martedì, agosto 14, 2012

Storia d'Italia al contrario

Ieri ascoltavo qualcuno su Radio Radicale ripercorrere la storia d'Italia dalla unificazione ai giorni nostri. Forse era Amato ma non sono sicuro.

Fatto sta che ero d'accordo su tutto quello che diceva ma in una sorta di immagine speculare, nel senso che tutte le cose che lui elencava come elementi positivi per me sono elementi negativi.

a.
La unificazione falsamente propagandata come risorgimento quando invece è stata una guerra coloniale. Garibaldi rivoluzionario che invece di liberare il Sud lo rende servo e lo spossessa. Quasi metà dei nuovi Italiani impoveriti e costretti tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 a scegliere tra morire di fame ed emigrare. L'annientamento culturale delle identità locali attraverso la soppressione della lingua e l'imposizione dell'italiano.

b.
Il relatore ha poi saltato a piè pari i due elementi che hanno forgiato sul serio l'unità nazionale, cioè la Prima Guerra mondiale coi suoi 700 mila caduti e milioni di feriti e mutilati, con l'invenzione dopo Caporetto dell'indottrinamento ideologico delle masse basato sulla retorica patriottica della "romanità littoria" di cartapesta, il successivo ulteriore giro di vite nella crisi socio-economica e il movimento politico dei reduci, anche noto come Fascismo, che toglie il potere alla monarchia e al suo governo elitario.

c.
La massa degli Italiani derelitti e le condizioni di vita insostenibili oltre al Fascismo producono due gruppi di movimenti di "liberazione", analoghi nelle finalità ma ispirati a due ideologie storicamente differenti, i movimenti ispirati al Socialismo (poi evoluto nel Comunismo) e i movimenti ispirati alla Chiesa. cooperative rosse e cooperative bianche, sindacati rossi e sindacati bianchi, eccetera. Il relatore esalta le conquiste "sociali" di questi movimenti come elemento che permette finalmente al proletariato di riconoscersi finalmente nello Stato.

d.
Salta un altro passaggio fondamentale e cioè la fine del Fascismo e la nascita della Repubblica, che appunto viene fondata dalla dualità Catto-Comunista, istituzionalizzata dai partiti egemoni, la DC e il PCI.

e.
Dopodiché evita accuratamente di elencare due conseguenze ovvie:
Sia i Cattolici che i Comunisti fanno riferimento a ideologie che vedono nello Stato Nazione una sovrastruttura non solo superflua ma controproducente. I Comunisti ci vedono uno strumento della oppressione borghese sul proletariato, i Cattolici vedono una autorità che si oppone al magistero universale della Chiesa. Inoltre entrambi fanno riferimento a poteri che si trovano fuori i confini dell'Italia, gli uni si riferiscono al PCUS e alla Unione Sovietica, per inciso i Partigiani non combattevano per l'Italia ma per l'instaurazione della Dittatura del Proletariato e morivano gridando "viva Stalin". Gli altri si riferiscono al Vaticano e per controbilanciare i primi, eventualmente agli USA. Per cui la Repubblica nasce "sotto tutela", subordinata.

f.
Altra conseguenza ovvia è che se il proletariato si riconosce nello Stato solo a seguito delle "conquiste sociali", significa che il senso di Patria è qualcosa che si compra e si vende. Da cui il meridionale che sventola il tricolore è un po' come una prostituta che dice "ti amo" al cliente. E veniamo ai giorni nostri dove lo Stato mantiene il centro-sud comprando il favore delle masse e occupa militarmente il nord, costituendo gli Italiani in due forme diverse di servitù.

Tutto questo serve a spiegare la situazione attuale.

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