lunedì, dicembre 31, 2012

Manipolazione di ogni cosa

Con l'avvicinarsi delle elezioni la macchina della propaganda gira a pieno regime.

Scattano indagini giudiziarie mirate.
Non si muove foglia in tutta l'Italia delle quattro mafie ma in Lombardia è in corso l'operazione "Tempesta nel Pirellone" che vede impegnati i magistrati dalla terra, dal cielo e dal mare.

Articoli su commissione pubblicati sui maggiori quotidiani.
Esempio oggi tutti pubblicano "Record di dipendenti pubblici in Lombardia 12,5%, più che in Lazio 12,3".
Peccato che l'articolo eviti di citare il piccolo dettaglio del numero di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione.
La media nazionale italiana è di circa 5.500 ogni 100 mila abitanti.
In Lombardia ce ne sono circa 4.000.
In Lazio ce ne sono 7.000.
Quindi la verità è l'esatto contrario di quanto suggerito dall'articolo e cioè che in Lombardia ci sono MENO dipendenti pubblici della media nazionale mentre in Lazio ce ne sono di più che in Lombardia e di più della media nazionale.

Concludo col solito "Italiani mi fate schifo".

6 commenti:

  1. il dato numerico, estrapolato dal contesto, è sempre manipolabile.
    L'Italia ha una percentuale complessiva di dipendenti pubblici in linea con gli altri principali paesi europei. Differisce però nella distribuzione di questi nelle varie aree geografiche del paese che, spesso, non è proporzionata ai determinati contesti: "territorio, popolazione, economia locale, ecc.".
    http://lineagoticafight.blogspot.it/2012/07/spending-review-come-dovrebbe-essere-e.html

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  2. i nostri politici sono i peggiori che ci potessero capitare e dire che col porcellum ce li siamo ritrovati LI' senza neanche votarli... alla gogna!

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  3. Nicola, sono d'accordo sul "manipolabile". Perdona se quando si passa da "manipolabile" a "manipolato" mi girano le scatole e/o mi viene la nausea.

    Riguardo il tuo post l'avevo già visto.
    La parte dove non concorderemo mai è che tu, nella tua ingenuità, perdonami, consideri tutto sommato la PA come una cosa intrinsecamente "virtuosa", corrotta suo malgrado e in maniera accidentale. Da cui ricavi il "quindi" che bisognerebbe "sanarla" correggendo i suoi "vizi". E giù formule matematiche.

    Invece io ti dico che la PA esiste SOLO in funzione dei suoi "vizi" e che le virtù sono solo accidentali. Il mio "quindi" è che, essendo assistenzialismo, voto di scambio, lottizzazione, eccetera connaturati alla PA, non si tratta di "sanare", si tratta di rifare. Prima bisogna rifare gli Italiani, poi bisogna rifare l'Italia, da ultimo ci possiamo aspettare una PA differente.

    Enio, è un'altra balla.
    Magari si potessero risolvere i problemi dell'Italia mettendo alla gogna qualcuno. Per quanto sgradevole, sarebbe relativamente facile. Ma non funziona cosi. Siamo sempre fermi nel paradosso temporale per cui rimettiamo continuamente in scena l'assalto al Palazzo D'inverno o la Presa della Bastiglia come fossero eventi salvifici, senza considerare quello che è venuto dopo.

    E io mi sono stufato di tutti questi "rivoluzionari" che pensano solo alle ferie e passano le giornate con in mano la gazzetta. E i cantautori. E i "magnifici anni". Basta non se ne può più.

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  4. adesso con la firma del patto Lega e Pdl, è ripartita anche l'inchiesta delle appropriazioni di soldi pubblici dei leghisti al Senato... se son rose fioriranno se son spine pingeranno...

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  5. Ciao Lorenzo,hai ragione in questo periodo manipolano ogni informazione uno schifo, peccato che comunque lo facciano anche in periodi non elettorali.



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  6. La manipolazione entro certi limiti è normale. Pensiamo ad esempio alla pubblicità e al marketing. E per certe cose tutto il mondo è paese.

    Il problema in Italia è più acuto perché agli Italiani mancano le basi etiche. Per cui, oltre ad una nazione di cialtroni e di manigoldi, siamo anche una nazione di ipocriti. Ipocriti nel senso di predicare in un modo e razzolare in un altro. Del resto, lo ripeto sempre, l'Italia repubblicana si fonda sul Vaticano e sul PCI, con la Mafia a controllare militarmente almeno quattro regioni del Sud.

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