martedì, giugno 14, 2011

Referendum e altre amenità

Al tempo in cui fui giovane e stolto andavo sempre a votare e per i referendum votavo sempre "si". Io credo che in Italia qualsiasi persona dotata di un minimo di cervello non può che votare per l'abolizione di QUALSIASI legge.

Poi ho capito che il referendum è inutile perché una volta abolito il Ministero Pincopalla il Parlamento vota per l'istituzione del Ministero Pincopallino aggirando la "volontà popolare". Del resto nella Costituzione è inciso il principio per cui gli "eletti" (che poi oggi sono "nominati" dal partito) esercitano il loro incarico senza vincolo di mandato, cioè non rispondono a nessuno di cosa fanno in Parlamento.

Veniamo al dunque. Il recente referendum non cambia nulla sul vero problema che fronteggiamo e cioè il cambiamento epocale implicito nella "globalizzazione". Stante la assoluta incapacità di gestire il fenomeno, ci sono stati proposti due modelli:
1. il modello "anni '80", cioè fare finta che il problema non c'è, ottimismo, evviva gli "imprenditori". Della serie fuga nel passato.
2. il modello "alcatraz", cioè se lo devi prendere nel didietro conviene farselo piacere. La globalizzazione non è un problema, è una opportunità.

Gli Italiani stanno cominciando a vedere l'onda dello tsunami che si avvicina quindi istintivamente passano dal primo modello al secondo. Ma questo non ci salverà, infatti semplicemente in futuro non saremo in grado di sostenere il nostro attuale livello di vita, a partire dai "servizi" come istruzione e sanità. Siamo già sulla soglia del fallimento, cioè quando lo Stato non ha i soldi per pagare gli stipendi e se riusciamo a stare a galla è per la famosa "economia sommersa".

La cosa positiva è che gli Italiani sono predisposti a sopravvivere alle tragedie, facendo leva sugli atavici vizi e virtù, cioè il familismo, l'arte di arrangiarsi, la propensione al risparmio. La cosa negativa è che non abbiamo davanti un futuro di "crescita", qualsiasi cosa dicano i politici. Possiamo solo sperare di attutire la caduta.

6 commenti:

  1. A grandi line il succo del mio post sul quorum è orientato sulla tua idea, poi però vorrei analizzare il dato con la crudezza del dato in se. Il numero raggiunto e non dell'esito. Non sò se vi sia una continuità tra politiche e referendum, però sembra ci sia una linea più partecipativa, spero non inquinata dalle ideologie politiche estremiste, o qualsivoglia cavalcatori di onde, quindi un pizzico di speranza mi è rimasta...poi ripeto in questo caso le vie di mezzo sarebbero deleterie, quindi preferirei l'estinzione.

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  2. Partecipare a cosa?
    Questa cosa della partecipazione mi fa un po' ridere. Anche in Nord Corea la gente partecipa quando si tratta di eleggere il candidato unico del Partito.
    Oltre al fatto che la maggioranza degli Italiani è ignorante, ribadisco il concetto: al momento mettiamo una X sul simbolo di una "coalizione" e poi le alchimie interne decidono chi viene nominato come "eletto", circa mille persone di cui noi non abbiamo notizia e che poi una volta "eletti" sono costituzionalmente autorizzati a lavorare contro di noi.

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  3. Traduco: te metti la X sul partito degli anti-maionese, una volta "eletti" dal partito i "rappresentati" decidono nell'interesse supremo della Nazione di costruire 100 stabilimenti di maionese. E tu non puoi farci niente. Oltre andare a votare un eventuale referendum per abolire la legge sulla maionese, dopodichè ne fanno un'altra per costruire 100 stabilimenti per produrre salsa con uovo, oilo e limone.

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  4. in questo referendum cìerano due quesiti importantissimi, quello sul nucleare e quello sul legittimo impedimento che rischiavano il primo di infirmare quel risultato venuto fuori nell'altro referendum e il secondo di permettere a un puttaniere di farla franca a prescindere !

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  5. Io non so come fartelo capire Enio. I referendum sono una presa in giro, l'ennesima parvenza di democrazia che ti sventolano sotto il naso per farti credere che conti qualcosa. Due concetti devi avere ben chiari:
    1. le leggi non le facciamo noi, le fa il Parlamento, nelle due camere.
    2. i rappresentati che siedono in Parlamento esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato.

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  6. secco secco ma piuttosto vero

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