lunedì, aprile 30, 2012

Composizione della Spesa Pubblica

Ho trovato queste informazioni su Internet, la fonte dovrebbe essere il Senato.
Non ho modo di verificarle, quindi prendetele cum grano salis.
Nell'anno 2011 la Spesa Pubblica risultava cosi composta
(in migliaia di euro, cioè si parla di miliardi):

Debito pubblico € 304.070.665
Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali € 112.750.892
Politiche previdenziali € 79.685.907
Politiche economico-finanziarie e di bilancio € 65.879.057
Istruzione scolastica € 41.497.942
Diritti sociali politiche sociali e famiglia € 24.468.219
L'Italia in Europa e nel mondo € 20.021.864
Difesa e sicurezza del territorio € 18.353.092
Fondi da ripartire € 10.912.903
Ordine pubblico e sicurezza € 9.648.828
Diritto alla mobilita' € 7.632.798
Giustizia € 7.273.341
Istruzione universitaria € 7.037.498
Sviluppo e riequilibrio territoriale € 5.631.334
Ricerca e innovazione € 3.435.337
Soccorso civile € 3.295.257
Infrastrutture pubbliche e logistica € 3.192.392
Competitivita' e sviluppo delle imprese € 3.146.187
Organi costituzionali a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri € 2.995.597
Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni € 2.064.644
Politiche per il lavoro € 2.001.272
Immigrazione accoglienza e garanzia dei diritti € 1.410.032
Tutela e valorizzazione dei beni e attivita' culturali e € 1.202.014
Tutela della salute € 901.519
Comunicazioni € 882.335
Giovani e sport € 759.007
Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente € 744.748
Casa e assetto urbanistico € 558.713
Agricoltura politiche agroalimentari e pesca € 524.357
Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza € 420.592
Regolazione dei mercati € 253.676
Commercio internazionale ed internazionalizzazione del € 163.038
Energia e diversificazione delle fonti energetiche € 93.074
Turismo € 56.089



€ 742.964.220

Se volete sapere a cosa corrisponde ogni singola voce dovete fare una ricerca specifica.
Per esempio: Politiche economico-finanziarie e di bilancio

venerdì, aprile 27, 2012

Fantozzi lei è una merdaccia

Mi rivolgo a quella povera merdaccia che ha commentato come "anonimo" sotto le foto dei miei nipoti scrivendo "facce da cazzo come te". Bravo, bel coraggio. Perfettamente in linea con le tradizioni per cui siamo giustamente noti nel mondo. Tra l'altro, povero idiota, siccome i commenti sono moderati sono io che decido quali pubblicare e quali no. Pensaci mentre la tu' mamma lavora coi tuoi molti babbi.

giovedì, aprile 26, 2012

La verità

Cito un altro articolo del Corriere:
Privilegi, sprechi e bilanci colabrodo - Tutte le (folli) spese delle Regioni

Sottolineo due cose, la prima è che le spese delle Regioni non dipendono dalla loro "autonomia" ma dal fatto che le Regioni non spendono i propri soldi ma i soldi dello Stato, che provvede a finanziare a "piè di lista", cioè più la Regione spende, più finanziamenti riceve. Sarebbe ben diverso se ogni regione ricevesse solo finanziamenti in base ai "costi presunti" dei servizi moltiplicati per il numero di abitanti.

La seconda cosa che sottolineo è questo passaggio:
È accettabile che la spesa sanitaria, dal 1978 di competenza regionale, presenti qua e là differenze abissali? O che ogni lombardo sborsi per il personale regionale 21 euro l’anno contro i 70 della Campania, i 173 del Molise o i 353 della Sicilia tanto che se tutte le Regioni si allineassero ai livelli lombardi risparmieremmo 785 milioni l’anno? Possiamo ancora permetterci le cosiddette «leggi mancia» che ad esempio hanno visto il Lazio spendere con 250 delibere a pioggia...
Il che significa semplicemente che dal Lazio in giù la Spesa pubblica serve a mantenere una grande fetta della popolazione, qualcuno appena dignitosamente, qualcuno nel lusso. Ma il punto fondamentale è che si tratta di una "rendita parassitaria", la quale, associata alle derivate del catto-comunismo che implica una sorta di "socialismo reale", è quello che ha piano piano messo in ginocchio l'Italia a partire dalla fine del boom economico.

E siccome parliamo di milioni di Italiani e dei centri di potere che vivono di questa Spesa, ecco che di tutto si parla in questo momento tranne che della VERITA'.

mercoledì, aprile 18, 2012

Grillo o dell'incoscienza

Cito un articolo del Corriere:
Grillo: «Faremo una Norimberga ai partiti»

Premessa:
[...] abbiamo 800mila persone su Facebook che hanno 100 amici a testa: sono 43 milioni di persone che ci seguono. Loro non hanno queste cose, non riescono nemmeno a concepirle. Usiamo i social network da 5 o 6 anni e non sono io che ho le idee, ma le mettiamo insieme in rete, con i work in progress con le più belle menti del mondo.
Ora, a parte la nausea a sentire la solita tiritera su Facebook e i "social network", ecco un esempio delle fantastiche idee messe insieme dalle più belle menti del mondo:
Dobbiamo fare una piccola Norimberga al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare. [...]
Ci vuole un processo pubblico. Si tirerà a sorte una giuria di cittadini incensurati e determineremo come farci ridare tutti i soldi che hanno rubato e come indirizzarli a qualche lavoro sociale.
Povero Grillo e povera Italia. Ci sono due elementi significativi in questa affermazione, la menzogna che l'Italia sia con le pezze al sedere perché i "politici" hanno "rubato" (vedi mio post precedente sugli anni '70) e l'ovvia demagogia dei "cittadini incensurati" che fungono da "giuria" (in Italia non esiste la giuria nei processi, ci sono i giudici popolari) dove Grillo intende "giudice" e insieme "carnefice". Risolviamo tutto con un bel linciaggio come nel Far West o un rogo in piazza come ai tempi del Savonarola. Bravo Grillo, un genio, direi.

Mi resta una perplessità: una volta che i "cittadini incensurati" avranno espropriato i "politici" dei loro averi e li avranno impiccati tutti, l'Italia troverà il benessere? Potrò smettere di pagare le tasse? Tutti avranno un lavoro? Si potrà andare tranquillamente in pensione? Gli ospedali funzioneranno senza produrre morti e fallimenti? La pattumiera sarà smaltita ovunque? Ma che bello.

lunedì, aprile 16, 2012

Abbandonare la nave

Basta vedere di che natura è il prelievo fiscale in Italia, non solo la quantità abnorme ma anche la qualità mirata ad incidere sul risparmio e sulla proprietà, per capire che ormai non c'è più nulla da fare, siamo destinati al fallimento, al tracollo con tutto quello che ne consegue o che ne potrebbe conseguire, perché la gente tende ad incattivirsi quando non ha i soldi per comprare il pane.

Per cui se io avessi dei figli farei tutti il possibile per mandarli via, lontano. Come facevano i Greci, a fondare nuove colonie in terre più ospitali. Tutto sta nel prepararsi in modo da avere un profilo professionale adeguato.

martedì, aprile 10, 2012

Foto di Pasqua


Marchino





Martina

giovedì, aprile 05, 2012

Ancora sugli anni '70

Nel futile tentativo di fare girare le rotelline degli Italiani, ecco una citazione di Wikipedia che dovrebbe essere illuminante:

"Le origini dell'alto ammontare del debito dello Stato italiano vanno ricercate nella politica economica seguita tra la fine degli anni sessanta ed i primi anni ottanta, periodo che coincise prima con il rallentamento della crescita economica al termine del boom economico e poi con i periodi di recessione legati alle crisi petrolifere degli anni settanta."

"Infatti, se nel 1963 il debito pubblico italiano tocca il livello minimo dal dopoguerra (32,6% del PIL), da quel momento comincia a crescere ininterrottamente fino ai primi anni novanta. Da un lato, si assiste ad un continuo aumento della spesa pubblica, che passa dal 29% del PIL del 1960 al 53,5% del 1990. Tale maggiore spesa segue alla graduale istituzione, negli anni '60, di un esteso e costoso (la spesa in prestazioni sociali in rapporto al Prodotto interno lordo raddoppia in trent'anni) sistema di welfare state per venire incontro alle richieste dei lavoratori, ed alla messa in atto di ricette keynesiane di espansione della spesa pubblica per sostenere la produzione e dunque la crescita. Dall'altro lato, però, non si assiste ad un altrettanto rapido aumento della pressione fiscale che, dal 25,7% del 1960, ancora nel 1985 è pari al 34,6% del PIL, contro il 41% della media europea e il 45% della Francia."

"Conseguenza di questa asimmetria tra entrate ed uscite nel bilancio dello Stato è un elevato deficit pubblico, che passa da una media inferiore al 2% negli anni '60 ad una media rispettivamente del 5% e del 9% nella prima e nella seconda metà del decennio successivo, per mantenersi intorno al 10-11% negli anni '80."

Articolo qui: Economia d'Italia

Aggiungo: il ragionamento "tipo-camusso" sarebbe che il "sistema di welfare" attuale va preservato il più possibile e che quindi occorre reperire le risorse necessarie. E l'idea geniale è la famosa "tassa patrimoniale". Ora a parte la considerazione sull'idea che la proprietà privata sia un crimine contro la società, è ovvio che l'idea non funziona. Infatti il "sistema di welfare" va continuamente alimentato mentre i "patrimoni" non si rigenerano. Da cui il ragionamento "tipo-camusso" è perfettamente in linea con la politica suicida seguita fino a qui a partire dagli "anni meravigliosi".

Pasqua

Questo per ricordarvi che la Pasqua è la festa più importante per i Cristiani (macché Natale) e celebra la Resurrezione del Cristo. Prende le mosse dalla Pasqua ebraica, festeggiata da Gesu in vita, che invece celebra l'Esodo, la liberazione dal giogo degli Egizi.

lunedì, aprile 02, 2012

Spunti di riflessione

Titoli che trovo sul sito del Corriere:
"Disoccupazione, dramma tra i giovani: al sud una donna su due non ha lavoro"
In questo titolo ci sono tre argomenti diversi:
1. disoccupazione.
La disoccupazione evidentemente dipende dal fatto che non ci sono (abbastanza) aziende che producono in Italia. Si può risolvere in due modi, creando le condizioni per cui convenga portare le produzioni in Italia o con l'emigrazione, spostando gli Italiani dove ci sono aziende che producono.
2. i giovani.
Questo dipende sia dal problema della disoccupazione che dal fatto che in Italia la "mobilità sociale" è quasi nulla, nel senso che la vita degli Italiani ruota attorno ad un sistema di "rendite di posizione" per cui esisti in funzione di chi sei figlio, di chi sei amico, di chi voti, eccetera. In questo contesto un "giovane" può accedere ad un risorsa solo se e quando questa risorsa è sovrabbondante, altrimenti trova tutti i posti a sedere già occupati.
3. il sud.
Al sud esiste solo la possibilità della emigrazione o della assunzione nel "pubblico". L'unica differenza rispetto a prima è che adesso il "pubblico" ha meno risorse da spendere per mantenere chi non emigra.

"Monti: crisi superata, l'Italia è solida"
Più o meno lo stesso che diceva Schettino prima che la nave si rovesciasse. La solidità dell'Italia dipendeva fino a oggi da due fattori, la propensione al risparmio delle famiglie e la famosa economia sommersa. Mano a mano che andiamo ad erodere la ricchezza delle famiglie e portiamo alla luce il sommerso, le capacità dell'Italia di assorbire i danni provocati da tutte le magagne che abbiamo si riducono. Ad un certo punto supereremo il punto di rottura.