martedì, luglio 03, 2012

Ancora sulla verità

Monti ha annunciato "tagli" al pubblico impiego.
Nella attesa di vedere come saranno tradotti questi "tagli" nel concreto, che per esperienza mi viene il sospetto che si tratti semplicemente di prepensionamenti, leggo vari commenti sulla motivazione che sarebbe solo quella di trovare le risorse per arrivare al pareggio invece che una riforma strutturale, sui "tagli lineari" che graverebbero sui poveri dipendenti pubblici che "hanno già dato", eccetera. Ma manca qualcuno che dica la verità ultima:

Se domani mattina il 10% dei dipendenti pubblici non si presenta al lavoro, non se ne accorge nessuno.

Riguardo il riformare, se dovessimo portare il settore pubblico al livello del settore privato in termini di efficienza, salterebbe fuori che la gran parte degli impiegati è inadatta all'incarico, guardare dall'alto in basso o dal basso in alto indifferentemente. Del resto parliamo di una situazione dove anche il settore privato in Italia non è generalmente competitivo.

4 commenti:

  1. non sono d'accordo, perlomeno non in tutto ciò che dici.
    dipende da quale sia quel 10% ad esempio.
    E comunque, secondo me, è principalmente un problema di distribuzione prima ancora che di numero complessivo (e ovviamente anche di produttività, ma ciò è spesso legato a una cattiva organizzazione di enti, organizzazioni, istituzioni).
    La P.A. non fatta di soli incapaci, come non è ovviamente fatta di soli fenomeni.

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  2. Be', sul fatto che tu non sia d'accordo non ho niente da obbiettare, anzi. Chiaro che se non si presenta un neurochirurgo al lavoro è diverso che se non si presenta un bidello. Ma te lo sai vero quanti sono i neurochirurghi nella P.A. e quanti i bidelli?
    Mi permetto di correggere la tua frase:
    La P.A. non è fatta solo di incapaci ma sono la stragrandissima maggioranza. E non per le rispettive mansioni, neurochirurgo contro bidello, piuttosto per le finalità per cui la P.A. esiste, da cui discende tutto il resto. La riforma eventuale non si può fare perché tutti sono consapevoli, politici, sindacati, impiegati della P.A. che le cose stanno come dico io e cioè che il personale è pesantemente inadeguato, in ogni ordine e grado.

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  3. Silvio dividerebbe le Poste e l'Inps in centinaia di sottosocietà (sotto i 15 dipendenti) e poi li ridurrebbe della metà in un paio d'anni.
    A me basterebbe, anzichè ridurli, non assumerne più. Tanto ne vanno in pensione diecimila l'anno senza che nessuno se ne accorga.

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  4. Che poi è quello che mi aspetto che succeda. Il risparmio, per quello che vale, lo faranno sulle pensioni.

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