martedì, luglio 24, 2012

Caro Bersani

[...] "Chi porta i soldi all'estero è "un poco di buono, vigliacco e traditore del suo Paese".
[...] "Se non paghi le tasse, solo per buona educazione ti mando l'ambulanza a casa".
Belle frasi ad effetto, che funzionano col suo elettorato. Ma lei sa bene signor Bersani che le tasse sono sottese ad un patto tra lo Stato e i cittadini. E nel momento in cui lo Stato tradisce questo patto i cittadini avrebbero non solo il diritto ma anche il dovere di ribellarsi. Lo Stato, ben consapevole di avere tradito il patto, non manda l'ambulanza a casa, manda gli sgherri dello Sceriffo di Nottingham. E lei sa anche che la maggior parte degli Italiani, inclusi i suoi elettori, paga le tasse perché è costretto, non per onestà e men che meno per patriottismo. Io conosco personalmente un certo numero di ex-comunisti della vecchia guardia, di quelli con la foto di Lenin nel tinello e volontari al Festival dell'Unità, che per mandare i figli a scuola si sono sempre arrangiati con due o tre lavori, uno "regolare" e gli altri in nero. Con la considerazione secondaria che se riesci a fare un lavoro secondario in nero, si vede che o sei Stakanov oppure non lavori poi tanto in quello "ufficiale".

La verità la sa anche lei, solo che non può dirla.
In Italia esistono due caste, quella degli iper-garantiti che trae le sue garanzie dallo Stato e quindi in ultima analisi dalle tasse e quella degli ipo-garantiti, che dello Stato ricevono solo le ingiunzioni di pagamento e le visite degli sgherri di cui sopra. Io capisco la sua esigenza di fare contenta la casta dei garantiti che compone una larga fetta del suo elettorato. Ma l'equilibrio ormai è spezzato e non si può più tirare la corda. L'idea di Stato-mamma ci ha portato dove siamo ora, cioè al fallimento. Possiamo cercare tutti i "babau" di questo mondo, non cambia una virgola.

Tradotto in parole povere, non sono le tasse, anche ottenendo un improbabile recupero dell'evasione, che possono risollevare l'Italia dalla condizione in cui i suoi predecessori l'hanno portata. Al contrario, le tasse che abbiamo in Italia sono insieme lo strumento e il sintomo del declino inevitabile. Perché strangolano la parte "produttiva" della Nazione per mantenere assistenzialismo e privilegi insensati per la parte "improduttiva", che tra parentesi è ovviamente preponderante.

3 commenti:

  1. https://www.facebook.com/pages/Pierluigi-Bersani-Pagina-Ufficiale/127457477096
    abbi il coraggio e scriviglielo su feisbuc
    anche solo per la curiosità di vedere se arriva la digos o se te lo pubblica
    tra parentesi ce lo vedo dire oi ragassi ma siam pazzi? noi rappresentiamo la parte produttiva del paese (statali e pensionati per lo più.... ndr) che paga le tasse ( una percentuale su stipendi rubati..restituiscono parte del maltolto e questa è onesta'? )

    però credo che lo direbbe in politichese, un mix di supercazzole e luoghi comuni che i suoi elettori non capiscono bene ma suona con lo stesso suono di sempre e quindi è rassicurante

    Se vai come ho fatto io sulla sua pagina ti sembra di essere tornato a Brescello con Bersani nella parte di Peppone
    A dimostrazione che sono autoreferenziati ovvero che a forza di raccontarsela tra loro e sempre solo tra loro qualsiasi panzana diventa dogma indiscutibile e indiscusso

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  2. Ti sembra che io possa avere un account feisbuc?

    Non sono poi cosi auto-referenziali, nel senso che in pubblico dicono una cosa, poi in privato ne fanno un'altra. Come quel tizio che conosco, frequentatore di centri sociali, che parcheggia il Mercedes a due isolati per non farsi vedere.

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  3. E comunque, inutile meravigliarsi, l'Italia repubblicana è stata fondata appunto da Don Camillo e Peppone. Non c'è mai stato altro. La gente non conosce altro.

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