giovedì, giugno 30, 2011

Facciamo finta di non sapere

Ecco puntuale la conferma che gli studenti italiani sono semi-analfabeti. Ma tanto c'è Internet e i social network.
Dal Corriere (rapidamente sostituito): Maturi, sì, ma non sanno più scrivere. La metà dei temi è insufficiente

Il problema non sono i tagli, il problema è che la Scuola è un sistema auto-referente e che ha come unico fine quello di provvedere posti di lavoro a gente che altrimenti non saprebbe cosa altro fare. Gli studenti sono parcheggiati li per caso, pro forma e infatti nessuno si preoccupa di verificare e ancora meno di intervenire sulla qualità degli insegnanti e dell'insegnamento. Inoltre, ci sono regioni dove insieme al maggiore tasso di analfabetismo c'è anche la percentuale più alta di laureati, segno evidente che da quelle parti un diploma non si nega a nessuno.

mercoledì, giugno 15, 2011

Un altro Comma 22

Assicurazione dello scooter.

In origine mi arrivava per posta un plico contenente un bollettino postale.
Quest'anno, senza preavviso o spiegazioni, arriva il plico con dentro scritto di mandare un bonifico.
Va bene, procedo col bonifico anche se era più comodo il bollettino.
In origine una volta pagato il bollettino mi arrivava un secondo plico don tutti i documenti, inclusa la polizza da firmare e rispedire con busta preaffrancata.
Quest'anno, ancora senza preavviso e spiegazioni, la polizza arriva per email, con la dicitura di firmare e spedire per fax o per email.
Ora, quanta gente ha in casa un fax o uno scanner?

Chiamo la Compagnia di assicurazione e dopo la solita mezz'ora con la musichetta la signorina mi dice "sa, le buste preaffrancate ci arrivavano dopo 8 mesi o mai, quindi è stato deciso di chiedere al cliente di usare il fax o la email".
Ma scusate, se avete un problema con le Poste Italiane ci devo andare di mezzo io?
E poi, con tutta la buona volontà, il fax è uno strumento che va a sparire e stampare una email, firmare, scannerizzare e rispedirla per email è la cosa più assurda che si poteva pensare.

Santa pazienza. Quando succedono queste cose mi viene voglia di mandarli a quel paese e cambiare fornitore anche se so già che il migliore ha la rogna.

martedì, giugno 14, 2011

Referendum e altre amenità

Al tempo in cui fui giovane e stolto andavo sempre a votare e per i referendum votavo sempre "si". Io credo che in Italia qualsiasi persona dotata di un minimo di cervello non può che votare per l'abolizione di QUALSIASI legge.

Poi ho capito che il referendum è inutile perché una volta abolito il Ministero Pincopalla il Parlamento vota per l'istituzione del Ministero Pincopallino aggirando la "volontà popolare". Del resto nella Costituzione è inciso il principio per cui gli "eletti" (che poi oggi sono "nominati" dal partito) esercitano il loro incarico senza vincolo di mandato, cioè non rispondono a nessuno di cosa fanno in Parlamento.

Veniamo al dunque. Il recente referendum non cambia nulla sul vero problema che fronteggiamo e cioè il cambiamento epocale implicito nella "globalizzazione". Stante la assoluta incapacità di gestire il fenomeno, ci sono stati proposti due modelli:
1. il modello "anni '80", cioè fare finta che il problema non c'è, ottimismo, evviva gli "imprenditori". Della serie fuga nel passato.
2. il modello "alcatraz", cioè se lo devi prendere nel didietro conviene farselo piacere. La globalizzazione non è un problema, è una opportunità.

Gli Italiani stanno cominciando a vedere l'onda dello tsunami che si avvicina quindi istintivamente passano dal primo modello al secondo. Ma questo non ci salverà, infatti semplicemente in futuro non saremo in grado di sostenere il nostro attuale livello di vita, a partire dai "servizi" come istruzione e sanità. Siamo già sulla soglia del fallimento, cioè quando lo Stato non ha i soldi per pagare gli stipendi e se riusciamo a stare a galla è per la famosa "economia sommersa".

La cosa positiva è che gli Italiani sono predisposti a sopravvivere alle tragedie, facendo leva sugli atavici vizi e virtù, cioè il familismo, l'arte di arrangiarsi, la propensione al risparmio. La cosa negativa è che non abbiamo davanti un futuro di "crescita", qualsiasi cosa dicano i politici. Possiamo solo sperare di attutire la caduta.

domenica, giugno 05, 2011

Rimuovere un componente aggiuntivo da Internet Explorer

Ci sono due modi "sani & raccomandati" di rimuovere un componente aggiuntivo.
Uno è tramite "gestione componenti aggiuntivi" usando il bottone "rimuovi", l'altro è disinstallare l'eventuale programma dal pannello di controllo.
Ma vi trovate in una condizione per cui il bottone "rimuovi" è disabilitato quindi non si può rimuovere il componente e non compare nemmeno nell'elenco dei programmi installati. Cosa fare?

---- ATTENZIONE, il seguito a vostro richio e pericolo, non garantisco niente.
I componenti aggiuntivi di Internet Explorer sono dei controlli activex.
Diciamo che il vostro componente è:
"programmi/componentexyz/xyz/WebXYZdev.ocx"

A scanso di equivoci:
1. create un punto di ripristino.
2. se possibile fare una copia del registro (in Win7 tramite regedit, file, esporta).

Di poi:
3. aprite CMD con privilegi di amministratore, posizionatevi in "programmi/componentexyz/xyz"
4. fate regsvr32 /u webxyzdev.ocx (il nome del file)
Piccolo approfondimento qui: regsvr32
In teoria questo dovrebbe de-registrare il controllo activex e non dovrebbe più comparire tra i componenti aggiuntivi. A questo punto se volte potete cancellare la directory che lo contiene.

Nota: se siete a conoscenza di procedure migliori o se questa è sbagliata, non fatevi scrupolo ad aggiungere un commento, poi provvederò alle necessarie correzioni.

venerdì, giugno 03, 2011

Mille e non più mille

Nelle stanze dei bottoni hanno deciso che non dobbiamo più usare i personal computers. Tutti coi dispositivi "mobili", smartphone, tablet.
Il fatto che non servano a niente è secondario, l'importante è vendere, tanto la gente è scema e alla fine deve solo collegarsi a Facebook.
Di conseguenza tutto si muove in quella direzione, compreso Windows.
Ecco come appare Windows 8:

Oibò che strano, mi ricorda Windows Phone:

Ma che bello. Non vedo l'ora di avere le simpatiche "piastrellone" (tiles) sul mio monitor 22 pollici. Un cerchio si chiude, mi ricorda tanto la schermata del PS1 IBM che avevo nel 1990. Prego notare l'immagine sul monitor:

Il PS1 aveva il "DOS in ROM", cioè il sistema operativo DOS 4 era contenuto in una memoria ROM:
DOS in ROM" The early 2011 and 2121 series would boot up off the DOS in ROM and load a "4-quad" screen which allowed users to access help, rapidly launch pre-installed software, connect online, and access files on the hard drive.
Chissà se torneranno di moda anche i moncler dei paninari.
Ma attenzione schiavi, non è cacca, è cioccolata.

mercoledì, giugno 01, 2011

Imprese italiane

Dal sito del Corriere:
Il 95% delle imprese italiane ha meno di 10 dipendenti, il 65,2% (pari a circa 3 milioni) non ne ha alcuno. Il dato emerge da una ricerca dell'Istat riferita al 2009 e conferma una volta di più il nanismo del nostro sistema produttivo.
Imprese italiane malate di «nanismo»

Aggiungo un estratto da un articolo di Repubblica:
Solo a Roma sono state aperte istruttorie per 68.764 immobili 'fantasma', ma la capitale è preceduta da Salerno. Al terzo posto invece c'è Palermo. Il procedimento in questione ha valore solo rispetto alla regolarità catastale e fiscale, mentre non sana le illiceità di tipo edilizio o urbanistico sulle quali l'ultima parola resta ai Comuni. Dai dati sulle "autodenunce", però, il fenomeno dell'abusivismo si conferma come un problema diffuso prevalentemente da Roma in giù: a Milano sono emersi infatti "appena" 11.014 immobili fantasma, a Genova 4.756, a Torino 38.832 e a Firenze 16.944.
Case fantasma, ne spuntano oltre 500mila