sabato, aprile 30, 2011

Viva l'Italia un par di balle

Il Decreto ministeriale n. 65 del 2010 obbliga i rivenditori di elettrodomestici a ritirare i prodotti usati contestualmente all'acquisto di un prodotto nuovo.
Approfondimento qui: Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

Vado ad acquistare un PC e un monitor, chiedo al rivenditore se mi ritira il PC vecchio e mi dice di no, portalo in discarica.

Nota bene che la "piattaforma ecologica" fornisce una tessera ad ogni famiglia residente nel Comune e si possono conferire solo due pezzi IN UN ANNO, dopodiché bisogna pagare lo smaltimento. Ora, facciamo il caso che col passaggio al digitale terrestre avete portato in discarica un paio di televisori, vi siete bruciati il "bonus". Per smaltire il monitor del PC si paga.

Quindi, IN TEORIA la Legge prevede che siano produttori e rivenditori a farsi carico dei costi e dello smaltimento dei rifiuti elettronici ma, dato che i rivenditori semplicemente si rifiutano, IN PRATICA finisce per essere accollato al privato cittadino.

Privato cittadino che a questo punto sceglie se accollarsi responsabilmente gli oneri CHE NON GLI SPETTANO, oppure portare nottetempo i suoi rifiuti in qualche angolo buio per scaricarli li e poi ci pensi qualcun altro.

Prego notare che nel prezzo degli apparecchi nuovi E' COMPRESO il costo dello smaltimento, quindi io l'ho già pagato.

Mi vergogno di essere italiano.

4 commenti:

  1. e siamo in due :)
    G.

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  2. questi sono i soliti trucchi di quelle persone che credono di essere furbe e poi si lamentano che non vendono un'emerita mazza. Io ho cambiato un solo TV col digitale e il vecchio l'ho riciclato cun un convertitore terrestre. Ho visto un gran numero di persone portare il loro apparecchio in Discarica, quì non abbiamo la limitazione del numero (che mi pare una stronzata)appunto per non vedersi ammonticchiare davanti al cancello, nottetempo, montagne di vecchi TV.

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  3. Enio, segui il ragionamento: non è una stronzata, è un modo per farti sborsare altri soldi.
    In sostanza paghiamo:
    - tassa comunale generale per la raccolta e smaltimento dei rifiuti
    - un sovrapprezzo su ogni pezzo elettronico al produttore per lo smaltimento di cui il produttore non si occupa
    - un sovrapprezzo su ogni dispositivo al venditore per il ritiro e smaltimento che il venditore rifiuta di fare
    - finalmente qui paghiamo ad una azienda che gestisce la discarica lo smaltimento del surplus (arbitrario) di pezzi conferiti, oltre l'incomodo di doverli conferire e di essere registrati con apposita tessera magnetica.

    Lo scopo è sempre quello di creare il maggior numero di bizantinismi possibile al fine di riscuotere gabelle ad ogni passo e creare e mantenere più persone possibile.

    Se il sistema funzioni o meno al fine del riciclaggio è abbastanza irrilevante, anzi non si fa nemmeno caso se si incentivano i comportamenti virtuosi o il contrario. Tanto alla peggio si assumono dei controllori che vadano in giro a fare multe e hop un altro bizantinismo.

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  4. Ah, poi nota come tutte queste tasse e gabelle siano INDIPENDENTI dal reddito, come l'IVA. Che tu guadagni 1 o 10 o 100 paghi sempre lo stesso importo. Quindi se tu sei un manager di una finanziaria o un disoccupato, quando entri a Milano devi pagare lo stesso ecopass (guarda caso è il nome della tessera della discarica cittadina). E via via.

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