lunedì, marzo 05, 2012

I blog affidabili

Ovvero perché non parteciperò.

Dunque esiste questa iniziativa:
Il Premio "Il Blog Affidabile"

Ringrazio Soffio per avere aggiunto questo blog alla sua lista qui:
Soffio - BLOG AFFIDABILE

Ma ci sono tre ragioni per cui non mi unirò a questa catena:
- Sono un lupo solitario.
- A me personalmente non interessa molto il concetto di "affidabile" quanto quello di "interessante". Dicesi "interessante" un blog dove ci sono dei post che vale la pena di commentare.
- Io ho già il mio spazio nella colonna a fianco dove pubblico i nuovi post dei blog "interessanti" in lingua italiana di cui sono a conoscenza.

Nota a margine: per qualche ragione i blog "interessanti" sono tutti tenuti da uomini. Ogni tanto visito qualche blog al femminile ma c'è sempre una ragione o un'altra per cui li trovo relativamente fastidiosi. Penso che il problema fondamentale siano gli argomenti. Per esempio a me non interessa niente di sapere di storie di fidanzati e intrecci amorosi, non interessa di scarpe e vestiti o arredamento, non interessa del cane o del gatto. I blog al maschile di solito parlano di politica, di attualità, di questioni tecniche. O magari raccontano anche stralci di vita ma in una maniera a me più affine. Un'altra cosa notevole è che le donne sono molto meno resistenti ad un certo stile di discussione, come se non tollerassero il dialogo come scontro di due tesi contrapposte. Non solo non riescono a gestirlo ma dopo poco danno di matto e a quel punto perdo interesse.

7 commenti:

  1. Passo da queste parti per caso, e faccio qualche divagazione.
    Reputo molti tuoi concetti magistralmente esposti, però non comprendo il travalicare dell'esposizione. Non capisco se tieni più al concetto o all'affermazione di te stesso.
    Al di là delle verità inconfutabili dei dati( e qui magari ci potrebbero essere precisazioni) mi chiedo se i termini di discussione debbano avere sempre piattaforme razionali o possono avere anche altre basi. Sai a volte mi perdo, lo avrai notato nei miei post, e a volte lo faccio volontariamente per scatenare un minimo d’interesse nel dibattito, mi troverei a disagio se dovessi parlare sul palco a una platea silente, gli ultimi post mio malgrado hanno scatenato situazioni non controllabili da me, e i commenti sono diventati un riverbero istintivo, però perché cercare sempre lo scontro diretto invece di un confronto pacato?

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  2. "Reputo molti tuoi concetti magistralmente esposti, però non comprendo il travalicare dell'esposizione."
    Mark, fermati a rileggere quello che hai scritto.
    Ti ho mai dato dello "stronzetto" o del "poveraccio"? Quello secondo me è "travalicare" e nello stesso tempo dimostra la pochezza di argomenti e di capacità di elaborazione.
    Se per te dire che due più due fa quattro significa travalicare per il semplice motivo che non permette all'interlocutore nessuna via di fuga, perché fa quattro e non tre e qualcosa o un po' meno di cinque, tanto meno può fare meno quattro, allora bisogna che ci capiamo.
    Nel momento che sostengo una tesi ovviamente la ritengo corretta. Se la mia tesi è corretta significa che qualsiasi antitesi deve essere errata, quindi mi adopero per dimostrarlo. Esiste solo la possibilità che io mi sbagli e che la antitesi sia giusta, quindi la mia tesi sbagliata. Ma non esiste la possibilità "probabilistica" che la mia tesi e la antitesi siano entrambe un po' vere e un po' false. O meglio, questa possibilità esiste a livello teorico e speculativo ma nei fatti se dovessi ragionare in termini probabilistici non potrei fare nessuna affermazione, quindi si finirebbe nel nichilismo.

    "... mi chiedo se i termini di discussione debbano avere sempre piattaforme razionali o possono avere anche altre basi."
    Nel mio universo, dato che comunichiamo per iscritto, possiamo comunicare solo concetti razionali, che sono espressi in modo logico-formale.

    "... a volte lo faccio volontariamente per scatenare un minimo d’interesse nel dibattito... "
    Si ma come hai notato chi commenta nel tuo blog non è in grado di gestire un "dibattito". Mi spiego, quando io discuto una tesi lo faccio in maniera razionale e focalizzata sull'argomento. Se mi sposto su un altro argomento è perché ci vengo portato e comunque rimango sempre razionale e focalizzato. Invece molta gente "discute" in maniera "emozionale", per tre ragioni, perché non gli è stato insegnato altrimenti, perché non gli è stato insegnato abbastanza e per propri limiti fisici.
    Esempio, te dici "la forza di gravità è inversamente proporzionale al quadrato della distanza" e l'interlocutore risponde "ecco, sei un ometto senza futuro". Eh?

    "... però perché cercare sempre lo scontro diretto invece di un confronto pacato?"
    Oltre il fatto come dicevo sopra che la gente non sa o non riesce a gestire un "confronto" di idee ma la butta automaticamente sul personale, esiste anche un'altra ragione:
    Mettiamo che la tua "identità" ad un certo punto della vita ruoti attorno alcuni concetti/idee/valori, per esempio mettiamo che tu ti auto-definisca "marxista-leninista".
    Arrivo io e ti dico che il marxismo-leninismo non funziona per questo e quest'altro motivo.
    In teoria tu dovresti esaminare la mia tesi e confutarla ma appena ti accorgi che la mia tesi non è facilmente confutabile automaticamente senti minacciata la tua identità.
    E quindi la reazione diventa emotiva, esagerata.
    Noterai che tanto più le persone si identificano con certi concetti/idee/valori tanto più le loro reazioni sono iperboliche.
    In poche parole è una questione di fanatismo.
    Il fanatismo non può esistere nello stesso insieme del "confronto pacato".

    Chiudo scusandomi se ho "travalicato" lo stile "pacato" del tuo blog. Ma essendo il tuo blog ovviamente ti spetta l'incarico di moderatore. Sta a te decidere che tipo di commenti/persone vuoi raccogliere e che tipo di "dibattito". Al momento la situazione è un po' tipo "Ballarò" o trasmissione di Santoro.

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    1. Ok ci siamo, ho capito, questa è la parte razionale dove si confrontano le "tesi", ma se 2 + 2 non fa quattro?
      Anche Orwell in 1984 fa riferimenti all'addizione nell'ambito della tortura, ciò non vuol dire che tento il lavaggio del cervello, ma cerco di esprimere un concetto senza il supporto inconfutabile dei dati. La cultura e l'informazione a mia disposizione non sono in grado di tenere testa a dibattiti di una certa entità, quindi cerco di sopperire con quello che ho a disposizione. Molte volte faccio il paragone rustico delle partite di calcio, dove non essendo dotato tecnicamente do il massimo da un punto di vista fisico, paragonando il tutto nel Blog, non avendo vasta cultura sopperisco con la visione (diciamo) non razionale. Ovvero per me 2 + 2 non fa sempre quattro, ma tre, quattro e mezzo cinque. E questo non va accetto perché è un dato inconfutabile, ma semplicemente è un punto di vista. Diciamo che sono un “teorico” del pensiero.

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    2. Scusa Mark ma quello che hai scritto sopra non ha senso.

      Mi spiego.
      A te piace giocare con l'idea che qualsiasi affermazione sia una "opinione".

      Ma cosi non è.
      Noi comunichiamo con un linguaggio.
      La parola greca "logos" cioè "parola" è alla base della parola "logica".

      La logica in breve è l'insieme delle regole/relazioni che legano tra loro i termini di una "premessa" e di un "argomento" in modo che da essi si possa ricavare (logicamente) una conclusione.

      Esempio classico (sillogismo):
      Premessa: ogni uomo è mortale.
      Argomento: Socrate è un uomo.
      Conclusione: Socrate è mortale.

      Il fatto che Socrate sia mortale non è una "opinione", è l'unica conseguenza logica data una certa premessa e un certo argomento. Se cambi le relazioni tra i termini (non i termini medesimi) cambia anche la conclusione.

      Ora, nessuno ha una cultura "abbastanza vasta", non si finisce mai di imparare.
      Ma non sopperisci alla mancanza di cultura semplicemente dando per scontato che qualsiasi cosa tu dica è (almeno in parte) vera in quanto "opinione". Se dici una cavolata, è una cavolata, non una "opinione".

      A te sembra di "sopperire" semplicemente perché chi partecipa alla discussione usa lo stesso "trucco" e cioè che si possa dire qualsiasi cavolata sotto forma di "opinione". Questa è una cosa che ti insegnano mentre cresci.

      C'è una ovvia conseguenza, se tutte le affermazioni sono opinioni quindi hanno lo stesso valore, nessuna affermazione ha valore, quindi la comunicazione è vuota, è un rumore bianco.

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    3. Ah, un'altra cosa.
      Il linguaggio è uno strumento molto sofisticato.
      Già nei tempi antichi esistevano dei professionisti che principalmente svolgevano il lavoro di avvocati ma che a tempo perso dimostravano la propria abilità "retorica" dimostrando prima una tesi e poi dimostrando la tesi opposta, giocando appunto sulle ambiguità e sottigliezze del linguaggio.

      Questo ci dice un'altra cosa rispetto a quanto detto sopra sulla differenza tra "conclusione logica" e "opinione" e cioè che volendo si può andare avanti all'infinito giocando con le parole, quando si usa il linguaggio (come strumento di indagine filosofica) nella maniera sbagliata. O apposta.

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  3. Noterai che tanto più le persone si identificano con certi concetti/idee/valori tanto più le loro reazioni sono iperboliche.
    In poche parole è una questione di fanatismo.
    Il fanatismo non può esistere nello stesso insieme del "confronto pacato".
    Ti sei risposto da solo!!!
    Non avevo dubbi sul fatto che tu non frequentassi blog femminili,
    infatti sei talmente rigido, che mai ti sfiora il dubbio di avere torto, la tua misogenia è talmente evidente che non posso che provare compassione per te, perchè non sai che cosa perdi nel rifiutare un confronto che ti arricchirebbe di molto e proprio con quell'intelligenza emotiva, tipica femminile, che tu tanto ripudi, ma vedi con un pragmatismo estremo si avizzisce, si perde linfa vitale, si diventa aridi e si perde il senso della vita, condannandosi ad una lenta e progressiva depressione riflettici.cordialità

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  4. Risposto da solo a quale domanda?
    Non mi sembra di avere fatto alcuna domanda, solo affermazioni.
    Ho anche spiegato perché i blog "femminili" di solito mi annoiano e non mi va di ripeterlo. Se non sai o non vuoi leggere, peggio per te.

    Il dubbio di avere torto non mi sfiora, se avessi il dubbio di avere torto non farei affermazioni ma supposizioni. Essendo affermazioni, sta a te dimostrare che sono false. Se la cosa non ti interessa, bene. Quello che non puoi fare è affermare una tesi non pertinente o sostenere una tesi opposta senza che io cerchi di falsificarla. Se non ti va che le tue affermazioni siano falsificate, non pronunciarle.

    Il termine "intelligenza emotiva" per me è un insulto, quindi ovviamente non mi interessa il confronto.

    Rifletto... rifletto... fatto.
    Continuo a dire che due più due fa quattro e le cose di cui sopra continuano a non interessarmi. Per inciso il pragmatismo è tutta un'altra cosa. Ma che te lo dico a fare.

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