domenica, dicembre 02, 2012

Renzi

Logica conseguenza del fatto che il PCI ha ancora il monopolio della "sinistra". Il resto è mera finzione.

9 commenti:

  1. persa ancora una volta una grossa occasione di cambiamento

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  2. Appunto, vittoria.
    Chi ha votato per il candidato del Partito pensa "ancora una volta evitato il rischio di cambiamento".

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  3. Il voto va sempre rispettato, qualunque esso sia.
    Detto questo, credo che Bersani avrebbe vinto comunque, però credo anche che ci sia una parte di votanti (vale per qualsiasi partito, destra centro e sinistra) che tende a votare più per abitudine che in modo ragionato.
    Capita a tutti noi, ogni giorno, è un fatto psicologico: tendiamo a fare e seguire molte cose per routine, rimanendo nella stessa via, poiché lasciare il vecchio per il nuovo può sembrare sempre un salto nel buio.
    Bersani è sostanzialmente quello che la politologia chiama "incumbency" e da questo ha tratto indubbio vantaggio rispetto agli altri candidati.
    Renzi ha comunicato in modo massiccio, facendo una campagna in stile americano, ma non gli è bastato (e non è detto che lo stile americano in Italia sia vincente).

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  4. Vuoi dire che lo stile "americano" non è vincente rispetto alla platea del PCI.

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  5. lo hanno pubblicato ieri sulla pagina facebook della mio (ex) corso di laurea
    http://www.valigiablu.it/primarie-bersani-vince-e-perdono-i-social-media/

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  6. Letto. Io continuo a pensare che sia tutto molto più semplice e cioè che Bersani è "organico" all'egemonia del PCI sulla cosiddetta "sinistra" mentre Renzi è un elemento di rottura e quindi "non abbastanza di sinistra". Nell'Italia di oggi, che alla fine è frutto del cattocomunismo, gli elettori di "sinistra" sono i veri "conservatori", da cui la necessità di rimanere nel solco della tradizione d'alemiana.

    E ti dico di più. L'impossibilità di esprimere una alternativa "di destra" è il risultato del fatto che in Italia non esiste una "borghesia" e quindi un partito "conservatore" nel senso anglosassone dell'espressione, coi suoi valori di riferimento.

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  7. comunque qul 38% di voti a Renzi qualche problemino glie lo darà a Bersani

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  8. parlare di destra e sinistra, oggi, assume significati molto diversi rispetto a 20 anni fa (un po' ovunque, non solo in Italia). Su questo la maggior parte dei politoligi concorda.
    Non è propriamente corretto (dal punto di vista della politologia) parlare di destra vs sinistra oggi, facendo riferimento a modelli passati.
    Ciò ovviamente non significa che non lo si possa fare, semplicemente la società si è talmente modificata rispetto ai cleavage (v. Rokkan) che crearono quei partiti (a partire da fine '800 fino agli anni '60-70 del secolo scorso) e quelle distinzioni, che oggi servono nuovi modelli per analizzare le differenti posizioni politiche.

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  9. Oh come sarei d'accordo, se solo il sindaco di Milano non partecipasse a simpatici raduni nostalgici dove campeggia una bella bandiera rossa con sopra la falce e il martello e dove si canta l'Internazionale.

    Nicola, partiamo dal presupposto che non sono io a definire la gente "di sinista", niente di più lontano dalla mia forma mentale il categorizzare le persone. Sono loro che si auto-definiscono cosi e sono loro che fanno riferimento a organizzazioni piramidali di partito per cui poi esiste un D'Alema che dice "il nostro popolo".

    Quanto la storia d'Italia, è li da vedere.

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