venerdì, luglio 27, 2012

I pagliacci della raccolta differenziata

Prego leggere questo articolo:
RAEE nuove regole dall'Europa
Sottolineo un passaggio veramente spassoso:
[...] novità introdotta dalla direttiva comunitaria, il cosiddetto ritiro "uno contro zero" per i rifiuti elettronici di piccole dimensioni. I vari distributori dovranno in sostanza provvedere al ritiro gratuito degli apparecchi anche in assenza di un prodotto nuovo equivalente (ritiro "uno contro uno"). Entro il 14 febbraio del 2014 tutti gli stati membri dovranno adottare la direttiva nei rispettivi impianti legislativi.
Ma io dico, facciamo finta di non sapere che con la normativa attuale NESSUN distributore ritira l'usato? Provate ad andare in un centro commerciale con il vostro vecchio PC, monitor, stampante, eccetera e ditegli che glielo lasciate li in ossequio alla normativa RAEE. Vi rideranno in faccia e vi inviteranno a smammare. Solo rarissimi negozietti "ti fanno il favore" di ritirare l'usato e dipende se pensano di potere recuperare qualche pezzo, altrimenti ti dicono di portare tutto in discarica per conto tuo.

Immaginatevi se la prossima normativa prevede il ritiro dell'usato anche SENZA l'acquisto contestuale del nuovo. Si faranno in quattro, i distributori. Gli stessi che adesso non ritirano nulla.

Aggiungo una postilla: se la Comunità Europea spinge gli Stati ad aumentare la quota di rifiuti elettronici riciclati, le discariche al contrario tendono a scoraggiare le consegne. Infatti le regole della discarica del mio Comune impongono dei limiti abbastanza restrittivi per la quantità di pezzi che si possono conferire gratuitamente. Al che, ditemi voi quanti fessi come me sarebbero disposti a pagare per lo smaltimento invece che scaricare tutto in una stradina isolata e buonanotte.

giovedì, luglio 26, 2012

Spigolando

Angelino Alfano, segretario pdl, ha detto con chiarezza: «Nuove manovre con sacrifici per gli italiani per noi non esistono. Neanche se le chiede l'Europa: dobbiamo fare gli interessi degli italiani, non di tedeschi o francesi».

Sicilia, scoppia la rivolta dei deputati. In ritardo i loro 13 mila € di stipendio.
Insorgono gli onorevoli dell'Assemblea regionale: "Trattati peggio dei fornitori". Problemi anche per i dipendenti. Nel frattempo il ministro Giarda rispetto ai conti della Regione Sicilia: "Allo Stato non sono consentiti controlli di merito sull'efficienza e efficacia della spesa".

La Regione Molise gli ha dato un bonus di 13.099 euro in aggiunta allo stipendio. Peccato che Elvio Carugno sia in galera, accusato di avere rubato soldi regionali.

Misurare l'efficienza di chi dirige gli uffici pubblici. Legge 286 del 1999 che prevedeva una ricompensa aggiuntiva per i dirigenti sulla base del raggiungimento o meno degli obiettivi fissati. Risultato della misura: su 3.769 altissimi funzionari addetti alla macchina statale, quelli premiati col massimo bonus possibile erano 3.769.

Tra i dirigenti (della Regione Molise, NdR), vengono premiati anche i dirigenti della Sanità che, come spiegano i dati di pochi giorni fa, è tra le più sgangherate e indebitate, sul pro capite, della Penisola. Un dato per tutti: 2.939 euro di spesa per abitante, inferiore solo a quelle della Basilicata e del Lazio.

[...] i miei amici e io, tutti aspiranti professori ai tempi del liceo, ci siamo ritrovati intorno a un tavolo e ci siamo guardati in faccia. Tu ti sei iscritto? Io no, e tu? Neppure io. Troppo tardi, troppe poche certezze per un azzardo simile. Follia pura, pensare di raggiungere una cattedra. E dire che mia madre, a soli vent'anni, dopo aver vinto il concorso di Stato era già di ruolo.

martedì, luglio 24, 2012

Caro Bersani

[...] "Chi porta i soldi all'estero è "un poco di buono, vigliacco e traditore del suo Paese".
[...] "Se non paghi le tasse, solo per buona educazione ti mando l'ambulanza a casa".
Belle frasi ad effetto, che funzionano col suo elettorato. Ma lei sa bene signor Bersani che le tasse sono sottese ad un patto tra lo Stato e i cittadini. E nel momento in cui lo Stato tradisce questo patto i cittadini avrebbero non solo il diritto ma anche il dovere di ribellarsi. Lo Stato, ben consapevole di avere tradito il patto, non manda l'ambulanza a casa, manda gli sgherri dello Sceriffo di Nottingham. E lei sa anche che la maggior parte degli Italiani, inclusi i suoi elettori, paga le tasse perché è costretto, non per onestà e men che meno per patriottismo. Io conosco personalmente un certo numero di ex-comunisti della vecchia guardia, di quelli con la foto di Lenin nel tinello e volontari al Festival dell'Unità, che per mandare i figli a scuola si sono sempre arrangiati con due o tre lavori, uno "regolare" e gli altri in nero. Con la considerazione secondaria che se riesci a fare un lavoro secondario in nero, si vede che o sei Stakanov oppure non lavori poi tanto in quello "ufficiale".

La verità la sa anche lei, solo che non può dirla.
In Italia esistono due caste, quella degli iper-garantiti che trae le sue garanzie dallo Stato e quindi in ultima analisi dalle tasse e quella degli ipo-garantiti, che dello Stato ricevono solo le ingiunzioni di pagamento e le visite degli sgherri di cui sopra. Io capisco la sua esigenza di fare contenta la casta dei garantiti che compone una larga fetta del suo elettorato. Ma l'equilibrio ormai è spezzato e non si può più tirare la corda. L'idea di Stato-mamma ci ha portato dove siamo ora, cioè al fallimento. Possiamo cercare tutti i "babau" di questo mondo, non cambia una virgola.

Tradotto in parole povere, non sono le tasse, anche ottenendo un improbabile recupero dell'evasione, che possono risollevare l'Italia dalla condizione in cui i suoi predecessori l'hanno portata. Al contrario, le tasse che abbiamo in Italia sono insieme lo strumento e il sintomo del declino inevitabile. Perché strangolano la parte "produttiva" della Nazione per mantenere assistenzialismo e privilegi insensati per la parte "improduttiva", che tra parentesi è ovviamente preponderante.

lunedì, luglio 23, 2012

Spread a 500

Nei giorni che hanno preceduto l'insediamento di Monti si paventava lo spread a 500 punti perché rappresenta la soglia del default. In poche parole una volta a 500 punti di spread l'Italia non può durare a lungo prima di andare in default. Quindi fu nominato il Governo d'emergenza per scongiurare questa temuta eventualità. Ebbene stamattina leggo che lo spread è oltre i 520 punti. Ironia della Storia, Monti si trova in visita da Putin e dice di non preoccuparsi, uno statista si preoccupa di economia e di politica insieme e che lui è li a firmare contratti. Dove l'ho già sentita questa?
Tic tac, tic tac, il timer della bomba intanto corre.

sabato, luglio 21, 2012

Un'altra perla in fondo al mare delle balle - istruzione

Da sempre ci sentiamo raccontare la balla colossale e laida che gli studenti del Sud sono più meritevoli, che al Sud c'è una percentuale altissima di laureati e le eccellenze nella cultura e che questo è il motivo per cui poi vengono assunti con merito nei concorsi della Pubblica Amministrazione, mentre al Nord, essendo tutti ignoranti e avvinazzati, al massimo si può andare a Pontida con le corna vichinghe.

Ora, uno poteva anche avere forti dubbi basati sull'evidenza empirica dei Professori analfabeti, dei Tutori dell'Ordine oggetto delle barzellette e via via.

Ecco però un "dato di fatto" che certifica l'ennesima balla propagandistica:
Repubblica: Test invalsi, Nord stacca Sud - Anche a scuola Italia divisa in due
Il sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero (tocco laido dell'articolista NdR), al di sotto della linea rossa.

[...] nel complesso la macchina non sembra proprio nelle condizioni di colmare le differenze socio-economiche-culturali delle diverse aree del paese. Anzi, le accentua man mano che la carriera scolastica degli alunni si dipana.

[...] Una forbice che cresce in Italiano se si analizzano i risultati degli alunni più grandi e che assume proporzioni consistenti per gli studenti delle seconde classi delle scuole superiori. Che al Nord, sempre con la media nazionale posta a quota 200, raggiungono 211 punti, lasciando indietro tutti: 197 per gli studenti di Toscana, Lazio, Umbria e Marche, 194 per i ragazzi delle regioni meridionali e addirittura 185 punti per quelli di Sicilia e Sardegna. Mentre in seconda elementare il divario tra Nord e Sud è di 9 punti, dopo otto anni si è dilatato a 26 punti. "In altri termini - sottolinea il rapporto - l'operare del sistema scolastico non sembra in grado di contrastare tali divari, che risultano anzi acuiti col progredire della carriera scolastica degli alunni".
E pensiamo quale sarebbe il divario se la Scuola al Nord non fosse in gran parte gestita da personale docente e amministrativo di origine meridionale ma se le assunzioni privilegiassero i residenti. Perché è difficile imparare da un professore analfabeta.

L'altro giorno chiedevo ad un amico siciliano che vive qui se preferirebbe essere operato da un chirurgo in Sicilia o in Trentino. Lui diceva che gli ospedali in Sicilia sono indecenti ma esistono cliniche private che sono al livello del resto d'Italia. Evidentemente non è cosi. Un laureato Siciliano sarà il prodotto del sistema scolastico descritto sopra, quindi una persona con difficoltà nel padroneggiare l'italiano e la matematica. E che quindi appena esce dai confini dove il suo livello di istruzione è "normale" si trova in condizione di inferiorità. Che poi è il motivo per cui a me sembra incredibile il modo che ha di parlare il Sindaco di Napoli, ex Magistrato, mentre dalle sue parti probabilmente sembra forbito. Tutto questo spiega anche perché la macchina della amministrazione pubblica sembra inefficiente. Semplice, perché non solo non raccoglie i migliori talenti ma nemmeno le persone con una cultura "media", invece è popolata di semi-analfabeti con "titoli" fasulli. E ripeto, titoli di studio FASULLI.

Chiudo col solito invito: chiediamoci perché all'Italiano vengono raccontate continuamente delle balle su tutto.

Guru

Il Corriere ultimamente è una fonte continua di ispirazione e disperazione. Facciamoci questo giro nel gossip che mi sono stancato di profetizzare apocalissi inevitabili.

Leggo stamattina che Matteo Cambi, ex titolare del marchio Guru, dopo una vicenda giudiziaria seguita al fallimento fraudolento della Guru, è stato assunto come responsabile della "comunicazione del prodotto" dalla nuova proprietà/dirigenza della medesima azienda.
Articolo: Guru, il ritorno dell'ex


E il nostro genio del marketing dichiara:
Una certa tipologia di eventi social mondani, tutto fumo e poca sostanza (Christian Vieri, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini ed Elisabetta Canalis, NdR), non interessano più, c'è voglia di cose genuine, di valori.
[...]
Il nuovo cliente Guru lo vedo così: vive in una città metropolitana, dove tutto si mescola, razze, culture - riprende Cambi -. È attento alla moda, ma in modo ironico, il tipo di ragazzo o ragazza che puoi incontrare in un museo di Parigi e che, fuori, ha lasciato la bicicletta.
Matteo, sono sicuro che hai già pensato ad una partnership con la Apple. Loro sono nel settore dei "fighetta" da sempre. Infatti a Milano recentemente hanno occupato un edificio vicino Brera. Il portavoce degli occupanti, che probabilmente quando non fa la rivoluzione passa le giornate nel museo di Parigi, era un perfetto "nuovo cliente" Guru e usava un bel Mac nuovo fiammante. Io farei anche un tentativo per sostituire Vieri e Canalis con Dario Fo e Franca Rame. Attenti a cosa "mescolate" però. E te sai bene di cosa parlo.

giovedì, luglio 19, 2012

La mia profezia maya

Purtroppo le mie (facili) profezie sul Governo Monti sono confermate dai fatti.
Post precedente: la Spesa Pubblica continua ad aumentare.
Post di oggi:
Pressione fiscale: in Italia è la più alta del mondo.
È pari al 55%: - Il dato più elevato della nostra storia recente.
Dal Corriere: Pressione fiscale: in Italia è la più alta del mondo
Si, chi scrive l'articolo si premura di evidenziare come la pressione fiscale italiana sia compensata dall'elevato tasso di evasione fiscale. Ma è il classico tocco di propaganda di regime. Infatti il punto non è che esiste l'evasione ma che la pressione fiscale aumenta in conseguenza del fatto che da una parte diminuiscono le entrate e dall'altra aumenta parallelamente la Spesa. Se anche si riuscisse a recuperare l'evasione completamente, l'unico risultato sarebbe di avere più soldi da spendere ma ovviamente non ci sarebbe nessun effetto sul contenimento della Spesa. Senza contare il fatto che togliendo risorse dall'economia sommersa si tolgono risorse dall'economia in generale, quindi rallentamento dei consumi e spirale recessiva.

lunedì, luglio 16, 2012

Arriva il meteorite

Cito il Corriere, Nuovo record di debito pubblico:
Nuovo record per il debito italiano. Secondo il Supplemento Finanza Pubblica di Bankitalia, il debito delle Amministrazioni Pubbliche è aumentato di 17,1 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico pari a 1.966,3 miliardi di euro. Con il debito aumentano anche le entrate tributarie grazie, tra l'altro, alle tasse sulla benzina.
Si confermano le mie fosche profezie, impossibile ridurre la spesa, aumento della pressione fiscale, spirale recessiva, l'Italia implode su se stessa.

venerdì, luglio 13, 2012

Elezioni

Sembra che la prospettiva di indire le elezioni per rinnovare le due Camere del Parlamento Italiano stia gettando nello sconforto gli investitori internazionali. I quali vedono nel successivo incarico ad un "Governo politico" il rischio che l'Italia vanifichi le riforme varate da Monti e che di seguito precipiti nel "default".

Se io mi sentissi Italiano a questo punto rifletterei sul fatto che all'estero danno per scontato che gli Italiani non possono governarsi da soli ma che hanno bisogno di essere commissariati. Che l'Italia come democrazia è un sostanziale fallimento perché i rappresentati oscillano tra l'incapace e il delinquente, con qualche irresponsabile a fare contorno. E rifletterei sulla ovvia considerazione che i rappresentati eletti sono lo specchio della Nazione.

Quindi cosa facciamo?
Sospendiamo a tempo indefinito la democrazia e ci affidiamo ad un Commissario Straordinario che incontri i favori dei "mercati" oppure ci ributtiamo nel marasma della pseudo-politica, sapendo che esiste un rischio concreto di non riuscire a collocare i Titoli di Stato?

Il bello è che Monti non ha riformato nulla sul serio, per tante ragioni. Ha solo messo una pezza aumentando la pressione fiscale e ha avviato (solo avviato) un processo di revisione della Spesa Pubblica.

giovedì, luglio 05, 2012

Lettera di uno Statale

Articolo del Corriere:
La lettera di un dipendente che lamenta: «non siamo un ramo secco da tagliare. Monti venga a vedere»
Mi creda, ho dato all'amministrazione pubblica più di quanto lo Stato non abbia dato a me.
Ebbe certo, ogni volta che Michelangelo mette un timbro sopra una pratica è un'altra Cappella Sistina regalata alla Patria.
È davvero triste essere considerati dal governo e dall'opinione pubblica solo un «esubero». Un ramo secco da tagliare.
E' più triste essere considerati dal Governo degli schiavi, che è l'impressione che ha chiunque guardi le trattenute in busta paga o la dichiarazione dei redditi e poi pensa anche a tutte le tasse indirette tipo l'IVA, accise e bolli.
Non credo che i dipendenti pubblici in Italia siano più numerosi rispetto alla media degli altri Paesi europei.
Si vede che non si meritano lo stipendio, considerato che è universalmente noto che la burocrazia italiana è tra le meno efficienti in Europa e nello stesso tempo siamo ad un passo dal fallimento per i costi che sostiene lo Stato per mantenersi.
Non si fanno più concorsi. Non si fa più carriera all'interno degli uffici. Ci hanno tolto tutto. Persino la dignità di essere chiamati funzionari dello Stato
Mi sfugge qualcosa? Stiamo dicendo che siamo ad un passo dal fallimento e non possiamo pagare lo stipendio ai dipendenti pubblici ma qualcuno pensa che si possano fare "concorsi" e "carriera all'interno degli uffici"? Quale migliore prova della bolla anacronistica in cui vivono gli Statali.
Da qualche anno non si rinnovano nemmeno i contratti, mentre gli stipendi sono stati decurtati dall'aumento delle addizionali. Siamo tutti più poveri. Quali altri sacrifici dobbiamo fare?
Magari gli stessi sacrifici che fanno i dipendenti Nokia che sono stati licenziati da tutte le sedi italiane. A naso direi che lo stipendio "decurtato dall'aumento delle addizionali" è meglio di nessuno stipendio.
A me sembra soltanto una specie di rivincita, un fatto simbolico e propagandistico
A me sembra invece l'ovvia conseguenza del Debito Pubblico che ammonta a circa 1.950.000.000.000 euro cioè oltre il 120% del PIL. O in altri termini, la conseguenza del fatto che ogni anno lo Stato spende molto di più di quanto raccoglie con le tasse, nonostante la pressione fiscale sia già insostenibile e abbia avviato una spirale recessiva.
Non è una bella cosa quando uno Stato si compiace di aver mandato via i propri «servitori»
Pensa che bella cosa se invece lo Stato fallisce, dichiara di non potere saldare i debiti e smette di pagare stipendi e pensioni a tutti. Quello si che sarebbe un gran divertimento. Poi il concetto di "servitore" è ambiguo, mi fa venire in mente Arlecchino e Pulcinella.
Senza i lavoratori pubblici non ci sono nemmeno i servizi pubblici. Chi combatterà l'evasione, se mandiamo a casa gli statali? Chi starà nelle corsie a occuparsi dei malati? Chi si occuperà della tutela del patrimonio culturale?
Gente che lavora di più e costa meno? Gente che non pensa al posto pubblico come un vitalizio vinto alla lotteria? Gente che non pensa che lo Stato gli sia debitore?


martedì, luglio 03, 2012

Ancora sulla verità

Monti ha annunciato "tagli" al pubblico impiego.
Nella attesa di vedere come saranno tradotti questi "tagli" nel concreto, che per esperienza mi viene il sospetto che si tratti semplicemente di prepensionamenti, leggo vari commenti sulla motivazione che sarebbe solo quella di trovare le risorse per arrivare al pareggio invece che una riforma strutturale, sui "tagli lineari" che graverebbero sui poveri dipendenti pubblici che "hanno già dato", eccetera. Ma manca qualcuno che dica la verità ultima:

Se domani mattina il 10% dei dipendenti pubblici non si presenta al lavoro, non se ne accorge nessuno.

Riguardo il riformare, se dovessimo portare il settore pubblico al livello del settore privato in termini di efficienza, salterebbe fuori che la gran parte degli impiegati è inadatta all'incarico, guardare dall'alto in basso o dal basso in alto indifferentemente. Del resto parliamo di una situazione dove anche il settore privato in Italia non è generalmente competitivo.