Fare la spesa in allegria
Giusto per avere l'ennesima iniezione di fiducia nella vita e nella gente:
la Repubblica: Stangata sui produttori di pasta - Antitrust li multa per 12 milioni
L'Antitrust ha sanzionato le aziende produttrici e le associzioni di categoria del settore della produzione della pasta per quasi 12,5 milioni di euro per intese restrittive della concorrenza.
Per il Garante le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, hanno "posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza" finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita.
Il Corriere: L'Antitrust multa il cartello della pasta «Un'intesa per fissare i prezzi»
Poi dice aumenta il costo della vita. Fa veramente piacere sapere che siamo costantemente presi in giro e raggirati. O forse dovrei dire che è consolante sapere che passiamo la vita a mettercelo nel didietro reciprocamente.
Comunque queste authority non servono a nulla, come dimostra il caso lapalissiano delle compagnie telefoniche, costantemente multate per pubblicità ingannevoli, pratiche vessatorie e illecite verso i propri clienti, cartello e chi più ne ha più ne metta e che pure continuano indefesse. Le multe arrivano tardi e sono di importo irrilevante rispetto alle cifre in gioco. Poco più di un proforma destinato a non cambiare una virgola.
Con buona pace di concetti come "il mercato", "la concorrenza", "la libera circolazione", eccetera. Mancando qualsiasi concetto di etica, il meccanismo non può funzionare.
