venerdì, novembre 05, 2010

Un altro post sul mondo di oggi - professioni e professionisti

Tra i tanti fatti di cronaca che potrebbero dare spunto per uno dei miei post cinici e pessimisti, tipo lo stabilimento saltato per aria vicino casa mia proprio ieri, scelgo questo "articolo" di Severgnini:
Venerdì 29 ottobre. Concorso notarile. Un gruppo di candidati mi scrive e racconta ciò che ha visto. Istantanee del declino italiano: stiamo parlando del concorso più duro e più serio. Figuratevi gli altri.

- gran parte dei candidati si lamenta del fatto che la traccia fosse molto simile a un tema di esercitazione svolto in una scuola di notariato
- urla, fischi e grida nel momento in cui la commissione prende posto e si dimostra restia a fornire spiegazioni
- cori da stadio rivolti alla commissione “vergogna”, “dimissioni”, “corrotti”, “giustizia”, “legalità”. Ai candidati ancora seduti “Chi non si alza un corrotto è!”
- fra la commissione e i candidati si schierano le guardie penitenziarie; a un certo punto caricano i candidati, che arretrano in massa
- un membro della commissione grida al microfono “chi non vuole fare il concorso è pregato di abbandonare l'aula!” e “se non vi sedete, sarete denunciati per interruzione di pubblico servizio!”
- i commissari iniziano la dettatura, ignorando le continue contestazioni
- la protesta continua con battere di mani, di piedi, fischi ed urla
- il commissario continua a leggere anche se non si capisce nulla
- terminata la (presunta) lettura, il commissario dichiara: “Sono le ore 15.59, avete 8 ore”
- scoppia il caos, dopo venti minuti un commissario comunica al microfono che il concorso è sospeso
- hanno partecipato alla prova persone che già avevano superato il concorso precedente: non in una stanza a parte, come avviene di solito, ma vicino a fratelli ed amici che palesemente venivano aiutati
- è stata eliminata la preselezione informatica: forse perché alcuni candidati non l’avrebbero mai superata?

Una nota personale. Mio padre Angelo, figlio di agricoltori, ha messo piede in uno studio notarile nel 1943, ha superato il concorso nel 1952 ed è andato in pensione nel 1992. E’ nato nel gennaio 1917: nove mesi prima del comunismo, cinque anni prima del fascismo. Si è fatto tre anni di guerra, imbarcato come ufficiale di marina (1940-1943). Ripete sempre che solo tre cose possono giustificare i redditi di un notaio: aver superato un concorso durissimo, rigoroso e trasparente; rappresentare una certezza in un Paese dove tutto, anche il diritto, è incerto; diventare un consigliere, esperto e disinteressato, per le persone e le famiglie.
Beppe Severgnini
Achtung, notai: il precipizio è vicino

4 commenti:

  1. la ritenevo una categoria seria nell'italietta di oggi forse perchè costretti a dichiarare tutto quello che guadagnavano al Fisco...

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  2. Queste sono le notizie che mi spaventano e di cui vorrei si discutesse, non le vicende di "escort" o di omicidi misteriosi che riempono giornali e TV.
    Questa aria generale di decadenza, di tramonto di una civiltà. Anche se mi rimane sempre il dubbio che questa civiltà non sia mai esistita.

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  3. non esistono più categorie serie!

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  4. Bel blog. E la ragazza nello specchio da Opera. And if Opera keeps driving me crazy, I'll go back to the blog I have here. Thanks for trying to help!

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