venerdì, ottobre 28, 2011

Demagogia

Fate mente locale. La maggior parte delle cose che di dicono e si scrivono rientrano in questa categoria. Se non ve ne accorgete, è un problema.

"Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e ago, "condurre, trascinare") che indica un comportamento politico che attraverso la retorica e false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Spesso il demagogo fa leva su sentimenti irrazionali e bisogni sociali latenti, alimentando la paura o l'odio nei confronti dell'avversario politico o di minoranze utilizzate come "capro espiatorio"."

Ah, aggiungerei che le cose che non rientrano nella categoria della demagogia quasi tutte rientrano nella categoria delle cretinate. Credo di averlo scritto già cento volte ma lo ripeto: viviamo nell'era del cretino. Quando mai nella storia un cretino ha avuto insieme la legittimazione e le possibilità di comunicazione di oggi.

Aggiungere un'ombra ad un contenitore

Via CSS3

-moz-box-shadow: 4px 4px 6px #dddddd;
-webkit-box-shadow: 4px 4px 6px #dddddd;
box-shadow: 4px 4px 6px #dddddd;

dist h, dist v, dist blur, dist spread (nulla), colore

Nuovo tema per il blog

e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo

Giocando con l'editor di Blogger, cioè le funzioni che permettono di scegliere un "tema" e di personalizzarlo, mi sono dimenticato di salvare il template precedente e ovviamente ho applicato le modifiche. Non posso più tornare indietro, quindi eccovi qui il nuovo tema del mio blog. La cosa positiva è che adesso posso cambiare diverse cose in pochi click. Ci sono un po' di dettagli che potrebbero essere fatti meglio ma se ripenso a com'era Blogger agli inizi, è un discreto miglioramento.

Vi suggerisco di aggiornare i vostri blog, non tanto per ragioni estetiche ma perché ogni tanto Blogger apporta qualche modifica al software ed è meglio non rimanere troppo indietro per motivi di compatibilità. C'e' un bottone per fare il backup del tema, in alto a destra. Non fate come me, usatelo.

giovedì, ottobre 27, 2011

Paradosso Italiano

Premessa: ovviamente io non so niente o quasi di economia.

Cenni storici: durante il ventennio fascista lo Stato si fece promotore della "modernizzazione" dell'Italia. Vedi alla voce:
"L’IRI - acronimo di Istituto per la Ricostruzione Industriale - è stato un ente pubblico italiano, istituito nel 1933 per iniziativa dell’allora capo del Governo Benito Mussolini al fine di evitare il fallimento delle principali banche italiane (Commerciale, Credito Italiano e Banco di Roma) e con esse il crollo dell’economia, già provata dalla crisi economica mondiale iniziata nel 1929."

A questo segue:
"Nel dopoguerra allargò progressivamente i suoi settori di intervento e fu l'ente che modernizzò e rilanciò l'economia italiana durante soprattutto gli anni '50 e '60; nel 1980 l'IRI era un gruppo di circa 1.000 società con più di 500.000 dipendenti. Per molti anni l'IRI fu la più grande azienda industriale al di fuori degli Stati Uniti d'America; nel 1992 chiudeva l'anno con 75.912 miliardi di lire di fatturato ma con 5.182 miliardi di perdite. Ancora nel 1993 l'IRI si trovava al settimo posto nella classifica delle maggiori società del mondo per fatturato, con 67.5 miliardi di dollari di vendite. Trasformato in società per azioni nel 1992, cessò di esistere dieci anni dopo."

Per approfondimento leggere qui: Istituto per la Ricostruzione Industriale

Oltre quanto detto sopra, consideriamo un altro aspetto: essendo l'Italia un collage di realtà regionali molto differenti, lo Stato si è fatto garante negli anni di mantenere la "coesione sociale" consentendo un tenore di vita soddisfacente a tutti i cittadini, sostanzialmente tramite interventi "assistenziali", cioè finanziando fittizi piani di sviluppo per le regioni meridionali che in realtà erano delle "donazioni". Si è proceduto in tutti i modi possibili, dalle opere pubbliche fasulle, tipo fondi per costruire uno stadio per la pelota basca in qualche paese della Calabria, alle famose "cattedrali nel deserto", alle pensioni distribuite a pioggia, alle assunzioni di massa nel Pubblico Impiego.

Per creare e tenere in piedi questo meccanismo di "intervento pubblico" lo Stato si è pesantemente indebitato emettendo Titoli di Stato. E veniamo ai giorni nostri. Per varie ragioni l'indebitamento dello Stato italiano diventa un problema e cominciamo a fare fatica a collocare i Titoli sul mercato, con ricadute sul settore bancario che ha acquistato gran parte di questi titoli. Siccome siamo in una situazione di relativa integrazione economica con altri Paesi europei ci viene dato una specie di ultimatum che si riassume in due richieste:
- Ridurre il debito pubblico
- Incentivare la ripresa economica

Problema: per come ha sempre funzionato l'Italia le due direttive sono incompatibili.
Ecco il paradosso: incentivare l'economia nello stesso tempo riducendo la Spesa.

L'attuale Governo ha risposto con questa "lettera di intenti": La lettera dell'Italia all'Ue

Se io fossi la UE la prenderei giustamente per aria fritta. Per due ragioni fondamentali:
1. Nessun Governo italiano ha la capacità politica e pratica di attuare una riforma sostanziale dello Stato, con tutte le ricadute. Tanto meno l'attuale Governo che è appeso ad un filo e che quasi sicuramente verrà sostituito da un Governo espresso dalla attuale opposizione alle prossime elezioni.
2. I nodi cardine descritti sopra, cioè il fatto che in Italia l'imprenditoria è fatta di realtà medie e piccole, essendo da sempre lo Stato la maggiore industria e il fatto che il Centro-Sud vive di finanziamenti pubblici, con ricadute sulla organizzazione burocratica dello Stato, in Italia sono un tabù, non se ne può nemmeno discutere. Quindi il Governo ci gira intorno affrontando questioni collaterali.
Il risultato più probabile che io vedo è che la Spesa non verrà ridimensionata e che la ripresa economica non verrà incentivata.

giovedì, ottobre 20, 2011

Antagonisti contro Vittorio Emanuele, ah no, era Napolitano

Corriere.it: Napolitano arriva a Pisa - Contestato dagli antagonisti
[...] alcune decine di studenti e militanti dell'area antagonista hanno gridato «Vergogna!» all'indirizzo di Napolitano. Una trentina di studenti e precari hanno distribuito un volantino a pochi metri dalla Sapienza. I contestatori sono tutti appartenenti all'area dell'antagonismo universitario di Pisa e alla Rete dei comunisti. Questi ultimi hanno anche distribuito un volantino nel quale si legge: «Caro Napolitano non sei il nostro presidente, guerra e sacrifici falli tu. Non saremo tra chi festeggia la tua visita Pisa. Il vostro debito non le pagheremo e le vostre guerre non le faremo». Tra gli slogan gridati all'indirizzo del presidente: «La crisi non la paghiamo». Fra i contestatori anche alcune bandiere no Tav. Nel volantino è scritto: «Napolitano garante di tagli e finanziarie lacrime e sangue che continuano a distruggere il nostro presente e il nostro futuro di studenti e precari. Napolitano rappresenta austerità, orizzonte di accettazione di povertà rinunce e sacrifici», il volantino si conclude con «Napolitano deve capire che nelle nostre università e nelle nostre città non c'è niente da inaugurare, firmato studenti indignati».

Il vostro debito non lo pagheremo. Vostro di chi? Visto che siamo a Pisa, il debito del tu' babbo e del tu' nonno? In una Nazione dove solo 4 o 5 Regioni su 20 versano allo Stato più di quanto ricevono, mi piacerebbe sapere questi GENI da dove pensano sia venuto il debito. E mi piacerebbe anche sapere come sperano di evitare di pagarlo.
Le vostre guerre non le faremo. Quali guerre? Abbiamo abolito la leva proprio per permettere a questi GENI di evitare l'obbligo di "servire la Patria in armi" e anche quello di servirla come obiettore di coscienza, quindi di cosa si lamentano esattamente? A quali guerre temono di essere chiamati?

A prescindere dal fatto che Napolitano medesimo è una vecchia volpe del PCI, quindi questa contestazione anti-berlusconiana della "rete dei comunisti" suona un attimo surreale, qualcuno dovrebbe spiegare a questi "antagonisti" che non siamo negli anni '20 del '900. Anzi, forse è il caso di spiegarlo a tutti.

domenica, ottobre 16, 2011

Una cresce l'altro invecchia


Martina ha voluto essere presa in braccio e si è addormentata.
Peccato che sia diventata grande e si fatica a portarla fino a casa.
Povero zio Lorenzo, la Vecchia è stanca e non ce la fa più.

Indignati

Tristezza.
La prima cosa evidente è la follia e la stupidità di gente che pensa di avere una causa che giustifichi atti di violenza gratuita, pensiamo al pazzo che ha fatto strage di giovani in Norvegia o a questi minorati che devastano Roma. Non considerando che, a parte le ovvie questioni morali, l'effetto pratico che ottengono è esattamente opposto a quello che si aspettano. E la storia si ripete ancora e ancora.
La seconda cosa evidente è la ipocrisia della "sinistra". Se al posto dei "black block" che vengono dai "centri sociali" e dalla galassia della antica "sinistra extra-parlamentare" ci fossero state le Guardie Padane, avrebbero scatenato l'inferno tipo Apocalypse Now, col napalm. Ma siccome sono solo giovani un po' scapestrati ma antifascisti e partigiani, si, ferma condanna della violenza ma tutto sommato bisogna capirli e vabe finisce tutto in un "oh bella ciao". Che la sinistra tiene bene a mente il detto "non si fa la frittata senza rompere le uova". Che poi puntuale il servizio in TV suggerisce tra le righe che i provocatori siano poliziotti in borghese o militanti della estrema destra. Come è successo l'ultima volta che a momenti ci scappava il morto. E la storia si ripete ancora e ancora.