lunedì, dicembre 31, 2012

Manipolazione di ogni cosa

Con l'avvicinarsi delle elezioni la macchina della propaganda gira a pieno regime.

Scattano indagini giudiziarie mirate.
Non si muove foglia in tutta l'Italia delle quattro mafie ma in Lombardia è in corso l'operazione "Tempesta nel Pirellone" che vede impegnati i magistrati dalla terra, dal cielo e dal mare.

Articoli su commissione pubblicati sui maggiori quotidiani.
Esempio oggi tutti pubblicano "Record di dipendenti pubblici in Lombardia 12,5%, più che in Lazio 12,3".
Peccato che l'articolo eviti di citare il piccolo dettaglio del numero di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione.
La media nazionale italiana è di circa 5.500 ogni 100 mila abitanti.
In Lombardia ce ne sono circa 4.000.
In Lazio ce ne sono 7.000.
Quindi la verità è l'esatto contrario di quanto suggerito dall'articolo e cioè che in Lombardia ci sono MENO dipendenti pubblici della media nazionale mentre in Lazio ce ne sono di più che in Lombardia e di più della media nazionale.

Concludo col solito "Italiani mi fate schifo".

venerdì, dicembre 28, 2012

Aumento dei prezzi

Sono di ritorno dalla mia spesa al supermercatino Coop sotto casa. La confezione di filetti di tonno surgelati marchio Coop costava un anno fa 4.75 e adesso costa 6.20.

A prescindere dal fatto che non lo posso più comprare perché costa troppo, faccio presente che si tratta di un aumento di 1.45 in un anno, cioè il 30%.

Ho speso 19 euro per 3 zucchini, 2 peperoni, 1 busta di insalata, 3 fettine di pollo, 1 busta di grissini, 1 busta di spaghetti, 1 busta di fusilli e il sopracitato tonno. Sono 40 mila delle vecchie lire. Meno male che il professor Monti ci ha salvato.

sabato, dicembre 22, 2012

Schifo senza limiti

Dopo la tassa sulla casa, ecco puntualmente mantenute le promesse di Monti:
"Il 31 dicembre l'erario fotograferà tutte le giacenze - conti correnti bancari e postali, libretti, polizze vita, fondi comuni e derivati - e applicherà l'1 per mille, destinata a rincarare dal 2013, quando le persone fisiche pagheranno l'1,5 per mille..."
(da La Repubblica).

Significa un ULTERIORE prelievo di un euro e mezzo ogni mille euro depositati.

Nota bene che non si tratta di imposte proporzionali al reddito, non si tratta di un aumento delle aliquote, tipo quello che ha indotto Depardieu a lasciare la Francia.

Molto peggio, si tratta di uno Stato di Polizia che "fotografa le giacenze" dei risparmiatori, cioè di tutti gli Italiani, secondo la logica dei grandi numeri e semplicemente gli ruba una quota del risparmio per alimentare la fornace della Spesa Pubblica. L'ennesimo pezzo di "patrimoniale" che si va ad aggiungere al mucchio.

Solo in un Paese di minchioni e manigoldi come l'Italia una cosa del genere può passare sotto silenzio o addirittura essere plaudita in nome della "giustizia sociale". Meno male che mentre affondiamo sempre di più Benigni ci racconta la Costituzione.

Italiani, mi fate schifo.
E io mi sputerei in faccia da solo per non essere ancora emigrato.

venerdì, dicembre 14, 2012

Un altro inverno

E dalla mia finestra vedo...

Nel frattempo leggo che il Debito Pubblico ha sfondato la quota di duemila miliardi, per la precisione in Ottobre era 2.014 miliardi. Nonostante i "sacrifici" del Governo Monti, il prelievo su reddito, consumo e risparmi che ha aumentato le entrate fiscali nonostante l'economia sia in recessione e la "Spending Review", Revisione della Spesa per chi non si è laureato in una delle nostre prestigiose facoltà di Economia (eufemismo). Ma va tutto bene.

I giornali sparano in prima pagina le indagini del Tribunale di Milano sui rimborsi della giunta regionale e per il resto non si sa nulla di cosa facciamo gli altri 1291 tribunali sparsi per l'Italia, incluse Regioni "fantasma" come il Molise o quelle controllate militarmente dalla mafia, omicidi, discariche di rifiuti tossici, acqua che non arriva ai rubinetti, eccetera.

Evviva.

domenica, dicembre 02, 2012

Renzi

Logica conseguenza del fatto che il PCI ha ancora il monopolio della "sinistra". Il resto è mera finzione.

lunedì, novembre 12, 2012

La fine dei giorni

Vorremmo introdurre una tassa generalizzata sui patrimoni ma non avendo gli strumenti non vorremmo favorire l'allontanamento dei capitali
Vladimir Ilyich Monti, procedi pure tranquillo, i capitali si sono allontanati da un bel pezzo e quelli che non l'avessero fatto, lo faranno subito dopo l'articolo pubblicato in prima pagina dal Corriere. Quindi tradotto in parole povere stai dicendo che verrà introdotta una ulteriore tassa sui risparmi delle famiglie, che non hanno il modo di occultarli o trasferirli nei modi che gli esperti di Finanza come te ben conoscono. Si affonda l'Italia a beneficio delle banche e dei milioni di Italiani che vivono di sussidi e prebende. Io sono uno degli Italiani che stanno in mezzo tra il martello bancario e l'incudine statale. E le opzioni che ci lasci, Vladimir, sono sempre meno. Se io avessi una attività e dei figli a questo punto venderei tutto, costi quello che costi e manderei i figli all'estero, che si salvino almeno loro.

Edit: L'aumento della pressione fiscale ci sta demolendo senza ottenere alcun risultato positivo, infatti (da la Repubblica):
Debito pubblico a 1.995 miliardi
Nuovo record storico per l'Italia

I debiti delle amministrazioni pubbliche sono aumentati di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, toccando un nuovo massimo storico.

Il nuovo record è stato conteggiato dalla Banca d'Italia e testimonia un aumento di 19,5 miliardi rispetto ad agosto. Il contatore a fine settembre si è fermato a 1.995,1 miliardi. Le spese per fare andare avanti lo Stato rimangono costanti o aumentano e gli esborsi per i meccanismi di solidarietà all'interno della zona Euro, come il Fondo Salva Stati, annullano i benefici delle manovre del governo. Anche perché le entrate generate dalle tasse non aumentano, soprattutto a causa non del minor peso del Fisco sui cittadini, ma della crisi economica che provoca la contrazione dei fatturati delle aziende e quindi della base imponibile.

domenica, novembre 11, 2012

Esodati

Il simpatico neologismo indica una categoria di persone che sono state estromesse da una azienda attraverso un accordo che mirava a coniugare due interessi, quello del "lavoratore" di smettere di lavorare e ricevere la pensione, quello della azienda di smettere di pagargli il salario per accollarlo allo Stato. L'accordo non ha funzionato bene perché mentre azienda e sindacati mettevano insieme i due interessi non consideravano il fatto che lo Stato non ha i soldi per pagare le pensioni.

Esaminiamo la meccanica:
Se il sistema pensionistico accantonasse i contributi versati dal "lavoratore" come un normale piano di accumulo che si fa in Banca, quando questi decide di andare in pensione gli si dovrebbero restituire i contributi, in toto o sotto forma di vitalizio, con somme proporzionali all'accantonamento più gli interessi maturati. L'esodato in oggetto quindi si troverebbe comunque a potere contare su una somma, grande o piccola.

Invece, siccome il sistema pensionistico è un'altra menzogna, quindi non accantona nulla, al "lavoratore" non spetta nulla dei suoi versamenti. Gli spetta la pensione come "favore" gentilmente concesso dallo Stato. E lo Stato cosi come "gentilmente" da, può anche "gentilmente" togliere. Per cui l'esodato non può contare sul gruzzolo che ha messo da parte, è completamente alla mercé della "grazia" che gli dovrebbe venire dalla "politica".

Cerchiamo di capire: se un "lavoratore" in un momento qualsiasi della sua vita decide di smettere di lavorare oppure è costretto a smettere per cause di forza maggiore, non ha diritto di tornare in possesso dei soldi che ha accantonato sotto forma di contributi, tanti o pochi che siano. Questo a casa mia si chiama "furto".

In compenso se lo stesso "lavoratore" segue i binari tracciati dal sistema politico-sindacale, lo Stato gli garantisce una "pensione", calcolata con criteri più o meno arbitrari tipo lo X% dell'ultima retribuzione. Nello stesso momento, siccome non esistono accantonamenti, tu "lavoratore" non provvedi al tuo futuro coi tuoi versamenti, provvedi a sostenere il presente di qualcun altro. Cioè non sei tu "lavoratore" il padrone del tuo destino, dipendi come un infante dalla mamma Stato che decide della tua vita e della tua morte. E non hai voce in capitolo. Questo a casa mia si chiama "schiavitù".

Si riassume facilmente: nel corso della nostra Storia, gli Italiani hanno scelto di essere servi dello Stato e quindi dei partiti, piuttosto che avere la libertà con quello che ne consegue nel bene e nel male. E questo serve a rendere conto di un sacco di cose della attualità e del modo di pensare degli Italiani.

sabato, novembre 03, 2012

Una delle tante ragioni per cui l'Italia è una barzelletta

Parte prima: Costa Crociere assume Schettino con l'incarico di Comandante. Questa assunzione pone i soliti interrogativi sul come e il perché in Italia si fa carriera.
Parte seconda: le navi di Costa Crociere fanno spesso manovre che implicano il passaggio vicino alla riva di località turistiche a scopo promozionale ma a quanto pare nessuno ne è al corrente. Il che pone i soliti interrogativi su chi dovrebbe controllare e chi controlla il controllore. Alla fine non è colpa di nessuno.

E veniamo quindi alla parte terza: Schettino in qualità di Comandante va a sbattere sugli scogli, muoiono trenta passeggeri. Ma a quanto pare il naufragio per un Comandante non è ragione di licenziamento. Prego leggere qui: Costa ricorre al "rito Fornero" per licenziare più in fretta Schettino

Se non fosse per i morti, una comica.

venerdì, ottobre 12, 2012

Voci duplicate nel menu contestuale di XP

Se cliccate col bottone destro sopra una icona del desktop di XP si apre il menu contestuale (context menu in inglese).

Se l'icona fa riferimento ad un collegamento verso un programma o un file e non ad un oggetto di sistema potreste notare che alcune delle voci del menu contestuale risultano duplicate, cioè compaiono due volte.

Adesso guardate l'icona, scommetto che non c'è il quadratino bianco nell'angolo sinistro in basso dell'icona con dentro la freccina che indica appunto che si tratta di un collegamento.

Certe "utility" modificano una chiave nel registro di sistema per togliere la freccina dai collegamenti perché le icone sono più belle senza. Ma come dicevamo sopra, questo a volte causa la duplicazione delle voci nel menu contestuale. La soluzione è ripristinare la freccina. Si fa cosi:

1. aprire regedit
2. localizzare la chiave:
HKEY_CLASSES_ROOT\lnkfile
3. nel pannello di destra creare un nuovo elemento, scegliere il tipo "stringa" e chiamarla:
IsShortcut
4. chiudere regedit e riavviare Windows

domenica, ottobre 07, 2012

Debian o Ubuntu su un vecchio computer

Ve la faccio corta:
Si, si può installare Debian o una derivativa di Ubuntu tipo Xubuntu o Lubuntu su un vecchio computer, io vi sto scrivendo da un PIII con 256 Mega di RAM con sopra Lubuntu 12.10 Beta 2.

Ma attenzione: c'è uno script che ogni tanto parte e vi ammazza il computer mentre crea o aggiorna una lista dei pacchetti installati. Lo script è schedulato quindi parte praticamente ogni giorno o quando usate Synaptic.

Il problema è che quando parte non gira tranquillo in background ma si prende tutte le risorse disponibili fino a saturare la RAM e la CPU, il sistema si blocca o quasi e vi accorgete che l'hard disk "frulla" perché il sistema sta usando lo swap di continuo, non avendo più RAM.

Lo script chiama "update-apt-xapian-index" e la lista che aggiorna si trova alla voce "apt-xapian-index". La lista a quanto pare serve solo per fare le ricerche veloci con Synaptic. Che io sappia non si può fare niente per ridurre il consumo di risorse se non disabilitare l'esecuzione dello script con:
"sudo chmod 644 /usr/sbin/update-apt-xapian-index"

Oppure disinstallare/rimuovere il pacchetto "apt-xapian-index".

giovedì, ottobre 04, 2012

mercoledì, settembre 12, 2012

Abbassare il colesterolo

Premessa: ovviamente io non sono un medico. Quindi non ho nessuna pretesa di dare pareri scientificamente fondati. Posso solo parlare della mia esperienza.

Ordunque, quest'inverno a seguito di un controllo generale mi veniva riscontrato un livello di colesterolo totale di oltre 340. Come forse sapete la soglia massima raccomandata è di 200.

Mi reco dal medico di famiglia la quale si mette le mani nei capelli e mi dice che sarebbe il caso di iniziare una terapia con le "statine", farmaci che inibiscono la sintesi del colesterolo. Anche per la storia familiare di problemi cardiaci che suggerisce un possibile fattore ereditario.

Io suggerisco di fare un tentativo con una dieta a basso contenuto di grassi. Il medico dice proviamo ma è molto difficile, partendo da questi valori, riportare il colesterolo nella norma solo attraverso la dieta. Tra parentesi, mi può suggerire solo una dieta generica, che poi è la dieta raccomandata per tutti, quella della piramide degli alimenti.

A marzo comincio la dieta "alla spera in dio", cioè di testa mia, che consiste nella eliminazione drastica di prodotti confezionati (inutile mangiare merluzzo se poi la panatura gronda olio motore), latte e derivati, uova, salumi, carni rosse, prodotti sottolio, frutta secca. Riduco più possibile l'olio extravergine a condimento, sostituisco il latte con le bevande alla soia. Mangio pasta, riso, verdure, cereali, pesce, pollo e tacchino, il tutto o scondito o condito il meno possibile. Mi concedo raramente un vasetto di yogurt magro e la marmellata come consolazione. Vorrei mangiare più frutta ma non mi piace. Rimedio come posso facendo colazione con una mela ogni tanto.

Tra marzo e giugno riesco ad abbassare il colesterolo totale da oltre 340 a 256. Ritorno dal dottore e concordo di prolungare la dieta fino a settembre, aggiungendo un po' di allenamento e un integratore alimentare a base di riso rosso fermentato, policosanoli, astaxantina e acido folico. Ovviamente io non ho idea di cosa siano queste cose, il dottore mi ha detto che si tratta di sostanze naturali che fungono da "precursori" delle statine ma senza gli effetti collaterali. Se ho capito bene. Comunque si tratta di una compressa al giorno, niente di complicato. Unico problema, l'integratore non è previsto dal Servizio Sanitario quindi tocca pagare il prezzo pieno, 15 euro la scatola, una scatola contiene 30 compresse, quindi dura un mese.
Nota a margine: pare che i prodotti pubblicizzati in TV per ridurre il colesterolo siano in realtà inutili.

Ho seguito scrupolosamente il programma, tranne l'allenamento che purtroppo non ho potuto approfondire come avrei voluto per via di subentrati dolori articolari. Oggi vado a ritirare le analisi del sangue, da giugno a settembre sono riuscito ad abbassare il colesterolo totale da 256 a 172, rientrando quindi al disotto del valore raccomandato.

A questo punto mi rimane un problema e cioè che la composizione dei livelli HDL (colesterolo "buono") e LDL (colesterolo "cattivo") non è ottimale, il primo dovrebbe essere sopra 40 e io ce l'ho a 31, il secondo dovrebbe essere sotto 100 e io ce l'ho 117. Ma considerato da dove sono partito, sono abbastanza soddisfatto. Forse sono un fenomeno da baraccone perché mi dicevano che la dieta in realtà incide in misura secondaria sul colesterolo, essendo la maggior parte auto-prodotto dal nostro fegato.

Scrivo questo post nel caso serva da suggerimento per qualcuno con lo stesso problema.

venerdì, settembre 07, 2012

Voi non ci crederete o della Web TV

Leggo questo articolo del Corriere:
Fastweb, addio alla tv con i canali Sky
La società controllata da Swisscom chiude la sua Iptv il 5 novembre. Finisce l'accordo per l'offerta Homepack con Sky.
[...]
Nel 2010 Fastweb raggiunge quota 200mila abbonamenti. Troppo pochi. E i numeri non crescono. Cambia il mercato, non vengono messe in atto politiche di agevolazioni fiscali come invece è stato fatto in altri paesi. Risultato, in totale gli operatori del settore - non solo Fastweb - non riescono a superare il tetto dei 600 mila abbonamenti.
Ebbene, voi magari non ci crederete ma io lavoravo (mio malgrado) alla IPTV già intorno al 1998-99, quando la mia "garage company" fu rilevata da una azienda che fatturava molti soldi attraverso la compravendita di diritti televisivi. A quel tempo si era troppo in anticipo sui tempi e lo streaming video non era sostenibile tecnicamente. Ma quello che personalmente non ho mai capito era il famoso "modello di business".

Il fatto è che mettere in piedi una infrastruttura per creare i contenuti, archiviare e gestire i contenuti, permettere agli utenti di accedere a questi contenuti, eventualmente previo abbonamento, contrariamente a quasi tutte le altre cose che si possono fare su Internet, è una operazione teoricamente fattibile ma estremamente complessa e costosa, sia in termini di lavoro che in termini di hardware, di banda, eccetera.

L'idea di base dei "manager" è sempre stata la medesima: abbiamo già un "modello di business" che funziona, quello della Televisione. Lo replichiamo su Internet riutilizzando gli stessi contenuti. Tanti abbonati, tanti soldi. Allora era la famosa "convergenza", intesa come il convergere di Internet e dei "media" tradizionali.

Il primo ostacolo ovviamente è che il servizio richiede banda virtualmente illimitata da parte di chi trasmette e una connessione parecchio capace da parte di chi riceve. Quindi è fuori portata per qualsiasi start-up, non importa quanto ricca. L'economia di scala necessariamente porta a sviluppare il "business" IPTV all'interno della rete di un provider, tipo Telecom o Fastweb, cioè come un servizio "a valore aggiunto" da attaccare ad un abbonamento per la connessione ad Internet. Tutti noi abbiamo sperimentato il livello di servizio dei provider. I contratti con la famosa espressione "banda fino a". In sostanza devi avere la fortuna di abitare in una città e se non sei collegato/bile con un cavo in fibra ottica, devi anche essere vicino alla centrale telefonica ed avere il doppino e tutte le connessioni, morsetti e armadietti in condizioni perfette. Il provider non deve avere fatto "overbooking", cioè attestato più di tot utenze sui medesimi impianti e deve avere configurato tutto nella maniera corretta. La cosa funziona tanto bene che ci sono provider che danno assistenza tecnica ai propri abbonati attraverso un numero a pagamento. Una barzelletta.

Il secondo ostacolo è che il "modello di business" della Televisione non si può tradurre su Internet pari pari per una differenza sostanziale: a causa del principio di "network neutrality", cioè i provider non possono mettere barriere o filtri tra i loro abbonati e il resto della Rete, un qualsiasi servizio "esposto" sul Web è accessibile da qualsiasi posto nel mondo. Quindi tutto il sistema dei "diritti TV" per cui una partita di calcio può essere trasmessa solo su un certo canale e i "diritti" si moltiplicano per tutte le aree geografiche dove i diversi canali sono accessibili, non ha più senso. E' un po' la stessa cosa del negozio di dischi che si confronta con la musica scaricabile da Itunes. Oltre il fatto che Internet non ha barriere geografiche, se un certo servizio sta in piedi grazie alla pubblicità, risulterà "gratuito" per gli utenti e renderà impossibili i servizi a pagamento che vogliano offrire gli stessi contenuti. Per cui è ovvio che se Google trova il modo di fornire un certo servizio, nessuno può competere.

Aggiungiamo la saturazione del mercato dello "intrattenimento". Ormai ci sono cento offerte tutte simili, tra TV digitale terrestre, TV satellitare, IPTV, eccetera. E c'è un limite agli abbonamenti che puoi vendere e a quello che puoi spremere dai "consumatori".

Siccome le considerazioni sopra esposte sono abbastanza ovvie e a me erano chiare fino dalla fine degli anni '90, io chiederei il conto delle spese per mettere in piedi i servizi IPTV che sono falliti negli ultimi 15 anni ai "manager" che ci hanno costruito la carriera sopra.

martedì, settembre 04, 2012

Compleanno di Martina

Mia nipote Martina compie quattro anni, suo fratello Marco ha otto mesi.










venerdì, agosto 31, 2012

La cassa del supermercato

La cassa del supermercato è una di quei luoghi dove puoi studiare l'essere umano. Io per esempio tra i diversi tipi non sopporto le massaie che da dietro ti spingono il loro carrello nelle reni e che quando hai messo le tue cose sul nastro e aspetti che avanzino mentre il cassiere le passa sul lettore del codice a barre, creano delle piramidi inverosimili nel tentativo di disporre tutta la loro spesa sul bordo della cassa. Un paio di volte ho provato a dire "signora non è mica meglio se aspetta un attimo che si liberi la cassa, tanto non cambia niente" ma la massaia poi mi guarda come se fossi un killer seriale o un alieno, quindi ho lasciato perdere. Alcune di queste signore arrivano anche a piazzarsi davanti al cassiere mentre io metto la roba nelle borse, cosi poi devo sdraiarmi sulla cassa per pagare. Anche li, ho provato a dire "signora mi scusi ma io dovrei pagare", stesso risultato.

mercoledì, agosto 22, 2012

Viva la Padania viva la Polenta viva Marco Pirovano

Nel momento più buio della società multienica, dello sradicamento culturale, delle pizzerie egiziane e dei doner kebab, la Lombardia dovrebbe dare una medaglia e intitolare le piazze a questo signore:
La polenta take away va alla conquista di Milano e si prepara per New York
Viva Marco Pirovano, nel suo piccolo un eroe.
Se poi riesce a fare capire agli Americani che l'Italia non è Sicilia, mafia, pizza e mandolino, spagetti with meatballs, il Padrino e i Sopranos, diventerà anche l'eroe dei Due Mondi, altro che Garibaldi. Bisognerà metterlo sulle banconote.

venerdì, agosto 17, 2012

Sarà vero o è un'altra balla?

Una cosa del genere è cosi assurda che preferisco pensare che sia una estrapolazione dell'articolista. Dal Corriere:
"L'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero" aggiunge Monti nell' intervista. "Io penso che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno stato di guerra". Secondo Monti, il Nord Europa dice: "L'Italia è un paese molto ricco, però lo stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tasse". Insomma, "l'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero".
Allora esaminiamo la follia di questo brano.

Per prima cosa l'affermazione che l'evasione fiscale danneggi l'immagine dell'Italia all'estero. Cos'é, una barzelletta? Voglio dire, non è il fatto che mezza Italia è controllata militarmente dalle mafie, non è che in certe Regioni non ci arrivano nemmeno le strade. Non sono i dipendenti pubblici che timbrano il cartellino di tre colleghi che stanno facendo un altro lavoro, non sono i Parlamentari pregiudicati. Non è il Capo della Polizia che guadagna quattro volte il Capo della FBI, non è un Presidente di Regione che spende personalmente il doppio della Merkel. Non è l'immagine dell'Italiano in canottiera, con la catena d'oro e la macchia di sugo, mafia, pizza e mandolino, non sono le montagne di immondizia per le strade. E' l'evasione fiscale che ci rovina l'immagine.

L'Italia si trova in difficoltà. Anche qui, non è che l'Italia è in difficoltà perché è diventato impossibile fabbricare qualcosa ed esportalo. Le aziende che delocalizzano o semplicemente chiudono. E' l'evasione fiscale che crea lo "stato di guerra". Io io scemo a non pensarci prima quando passavo davanti ai capannoni abbandonati.

L'Italia è un paese molto ricco. Bè tutto è relativo. C'é chi va in vacanza sullo yacth di cento metri e chi come me in vacanza non ci va per niente. Se il "Nord Europa" dice che ci devono pensare gli Italiani ricchi a pagare il debito, si vede che Monti la pensa come Bertinotti e cioè che, siccome non si può tassare un reddito che non esiste o non appare, bisogna tassare la "ricchezza" generica. Peccato che i capitali sono tutti all'estero e gli yacht sono instestati a società di comodo con sede a Panama. Per cui la ricchezza che si tassa sono i risparmi delle famiglie e i consumi, non il portafoglio azionario dei membri della "Trilaterale" o del "Gruppo Bilderberg".

E sguinzagliamo quindi i gendarmi. Per farci prendere sul serio nel "Nord Europa", niente di meglio che calare i Finanzieri dall'elicottero sopra Cortina. Poi facciamo una bella conferenza stampa con i Finanzieri incappucciati come fanno in Messico coi Narcos. Visto che siamo in guerra...

martedì, agosto 14, 2012

Storia d'Italia al contrario

Ieri ascoltavo qualcuno su Radio Radicale ripercorrere la storia d'Italia dalla unificazione ai giorni nostri. Forse era Amato ma non sono sicuro.

Fatto sta che ero d'accordo su tutto quello che diceva ma in una sorta di immagine speculare, nel senso che tutte le cose che lui elencava come elementi positivi per me sono elementi negativi.

a.
La unificazione falsamente propagandata come risorgimento quando invece è stata una guerra coloniale. Garibaldi rivoluzionario che invece di liberare il Sud lo rende servo e lo spossessa. Quasi metà dei nuovi Italiani impoveriti e costretti tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 a scegliere tra morire di fame ed emigrare. L'annientamento culturale delle identità locali attraverso la soppressione della lingua e l'imposizione dell'italiano.

b.
Il relatore ha poi saltato a piè pari i due elementi che hanno forgiato sul serio l'unità nazionale, cioè la Prima Guerra mondiale coi suoi 700 mila caduti e milioni di feriti e mutilati, con l'invenzione dopo Caporetto dell'indottrinamento ideologico delle masse basato sulla retorica patriottica della "romanità littoria" di cartapesta, il successivo ulteriore giro di vite nella crisi socio-economica e il movimento politico dei reduci, anche noto come Fascismo, che toglie il potere alla monarchia e al suo governo elitario.

c.
La massa degli Italiani derelitti e le condizioni di vita insostenibili oltre al Fascismo producono due gruppi di movimenti di "liberazione", analoghi nelle finalità ma ispirati a due ideologie storicamente differenti, i movimenti ispirati al Socialismo (poi evoluto nel Comunismo) e i movimenti ispirati alla Chiesa. cooperative rosse e cooperative bianche, sindacati rossi e sindacati bianchi, eccetera. Il relatore esalta le conquiste "sociali" di questi movimenti come elemento che permette finalmente al proletariato di riconoscersi finalmente nello Stato.

d.
Salta un altro passaggio fondamentale e cioè la fine del Fascismo e la nascita della Repubblica, che appunto viene fondata dalla dualità Catto-Comunista, istituzionalizzata dai partiti egemoni, la DC e il PCI.

e.
Dopodiché evita accuratamente di elencare due conseguenze ovvie:
Sia i Cattolici che i Comunisti fanno riferimento a ideologie che vedono nello Stato Nazione una sovrastruttura non solo superflua ma controproducente. I Comunisti ci vedono uno strumento della oppressione borghese sul proletariato, i Cattolici vedono una autorità che si oppone al magistero universale della Chiesa. Inoltre entrambi fanno riferimento a poteri che si trovano fuori i confini dell'Italia, gli uni si riferiscono al PCUS e alla Unione Sovietica, per inciso i Partigiani non combattevano per l'Italia ma per l'instaurazione della Dittatura del Proletariato e morivano gridando "viva Stalin". Gli altri si riferiscono al Vaticano e per controbilanciare i primi, eventualmente agli USA. Per cui la Repubblica nasce "sotto tutela", subordinata.

f.
Altra conseguenza ovvia è che se il proletariato si riconosce nello Stato solo a seguito delle "conquiste sociali", significa che il senso di Patria è qualcosa che si compra e si vende. Da cui il meridionale che sventola il tricolore è un po' come una prostituta che dice "ti amo" al cliente. E veniamo ai giorni nostri dove lo Stato mantiene il centro-sud comprando il favore delle masse e occupa militarmente il nord, costituendo gli Italiani in due forme diverse di servitù.

Tutto questo serve a spiegare la situazione attuale.

lunedì, agosto 13, 2012

Bordello

Dal Corriere:
A giugno il debito pubblico italiano ha toccato quota 1972,9 miliardi di euro dai 1966,3 di maggio. È quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla Finanza pubblica. Ma contemporaneamente arriva il dato sul collocamento degli 8 miliardi di Bot annuali (scadenza agosto 2013) a un tasso del 2,767%, in lieve rialzo rispetto al 2,697% dell'asta di luglio. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli.
Questi sono i magnifici risultati dei super-tecnici con la loro Revisione di Spesa (Spending Review per i bocconiani). La Spesa Pubblica continua ad aumentare e festeggiamo il fatto che siamo riusciti a chiedere un altro prestito di 8 miliardi su cui poi pagheremo gli interessi al 2,7%.
Io mi domando e chiedo: lo capiscono gli Italiani che l'aumento del Debito è una campana a morto? Mi domando e chiedo in cosa consista la differenza tra il governo Monti e un governo qualsiasi.

venerdì, luglio 27, 2012

I pagliacci della raccolta differenziata

Prego leggere questo articolo:
RAEE nuove regole dall'Europa
Sottolineo un passaggio veramente spassoso:
[...] novità introdotta dalla direttiva comunitaria, il cosiddetto ritiro "uno contro zero" per i rifiuti elettronici di piccole dimensioni. I vari distributori dovranno in sostanza provvedere al ritiro gratuito degli apparecchi anche in assenza di un prodotto nuovo equivalente (ritiro "uno contro uno"). Entro il 14 febbraio del 2014 tutti gli stati membri dovranno adottare la direttiva nei rispettivi impianti legislativi.
Ma io dico, facciamo finta di non sapere che con la normativa attuale NESSUN distributore ritira l'usato? Provate ad andare in un centro commerciale con il vostro vecchio PC, monitor, stampante, eccetera e ditegli che glielo lasciate li in ossequio alla normativa RAEE. Vi rideranno in faccia e vi inviteranno a smammare. Solo rarissimi negozietti "ti fanno il favore" di ritirare l'usato e dipende se pensano di potere recuperare qualche pezzo, altrimenti ti dicono di portare tutto in discarica per conto tuo.

Immaginatevi se la prossima normativa prevede il ritiro dell'usato anche SENZA l'acquisto contestuale del nuovo. Si faranno in quattro, i distributori. Gli stessi che adesso non ritirano nulla.

Aggiungo una postilla: se la Comunità Europea spinge gli Stati ad aumentare la quota di rifiuti elettronici riciclati, le discariche al contrario tendono a scoraggiare le consegne. Infatti le regole della discarica del mio Comune impongono dei limiti abbastanza restrittivi per la quantità di pezzi che si possono conferire gratuitamente. Al che, ditemi voi quanti fessi come me sarebbero disposti a pagare per lo smaltimento invece che scaricare tutto in una stradina isolata e buonanotte.

giovedì, luglio 26, 2012

Spigolando

Angelino Alfano, segretario pdl, ha detto con chiarezza: «Nuove manovre con sacrifici per gli italiani per noi non esistono. Neanche se le chiede l'Europa: dobbiamo fare gli interessi degli italiani, non di tedeschi o francesi».

Sicilia, scoppia la rivolta dei deputati. In ritardo i loro 13 mila € di stipendio.
Insorgono gli onorevoli dell'Assemblea regionale: "Trattati peggio dei fornitori". Problemi anche per i dipendenti. Nel frattempo il ministro Giarda rispetto ai conti della Regione Sicilia: "Allo Stato non sono consentiti controlli di merito sull'efficienza e efficacia della spesa".

La Regione Molise gli ha dato un bonus di 13.099 euro in aggiunta allo stipendio. Peccato che Elvio Carugno sia in galera, accusato di avere rubato soldi regionali.

Misurare l'efficienza di chi dirige gli uffici pubblici. Legge 286 del 1999 che prevedeva una ricompensa aggiuntiva per i dirigenti sulla base del raggiungimento o meno degli obiettivi fissati. Risultato della misura: su 3.769 altissimi funzionari addetti alla macchina statale, quelli premiati col massimo bonus possibile erano 3.769.

Tra i dirigenti (della Regione Molise, NdR), vengono premiati anche i dirigenti della Sanità che, come spiegano i dati di pochi giorni fa, è tra le più sgangherate e indebitate, sul pro capite, della Penisola. Un dato per tutti: 2.939 euro di spesa per abitante, inferiore solo a quelle della Basilicata e del Lazio.

[...] i miei amici e io, tutti aspiranti professori ai tempi del liceo, ci siamo ritrovati intorno a un tavolo e ci siamo guardati in faccia. Tu ti sei iscritto? Io no, e tu? Neppure io. Troppo tardi, troppe poche certezze per un azzardo simile. Follia pura, pensare di raggiungere una cattedra. E dire che mia madre, a soli vent'anni, dopo aver vinto il concorso di Stato era già di ruolo.

martedì, luglio 24, 2012

Caro Bersani

[...] "Chi porta i soldi all'estero è "un poco di buono, vigliacco e traditore del suo Paese".
[...] "Se non paghi le tasse, solo per buona educazione ti mando l'ambulanza a casa".
Belle frasi ad effetto, che funzionano col suo elettorato. Ma lei sa bene signor Bersani che le tasse sono sottese ad un patto tra lo Stato e i cittadini. E nel momento in cui lo Stato tradisce questo patto i cittadini avrebbero non solo il diritto ma anche il dovere di ribellarsi. Lo Stato, ben consapevole di avere tradito il patto, non manda l'ambulanza a casa, manda gli sgherri dello Sceriffo di Nottingham. E lei sa anche che la maggior parte degli Italiani, inclusi i suoi elettori, paga le tasse perché è costretto, non per onestà e men che meno per patriottismo. Io conosco personalmente un certo numero di ex-comunisti della vecchia guardia, di quelli con la foto di Lenin nel tinello e volontari al Festival dell'Unità, che per mandare i figli a scuola si sono sempre arrangiati con due o tre lavori, uno "regolare" e gli altri in nero. Con la considerazione secondaria che se riesci a fare un lavoro secondario in nero, si vede che o sei Stakanov oppure non lavori poi tanto in quello "ufficiale".

La verità la sa anche lei, solo che non può dirla.
In Italia esistono due caste, quella degli iper-garantiti che trae le sue garanzie dallo Stato e quindi in ultima analisi dalle tasse e quella degli ipo-garantiti, che dello Stato ricevono solo le ingiunzioni di pagamento e le visite degli sgherri di cui sopra. Io capisco la sua esigenza di fare contenta la casta dei garantiti che compone una larga fetta del suo elettorato. Ma l'equilibrio ormai è spezzato e non si può più tirare la corda. L'idea di Stato-mamma ci ha portato dove siamo ora, cioè al fallimento. Possiamo cercare tutti i "babau" di questo mondo, non cambia una virgola.

Tradotto in parole povere, non sono le tasse, anche ottenendo un improbabile recupero dell'evasione, che possono risollevare l'Italia dalla condizione in cui i suoi predecessori l'hanno portata. Al contrario, le tasse che abbiamo in Italia sono insieme lo strumento e il sintomo del declino inevitabile. Perché strangolano la parte "produttiva" della Nazione per mantenere assistenzialismo e privilegi insensati per la parte "improduttiva", che tra parentesi è ovviamente preponderante.

lunedì, luglio 23, 2012

Spread a 500

Nei giorni che hanno preceduto l'insediamento di Monti si paventava lo spread a 500 punti perché rappresenta la soglia del default. In poche parole una volta a 500 punti di spread l'Italia non può durare a lungo prima di andare in default. Quindi fu nominato il Governo d'emergenza per scongiurare questa temuta eventualità. Ebbene stamattina leggo che lo spread è oltre i 520 punti. Ironia della Storia, Monti si trova in visita da Putin e dice di non preoccuparsi, uno statista si preoccupa di economia e di politica insieme e che lui è li a firmare contratti. Dove l'ho già sentita questa?
Tic tac, tic tac, il timer della bomba intanto corre.

sabato, luglio 21, 2012

Un'altra perla in fondo al mare delle balle - istruzione

Da sempre ci sentiamo raccontare la balla colossale e laida che gli studenti del Sud sono più meritevoli, che al Sud c'è una percentuale altissima di laureati e le eccellenze nella cultura e che questo è il motivo per cui poi vengono assunti con merito nei concorsi della Pubblica Amministrazione, mentre al Nord, essendo tutti ignoranti e avvinazzati, al massimo si può andare a Pontida con le corna vichinghe.

Ora, uno poteva anche avere forti dubbi basati sull'evidenza empirica dei Professori analfabeti, dei Tutori dell'Ordine oggetto delle barzellette e via via.

Ecco però un "dato di fatto" che certifica l'ennesima balla propagandistica:
Repubblica: Test invalsi, Nord stacca Sud - Anche a scuola Italia divisa in due
Il sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero (tocco laido dell'articolista NdR), al di sotto della linea rossa.

[...] nel complesso la macchina non sembra proprio nelle condizioni di colmare le differenze socio-economiche-culturali delle diverse aree del paese. Anzi, le accentua man mano che la carriera scolastica degli alunni si dipana.

[...] Una forbice che cresce in Italiano se si analizzano i risultati degli alunni più grandi e che assume proporzioni consistenti per gli studenti delle seconde classi delle scuole superiori. Che al Nord, sempre con la media nazionale posta a quota 200, raggiungono 211 punti, lasciando indietro tutti: 197 per gli studenti di Toscana, Lazio, Umbria e Marche, 194 per i ragazzi delle regioni meridionali e addirittura 185 punti per quelli di Sicilia e Sardegna. Mentre in seconda elementare il divario tra Nord e Sud è di 9 punti, dopo otto anni si è dilatato a 26 punti. "In altri termini - sottolinea il rapporto - l'operare del sistema scolastico non sembra in grado di contrastare tali divari, che risultano anzi acuiti col progredire della carriera scolastica degli alunni".
E pensiamo quale sarebbe il divario se la Scuola al Nord non fosse in gran parte gestita da personale docente e amministrativo di origine meridionale ma se le assunzioni privilegiassero i residenti. Perché è difficile imparare da un professore analfabeta.

L'altro giorno chiedevo ad un amico siciliano che vive qui se preferirebbe essere operato da un chirurgo in Sicilia o in Trentino. Lui diceva che gli ospedali in Sicilia sono indecenti ma esistono cliniche private che sono al livello del resto d'Italia. Evidentemente non è cosi. Un laureato Siciliano sarà il prodotto del sistema scolastico descritto sopra, quindi una persona con difficoltà nel padroneggiare l'italiano e la matematica. E che quindi appena esce dai confini dove il suo livello di istruzione è "normale" si trova in condizione di inferiorità. Che poi è il motivo per cui a me sembra incredibile il modo che ha di parlare il Sindaco di Napoli, ex Magistrato, mentre dalle sue parti probabilmente sembra forbito. Tutto questo spiega anche perché la macchina della amministrazione pubblica sembra inefficiente. Semplice, perché non solo non raccoglie i migliori talenti ma nemmeno le persone con una cultura "media", invece è popolata di semi-analfabeti con "titoli" fasulli. E ripeto, titoli di studio FASULLI.

Chiudo col solito invito: chiediamoci perché all'Italiano vengono raccontate continuamente delle balle su tutto.

Guru

Il Corriere ultimamente è una fonte continua di ispirazione e disperazione. Facciamoci questo giro nel gossip che mi sono stancato di profetizzare apocalissi inevitabili.

Leggo stamattina che Matteo Cambi, ex titolare del marchio Guru, dopo una vicenda giudiziaria seguita al fallimento fraudolento della Guru, è stato assunto come responsabile della "comunicazione del prodotto" dalla nuova proprietà/dirigenza della medesima azienda.
Articolo: Guru, il ritorno dell'ex


E il nostro genio del marketing dichiara:
Una certa tipologia di eventi social mondani, tutto fumo e poca sostanza (Christian Vieri, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini ed Elisabetta Canalis, NdR), non interessano più, c'è voglia di cose genuine, di valori.
[...]
Il nuovo cliente Guru lo vedo così: vive in una città metropolitana, dove tutto si mescola, razze, culture - riprende Cambi -. È attento alla moda, ma in modo ironico, il tipo di ragazzo o ragazza che puoi incontrare in un museo di Parigi e che, fuori, ha lasciato la bicicletta.
Matteo, sono sicuro che hai già pensato ad una partnership con la Apple. Loro sono nel settore dei "fighetta" da sempre. Infatti a Milano recentemente hanno occupato un edificio vicino Brera. Il portavoce degli occupanti, che probabilmente quando non fa la rivoluzione passa le giornate nel museo di Parigi, era un perfetto "nuovo cliente" Guru e usava un bel Mac nuovo fiammante. Io farei anche un tentativo per sostituire Vieri e Canalis con Dario Fo e Franca Rame. Attenti a cosa "mescolate" però. E te sai bene di cosa parlo.

giovedì, luglio 19, 2012

La mia profezia maya

Purtroppo le mie (facili) profezie sul Governo Monti sono confermate dai fatti.
Post precedente: la Spesa Pubblica continua ad aumentare.
Post di oggi:
Pressione fiscale: in Italia è la più alta del mondo.
È pari al 55%: - Il dato più elevato della nostra storia recente.
Dal Corriere: Pressione fiscale: in Italia è la più alta del mondo
Si, chi scrive l'articolo si premura di evidenziare come la pressione fiscale italiana sia compensata dall'elevato tasso di evasione fiscale. Ma è il classico tocco di propaganda di regime. Infatti il punto non è che esiste l'evasione ma che la pressione fiscale aumenta in conseguenza del fatto che da una parte diminuiscono le entrate e dall'altra aumenta parallelamente la Spesa. Se anche si riuscisse a recuperare l'evasione completamente, l'unico risultato sarebbe di avere più soldi da spendere ma ovviamente non ci sarebbe nessun effetto sul contenimento della Spesa. Senza contare il fatto che togliendo risorse dall'economia sommersa si tolgono risorse dall'economia in generale, quindi rallentamento dei consumi e spirale recessiva.

lunedì, luglio 16, 2012

Arriva il meteorite

Cito il Corriere, Nuovo record di debito pubblico:
Nuovo record per il debito italiano. Secondo il Supplemento Finanza Pubblica di Bankitalia, il debito delle Amministrazioni Pubbliche è aumentato di 17,1 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico pari a 1.966,3 miliardi di euro. Con il debito aumentano anche le entrate tributarie grazie, tra l'altro, alle tasse sulla benzina.
Si confermano le mie fosche profezie, impossibile ridurre la spesa, aumento della pressione fiscale, spirale recessiva, l'Italia implode su se stessa.

venerdì, luglio 13, 2012

Elezioni

Sembra che la prospettiva di indire le elezioni per rinnovare le due Camere del Parlamento Italiano stia gettando nello sconforto gli investitori internazionali. I quali vedono nel successivo incarico ad un "Governo politico" il rischio che l'Italia vanifichi le riforme varate da Monti e che di seguito precipiti nel "default".

Se io mi sentissi Italiano a questo punto rifletterei sul fatto che all'estero danno per scontato che gli Italiani non possono governarsi da soli ma che hanno bisogno di essere commissariati. Che l'Italia come democrazia è un sostanziale fallimento perché i rappresentati oscillano tra l'incapace e il delinquente, con qualche irresponsabile a fare contorno. E rifletterei sulla ovvia considerazione che i rappresentati eletti sono lo specchio della Nazione.

Quindi cosa facciamo?
Sospendiamo a tempo indefinito la democrazia e ci affidiamo ad un Commissario Straordinario che incontri i favori dei "mercati" oppure ci ributtiamo nel marasma della pseudo-politica, sapendo che esiste un rischio concreto di non riuscire a collocare i Titoli di Stato?

Il bello è che Monti non ha riformato nulla sul serio, per tante ragioni. Ha solo messo una pezza aumentando la pressione fiscale e ha avviato (solo avviato) un processo di revisione della Spesa Pubblica.

giovedì, luglio 05, 2012

Lettera di uno Statale

Articolo del Corriere:
La lettera di un dipendente che lamenta: «non siamo un ramo secco da tagliare. Monti venga a vedere»
Mi creda, ho dato all'amministrazione pubblica più di quanto lo Stato non abbia dato a me.
Ebbe certo, ogni volta che Michelangelo mette un timbro sopra una pratica è un'altra Cappella Sistina regalata alla Patria.
È davvero triste essere considerati dal governo e dall'opinione pubblica solo un «esubero». Un ramo secco da tagliare.
E' più triste essere considerati dal Governo degli schiavi, che è l'impressione che ha chiunque guardi le trattenute in busta paga o la dichiarazione dei redditi e poi pensa anche a tutte le tasse indirette tipo l'IVA, accise e bolli.
Non credo che i dipendenti pubblici in Italia siano più numerosi rispetto alla media degli altri Paesi europei.
Si vede che non si meritano lo stipendio, considerato che è universalmente noto che la burocrazia italiana è tra le meno efficienti in Europa e nello stesso tempo siamo ad un passo dal fallimento per i costi che sostiene lo Stato per mantenersi.
Non si fanno più concorsi. Non si fa più carriera all'interno degli uffici. Ci hanno tolto tutto. Persino la dignità di essere chiamati funzionari dello Stato
Mi sfugge qualcosa? Stiamo dicendo che siamo ad un passo dal fallimento e non possiamo pagare lo stipendio ai dipendenti pubblici ma qualcuno pensa che si possano fare "concorsi" e "carriera all'interno degli uffici"? Quale migliore prova della bolla anacronistica in cui vivono gli Statali.
Da qualche anno non si rinnovano nemmeno i contratti, mentre gli stipendi sono stati decurtati dall'aumento delle addizionali. Siamo tutti più poveri. Quali altri sacrifici dobbiamo fare?
Magari gli stessi sacrifici che fanno i dipendenti Nokia che sono stati licenziati da tutte le sedi italiane. A naso direi che lo stipendio "decurtato dall'aumento delle addizionali" è meglio di nessuno stipendio.
A me sembra soltanto una specie di rivincita, un fatto simbolico e propagandistico
A me sembra invece l'ovvia conseguenza del Debito Pubblico che ammonta a circa 1.950.000.000.000 euro cioè oltre il 120% del PIL. O in altri termini, la conseguenza del fatto che ogni anno lo Stato spende molto di più di quanto raccoglie con le tasse, nonostante la pressione fiscale sia già insostenibile e abbia avviato una spirale recessiva.
Non è una bella cosa quando uno Stato si compiace di aver mandato via i propri «servitori»
Pensa che bella cosa se invece lo Stato fallisce, dichiara di non potere saldare i debiti e smette di pagare stipendi e pensioni a tutti. Quello si che sarebbe un gran divertimento. Poi il concetto di "servitore" è ambiguo, mi fa venire in mente Arlecchino e Pulcinella.
Senza i lavoratori pubblici non ci sono nemmeno i servizi pubblici. Chi combatterà l'evasione, se mandiamo a casa gli statali? Chi starà nelle corsie a occuparsi dei malati? Chi si occuperà della tutela del patrimonio culturale?
Gente che lavora di più e costa meno? Gente che non pensa al posto pubblico come un vitalizio vinto alla lotteria? Gente che non pensa che lo Stato gli sia debitore?


martedì, luglio 03, 2012

Ancora sulla verità

Monti ha annunciato "tagli" al pubblico impiego.
Nella attesa di vedere come saranno tradotti questi "tagli" nel concreto, che per esperienza mi viene il sospetto che si tratti semplicemente di prepensionamenti, leggo vari commenti sulla motivazione che sarebbe solo quella di trovare le risorse per arrivare al pareggio invece che una riforma strutturale, sui "tagli lineari" che graverebbero sui poveri dipendenti pubblici che "hanno già dato", eccetera. Ma manca qualcuno che dica la verità ultima:

Se domani mattina il 10% dei dipendenti pubblici non si presenta al lavoro, non se ne accorge nessuno.

Riguardo il riformare, se dovessimo portare il settore pubblico al livello del settore privato in termini di efficienza, salterebbe fuori che la gran parte degli impiegati è inadatta all'incarico, guardare dall'alto in basso o dal basso in alto indifferentemente. Del resto parliamo di una situazione dove anche il settore privato in Italia non è generalmente competitivo.

sabato, giugno 23, 2012

Semo in una botte de fero - Le Nuvole

il Ministro (Passera, Ministro dello Sviluppo Economico) ha indicato la possibile cura per quanto riguarda il Mezzogiorno: "Con 700 milioni di euro di fondi europei azzereremo il digital divide al Sud". Questi, spiega, verranno utilizzati per "incentivare lo sviluppo della rete di nuova generazione" e sviluppare un progressivo switch off per "portare la Pubblica Amministrazione nel mondo del cloud computing, a partire dal settore dall'istruzione".
Passera e il digital divide da colmare

E pensare che fino ad oggi mi sono tanto preoccupato per niente.
Posso dormire tranquillo, ci pensa il Ministro Passera a portare la PA nel mondo del cloud computing.

Che per inciso non vuol dire una beneamata mazza di niente. Infatti col termine "nuvola" (cloud) in origine si intendeva Internet in generale. Il termine "cloud computing" sta a significare la possibilità di fare svolgere determinate operazioni non ad un computer fisicamente presente in un dato ufficio ma ad altro computer situato ovunque nel mondo, utilizzando Internet per muovere i dati avanti e indietro. Il vantaggio consiste nel fatto che una piccola impresa invece di investire nell'acquisto di hardware da collocare presso i propri uffici, può affittarlo come "servizio" da un fornitore, condividendo lo stesso hardware con altre aziende. Ci sono diversi svantaggi, i due principali sono che senza connessione ad Internet non puoi fare nulla e che diventi completamente dipendente dal fornitore in questione, sia per il regolare funzionamento del servizio che per la gestione delle informazioni. Come questa procedura di "outsourcing" (cioè la risorsa è prelevata dall'esterno della azienda) di hardware e software possa migliorare la Pubblica Amministrazione è uno dei Segreti di Fatima secondo me. A chi interessa dove si trova fisicamente un certo computer e come è collegato il terminale che sta usando l'impiegato davanti al quale stai facendo la fila? L'hardware, specie se si fanno i numeri della PA, è la risorsa più economica. Ho letto di recente che si fanno contratti da 50 milioni a botta per le licenze d'uso del software e questo si può eliminare solo se la PA non acquista il software dalle grandi corporation come Microsoft o Oracle e in pratica se lo fa in casa. Cosa che ci riporta a bomba al nocciolo del problema della PA e cioè le risorse umane. La voce che incide realmente sia sui costi che sulle prestazioni.

Il "digital divide" significa che nei piccoli centri non c'è la connessione ad Internet, oppure c'è ma molto limitata. Il problema è di natura geometrica. Si può benissimo tirare un cavo in fibra ottica in qualsiasi località, anche la più sperduta. Il problema è che costa un tanto al metro. E chi paga per la posa e la successiva manutenzione? Piccolo centro significa poca gente, magari anziana. Poca gente significa pochi abbonati, quindi pochi soldi quindi investimento in perdita. Il discorso è abbastanza simile a quello degli ospedali per cui ad un certo punto lo Stato ha iniziato ad costruire ospedali ovunque, che ogni paese doveva avere il suo ospedale e i diritti bla bla bla. Salvo poi accorgersi che in molti di questi ospedali non ci andava abbastanza gente per giustificare i costi e quindi (cercare di) chiuderli.

venerdì, giugno 22, 2012

Il monito di Napolitano

In questo post non tratterò della nota vicenda che vede Napolitano accusato di interferenza con le indagini di mafia. Invece citerò questo articolo del Corriere:
Il monito di Napolitano
Il monito di Napolitano europeista
Nessuno Stato può salvarsi da solo
Chiusure egoistiche e concezioni anguste degli interessi nazionali sono semplicemente fuorvianti e destinate a fallire
A mio modesto parere, ennesima prova di pensiero distorto, lo stesso identico discorso che si fa comunemente quando si discute della annosa questione nord-sud in Italia. Cioè la contrapposizione "egoismo - solidarietà". E allo stesso modo, cosi come in Italia la solidarietà non ha mai risolto nulla e anzi ci ha affossati, in Europa volere mettere sullo stesso piano le Nazioni indebitate e spendaccione con quelle poco indebitate e che spendono in maniera oculata, è una evidente forzatura. Con una differenza sostanziale: se io non pago le tasse che, in omaggio al principio di "solidarietà", alimentano la Spesa e il Debito, lo Stato mi fa arrestare. Ma l'Italia non ha nessun modo per costringere le altre Nazioni ad andare contro i propri interessi e ad essere "solidali", che in questo caso diventa sinonimo di "fesso".

A margine, Napolitano evidentemente non ha la percezione della auto-ironia involontaria quando dice che le "chiusure egoistiche" sono "destinate a fallire". Considerato che è il Presidente della Repubblica Italiana, che già a Febbraio di quest'anno era data per fallita.

mercoledì, giugno 20, 2012

Monitor a colori, gioie e dolori: Samsung EX2220

Quando ho comprato il PC nuovo ho anche acquistato un monitor LED Samsung EX2220. Era un monitor molto buono per il prezzo che ho pagato (circa 120 euro).
Problema, i prodotti di oggi hanno una qualità generale che sui momento ti sorprende ma poi falliscono nei dettagli. Nel mio caso il piedistallo. Infatti lo stelo che emerge dalla base si va ad infilare in una cerniera di plastica fissata dall'interno del monitor con due viti che coi suoi 3 millimetri di spessore e 5 centimetri di lunghezza deve sostenere il peso di circa 5kg del monitor, più gli sforzi conseguenti all'effetto leva che si sviluppa tra lo stelo e il monitor ogni volta che si prova ad orientare lo schermo.

Fatto sta che la cerniera dopo qualche mese si è rotta e il monitor stava su in equilibrio precario solo col suo peso. Ma bastava dare un urto al tavolo e il monitor si afflosciava su se stesso, per fortuna senza cadere.

Dopo un po' mi sono deciso a chiamare il Numero Verde Samsung.
La trafila è un po' meccanica e fornendo una scarica di codici diversi, ti chiedono di mandare le fotografie del danno e il fax della ricevuta d'acquisto, poi mandano un corriere a ritirare l'apparecchio (mai buttare gli imballaggi) e a riconsegnarlo una volta riparato (tra parentesi credo che abbiano anche effettuato dei test generali di funzionamento oltre riparare la cerniera). Il tutto richiede circa una settimana, quindi alla fine non mi posso lamentare della assistenza Samsung.

Però se mi legge il signor Samsung, d'accordo che l'ho pagato relativamente poco ma la cerniera non era meglio farla più robusta, che ne so, di metallo per esempio?

A margine, suggerimento per chi dovesse avere per le mani lo stesso monitor: posizionatelo a faccia in giù sul bordo del tavolo, fissate la base. E' l'unico modo per poterla infilare senza manovre complicate, grazie al fatto che stando vicino al bordo potete "andare sotto" senza fare leva.
ATTENZIONE:
Fissate anche i cavi tenendo il monitor a faccia in giù. MAI fissare i cavi col monitor in piedi sul piedistallo. Tenendolo in piedi, anche se cercate di tenerlo fermo con una mano, rischiate comunque che, spingendo in avanti per fare entrare la spina, andiate a fare leva sulla cerniera che come ho scritto è ESTREMAMENTE delicata.

domenica, giugno 17, 2012

Assicurazione

Come se non bastasse la scarica di tasse, dirette e indirette, con cui veniamo massacrati e ribadisco che l'IMU è un furto legalizzato, oggi ho pagato l'assicurazione dello scooter e rispetto all'anno scorso il premio è stato aumentato di circa il 12%. In un anno.

Si d'accordo, l'anno prossimo mi dovrò organizzare prima e valutare altri preventivi. Tuttavia io mi chiedo, dopo 12 anni che sono cliente Genialloyd e che non ho causato alcun sinistro invece di vedere il premio scendere o almeno rimanere uguale, mi tocca un aumento secco del 12%. Poi dice la crisi.

sabato, giugno 09, 2012

Ironia della Storia

Il blog di Grillo è stato messo fuori combattimento da una frangia di "hacker" del "movimento" Anonymous. Direi che dimostra la sua simpatica teoria del "Popolo della Rete" eletto dal Signore. Adesso al buon Casaleggio o chi per lui, toccherà gestire anche i rapporti con questa pseudo-organizzazione internazionale, decentralizzata ed anarchica per definizione.

mercoledì, maggio 30, 2012

Grillo & Casaleggio

Il signor Casaleggio ha scritto una lettera al Corriere nella quale chiarisce il suo ruolo rispetto a Grillo e al Movimento: Mai stato dietro a Beppe Grillo, ma al suo fianco

Ora, io non saprò ne leggere ne scrivere ma il fatto che tutta la presenza sulla Rete di Grillo e del suo Movimento non sia ne un fenomeno "spontaneo" originato dal basso ne frutto dell'estro visionario di Grillo ma il risultato di una strategia operata da una Società di consulenza, che tra l'altro probabilmente gestisce i diversi siti riconducibili a Grillo e i loro contenuti, mette le cose in una diversa prospettiva. Un po' come quando venne fuori che le lettere di Renzi, "il rottamatore" in pectore del PD, erano scritte sul portatile di Gori, guru dello "infotainment". Con l'aggravante che almeno Renzi oltre che il rottamatore fa anche il sindaco di Firenze, che è già qualcosa.

Aggiungo che quando una persona sta a fianco di un'altra non si può evitare di notarne la presenza. Mentre la presenza del signor Casaleggio è passata inosservata fino a poco tempo fa. Il che porta a pensare che un po' "dietro" in realtà lo fosse. Tornando all'esempio di prima, probabilmente anche Renzi non ha proprio tenuta segreta la sua amicizia con Gori all'elettorato del PD ma non l'ha nemmeno sbandierata ai quattro venti.

Sui come e sui perché lascio al lettore fare le proprie considerazioni.

Di mio aggiungo una cosa: dalla metà degli anni '90 ho visto una moltitudine di gente cercare di trovare un modo di fare soldi o crearsi una carriera usando Internet. Non c'è niente di male fintanto che, come succede col porno, quello che vedi è quello che compri. Diventa una cosa un po' diversa quando Internet è visto come uno strumento che espone la massa alla manipolazione. Che poi è il fine del marketing. La "libertà" non è una cosa che cala dall'alto, è una cosa che hai dentro. Se ne sei capace. Negli altri casi sei una macchinetta che ripete un programma scritto da altri.

Nota:
Ciao "anonimo". Come se non sapessimo chi sei.
Per pietà cristiana cito la lettera:
In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l'evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali...
Dove "insieme" significa un ex-comico di 64 anni che progetta comunicazione e marketing su Internet con uno che di mestiere fa il consulente di comunicazione e marketing su Internet. Tutto molto bello, spontaneo e visionario.
E questo lo scrivo perché mi diverte, per il resto pigio il bottone "elimina" ogni volta che aggiungi un commento. Continua pure.

lunedì, maggio 28, 2012

Contadini

Ci sono poche attività più individualistiche di fare il contadino. Nessuno odia gli intrusi come il pensionato nel suo orto. Ma siccome a Milano governa la Giunta Pisapia e quindi è il momento della nostalgia dei "kolchoz", ecco come il Comune si aspetta che vengano gestite le aree non utilizzate da convertire a giardini e orti:
"Nel giardino saranno vietate aree ad uso privato, anzi dovranno essere realizzati spazi a coltivazione collettiva per favorire la socializzazione e la coesione sociale. A tal fine, durante il primo anno, l’Amministrazione organizzerà eventi e iniziative aperte ai cittadini nei vari giardini."
Non se ne esce. Il Partito, il Caro Leader e le parate.

venerdì, maggio 25, 2012

Un altro articolo razzista

O meglio, sono i numeri ad essere razzisti. Dal sito del Corriere:
Tre milioni e mezzo di veicoli in Italia circolano senza assicurazione. I dati Isvap parlano chiaro e così' il 7% di auto e moto immatricolate non sono in regola. Da controlli, inchieste e dossier risulta poi che circa un quarto dei veicoli non coperti dalla rc auto, ovvero oltre 800mila, viaggiano a Napoli.

...il fondo di garanzia vittime della strada ha pagato nel 2010 oltre 14 mila sinistri provocati da auto non coperte da assicurazione su 3 milioni e 300 mila sinistri pagati in Italia. Il 67% di questi sinistri si sono verificati al sud e il 40% in Campania.
[prego notare che i sinistri non sono un quarto ma due quarti, quindi in Campania i veicoli non assicurati fanno anche il doppio degli incidenti, ndr]

Le associazioni dei consumatori invocano l'antitrust contro le società assicurative e danno la colpa alle tariffe «economicamente insostenibili» frutto, secondo loro, anche di discriminazioni geografiche.

... spiega Vittorio Verdone, direttore auto di Ania ...le tariffe dipendono dai parametri di rischio sinistri. Non tutto il sud è uguale, basti pensare che subito dopo Napoli, che ha il parametro più alto, ci sono Prato e Roma.
[oltre le tasse, imposte dalla Provincia di Napoli, ndr] ...sui parametri incidono anche le numerose truffe praticate a danno delle assicurazioni e della maggior parte dei napoletani che sono in regola [ebbe, un po' di demagogia consolatoria non si nega a nessuno, ndr] da comitati d'affari composti spesso da professionisti come avvocati, giudici di pace e medici. Recentemente le forze dell'ordine hanno scoperto un giro di falsi incidenti in cui spiccava il caso di una donna che in pochi giorni aveva vinto cinque cause intascando risarcimenti per 43 mila euro.
Il popolo delle auto senza assicurazione

Soluzione ovvia? Imporre alle assicurazione tariffe uguali su tutto il territorio nazionale, facendo pagare alle regioni o alle provincie "virtuose" il rischio maggiore a cui le compagnie assicurative sono esposte nelle regioni o provincie meno virtuose. Un po' come si fa con tutto il resto. Anzi si potrebbe arrivare ad assicurare i residenti di certe aree geografiche gratuitamente, facendo pagare i loro premi agli altri.

martedì, maggio 22, 2012

Università

L'Italia scivola sempre più lontana dagli obiettivi europei, che vogliono per il 2020 laureato il 40% della popolazione di età 30-34 anni: attualmente siamo fermi al 20%, contro il 37% nel complesso dei Paesi Ocse. E sono sempre meno i giovani che si avvicinano al mondo universitario: i 19enni che si iscrivono a un ateneo sono solo il 29%, meno di uno su tre. Si registra, è vero, un aumento del numero dei laureati (dai 172mila del 2001 ai 289mila del 2010), il 68% in più, ma solo perché sono lievitati i titoli universitari.
Meno di un 19enne su tre è iscritto all'università

Il problema vero non sono le cifre indicate nell'articolo ma la qualità media delle scuole italiane, di cui le università sono l'apice. In sostanza l'intero apparato della Istruzione Pubblica è diventato nel tempo solo un altra fabbrica di posti di lavoro, auto referente e gli studenti sono solo un inconveniente, un fastidio. Il risultato è che le strutture sono inadeguate alla didattica, la burocrazia controproducente, gli insegnanti incapaci e i diplomati e laureati sono semi-anafabeti. Quando si ragiona di "scuola" si parla solo in termini di "sindacato" e di "lavoratori", a nessuno interessa che la "scuola" esiste per preparare gli studenti e meno che meno interessa come lo fa. Ovviamente il sistema si auto-alimenta, infatti il laureato semi-analfabeta non può che usare il suo "titolo" nei concorsi con cui viene selezionato il personale della "scuola".

sabato, maggio 19, 2012

Favole sul lavoro

Direi che questo articolo di Repubblica (e sottolineo Repubblica) parla da solo:
Lavoratori italiani in calo ma aumentano gli stranieri
"Dal 2007 al 2011 il tasso di occupazione in Italia è calato di 250mila unità. Ma i cittadini italiani hanno subito una perdita di un milione di posti, compensata dal raddoppiamento delle assunzioni per i lavoratori immigrati."
Ora, lo so che la gente è mediamente stupida per cui si beve qualsiasi fanfaluca gli viene raccontata, compresa la storia che gli immigrati servono per soddisfare la domanda di manodopera del "sistema" Italia. Perché fanno "i lavori che gli Italiani non vogliono più fare", tipo andare all'alba a mungere le vacche. Si perché è evidente che quel milione di Italiani che perdono il posto adesso sono tutti impiegati statali, pubblicitari e dirigenti di banca e nello stesso momento si aprono di continuo nuovi allevamenti di vacche. Magari prima o poi a qualcuno verrà in mente di chiedersi il vero motivo per cui un milione di Italiani perdono il posto e nello stesso momento vengono assunti settecentocinquantamila immigrati. Come li paghiamo e chi ci guadagna.

martedì, maggio 15, 2012

Ancora due chicche anni '70

Sgomberato Macao, dal web critiche a Pisapia.
La rabbia: "Sindaco perché hai permesso questo?"
Replica: "Risposta positiva nel rispetto delle regole"
Lo traduco "rispetto delle regole" per le menti indebolite: prendere possesso di qualcosa senza il permesso del proprietario in Italia è un reato. Quando si compie un reato di solito interviene la Polizia. Tanto più se non si tratta di un edificio abbandonato in periferia ma di un palazzo in centro a Milano che vale parecchi milioni. Se si insiste nel reato è facile che si prenda qualche manganellata.

E veniamo alle cose divertenti:
"Brutto giorno per Milano" ribatte la conduttrice di La7, Daria Bignardi.
Dario Fo: "Questa è una mossa sbagliata. Chiudere Macao è l'espressione del disordine mentale che c'è in Italia."
Il che la dice lunga sulla colonizzazione che la "sinistra" ha operato e tutt'ora mantiene nei "media" e nella cosiddetta "cultura" e sulla stessa idea del post precedente e cioè che lo Stato debba provvedere a mantenere i sedicenti "lavoratori della cultura", in questo caso pagando l'affitto e le spese del palazzo, cosi come i dipendenti del Manifesto. Io non voglio pagare per avere la "arte" prodotta da Macao e non voglio pagare per pubblicare il Manifesto. Sorvolo sul "disordine mentale" di Dario Fo col suo berretto un po' bocciofila e un po' discorso di Lenin.

E siccome non ci vogliamo fare mancare niente in questo spettacolo che rimette in scena il presepio della "sinistra", un po' come quegli spettacoli di Broadway, tipo "Cats" o "Il Mago di Oz", ecco:
Le nuove Br in aula: "Viva la rivoluzione, questo è il momento buono"
Alfredo Davanzo dalla gabbia commenta la gambizzazione di Roberto Adinolfi. Saluti a pugni chiusi.
Ah le matte risate, viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tze Tung.
Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
e un incendio che non spegni mai...
Albano Carrisi & Romina Power

Edit: sento ora su Radio 24ore che Pisapia ha garantito ai "lavoratori dello spettacolo" l'assegnazione degli edifici ex-Ansaldo.

sabato, maggio 12, 2012

La libertà di stampa

Sembra che il Manifesto stia per chiudere.
"L'annunciata chiusura del Manifesto rappresenta una gravissima e ulteriore ferita alla libertà di stampa in questo paese. In particolare i tagli del governo stanno portando alla chiusura le diverse testate della sinistra: prima Liberazione e poi adesso il Manifesto. Proponiamo ai compagni e alle compagne del manifesto di costruire insieme tutte le iniziative di mobilitazione possibili per attenere finanziamenti adeguati a garantire la libertà di stampa e la riapertura delle nostre testate: dal Manifesto a Liberazione ai vari giornali veri che sono obbligati a chiudere a causa dei tagli governativi", denuncia Paolo Ferrero, leader di PRC.
Quindi l'idea di Ferrero riguardo la "libertà di stampa" è che lo Stato stampi a sue spese i giornali "di sinistra". Queste testate sono "obbligate a chiudere" non perché non hanno abbastanza lettori/clienti, cioè quello che scrivono non interessa a (quasi) nessuno ma "a causa dei tagli governativi", come se questi "tagli" fossero una bieca manovra della borghesia per soffocare la voce del proletariato. A questo punto io chiedo ufficialmente che lo Stato garantisca anche la mia "libertà" tramite "finanziamenti adeguati". Che poi torniamo sempre a bomba alla Costituzione, che dovrebbe essere letta come "in Italia tutti hanno il dovere di lavorare" e invece viene letta come "in Italia lo Stato deve garantire a tutti un posto di lavoro".

venerdì, maggio 11, 2012

Approfittarsi delle disgrazie altrui

Quando capita di avere qualche problema di salute che ti costringe ad una certa dieta scopri un altro aspetto poco simpatico della società contemporanea e cioè che i cibi più comuni in queste diete costano il doppio o il triplo degli equivalenti convenzionali. Faccio un esempio, un chilo di riso parboiled normale da insalata costa alla Coop circa 1.20 euro. Un chilo di riso integrale costa 5.25 euro. Il latte di mucca, a seconda del tipo, può costare circa 60-70 centesimi al litro, il "latte di riso" e il "latte di soia" costano oltre 2 euro. Ora, tecnicamente il latte di soia, che è un cereale che in Italia si usa per farne mangime per gli animali, a rigor di logica dovrebbe costare una frazione del latte di mucca, che appunto mangia la soia. Invece no, costa il triplo. Per cui nell'evo contemporaneo siamo arrivati al paradosso che i poveri mangiano carne, uova e latte tutti i giorni e i ricchi mangiano la crusca. Costa molto meno mangiare la roba che i nostri antenati vedevano una volta l'anno rispetto a mangiare le erbacce dei fossi. E mentre una volta il povero moriva di fame, oggi muore per il troppo grasso.

lunedì, maggio 07, 2012

Perché la sinistra mi da la nausea

Perché solo falsi come Giuda.
Esempio classico, prego leggere la seguente notizia pubblicata su Repubblica:
Il sindaco pd: niente più mensa ai bambini delle famiglie morose

Poi aspettare e vedere se per caso su RAI 3 ci fanno 10 puntate di Anno Zero sul sindaco razzista e xenofobo come è successo a suo tempo per il leghista di turno.
Avete la faccia come il Muro.

La Madonnina di Milano

La Madonnina è una statua dorata posta nel 1774 sopra la guglia maggiore del Duomo. Oltre che essere oggetto di devozione religiosa, è diventata anche il simbolo della città di Milano. Non tutti sanno che ne esistono diverse copie. infatti per una legge non scritta a Milano non si potrebbe costruire nessun edificio più alto della Madonnina. Questo divieto tradizionale è durato fino al 1956 quando fu costruito il Pirellone, uno dei più alti edifici in cemento armato del mondo e chiamato cosi perché in origine ospitava gli uffici Pirelli. Essendo il grattacielo alto 127 metri, avrebbe mancato di rispetto alla Madonnina del Duomo. Quindi per rimediare una copia esatta della statua fu posizionata sulla cima dell'edificio. La copia "moderna" della Madonnina ha quindi protetto la città da sopra il Pirellone fintanto che nel 2010 è stato costruito il nuovo palazzo della Regione, che è alto 167 metri. A quel punto un'altra copia della Madonnina è stata realizzata e posizionata sul nuovo edificio per continuare a proteggere Milano da posizione sopraelevata.

domenica, maggio 06, 2012

Il mondo cubista

Da dove parte il Giro d'Italia quest'anno?
Ovvio no? Parte dalla Danimarca.

Poi dice la "crisi":
"Monitoraggio alle elementari: una classe su cinque funziona con almeno 4 insegnanti e le rimanenti con tre.
Il ministro annuncia ai sindacati la disponibilità di circa 20mila cattedre.
Prof, torna l'obiettivo assunzione e oltre 200mila inziano a sperare"
.

lunedì, aprile 30, 2012

Composizione della Spesa Pubblica

Ho trovato queste informazioni su Internet, la fonte dovrebbe essere il Senato.
Non ho modo di verificarle, quindi prendetele cum grano salis.
Nell'anno 2011 la Spesa Pubblica risultava cosi composta
(in migliaia di euro, cioè si parla di miliardi):

Debito pubblico € 304.070.665
Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali € 112.750.892
Politiche previdenziali € 79.685.907
Politiche economico-finanziarie e di bilancio € 65.879.057
Istruzione scolastica € 41.497.942
Diritti sociali politiche sociali e famiglia € 24.468.219
L'Italia in Europa e nel mondo € 20.021.864
Difesa e sicurezza del territorio € 18.353.092
Fondi da ripartire € 10.912.903
Ordine pubblico e sicurezza € 9.648.828
Diritto alla mobilita' € 7.632.798
Giustizia € 7.273.341
Istruzione universitaria € 7.037.498
Sviluppo e riequilibrio territoriale € 5.631.334
Ricerca e innovazione € 3.435.337
Soccorso civile € 3.295.257
Infrastrutture pubbliche e logistica € 3.192.392
Competitivita' e sviluppo delle imprese € 3.146.187
Organi costituzionali a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri € 2.995.597
Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni € 2.064.644
Politiche per il lavoro € 2.001.272
Immigrazione accoglienza e garanzia dei diritti € 1.410.032
Tutela e valorizzazione dei beni e attivita' culturali e € 1.202.014
Tutela della salute € 901.519
Comunicazioni € 882.335
Giovani e sport € 759.007
Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente € 744.748
Casa e assetto urbanistico € 558.713
Agricoltura politiche agroalimentari e pesca € 524.357
Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza € 420.592
Regolazione dei mercati € 253.676
Commercio internazionale ed internazionalizzazione del € 163.038
Energia e diversificazione delle fonti energetiche € 93.074
Turismo € 56.089



€ 742.964.220

Se volete sapere a cosa corrisponde ogni singola voce dovete fare una ricerca specifica.
Per esempio: Politiche economico-finanziarie e di bilancio

venerdì, aprile 27, 2012

Fantozzi lei è una merdaccia

Mi rivolgo a quella povera merdaccia che ha commentato come "anonimo" sotto le foto dei miei nipoti scrivendo "facce da cazzo come te". Bravo, bel coraggio. Perfettamente in linea con le tradizioni per cui siamo giustamente noti nel mondo. Tra l'altro, povero idiota, siccome i commenti sono moderati sono io che decido quali pubblicare e quali no. Pensaci mentre la tu' mamma lavora coi tuoi molti babbi.

giovedì, aprile 26, 2012

La verità

Cito un altro articolo del Corriere:
Privilegi, sprechi e bilanci colabrodo - Tutte le (folli) spese delle Regioni

Sottolineo due cose, la prima è che le spese delle Regioni non dipendono dalla loro "autonomia" ma dal fatto che le Regioni non spendono i propri soldi ma i soldi dello Stato, che provvede a finanziare a "piè di lista", cioè più la Regione spende, più finanziamenti riceve. Sarebbe ben diverso se ogni regione ricevesse solo finanziamenti in base ai "costi presunti" dei servizi moltiplicati per il numero di abitanti.

La seconda cosa che sottolineo è questo passaggio:
È accettabile che la spesa sanitaria, dal 1978 di competenza regionale, presenti qua e là differenze abissali? O che ogni lombardo sborsi per il personale regionale 21 euro l’anno contro i 70 della Campania, i 173 del Molise o i 353 della Sicilia tanto che se tutte le Regioni si allineassero ai livelli lombardi risparmieremmo 785 milioni l’anno? Possiamo ancora permetterci le cosiddette «leggi mancia» che ad esempio hanno visto il Lazio spendere con 250 delibere a pioggia...
Il che significa semplicemente che dal Lazio in giù la Spesa pubblica serve a mantenere una grande fetta della popolazione, qualcuno appena dignitosamente, qualcuno nel lusso. Ma il punto fondamentale è che si tratta di una "rendita parassitaria", la quale, associata alle derivate del catto-comunismo che implica una sorta di "socialismo reale", è quello che ha piano piano messo in ginocchio l'Italia a partire dalla fine del boom economico.

E siccome parliamo di milioni di Italiani e dei centri di potere che vivono di questa Spesa, ecco che di tutto si parla in questo momento tranne che della VERITA'.

mercoledì, aprile 18, 2012

Grillo o dell'incoscienza

Cito un articolo del Corriere:
Grillo: «Faremo una Norimberga ai partiti»

Premessa:
[...] abbiamo 800mila persone su Facebook che hanno 100 amici a testa: sono 43 milioni di persone che ci seguono. Loro non hanno queste cose, non riescono nemmeno a concepirle. Usiamo i social network da 5 o 6 anni e non sono io che ho le idee, ma le mettiamo insieme in rete, con i work in progress con le più belle menti del mondo.
Ora, a parte la nausea a sentire la solita tiritera su Facebook e i "social network", ecco un esempio delle fantastiche idee messe insieme dalle più belle menti del mondo:
Dobbiamo fare una piccola Norimberga al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare. [...]
Ci vuole un processo pubblico. Si tirerà a sorte una giuria di cittadini incensurati e determineremo come farci ridare tutti i soldi che hanno rubato e come indirizzarli a qualche lavoro sociale.
Povero Grillo e povera Italia. Ci sono due elementi significativi in questa affermazione, la menzogna che l'Italia sia con le pezze al sedere perché i "politici" hanno "rubato" (vedi mio post precedente sugli anni '70) e l'ovvia demagogia dei "cittadini incensurati" che fungono da "giuria" (in Italia non esiste la giuria nei processi, ci sono i giudici popolari) dove Grillo intende "giudice" e insieme "carnefice". Risolviamo tutto con un bel linciaggio come nel Far West o un rogo in piazza come ai tempi del Savonarola. Bravo Grillo, un genio, direi.

Mi resta una perplessità: una volta che i "cittadini incensurati" avranno espropriato i "politici" dei loro averi e li avranno impiccati tutti, l'Italia troverà il benessere? Potrò smettere di pagare le tasse? Tutti avranno un lavoro? Si potrà andare tranquillamente in pensione? Gli ospedali funzioneranno senza produrre morti e fallimenti? La pattumiera sarà smaltita ovunque? Ma che bello.

lunedì, aprile 16, 2012

Abbandonare la nave

Basta vedere di che natura è il prelievo fiscale in Italia, non solo la quantità abnorme ma anche la qualità mirata ad incidere sul risparmio e sulla proprietà, per capire che ormai non c'è più nulla da fare, siamo destinati al fallimento, al tracollo con tutto quello che ne consegue o che ne potrebbe conseguire, perché la gente tende ad incattivirsi quando non ha i soldi per comprare il pane.

Per cui se io avessi dei figli farei tutti il possibile per mandarli via, lontano. Come facevano i Greci, a fondare nuove colonie in terre più ospitali. Tutto sta nel prepararsi in modo da avere un profilo professionale adeguato.

martedì, aprile 10, 2012

Foto di Pasqua


Marchino





Martina

giovedì, aprile 05, 2012

Ancora sugli anni '70

Nel futile tentativo di fare girare le rotelline degli Italiani, ecco una citazione di Wikipedia che dovrebbe essere illuminante:

"Le origini dell'alto ammontare del debito dello Stato italiano vanno ricercate nella politica economica seguita tra la fine degli anni sessanta ed i primi anni ottanta, periodo che coincise prima con il rallentamento della crescita economica al termine del boom economico e poi con i periodi di recessione legati alle crisi petrolifere degli anni settanta."

"Infatti, se nel 1963 il debito pubblico italiano tocca il livello minimo dal dopoguerra (32,6% del PIL), da quel momento comincia a crescere ininterrottamente fino ai primi anni novanta. Da un lato, si assiste ad un continuo aumento della spesa pubblica, che passa dal 29% del PIL del 1960 al 53,5% del 1990. Tale maggiore spesa segue alla graduale istituzione, negli anni '60, di un esteso e costoso (la spesa in prestazioni sociali in rapporto al Prodotto interno lordo raddoppia in trent'anni) sistema di welfare state per venire incontro alle richieste dei lavoratori, ed alla messa in atto di ricette keynesiane di espansione della spesa pubblica per sostenere la produzione e dunque la crescita. Dall'altro lato, però, non si assiste ad un altrettanto rapido aumento della pressione fiscale che, dal 25,7% del 1960, ancora nel 1985 è pari al 34,6% del PIL, contro il 41% della media europea e il 45% della Francia."

"Conseguenza di questa asimmetria tra entrate ed uscite nel bilancio dello Stato è un elevato deficit pubblico, che passa da una media inferiore al 2% negli anni '60 ad una media rispettivamente del 5% e del 9% nella prima e nella seconda metà del decennio successivo, per mantenersi intorno al 10-11% negli anni '80."

Articolo qui: Economia d'Italia

Aggiungo: il ragionamento "tipo-camusso" sarebbe che il "sistema di welfare" attuale va preservato il più possibile e che quindi occorre reperire le risorse necessarie. E l'idea geniale è la famosa "tassa patrimoniale". Ora a parte la considerazione sull'idea che la proprietà privata sia un crimine contro la società, è ovvio che l'idea non funziona. Infatti il "sistema di welfare" va continuamente alimentato mentre i "patrimoni" non si rigenerano. Da cui il ragionamento "tipo-camusso" è perfettamente in linea con la politica suicida seguita fino a qui a partire dagli "anni meravigliosi".

Pasqua

Questo per ricordarvi che la Pasqua è la festa più importante per i Cristiani (macché Natale) e celebra la Resurrezione del Cristo. Prende le mosse dalla Pasqua ebraica, festeggiata da Gesu in vita, che invece celebra l'Esodo, la liberazione dal giogo degli Egizi.

lunedì, aprile 02, 2012

Spunti di riflessione

Titoli che trovo sul sito del Corriere:
"Disoccupazione, dramma tra i giovani: al sud una donna su due non ha lavoro"
In questo titolo ci sono tre argomenti diversi:
1. disoccupazione.
La disoccupazione evidentemente dipende dal fatto che non ci sono (abbastanza) aziende che producono in Italia. Si può risolvere in due modi, creando le condizioni per cui convenga portare le produzioni in Italia o con l'emigrazione, spostando gli Italiani dove ci sono aziende che producono.
2. i giovani.
Questo dipende sia dal problema della disoccupazione che dal fatto che in Italia la "mobilità sociale" è quasi nulla, nel senso che la vita degli Italiani ruota attorno ad un sistema di "rendite di posizione" per cui esisti in funzione di chi sei figlio, di chi sei amico, di chi voti, eccetera. In questo contesto un "giovane" può accedere ad un risorsa solo se e quando questa risorsa è sovrabbondante, altrimenti trova tutti i posti a sedere già occupati.
3. il sud.
Al sud esiste solo la possibilità della emigrazione o della assunzione nel "pubblico". L'unica differenza rispetto a prima è che adesso il "pubblico" ha meno risorse da spendere per mantenere chi non emigra.

"Monti: crisi superata, l'Italia è solida"
Più o meno lo stesso che diceva Schettino prima che la nave si rovesciasse. La solidità dell'Italia dipendeva fino a oggi da due fattori, la propensione al risparmio delle famiglie e la famosa economia sommersa. Mano a mano che andiamo ad erodere la ricchezza delle famiglie e portiamo alla luce il sommerso, le capacità dell'Italia di assorbire i danni provocati da tutte le magagne che abbiamo si riducono. Ad un certo punto supereremo il punto di rottura.

sabato, marzo 31, 2012

Il ciclo sugli anni 70

Visto che diversi hanno scritto un post sugli anni '70 mi cimento anche io ma per non ripetere cose già dette invito il lettore a giocare a "trova le differenze".

Inno sovietico a partire dal 1977

L'unione incrollabile di Repubbliche libere
ha unito per sempre la grande Russia.
Evviva la grande potente Unione Sovietica
creata dalla volontà dei popoli!

Gloria alla nostra Patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli!
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!

Attraverso le tempeste ci abbagliava il sole della libertà,
e il grande Lenin ci ha illuminato la strada:
sulla giusta causa ha portato le nazioni,
ci ha ispirato al lavoro e all'eroismo.

Gloria alla nostra patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli.
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!

Nella vittoria delle immortali idee del comunismo
noi vediamo il futuro del nostro Paese,
e saremo sempre fedeli fino all'abnegazione
alla bandiera Rossa della gloriosa Patria!

Gloria alla nostra Patria libera,
fida roccaforte dell'amicizia tra i popoli.
Il partito di Lenin, forza del popolo,
ci conduce al trionfo del comunismo!
Inno russo adottato nel 2001

La Russia è la nostra sacra nazione!
La Russia è il nostro amato paese!
La possente volontà e l'immensa gloria -
Sono il tuo patrimonio per sempre.

Sia gloria a te, Patria nostra libera -
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

I nostri boschi e i nostri campi si estendono
Dai mari del sud al circolo polare.
Tu sei unica al mondo! Come te ce n'è solo una,
Terra natìa protetta da Dio.

Sia gloria a te, Patria nostra libera -
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

Gli anni a venire ci aprono
Tanto spazio per sognare e per vivere
La nostra fedeltà alla Patria ci dà forza.
Così fu, così è e così sarà sempre !

Sia gloria a te, Patria nostra libera è
Secolare alleanza di popoli fratelli,
Saggezza popolare tramandata dagli avi,
Sia gloria a te, terra nostra! Siamo fieri di te !

Nota:
La musica è rimasta la stessa, infatti:
"Con la caduta dell'URSS, avvenuta nel 1991, il presidente della repubblica federativa di Russia Boris Eltsin, impegnato nell'opera di smantellamento di tutti i simboli riconducibili al passato comunista, decise di sostituire il vecchio inno di Alexandrov con una non entusiasmante melodia di Michail Glinka, composta negli anni trenta del XIX° secolo e già conosciuta con il titolo "Canzone patriottica". Nonostante diverse proposte succedutesi nel corso degli anni, la musica di Glinka però restò senza parole - e anche senza l'approvazione della Duma, che si rifiutò sempre di avallare la sostituzione decisa d'iniziativa da Eltsin.
Nel dicembre del 2000, quasi dieci anni dopo la sua messa in cantina, il nuovo presidente Vladimir Putin rispolvera le note del vecchio inno sovietico, e non solo quello: anche la bandiera rossa - divenuta simbolo delle Forze Armate - , l'aquila zarista, e, perché no, l'ormai ultraottantenne Serghej Michalkov, a cui viene dato l'incarico di riscrivere le parole dell'inno..."
Vedi: L'inno nazionale russo

mercoledì, marzo 07, 2012

Il commento anonimo o le donne delle chatte

Esempio di auto-ironia involontaria.
Ecco un commento "anonimo" al mio post precedente:
ah, e cosi' noi donne non abbiamo blog interessanti.
Se a dirlo e' un coglione come te, ne vado fiera.
ma vivi in un altro pianeta?
sei stupido dalla nascita oppure prendi le pastiglie?
A proposito dei sommi concetti descritti nell'articolato ragionamento di "anonimo", citerò un grande filosofo:
Questa saresti tu?
Dimmi che non è così.
Dimmi che è tutta la famiglia insieme.
Esci fuori dalla chatta e mò confessa...
Sì na cessaaaaa.
E pensare che per te stav a lassà a Concetta mijjjj.
Stai tranquilla amore mio sei sempre tu la prelideeeeeta.
Le donne delle chatte...
siete tutte chiatte
siete tutte sfatte
come siete brutte
tutte malridotte
con i ritocchiiiiiiii ai photoshoppiiiiiii.