sabato, maggio 12, 2012

La libertà di stampa

Sembra che il Manifesto stia per chiudere.
"L'annunciata chiusura del Manifesto rappresenta una gravissima e ulteriore ferita alla libertà di stampa in questo paese. In particolare i tagli del governo stanno portando alla chiusura le diverse testate della sinistra: prima Liberazione e poi adesso il Manifesto. Proponiamo ai compagni e alle compagne del manifesto di costruire insieme tutte le iniziative di mobilitazione possibili per attenere finanziamenti adeguati a garantire la libertà di stampa e la riapertura delle nostre testate: dal Manifesto a Liberazione ai vari giornali veri che sono obbligati a chiudere a causa dei tagli governativi", denuncia Paolo Ferrero, leader di PRC.
Quindi l'idea di Ferrero riguardo la "libertà di stampa" è che lo Stato stampi a sue spese i giornali "di sinistra". Queste testate sono "obbligate a chiudere" non perché non hanno abbastanza lettori/clienti, cioè quello che scrivono non interessa a (quasi) nessuno ma "a causa dei tagli governativi", come se questi "tagli" fossero una bieca manovra della borghesia per soffocare la voce del proletariato. A questo punto io chiedo ufficialmente che lo Stato garantisca anche la mia "libertà" tramite "finanziamenti adeguati". Che poi torniamo sempre a bomba alla Costituzione, che dovrebbe essere letta come "in Italia tutti hanno il dovere di lavorare" e invece viene letta come "in Italia lo Stato deve garantire a tutti un posto di lavoro".

11 commenti:

  1. La costituzione dice tante cose, poi l'interpretazione va lasciata alle menti libere che almeno per questa parvenza di libertà non chiedono sovvenzionamenti. Per lo specifico condivido. Ribadisco nel mio modo di ragionare (o quel che può apparire) che queste modalità lassiste di far "economia", ovvero lavorare con i finanziamenti dello stato, dovrebbero esser abolite in ogni campo. In questo caso il castello di cartone crollerebbe e ci si renderebbe conto che in pochi lavorano veramente.

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  2. La cosa divertente è che il solito Fantozzi che mi scrive insulti nei commenti non si rende nemmeno conto, essendo un povero idiota, che la parola "libertà" non può stare nella stessa frase con "finanziamenti statali".

    E' un sottile meccanismo psicologico in cui l'idiota è inconsciamente consapevole di essere idiota e quindi vuole che qualche "mamma" si occupi lui. Rientrare nell'utero del Partito.

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  3. Ho dubbi sui finanziamenti ai giornali, troppi abusi

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  4. Non vedo abusi, vedo solo la spartizione del denaro pubblico tra le varie mafie e mafiette in cui si divide l'Italia. Un po' come la RAI che esiste per dare un lavoro ben retribuito ai cortigiani dei vari partiti e partitelli, per fungere da organo di propaganda e per produrre un sostanzioso passivo ogni anno. Il "contributo alla editoria" è l'equivalente della RAI applicato a tutto un settore economico. Le varie "testate" hanno lo scopo di dare lavoro ai cortigiani, di fungere da organo di propaganda e di produrre un passivo.

    Ma la cosa ridicola è che lo Stato "finanzi" una impresa senza ottenere in cambio azioni/quote ma solo in forma di "regalia". Una roba illogica ed immorale sia nei confronti del contribuente che nei confronti delle altre imprese (ed eventualmente di chi ci lavora).

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  5. un giornale deve sostenersi di lettori che lo comperano perchè quello che viene scritto risulta interessante non perchè si mantiene con le sovvenzioni statali. Il manifesto io non l'ho mai letto come non ho mai letto l'Unità,Famiglia Cristiane ed avvenire per citarne alcuni pertanto personalmente non sono una grossa perdita se venissero a mancare nelle edicole.

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  6. Eh ma cario Enio, chi non compra il Manifesto o è un borghese reazionario nemico del Popolo oppure una povera vittima inconsapevole del Sistema che ottunde le menti. Altrimenti come non si può riconoscere la necessità storica e l'inevitabile vittoria del Comunismo? E se il proletariato non va al Manifesto vorrà dire che il Manifesto andrà al proletariato, tramite l'intervento dello Stato. E' quella forma particolare di "libertà" che richiede la costruzione di un muro col filo spinato tutto intorno a chi viene "liberato".

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  7. O più semplicemente la necessità di dare uno stipendio ai cortigiani che dicevo sopra.

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  8. Ma quanti "cadaveri" finanziamo in nome della Libertà di Stampa, affinchè continuino a vegetare, pur nella loro totale inutilità?
    Che desolazione...

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  9. Non sono inutili. Danno lavoro ad un sacco di gente. Sono improduttivi, più che inutili. Come la maggior parte delle cose in cui spende soldi lo Stato.

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  10. @Lorenzo

    siiih il manifesto viene da me adesso grazie allo Stato, neanche se me lo mettono nella cassetta della posta insieme alle reclame... dai, se non gli danno soldi "nostri" pochi di questi "fogli" riuscirebbe a sopravvivere.

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  11. Bisogna essere precisi: tutti i quotidiani sopravvivono perché l'editore ripiana le perdite e grazie alle sovvenzioni statali. Ti ricorderai per esempio de "Il Giornale" di Montanelli che, essendo sull'orlo del fallimento, fu acquistato da Berlusconi e del seguente attrito tra il vecchio giornalista e il nuovo proprietario.
    In Italia la lettura di quotidiane, riviste e libri è sempre stata una abitudine elitaria, cioè di pochi.

    Il problema del Manifesto deriva dalla contraddizione tra una azienda che vive di bilanci e la missione di abbattere la società borghese in funzione della Lotta di Classe. Per cui gli servono i soldi, anche i "compagni" devono mangiare ma hanno solo due interlocutori, i "proletari" che non ne vogliono sapere e lo Stato che deve farsi "garante".

    Riguardo al venire da te, se potessero quelli del Manifesto ti obbligherebbero a partecipare alle sedute collettive di coscienza politica e ti farebbero sottoscrivere un "abbonamento", uguale per altro a quello che già paghi per la RAI.

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