domenica, novembre 11, 2012

Esodati

Il simpatico neologismo indica una categoria di persone che sono state estromesse da una azienda attraverso un accordo che mirava a coniugare due interessi, quello del "lavoratore" di smettere di lavorare e ricevere la pensione, quello della azienda di smettere di pagargli il salario per accollarlo allo Stato. L'accordo non ha funzionato bene perché mentre azienda e sindacati mettevano insieme i due interessi non consideravano il fatto che lo Stato non ha i soldi per pagare le pensioni.

Esaminiamo la meccanica:
Se il sistema pensionistico accantonasse i contributi versati dal "lavoratore" come un normale piano di accumulo che si fa in Banca, quando questi decide di andare in pensione gli si dovrebbero restituire i contributi, in toto o sotto forma di vitalizio, con somme proporzionali all'accantonamento più gli interessi maturati. L'esodato in oggetto quindi si troverebbe comunque a potere contare su una somma, grande o piccola.

Invece, siccome il sistema pensionistico è un'altra menzogna, quindi non accantona nulla, al "lavoratore" non spetta nulla dei suoi versamenti. Gli spetta la pensione come "favore" gentilmente concesso dallo Stato. E lo Stato cosi come "gentilmente" da, può anche "gentilmente" togliere. Per cui l'esodato non può contare sul gruzzolo che ha messo da parte, è completamente alla mercé della "grazia" che gli dovrebbe venire dalla "politica".

Cerchiamo di capire: se un "lavoratore" in un momento qualsiasi della sua vita decide di smettere di lavorare oppure è costretto a smettere per cause di forza maggiore, non ha diritto di tornare in possesso dei soldi che ha accantonato sotto forma di contributi, tanti o pochi che siano. Questo a casa mia si chiama "furto".

In compenso se lo stesso "lavoratore" segue i binari tracciati dal sistema politico-sindacale, lo Stato gli garantisce una "pensione", calcolata con criteri più o meno arbitrari tipo lo X% dell'ultima retribuzione. Nello stesso momento, siccome non esistono accantonamenti, tu "lavoratore" non provvedi al tuo futuro coi tuoi versamenti, provvedi a sostenere il presente di qualcun altro. Cioè non sei tu "lavoratore" il padrone del tuo destino, dipendi come un infante dalla mamma Stato che decide della tua vita e della tua morte. E non hai voce in capitolo. Questo a casa mia si chiama "schiavitù".

Si riassume facilmente: nel corso della nostra Storia, gli Italiani hanno scelto di essere servi dello Stato e quindi dei partiti, piuttosto che avere la libertà con quello che ne consegue nel bene e nel male. E questo serve a rendere conto di un sacco di cose della attualità e del modo di pensare degli Italiani.

10 commenti:

  1. quando ho incominciato a lavorare nel 1966 ho incominciato a versare i contributi per la pensione ( o almeno così mi dicevano governo e sindacati)per 42 lunghissimi anni (non potevo allora chiedere lo stipendio pieno e mettere i soldi che versavo in Svizzera, come facevano in molti confidando nella svalutazione della lira)e non sapevo che cosa ne avrebbe fatto di quei soldi lo Stato... spesso li usava per fare assistenza, per sovvenzionare la cassa del mezzogiorno e così via... ne potevo dirgli di reinvestirli per farli fruttare.... alla naturale scadenza sono andato in pensione e adesso la prendo. Nel periodo che ho versato c'erano diverse scappatoie per andare in pensione e alcuni miei conoscenti sono andati via con cifre minime (baby pensionati)sopratutto se lavoravano come dipendenti pubblici... adesso scopro che ci sono persone che hanno fatto accordi sottobanco con le aziende per toglersi dalle scatole prima di aver maturato i contributi e che sono tanti da far schifo...colpa dei sindacati bastardi che ci hanno sempre presi in giro a permettere simili trattative avallandole. Ecco perchè siamo allo sfascio... gente presa per i fondelli, senza stipendio e senza lavoro per mancanza della copertura finanziaria....

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    1. D'accordo, però:
      1. le cose che scrivi dovresti dirle a mister C e ai milioni di Italiani come lui.

      2. "cosi mi dicevano governo e sindacati".
      Un conto è dire che non potevi farci nulla, un altro è dire che non lo sapevi. Dai Enio, sapevi bene che i contributi non venivano accantonati e sapevi anche che, allora come adesso, i contributi non si possono avere indietro, se non "maturi" la pensione vengono incamerati dallo Stato. Ti sembra giusto? Se fai una assicurazione privata i soldi rimangono tuoi e se muori vanno ai tuoi eredi. Invece i contributi no.

      3. i sindacati non hanno preso in giro nessuno. Hanno sempre fatto quello che promettevano. Che poi quello che promettevano abbia portato l'Italia al fallimento, è un altro paio di braghe. Ma prima che lo spread andasse alle stelle nessun "lavoratore" si è lamentato coi sindacati a proposito dei 500 mila baby-pensionati. Al massimo brigava per entrarci anche lui oppure per farsi dare lo scatto di stipendio subito prima della pensione per il meccanismo retributivo.

      Comunque, il problema fondamentale è che le pensioni sono pagate dalle trattenute in busta degli Italiani occupati. Cioè i pensionati non campano grazie ai contributi che hanno accantonato durante la loro vita lavorativa, purtroppo sono a carico dei giovani. E i giovani, anche se hanno un lavoro, non stanno accantonando i contributi per la loro pensione, quindi dovranno sperare che le prossime generazioni paghino la loro pensione come loro pagano quelle attuali.

      E' un sistema folle. Infatti non funziona.

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    2. Capisci che se un lavoratore italiano oltre doversi fare carico della sua famiglia si deve fare carico anche di un pensionato, il peso da portare avanti diventa esagerato, sopratutto quando il lavoratore deve confrontarsi con un omologo serbo che lavora nello stabilimento FIAT su turni di 12 ore per 300 euro al mese.

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  2. che ci sia qualcosa che non funziona nel nostro sistema pensionistico è risaputo da tempo e negli anni sono stati messi i correttivi per cercare di far andare avanti il "baraccone", non ultimo aumentando mano a mano le età pensionabili delle donne come degli uomini. Si è ridotto mano a mano la quantità percentuale di stipendio corrisposto ai pensionati a causa delle minori entrate fiscali ( i giovani con contratto formazione hanno una tassazione minore per le aziende dovevano essere non più del 25% in una nazienda, guarda adesso...)e queste in questi ultimi 2 anni sono state ridotte ulteriormente a causa dei licenziamente e delle aziende che, decotte, chiudono per mancanze di finanziamenti e di commesse. Nella mia citta, un'azienda la SIXTY, sta chiudendo e lascerà a casa 350 persone, i macchinari e il marchio sono stati comperati dai CINESI che non si presentano neanche alle discussioni sindacati-operai-istituzioni che disperatamente tentano di coinvolgere il ministro del lavoro. Un'altra di circa 1500 persone ha chiuso 3 anni fa e i lavoratori si sono "cullati" con la cassa integrazione nel frattempo che a marzo 2013, non verrà ripristinata e si troveranno a spasso... la fabbrica in cui lavoravano, la cartiera, è stata demolita.
    Questi e tanti altri casi in Italia non fanno altro che accelerare il nostro declino e come dicevo nel mio blog, aumentare la mia preoccupazione per il mio futuro e per la mia PENSIONE.... a 70 anni sarebbe oltremodo difficile andarsi a cercare un posto di lavoro pure per un laureato come me!

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    1. Pensa quelli che di anni ne hanno 40 invece di 70, che prospettive possono avere. E oltre le prospettive, la consapevolezza che ogni mese gli viene sottratta oltre metà dello stipendio al fine di tenere in piedi il baraccone. Soldi che non gli verranno mai restituiti.

      Qui davanti casa mia hanno chiuso gli uffici Nokia-Siemens, dato che non vengono delocalizzate solo le fabbriche e sono anni che il palazzo è sfitto.

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  3. il sistema pensionistico italiano è passato da tempo al "contributivo" (con la riforma Dini), anche se il passaggio totale dal retributivo al contributivo per tutti, non è ancora completamente compiuto

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  4. Dai Nicola, non farmi ridere. Siamo passati al "contributivo" quando c'era la concreta possibilità di non riuscire a pagare le pensioni, non perché qualcuno ha capito che era sbagliato.
    Poi capisci che è una mera finzione nel momento che i tuoi contributi non vengono accantonati ma vengono spesi immediatamente per pagare le pensioni correnti. In sostanza non esiste correlazione REALE tra i contributi e le pensioni erogate. Dipende solo dal bilancio dell'Istituto che eroga le pensioni, con tutte le variabili del caso.

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    1. Ah e poi ovviamente siccome niente è retroattivo, tutte le pensioni antecedenti, incluse quelle dei sindacalisti, sono calcolate col vecchio sistema.

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  5. la mia era solo una precisazione, ben so che i contributi versati dai lavoratori attuali non vengono accantonati ma servono per pagare le pensioni ora. Il sistema che fu messo in piedi si basava su un'ottica solidaristica che scaricava sulle generazioni future il peso del pagamento delle pensioni attuali (e ciò, sostanzialmente, dice che qualcuno non ha pagato quanto poi incassato). Si è cercato poi di riequilibrarlo ma chi ne farà le spese maggiori, molto probabilmente saranno le generazioni che lavorano ora (che pagano l'attuale, non accantonano il proprio e, forse, non godranno del sistema solidaristico sulle generazioni future,di cui però a loro volta si sono fatte carico per sostenere il pregresso).

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    1. Si. Anche la parola "solidarietà" viene abusata come "democratico". Perché le cose che ho scritto sopra non sono mai state dette apertamente e ancora oggi vengono opportunamente occultate.

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