venerdì, gennaio 20, 2012

Italia come barzelletta

In origine l'Italia era una Nazione molto povera. Non a caso metà circa della popolazione di allora è emigrata verso tutti i continenti conosciuti. L'immagine dell'Italiano di conseguenza non poteva che essere quella del contadino semi-analfabeta catapultato in un mondo del tutto alieno, che si arrangia gesticolando tra mafia e lavori umili.

Il processo di costruzione della Nazione è passato attraverso la Prima Guerra Mondiale, evento catastrofico che per la prima volta ha obbligato Italiani di ogni regione a vivere nella stessa trincea, la seguente crisi economica, l'avvento della "Rivoluzione Fascista", la seguente modernizzazione in stile littorio, la Seconda Guerra Mondiale, l'occupazione americana.
Ora, le due guerre mondiali hanno dato una migliore conoscenza degli Italiani agli altri popoli, che ci hanno visto di volta in volta alleati e nemici. Una oligarchia inetta, una borghesia cialtrona e una massa di contadini analfabeti.

Arriviamo ai giorni nostri: una nave da crociera che batte bandiera italiana, di proprietà di una azienda italiana che però fa capo ad una multinazionale, naufraga sugli scogli dell'Isola del Giglio, perla dell'arcipelago toscano. Scopriamo che il Comandante della nave la stava pilotando manualmente in una sorta di rischiosa esibizione molto vicino alla riva, poi scopriamo che dopo l'urto la procedura di evacuazione è stata ritardata, che l'equipaggio era composto per la maggior parte di asiatici che non parlano italiano o altre lingue e che non hanno esperienza marinara, infine scopriamo che il comandante e i suoi ufficiali hanno abbandonato la nave molto prima che l'evacuazione dei passeggeri e del personale fosse completata.

Ora, cosa ne ricaviamo?
1. le autorità sapevano che queste manovre in prossimità della costa erano abituali per le navi da crociera al fine di impressionare gli ospiti e gli eventuali spettatori. Nessuno però era mai intervenuto con divieti e/o sanzioni. In compenso se entri a Milano in macchina ti trovi telecamere ogni 10 metri e se sbagli corsia ti danno l'ergastolo.
2. la compagnia seleziona e assume ufficiali inadatti alle responsabilità di comando e personale di servizio a basso costo, vedi alla voce "gli immigrati fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare". Inoltre è a conoscenza e probabilmente incoraggia le esibizioni di cui sopra.
3. un comandante italiano, su una nave con oltre quattromila passeggeri, è capace di andarsi a fracassare sugli scogli per una esibizione e di seguito è capace di abbandonare equipaggio e passeggeri a se stessi. E con lui ovviamente il Primo Ufficiale e via via scendendo la scala gerarchica.

Il che, a 150 anni dalla unificazione dell'Italia in una Nazione, ci riporta alle caratteristiche "nazionali" di cui sopra, inettitudine nella classe dirigente, cialtroneria generale, povertà e ignoranza popolari. In sostanza confermiamo puntualmente l'idea di noi che da sempre hanno all'estero. L'ennesima Caporetto, l'ennesimo 8 Settembre.

Adesso, immaginatevi quando un Primo Ministro italiano va in giro per il mondo a dire che l'Italia è solida e affidabile. Anche senza il caso estremo di un Berlusconi che da una pacca sul sedere alla Regina d'Inghilterra, inutile farsi il sangue amaro se poi gli interlocutori ridono di noi.

3 commenti:

  1. Che dire... questa volta sono completamente d'accordo con te.

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  2. in effetti essere italiani all'estero in questi ultimi tempi non deve essere niente affatto piacevole, sopratutto per quei giovani, magari preparatissimi checostretti, emigrano ancor oggi in cerca di un lavoro.Per quanto riguarda il comandante della nave è un classico esempio di "raccomandato" e i Italia di incapaci a "comandare" ce ne sono tannti. Oggi il mondo è dei furbi e gli altri cercano di imitarli.

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  3. Oltre ad essere d'accordo con te su tutta la linea devo dire che anche il teatro del "dopo" è perfettamente coerente ... E' vero che l'evoluzione è un processo generalmente lento, ma sembra che negli ultimi 150 anni non si sia fatto un passo

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