domenica, maggio 29, 2011

mercoledì, maggio 25, 2011

Strano incontro a Parco Nord

Stamattina ad un certo punto ho deciso di fare due passi al parco. Era tardi e faceva un caldo boia. Mentre camminavo sul sentierino col riverbero tipo Legione Straniera, questa cosa mi ha attraversato la strada:
Chissà da dove veniva.
Negli stagni di parchi e giardini dei dintorni si trovano le tartaruge, di solito americane, riconoscibili dalle macchie rosse sulle "guancie". Le tartarughe d'acqua di solito hanno macchie e striscie giallo/verdi. Questa non so cosa fosse, non l'ho presa in mano quindi non ho potuto vedere i dettagli. Il colore grigio invece che marrone e la forma del guscio schiacciata invece che bombata mi fa dubitare che fosse una testuggine. Anche perché non ne ho mai vista una in libertà in Lombardia. Ho sempre pensato che vivessero in aree dal clima più mediterraneo. Forse era una tartaruga d'acqua che stava facendo una passaggiata anche lei.

Comunque ricordatevi che in Italia gli anfibi (rane, rospi, salamandre, ecc) e parecchi rettili indigeni, tra cui le testuggini, sono protetti per legge, non si possono catturare ne molestare. Evitate anche di rilasciare animali esotici perché o muoiono o se attecchiscono e si riproducono possono rappresentare una minaccia per le specie indigene.

Al parco ci sono tarassaco (dente di leone), ciliegi, fichi, noccioli, qualche melo, gelsi, piccioni e conigli, nella stagione giusta anche i funghi. Gente con la doppietta non l'ho ancora vista ma i pensionati con la sportina si.

venerdì, maggio 20, 2011

Sinistra consolatoria

Una cosa simpatica della cosiddetta "sinistra" è che non lascia indietro nessuno, qualsiasi pirla si sente accolto amorevolmente nelle braccia del luogo comune.

A proposito del post precedente, ecco arrivare puntuale articolo di Repubblica sul discorso di Barak Obama:
Tecnologia e libertà. "La televisione satellitare e internet forniscono una finestra sul mondo, un mondo che fa progressi incredibili in luoghi come l'India, l'Indonesia e il Brasile", ha detto Obama. Sottolineando l'importantanza della tecnologia nello sviluppo della democrazia: "I telefoni cellulari e le reti sociali permettono ai giovani di collegarsi, è emersa una nuova generazione e la sua voce ci dice che il cambiamento non può essere negato".
Il signor Obama parla ad un consesso di pirla, infatti:
- Gli USA spiano tutti e tutto tramite il controllo sulle comunicazioni, vedi alla voce Echelon. Riutilizzando le informazioni non solo a fini di anti-terrorismo, facendo piovere missili dai droni ma anche per favorire le imprese americane. La stessa cosa fanno o cercano di fare tutti i governi, con esempi lapalissiani tipo Iran e Cina. Prego notare che i veri pionieri delle tecnologie applicate alla comunicazione sono stati da sempre i regimi totalitari. Nelle "democrazie" funziona più o meno uguale, solo che il controllo delle masse è funzionale perlopiù al marketing.
- Internet è largamente usato anche da tutti i movimenti terroristici.
- I giovani si collegano ma cercano tette, culi e suonerie, non concetti astratti come "libertà e democrazia". A questo proposito sarebbe interessante chiedere al cosidetto "giovane" di definire il concetto di "libertà" e quello di "democrazia". Gli immigrati che arrivano da noi cercano il pane e in subordine tette, culi e suonerie. Non sono rifugiati politici, dissidenti, intellettuali e ideologi.

mercoledì, maggio 11, 2011

I social media

Probabilmente ne ho parlato diverse volte in passato ma forse vale la pena di ribadire alcune idee.

Ci sono due elementi che visti da fuori sono abbastanza fastidiosi:
1. Gente che con cadenza periodica parla e straparla di Internet, che poi si divide in due categorie, quelli che ci sono e quelli che ci fanno, ovvero chi non capisce di cosa si tratta e "interpreta" il fenomeno con categorie che vengono da altri contesti e chi capisce di cosa si tratta ma per convenienza vende fumo, sempre lo stesso dentro scatole leggermente diverse.
2. La periodicità e inevitabilità delle "mode". Nel senso che periodicamente Internet viene "riscoperta" e con piccole modifiche solo formali che dipendono sopratutto dagli "slogan" coniati da qualche dipartimento di marketing.

Esempio lapalissiano: la "social media revolution".

Ora, per chi come me ha lavorato e giocato su Internet fino dai primordi, è del tutto evidente che il vero "social media" è Internet stessa, cioè una rete di reti che alla fine permette di collegare tra di loro computer e PC in tutto il mondo.
Nota bene: non ho detto che Internet serve per pubblicare contenuti sopra una qualche piattaforma di terzi, come Facebook o Blogger. Ho detto che Internet serve a collegare tra di loro i computer. SENZA INTERMEDIARI.

Faccio un esempio per i meno "tecnologici": per pubblicare un contenuto qualsiasi su Internet non serve fare niente altro che "esporre" dal proprio PC gli appropriati "servizi", per esempio un Web server. A quel punto qualsiasi altro computer si collega al nostro IP address e accede a questi servizi, nel caso del Web server può richiedere e visualizzare delle pagine HTML di un nostro sito e contenuti annessi.
Il fatto di utilizzare dei server terzi per questa funzione dipende solo dalla comodità, perché in questo modo non dobbiamo configurare nulla sul nostro PC e dalla efficienza, perché normalmente i server hanno maggiori capacità in termini di hardware e sopratutto di banda.

In passato chiunque volesse pubblicare contenuti su Internet doveva fare esattamente questo, configurare sul proprio PC o su un server remoto gli appositi strumenti e poi doveva predisporre i contenuti.
Pochi "privati" avevano motivo e competenze per prendersi la briga, quindi Internet era un ambito riservato ad una "elite" di utenti/contributori e alle "aziende".
In seguito gli stessi strumenti che si usavano per le aziende sono diventati via via cosi comuni e relativamente "economici" che sono stati messi a disposizione di chiunque. Non era cambiato nulla, semplicemente lo stesso strumento per pubblicare articoli che prima usava l'impiegato di una azienda adesso era "aperto" al pubblico.

Il marketing però inventa il famoso Web 2.0.
Non c'è nessuna rivoluzione, semplicemente significa che si diffondono strumenti per pubblicare contenuti che non richiedono competenze tecniche. Questi strumenti sono sempre residenti sulle stesse piattaforme aziendali.
Passa il tempo e si succedono un certo numero di altre "pseudo-rivoluzioni".

Veniamo ai giorni nostri.
Cos'è un "social network"? Un software che permette alle persone di creare un "ring" di contatti e pubblicare messaggi all'interno di questo ring.
Cosa c'è di rivoluzionario? Nulla, perché pubblicare contenuti è sempre stato il fine di Internet, anzi il social network per definizione e' CHIUSO, nel senso che i messaggi non escono dal ring e dal network verso Internet, quindi paradossalmente RIDUCE/RESTRINGE le possibilità di comunicazione.
Perché se ne parla? Per le ragioni che ho descritto in un post precedente, in sostanza è un prodotto mirato ad una utenza di massa e quindi "stupidificato". In questo modo tutti possono accedere, tutti possono essere "presenti/esistere" e tutti ne possono parlare.

Leggo sul Corriere: "«Social media revolution» La comunicazione interattiva: il confronto a più voci".

Chi scrive un titolo del genere chiaramente mette una dietro l'altra delle parolone in "tecnichese" senza capirne il senso, vedi alla voce "interattiva" e non si accorge nemmeno di esprimere un concetto che contiene se stesso, come "confronto a più voci", dato che il confronto (che sarebbe meglio dire "dialogo") implica l'esistenza di almeno due voci/tesi.
Il punto fondamentale è che Internet, in senso "commerciale" esiste da 20 anni e il suo fine ultimo è sempre stato lo stesso, cioè permettere la comunicazione tramite l'interconnessione. Sono cambiati di poco gli strumenti e le modalità nel senso che Internet è diventato uno strumento più facile ed accessibile a chiunque.

Quindi la mia conclusione è che stiamo semplicemente parlando di IGNORANZA che si palesa. A me non dà fastidio se un ragazzino "scopre" il computer e "scopre" Internet come se l'avessero inventato ieri. Mi da fastidio quando la "rivoluzione" arriva da sedicenti "esperti" che pontificano.

A margine, il vero problema di Internet è che si tratta di uno strumento dalle potenzialità superiori alle capacità e necessità della maggior parte delle persone. Oltre ad essere uno strumento "anarchico" per definizione e quindi difficile da sfruttare per fare soldi. Quindi il problema non è la "comunicazione interattiva", il problema è che Internet non aggiunge e non toglie niente a quello che la gente ha da dire con o senza Internet o con o senza "social network". Per capire questo concetto basta andare a vedere quali sono le parole chiave più frequentemente usate su Google.
Tipo (Google Insights):
1. roger hargreaves
2. triboo spa
3. festa della mamma
4. uman take control
5. gtt
6. lady gaga
7. saturn
8. autoscout24
9. invalsi
10. milan
Comunicazione interattiva.

giovedì, maggio 05, 2011

Il nuovo secolo

Eccomi finalmente entrato nel ventunesimo secolo. Ho sostituito il mio vecchio PIII di casa con un nuovo (si fa per dire) i3 e ho cambiato anche il monitor.



Adesso devo riconfigurare tutto ed imparare ad usare Windows7. Certo che tutte le cose oggi sono costruite con materiali scadenti, diventa evidente quando si mettono fianco a fianco dispositivi vecchi e nuovi dello stesso tipo. Ma come non mi e' venuto in mente un bello smartphone invece? Mannaggia.

A margine, se avete qualche link interessante sulla configurazione e uso di Windows7, giratemelo, grazie.

lunedì, maggio 02, 2011

Le tre categorie

Apparentemente il mondo si divide in tre categorie:
1. quelli che, partendo dall'idea fondamentale che la gente è stupida, vendono la cacca come cioccolata
2. quelli che confermano l'idea facendo la fila per comprare la cacca
3. quelli a cui la cacca viene spinta in gola volenti o nolenti

Facciamo un esempio pratico: esiste una industria gigantesca che campa genericamente di Information Technology, cioè di "informatica". Questa industria ha la necessità di mantenere un certo volume di vendite. Quando il mercato di un prodotto o di in insieme di prodotti diventa "saturo" urge creare un nuovo prodotto o una nuova combinazione oppure occorre allargare il mercato verso una nuova classe di consumatori.

Ideona: invece di fare macchine che sembrano "intelligenti" e che fanno sentire il cliente "stupido", facciamo delle macchine che sembrano "stupide" e che fanno sentire il cliente "intelligente". E come si fa? Semplice, si toglie il maggior numero possibile di funzioni che chiedono qualcosa all'utente e si aggiungono funzioni che invece gli "porgono" le cose, riducendo al minimo il lavoro e le competenze richieste.

Conseguenza: il software e l'hardware concepito in questo modo si orienta necessariamente verso la modalità di fruizione passiva. Ecco che arrivano i tablet col touch screen e gli smart phone, entrambi con dispositivi di input ridotti al minimo. Infatti non è previsto che l'utente usi questi dispositivi per produrre e aggiungere contenuti e non è previsto che l'utente sappia cosa sta facendo, deve solo toccare i simboli per ottenere le noccioline come si fa quando si prova ad insegnare una lingua alle scimmie.

E arriviamo a qualche evento paradossale: non solo la Linux Foundation nella persona del direttore ammette che Linux non ha speranze sul desktop ma arriva a dire che PER FORTUNA il concetto di PC e di desktop stanno diventando secondari e Linux ha buone possibilità in altri ambienti. Poi ecco che Gnome impone Gnome Shell invece del classico desktop e l'analogo Unity per Ubuntu. In entrambi i casi si tratta di una interfaccia destinata a sostituire il desktop classico con una modalità di interazione chiaramente inspirata ai dispositivi "touch" e con display ridotti di cui sopra e che dovrebbe essere usata indifferentemente su qualsiasi piattaforma.

Per chi è nato ieri o per chi non ha mai capito cosa fare col PC fino ad ora, sono novità eccitanti. Invece chiunque abbia usato con profitto per anni un PC si trova spiazzato davanti alla fatto che tutto questo movimento gli toglie delle possibilità attraverso lo "instupidimento" degli strumenti. E sentirsi ficcare in gola la cacca non fa piacere. Questo processo di "instupidimento" si estende in tutte le direzioni, basti pensare alla gente per cui Internet consiste in Facebook e Twitter oppure il susseguirsi periodico di "mode" il cui fine è rendere "attraente" il Web con suoni e animazioni.