martedì, novembre 15, 2011

La verità che facciamo finta di non vedere

Ecco dov'è il problema che l'Italia deve affrontare. Anzi, questo articolo del Corriere descrive sono una piccola parte dell'insieme che costituisce il problema:
Risparmiare 785 milioni
Come dicevo nel post precedente, io temo che Governo, Parlamento, Sindacati e ogni mafia e mafietta di cui si compone l'Italia faranno di tutto per EVITARE di affrontare la questione e quindi finiremo semplicemente per raschiare il fondo del barile tramite la pressione fiscale nel tentativo di reperire più risorse per mantenere lo status quo. E questo ci darà il colpo di grazia.
Iniziate a fare le valigie, ci aspettano nuove ondate di emigrazione.

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Si prendono in considerazione la superficie di foreste, gli ettari bruciati da incendio e il numero di forestali. Il business degli incendi

16 commenti:

  1. ho letto anche io l'articolo. E' il principio del costo standard. Va altresì detto che le regioni grandi ammortizzano meglio i costi per cui non è detto che se una regione di 100 abitanti costa X, una di 50 costi X/2. Comunque che si debba risparmiare è più che evidente.

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  2. No, non è il problema dei costi standard. E' molto più difficile da risolvere.

    Sopra ho linkato un vecchio post. Vedi che la regione Toscana ha il triplo di boschi della Sicilia ma nel 2007 aveva circa 800 addetti forestali soltanto contro oltre 30 mila.

    Il fatto è che in Italia non abbiamo un servizio di collocamento, non abbiamo un sussidio di disoccupazione ma da sempre l'impiego pubblico è stato usato come "ammortizzatore sociale".

    Per ovvie ragioni si preferisce concentrare l'attenzione sul "bunga bunga" e sulle "auto blu", invece che sulle vere radici del debito.
    E per questo motivo il debito è sempre aumentato.

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  3. sui boschi tagli una porta aperta ehm... sfondi una porta aperta. E ben conosco quei boschi toscani.
    io sono un impiegato pubblico, e conosco problemi e pregi di questo modo. purtroppo fa molta più notizia il cosiddetto "fannullone" piuttosto che l'eccellenza (che c'è, ci sono, te lo posso assicurare: quasi tutte le eccellenze italiane provengono dal pubblico, ricercatori, medici, studiosi, scienziati, ecc. però fanno poca notizia).
    E' vero che l'impiego pubblico talvolta è stato usato come ammortizzatore sociale, ma perché non parlare mai delle eccellenze o di ciò che funziona a dovere? E poi, se il taglio viene fatto in modo flat, colpisce in ugual modo sia la mediocrità che l'eccellenza. Non sarebbe meglio colpire solo la mediocrità, tagliare dove c'è veramente esubero e non dire "tagliare tutti il 10% del personale", perché così facendo si tagliano anche le eccellenze, non solo le mediocrità. MA l'interesse è tutto politico.

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  4. Dai, il motivo per non parlare delle "eccellenze" è che in questo momento abbiamo il problema dei costi dell'apparato pubblico che non riusciamo a sostenere.

    A parte che quale "eccellenza" vai trovando nei 30 mila forestali siciliani? Forse non hai notato che la Sicilia ha un terzo dei boschi della Toscana ma il doppio degli incendi.

    Comunque non temere, io non vedo all'orizzonte nessun "taglio", proprio perché la storia delle "eccellenze" è una presa in giro. A nessuno, SOPRATUTTO ai dipendenti pubblici, interessa andare a premiare il merito. Perché la maggior parte dei dipendenti pubblici sa bene di non averne alcuno e anzi, di essere sostanzialmente un peso morto.

    Invece prevedo un aumento delle tasse nel tentativo di mantenere in vita lo stato assistenziale, a prescindere.

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  5. non la penso così. E i nostri forestali, spesso si mettono da se la benzina nella macchina. C'è gente che tiene e ci crede nel proprio lavoro, anche nel pubblico. poi ci sono sprechi, è vero. Ma perché tagliare tutti allo stesso modo? si tagli dove gli sprechi ci sono e sono evidenti. ci sono Enti che hanno personale per una volta e mezzo la propria pianta organica, mentre altri ne riescono a coprire solo una parte.
    Così si rischia di fare del qualunquismo che non porta da nessuna parte. Sono il primo a dire che nel pubblico ci sono degli sprechi, ma non tutti sono/siamo uguali.

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  6. Non so, a leggere quello che scrivi mi girano leggermente le balle.

    Vediamo se riesco a farmi capire.
    1.
    Esiste una regione a caso, la Toscana (e qui evito apposta di citare la regione dove vivo) e ha un x kmq di foreste da sorvegliare e mantenere. A questo fine assume 850 dipendenti. Il risultato è che ci sono Y incendi.

    2.
    Esiste una regione a caso, la Sicilia che ha UN TERZO delle foreste da sorvegliare e mantenere della Toscana. Allora diciamo che per vari motivi la Sicilia ha assunto più persone. Uno si aspetta che siano, che ne so, il doppio della Toscana (anche se comparando le aree boschive dovrebbero essere circa un terzo). Invece non sono il doppio e nemmeno il triplo, sono TRENTACINQUE VOLTE di più. Allora uno dice, caspita, con trentacinque volte i forestali della Toscana le foreste della Sicilia saranno mantenute benissimo. Eh no, ci sono IL DOPPIO degli incendi.

    Poi arrivi te e mi parli di "qualunquismo". Visto da qui significa aggiungere al danno, cioè al fatto che devo pagare lo stipendio ai famosi trentamila forestali, anche la presa per il culo.

    E bada bene, questo è solo un esempio a caso. Si potrebbe citare la transumanza dei malati che, non fidandosi degli ospedali vicino casa, migrano dal sud al nord per essere assistiti. Col simpatico risultato che paghiamo infrastrutture sanitarie al sud che non vengono usate e ci troviamo a dovere assistere persone "fuori bilancio" al nord. E senza contare i disagi dei parenti che devono seguire i malati, eccetera.

    Ribadisco il concetto: la situazione attuale deriva dal fatto che l'impiego pubblico ha preso il posto dei servizi di collocamento e di sussidio alla disoccupazione che esistono in nazioni meno "bananiere" della nostra. Sopra la necessità di dare da mangiare alla gente si è aggiunta anche la gestione mafiosa o para-mafiosa dei finanziamenti e questo lo vedi dal numero di "dirigenti" sproporzionato, dagli appalti, dalle aziende municipalizzate, eccetera.

    Non siamo tutti uguali? Hai ragione.
    Infatti tra gli stessi dipendenti pubblici, a parità di stipendio, chi vive qui non riesce a campare a causa del costo della vita, mentre chi vive al sud si fa la villa (abusiva) con piscina. E non siamo tutti uguali perché a me lo Stato non ha mai dato una beata mazza mentre ha sempre chiesto di pagare metà dello stipendio in tasse, più tutte le tasse indirette come IVA, imposte sui carburanti, bolli e via via.

    Comunque, visto che non vogliano toccare niente, ci penserà il normale succedersi degli eventi. L'Italia si impoverirà ancora, andremo in default, che significa fallimento. E come dico sempre, io mi do del coglione perché non solo abito ancora in Italia ma non ho trasferito i miei risparmi all'estero come TUTTI i nostri amici al Governo e al Parlamento.

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  7. non ho detto che sei qualunquista (se lo pensassi neanche passerei da questo blog, ho detto che si rischia il qualunquismo).
    La sicilia è regione a statuto speciale, quei forestali sono fuori dal CFS. E' anomalo anche per me che ci siano tutti quei forestali in sicilia. Come è anomalo che invece in toscana si vivano situazioni di sotto-organico. Ma se uno ragiona così: allora in sicilia c'è un sovrannumero del 90% quindi tagliamo tutto il corpo forestale del 90%, ti sembra equo? Sono il primo a dire che si debba tagliare dove è necessario, mi oppongo al taglio generalizzato. Se poi si ritiene che il mio posto (che non è nel CFS) sia superfluo, non ho problemi a ricollocarmi altrove. Ho vinto un concorso pubblico (in verità ne ho vinti più di uno in diverse PA ma va beh); non ho problemi a rimettermi in discussione. Ma non accetto che si dica: il 50% in sicilia (dico una percentuale e una regione a caso) è in sovrannumero quindi bisogna tagliare il 50% ovunque. questo ragionamento non lo accetto.
    tagliare dove si deve tagliare, altrimenti il merito dove starebbe? che uno lavori bene o male, tanto ti tagliano uguale, allora vince la logica del fare male..

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  8. in Sicilia non c'è un soprannumero del 90%, in paragone alla Toscana, calcolata la superficie boschiva dovrebbe avere circa 250 forestali. Diciamo che sono lenti, facciamo il doppio, 500. Invece ne ha 30.000. Il soprannumero è di 29.500.
    In percentuale è una roba tipo il 600%.

    Mi sembra equo tagliare i 29.500 in soprannumero? Certamente più equo che chiedere a me di pagarli lo stipendio per appiccare gli incendi.

    Ovviamente si tratta di avere il numero giusto di persone per fornire un dato servizio. Persone che abbiano le competenze, che guadagnino il giusto per il loro lavoro.

    Però il fatto che in Lombardia ci sia un numero esiguo di dipendenti della Regione non dipende dal fatto che qui siamo geneticamente modificati, infatti molti di quei dipendenti sono SICILIANI. L'unica differenza è che qui la Regione non assume la gente per attenuare la disoccupazione.

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  9. se fosse solo assumere per attenuare la disoccupazione... purtroppo a volte sotto c'è molto di peggio. ma, ripeto, non è così in tutti i luoghi e in tutti i casi. e ripeto, mi scoccia che Enti, Regioni, Comuni efficienti, debbano essere tagliati in ugual modo di quelli inefficienti. dove starebbe la logica della premialità?

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  10. Aggiungo: in teoria il servizio pubblico dovrebbe avere gli stessi standard riguardo le assunzioni del settore privato o anche superiori.

    Invece nel tempo, sempre per la questione dell'impiego pubblico come ammortizzatore sociale, si è verificata la condizione per cui l'impiego pubblico nella maggior parte dei casi è la scappatoia per chi non ha sbocchi nel privato.

    Per cui ragionare in termini "meritocratici" è impossibile perché ormai nel settore pubblico è diventata una contraddizione in termini.

    E' chiaro che ci sono eccezioni, che in questo momento sto generalizzando.

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  11. La logica della "premialità" non può essere usata per diversi motivi. Necessità di operare i tagli rapidamente, mancanza di strumenti di misurazione e valutazione delle "performance" e infine il motivo che dicevo sopra, la "premialità" non è compatibile col modello attualmente adoperato per assumere e gestire il personale nel Pubblico Impiego. Pensa ad Alitalia. Li era facilissimo ragionare in termini di "premialità", sia per la natura della azienda, sia per il confronto diretto con la concorrenza, sia pubblica che privata. Invece l'hanno semplicemente portata al fallimento. E qui non parliamo degli operai, parliamo di tutti, su su fino all'Amministratore Delegato. Non ci vuole molto a capire che se un pilota Alitalia lavora un terzo e guadagna il triplo di un collega Lufthansa, l'azienda va in perdita.

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  12. forse era vero per quando si assumeva non per concorso pubblico. ora è diverso. si può dire di tutto dei concorsi pubblici, però almeno una selezione, una classifica, ci sono.

    esistono strumenti di valutazione della performance, sono stabiliti dalla legge 150/2009.

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  13. Si, interessante. COnsiderato che ci sono ASL in Italia che hanno i bilanci in forma "orale", direi che tutto il discorso sui concorsi e sulle leggi è abbastanza risibile.

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  14. tu come selezioneresti il personale?

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  15. Il problema non è come fare funzionare la macchina, il problema è definire lo scopo della macchina. La macchina dello Stato fino ad oggi aveva lo scopo di distribuire risorse. E per questo scopo ha funzionato benissimo. Ne ha distribuite cosi tante che adesso abbiamo questo debito sul groppone.

    Se cambi lo scopo della macchina ne deriva che devi ridisegnare tutto. Faccio un esempio: un conto è se la scuola esiste per dare lavoro agli insegnanti e agli impiegati, un altro se la scuola esiste per preparare gli studenti.

    E aggiungo che non conta come selezioni il personale, conta chi lo paga. Se lo pago io è una cosa, se lo paghi te un'altra. Se lo paga Pantalone, un'altra ancora.

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  16. Chiarisco il discorso del pagare: se in certe regioni le ASL hanno il bilancio tramandato per via orale da un impiegato all'altro è perché i soldi arrivano dallo Stato senza che nessuno vada a chiedere come vengono spesi. E contestualmente ovviamente nessuno va a vedere se i servizi erogati dalla ASL corrispondono ad un certo criterio qualitativo o no.

    In questo contesto non fa differenza se il dottore che lavora per quella ASL viene assunto tra i migliore 10 al mondo o nelle peggiori bettole di Caracas.

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