giovedì, aprile 26, 2012

La verità

Cito un altro articolo del Corriere:
Privilegi, sprechi e bilanci colabrodo - Tutte le (folli) spese delle Regioni

Sottolineo due cose, la prima è che le spese delle Regioni non dipendono dalla loro "autonomia" ma dal fatto che le Regioni non spendono i propri soldi ma i soldi dello Stato, che provvede a finanziare a "piè di lista", cioè più la Regione spende, più finanziamenti riceve. Sarebbe ben diverso se ogni regione ricevesse solo finanziamenti in base ai "costi presunti" dei servizi moltiplicati per il numero di abitanti.

La seconda cosa che sottolineo è questo passaggio:
È accettabile che la spesa sanitaria, dal 1978 di competenza regionale, presenti qua e là differenze abissali? O che ogni lombardo sborsi per il personale regionale 21 euro l’anno contro i 70 della Campania, i 173 del Molise o i 353 della Sicilia tanto che se tutte le Regioni si allineassero ai livelli lombardi risparmieremmo 785 milioni l’anno? Possiamo ancora permetterci le cosiddette «leggi mancia» che ad esempio hanno visto il Lazio spendere con 250 delibere a pioggia...
Il che significa semplicemente che dal Lazio in giù la Spesa pubblica serve a mantenere una grande fetta della popolazione, qualcuno appena dignitosamente, qualcuno nel lusso. Ma il punto fondamentale è che si tratta di una "rendita parassitaria", la quale, associata alle derivate del catto-comunismo che implica una sorta di "socialismo reale", è quello che ha piano piano messo in ginocchio l'Italia a partire dalla fine del boom economico.

E siccome parliamo di milioni di Italiani e dei centri di potere che vivono di questa Spesa, ecco che di tutto si parla in questo momento tranne che della VERITA'.

4 commenti:

  1. alcune regioni stanno correndo ai ripari con i ticket sanitari e sui pronto soccorso, ma quella parte di soldi che tocca loro bisogna ritornargleli da Roma (quelli delle tasse) altrimenti non si possono pagare gli stipendi e le ditte e la gente muore di fame.Per le regioni autonome che ricevono tanti soldi dallo Stato è tutto un latro discorso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me sembra lo stesso discorso invece. Lo Stato mantiene milioni di Italiani, in un modo o nell'altro. Il peso di questo "mantenimento" si scarica sugli altri Italiani, che in questo momento non riescono più a produrre abbastanza ricchezza per se stessi e per gli altri. Quindi il sistema è arrivato al collasso.

      Il meccanismo, come ho scritto altrove, si è messo in moto alla fine degli anni '60 e quindi sono almeno 40 anni che TUTTI ne sono consapevoli, quelli che vengono mantenuti e quelli che prendono le decisioni. Ma ha fatto comodo a tutti fare finta di niente.

      Elimina
  2. @lorenzo

    che non ci sia più scampo questo è risaputo si stà solo ritardando la fine dell'Italia, ma io dico solo non possono essere sempre gli stessi a pagarne le conseguenze. Non si era parlato di equita'?

    RispondiElimina
  3. Dipende dalla definizione di "equità".
    Se l'Italia fosse sviluppata in modo omogeneo e se non fosse fondata sul cattolicesimo e sul comunismo, sarebbe tutta un'altra storia e l'equità sarebbe possibile o almeno ci si potrebbe provare.

    Invece da una parte abbiamo il Sud dove invece di fare sviluppo lo Stato o meglio i politici eletti al Sud, hanno preferito fare assistenzialismo. In questa maniera legavano mani e piedi l'elettorato al voto di scambio. Vuoi campare? Mi devi votare perché dipendi da me. Nello stesso tempo diventava imprescindibile "colonizzare" il centro-nord per assicurarsi l'approvvigionamento. Quindi tutto l'apparato burocratico e amministrativo è stato forgiato al fine di succhiare il sangue del centro nord e tenere schiavo nel bisogno il sud.

    Dall'altra parte il Vaticano è ancora quello che ha lavorato contro l'unificazione dell'Italia per mille e più anni, facendo e disfacendo alleanze, mettendo uno contro l'altro i potentati, chiamando in aiuto potenze straniere alla bisogna. Il comunismo ha sempre pensato che lo Stato borghese fosse un inciampo temporaneo che prima o poi sarebbe stato abbattuto per sostituirlo con la dittatura del proletariato. Entrambi partono dal presupposto che l'idea di Nazione sia una aberrazione e propugnano l'universalismo, delle rispettive fedi. Piuttosto che fare il bene dell'Italia preferiscono importare milioni di immigrati da usare come leva per scardinarla.

    Quindi gli Italiani, chi non capisce e chi ci guadagna, hanno preferito ballare questa musichetta mentre la nave affondava. Adesso che abbiamo l'acqua alle caviglie l'unica è abbandonare la nave oppure affondare. Altro che equità.

    RispondiElimina