sabato, gennaio 21, 2012

Le liberalizzazioni

Il Professor Monti ci comunica che liberalizzando i taxi, le farmacie e i notai risolleveremo il PIL del 10%. Evidentemente abbiamo perso del tutto il senso del ridicolo.

Nel frattempo, essendo aumentata la pressione fiscale, passando da "improponibile" ad "assurda" e non avendo tagliato la Spesa Pubblica, aspettiamo di avere esaurito i contanti racimolati con l'ultima manovra per ripartire con un altro giro di giostra.

Va tutto bene, tutto sotto controllo, tornate nelle vostre cabine, Italiani.

4 commenti:

  1. In ogni caso ricordatevi chi ci c'era solo pochi mesi fa, non é male andare a rivedere certi sproloqui con tanto di dita, corna e bamboline

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  2. se ciò non dovesse verificarsi (si parla di 1,2 di PIL in 1 anno)saremo pronti a mandarlo a fare in CXXo e a invocare a gran voce le elezioni... in Italia noi ci accontentiamo di poco, ci basta un telefonino, meglio se di ultimo modello e un bel televisore, magari £D per vederci le partite... te ne vuoi fregare se mezzo paese e disoccupato.

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  3. Fino a pochi mesi fa era esattamente uguale ad adesso, infatti nessuno dei dirigenti di allora ha cambiato mestiere, in parlamento sono sedute le stesse persone, eccetera. L'unica differenza è che per fare fronte alle spese urgenti, annessa la necessità di collocare i Titoli di Stato, sono state aumentate le tasse. E' questa la grande presa per i fondelli.

    Invocare a gran voce le elezioni? E a cosa serve? Alle elezioni si presentano ancora le "coalizioni" guidate da Berlusconi/Alfano, Bossi/Maroni, Bersani/Bindi/Vendola/Dipietro, Casini/Rutelli, con la medesima legge elettorale, con le medesime premesse e conclusioni.

    Gli Italiani come ho detto si dividono ormai un due classi, quelli che dipendono dalla burocrazia statale e quelli che sono vessati dalla burocrazia statale. E' ovvio che chi appartiene alla prima classe vuole conservare lo status quo il più possibile, mentre è ovvio che chi appartiene alla seconda classe cerca di svicolare il più possibile. Oggi nessuno che abbia qualche possibilità imprenditoriale ha un motivo per rimanere in Italia, anzi, ha tutti i motivi per andare a lavorare e a vivere all'estero. Una volta che tutti i capitali sono all'estero, tutte le attività produttive sono all'estero (o morte), ci rimangono i "lavoratori della cultura" e appunto, taxisti, notai, farmacisti, che non si possono spostare.

    Intanto nessuno dice che i generatori delle pale eoliche li importiamo dalla Danimarca, che per pompare il gasolio dalla nave affondata tocca chiamare una ditta di olandese, eccetera. L'importante è immettere sul mercato 500 nuovi notai, quello si che risolleva il PIL.

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  4. Che stiano buttandoci fumo negli occhi per coprire le vere manovre che stanno facendo sotto-sotto? Ho l'impressione che ci stiano dirigendo lo sguardo da un'altra parte, mentre osserviamo una cosa non vediamo quello che si dovrebbe vedere e ci ritroviamo in una sorta d'impotenza.

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