numero di fax per inoltrare un reclamo scritto. Capirai...
Comunque se vi interessa, fax: 803308187

Inoltre, cade la connessione:
Si e' vero, sono 3 giorni che alcuni server della rete hanno dei problemi e molti clienti lamentano disservizi, tra cui la navigazione bloccata. Anche lei risulta assegnato ad uno di questi server. Ci e' stato comunicato che il problema verra' risolto entro la mezzanotte del 16 (quindi 5 giorni di down)

Ma come si fa a vivere in Italia?

Nota: l'immagine viene dalla Cappella Sistina, l'affresco di Michelangelo.

Come sopravvivere nel mondo reale

Cito la fantastica scriscia di Dilbert per l'ennesimo esempio di vita reale: ecco come ci si deve comportare per sopravvivere in azienda.



Traduzione: Wally chiede a Dilbert come va il suo progetto. Dilbert gli risponde "un mucchio fumante di "fallimento". Notare che Wally e Dilbert sono colleghi "ingegneri".


Traduzione: Il manager chiede a Dilbert come va il suo progetto. Dilbert gli risponde "bene". Notare che il manager di Dilbert non ha praticamente nessuna idea del lavoro di Dilbert.

Ovviamente se (come me putroppo) fate l'errore di rispondere sempre allo stesso modo, sarete forse "coerenti" ma ne sperimenterete anche le conseguenze e cioe' essere definiti come soggetti "negativi". Quando parlate con qualcuno in azienda, sopratutto se persona non-tecnica, la risposta obbligata deve essere sempre "yeah, figata, numeri uno" o similare. Vale per QUALSIASI cosa. Se lo dice Dilbert potete fidarvi.

Nota: se poi riuscite anche a farvelo piacere avete buone speranze di diventare commerciali o anche manager e presidenti dell'azienda.

sabato, febbraio 10, 2007

La Banca del Seme per il Giorno del Giudizio



Il governo Norgevese ha deciso di costruire una specie di rifugio anti-atomico nelle viscere di una montagna alle isole Svalbard, che sono vicino al polo nord. Lo scopo e' quello di raccogliere e conservare il maggior numero di semi di piante al riparo da una eventuale catastrofe da Giorno del Giudizio, come un meteorite (se io e Bruce Willis non riusciamo a fermarlo), una guerra nucleare, lo scioglimento dei ghiacci, invasione aliena, eccetera.

Intento lodevole, l'unico problema e' che in caso di catastrofe qualcuno dovrà andare fino alle isole Svalbard, che non sono facilmente accessibili, trovare ed entrare nel rifugio quindi riportare indietro i semi. Secondo la tradizione SF, la FantaScienza, i sopravvissuti dovrebbero ripiombare nella preistoria e dimenticare tutti i gadget tecnologici del passato, quindi il piano potrebbe anche non funzionare. Secondo me dovrebbero prevedere un sistema automatico che in caso di interruzione delle comunicazioni invii degli aerei robot o degli aerostati robot con i semi verso l'Europa e l'America.
Non sarebbe una cattiva idea, anche se più complicata, creare anche una biblioteca che preservi il sapere oltre ai semi.

Altri dettagli qui:
BBC News: 'Doomsday' vault design unveiled

Comunque, molto meglio che spendere soldi per costruire bombe atomiche, no?
A proposito, Gilberto, non provare a nasconderti li dentro per essere crio-conservato coi semi.

Alternative ai software commerciali

Vi segnalo anche un sito che raccoglie le migliori alternative Open Source ai software commerciali:
osalt.com open source alternative - your quick guide to the best open source software

Per i patiti dei gadget tecnologici

SAMSUNG Unveils Revolutionary Ultra Smart F700
The latest multimedia Ultra phone will be shown at 3GSM in Barcelona.

Se io pensassi di acquistare un device del genere, penso che preferirei un oggetto come questo allo IPhone Apple.
Maggiori dettagli qui: Akihabaranews: When the Korean GOD awake, he gives us... the Samsung Ultra Smart F700