giovedì, gennaio 24, 2013

Incredibile ma vero

Non potete mancare il:
BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI ADDETTI ALLO SPEGNIMENTO INCENDI DELLA REGIONE SICILIA

Da cui traggo un esilarante:
Cinque Domande al Sindaco Giuseppe Scrivano di Alimenna (Pa), candidato alla Camera dei Deputati con la Lega Nord.

1) Come affronterà la problematica dei lavoratori forestali della Sicilia qualora Lei venisse eletto?
2) Ne avete già discusso con la Lega Nord visto che il 50% dell'economia Madonita si basa sulla forestazione?
3) Ma la Lega Nord aiuterà la Sicilia che ha 27mila forestali?
4) Avete in programma delle soluzioni definitive salvaguardando però il posto di lavoro?
5) Se vincesse la Lega Nord, noi forestali possiamo stare tranquilli?

Se le stesse domande le facessero a me risponderei:
1. la Sicilia può avere tutti i "lavoratori forestali" che vuole, purché si paghi di tasca sua la differenza tra il finanziamento statale uguale per tutte le regioni, calcolato sugli ettari di foreste da mantenere, e quanto serve a pagare i suoi forestali.
2. non c'è niente da discutere.
3. no.
4. fare pagare lo stipendio dei forestali siciliani ai Siciliani.
5. lo Stato non ha il compito di garantire un reddito ai forestali.

13 commenti:

  1. Ti sembrerà strano ma sono d'accordo con te.
    Fino a quando si continuerà a buttare denaro pubblico in questi buchi neri non se ne esce fuori.

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  2. Si e no.
    Nel senso che il denaro pubblico non viene buttato in un buco nero, viene usato per assicurare un reddito a milioni di Italiani. Chi ne prende pochi, chi ne prende abbastanza, chi ne prende molti.

    La cosa non sarebbe di perse una tragedia se non ne spendessimo DI PIU' di quanti ne abbiamo. E' come se un padre di famiglia desse la "paghetta" ai figli e la somma delle paghette fosse il 120% del suo stipendio. Non ne rimane per la casa, per il mangiare e sopratutto il padre si indebita e ad ogni giro deve anche pagare gli interessi agli strozzini.

    La strategia seguita fino a qui è stata quella di aumentare la Spesa e aumentare la pressione fiscale. Cosi facendo lo Stato assicura un reddito ai forestali e a tutti gli altri ma lo fa consumando l'Italia. A maggior ragione adesso che il prelievo fiscale va ad intaccare in maniera sensibile il risparmio degli Italiani, oltre il reddito e i consumi.

    Il peso ovviamente si sente di più dove lo Stato interviene di meno e cioè nelle cosiddette "regioni (fu) ricche". Io sono pessimista.

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  3. faccio un esempio comparativo:
    una squadra di calcio ha "10 portieri, 10 centrocampisti, 10 attaccanti e 1 difensore", poi ha 9 posti liberi per i difensori ma ha soldi solo per tenere il numero di giocatori presenti e non per gli altri 9.
    La società di calcio, secondo voi, cosa fa?
    Vi dico cosa ha fatto lo Stato con la spending review: ha tagliato quei 9 posti vacanti.

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  4. Nel tuo esempio, come la solito, non consideri che non esiste una squadra di calcio che ha come ragione di essere quella di dare uno stipendio al numero più ampio possibile di calciatori.
    Ogni squadra in teoria partecipa ad una competizione, quindi cerca di essere il più efficace possibile. Poi chi sceglie i calciatori può sbagliare valutazioni e chi li gestisce può essere più o meno capace.

    La "spending review" dello Stato segue questo ragionamento:
    1. non possiamo mandare via nessun calciatore, non importa se a fatica cammina, se è cosi scoordinato che si fa lo sgambetto da solo, se non conosce nemmeno la differenza tra il calcio e la pelota basca.
    2. non importa se la squadra di calcio segna 1 o 100 goal e se ne incassa 10 mila, non importa se arriva prima o ultima e non importa nemmeno se i giocatori tirano pallonate in faccia agli abbonati.
    3. l'abbonamento non è facoltativo, viene imposto a tutti gli abitanti della città mandando casa per casa due energumeni con dei bastoni in mano.

    Adesso mi dici che lo Stato ha "tagliato" i giocatori nuovi che avrebbe potuto acquistare. Capirai, considerati i tre punti precedenti.

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  5. guarda che io concordo sulla giustezza di molte delle considerazioni che fai, sul fatto che una parte della P.A. non produce adeguatamente, che ci siano squilibri sulla distribuzione delle risorse, eccetera.
    Non concordo sul fatto che sia TUTTO così.
    Ripeto, dall'interno, sono il primo a incavolarmi a bestia quando vedo inefficienze, quando vero procedure burocratiche assurde che penalizzano cittadini e imprese. spesso provo, come tantissimi altri colleghi, a farvi fronte. Il problema però è che la P.A. italiana è impostata, normativamente e come forma mentis di molti che vi lavorano, come un qualcosa che deve seguire rigide procedure burocratiche e NON conseguire risultati, cosicché è più facile beccarsi una denuncia civile o penale, o una richiesta di danno erariale, per avere conseguito un risultato, piuttosto che NON avere fatto niente.
    Se non fai niente, per assurdo, non rischi neanche niente (quindi, più burocratizzi, più blocchi procedure con cavilli, meno rischi ti assumi, sia in termini economici che giudiziali).
    Esempio: decido di realizzare un sentiero per la fruizione turistica in un parco. Mi assumo 3000 rischi, a partire dal fatto che l'amministrazione possa chiedermi per qualsiasi motivo il danno erariale perché l'opera non è congrua a una delle 6 miliardi di leggi presenti, che i 10mila utenti che lo dovessero percorrere mi facciano causa per qualsiasi motivo (e succede!) da quello che inciampa in un sasso, a quello che viene punto da una vespa presente in un nido lungo sentiero, a quello che striscia contro un albero, ne potrei citare altri 3mila appunto.
    Poi magari in tutto l'iter non è stato seguito perfettamente un cavillo burocratico tra i 10miliardi che ci sono.
    A fare un progetto di per sé molto semplice, si rischiano tante possibili contestazioni, amministrative, civilistiche e penali.
    Se non lo fai invece, non rischi.
    Il sistema predilige il NON fare al fare poiché:
    1) lo stipendio è lo stesso che tu faccia o no, quindi non sei incentivato a fare;
    2) prendendo lo stesso stipendio, "facendo" ti assumi i rischi di cui sopra, rischi che NON ha NON facendo.
    Quindi FAI, poi magari ti prendi la denuncia penale (c'è gente che ti denuncia perché è caduta dalla bicicletta percorrendo un sentiero di montagna eh), poi magari vieni assolto, ma l'avvocato te lo sei pagato, sei stato sotto processo anni, ecc.
    Fino a che il sistema sarà così impostato, la gente che si "immola" per il bene pubblico sarà sempre relativamente poca.

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  6. Ho capito, lo so bene, mica vivo su un albero.
    Ma tu ti rendi conto che nel momento che dici che la P.A. è concepita in quel modo, cioè per non fare niente a parte produrre scartafacci conformi a normative arzigogolate, in un sistema auto-referente, non esiste ragione al mondo per cui il contribuente debba accollarsene il mantenimento?

    Anche se fosse 10 volte meno voluminosa di quello che è e anche se non ci fosse Landini in TV ad invocare altre tasse "patrimoniali" (vigliacchissima finzione che significa tasse sulla proprietà e sul risparmio).

    E ti rendi conto che quando la P.A. assume anche i connotati "etnici" che sappiamo il sentimento di beffa e ingiustizia ingenerato nel contribuente viene ulteriormente inasprito?

    Fino ad ora la situazione è rimasta relativamente tranquilla perché i governi hanno mantenuto artificiosamente il "benessere" a costo di indebitarci. I nodi stanno venendo al pettine. Solo il fatto che gli Italiani sono rintronati di propaganda basata sulle menzogne e dal gossip sta rimandando il redde rationem.

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    1. però, nelle sue numerose contraddizioni, la P.A. dei risultati, in molti settori, li ottiene. E di questo credo vada dato merito anche a chi vi lavora e si impegna per conseguirli questi risultati.
      Purtroppo l'impostazione burocratica, retaggio ottocentesco dove, tra le altre cose, spesso chi lavorava nello Stato era "illetterato" ed era quindi necessaria una rigida procedura per far sì che le (poche) cose funzionassero sempre nello stesso modo. Il mondo è andato avanti, lo stato si è trovato a dover far fronte a problematiche esponenzialmente più complesse rispetto a quelle di quell'epoca, ma l'impostazione burocratica non si è evoluta, non si è adeguata ai tempi.
      Uno degli innumerevoli esempi che si possono fare: a volte capita di trovarsi di fronte norme palesemente contrastanti, se segui una non rispetti l'altra e viceversa. Allora cosa fai? qualcuno sceglie di interpretare la norma in modo che ci sia un reale vantaggio per tutti (stato, cittadini e imprese), altri invece preferiscono tutelarsi "scaricando" questa responsabilità, con continui richiami, riferimenti e ripari, nella burocrazia (e questo è un problema, secondo me, di "forma mentis" che si è andata a generare nel tempo)

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    2. Nicola, questo discorso vale pari pari per praticamente tutta la storia d'Italia dalla Unificazione ai giorni nostri.

      Facciamo complessivamente schifo o ridere, a seconda di come la vedi ma troviamo sempre l'eccezione che ci serve come consolazione.

      Le navi della Marina non escono dal porto perché senza radar, coi cannoni che sparano a banana ma mandiamo gli incursori col maiale. Abbandoniamo una armata nella steppa russa ma l'assalto della Tridentina a Nikolajevka. La logistica è patetica, i comandi sono inetti, il soldato analfabeta ma i paracadutisti con le bombe a mano contro i carri armati a El Alamein. Perdiamo inevitabilmente la guerra, che abbiamo cominciato come se fosse una burla ma sempre con fulgidi esempi di eroismo.

      Oppure se vuoi diamo i natali a un Marconi o ad un Fermi e poi li mandiamo a sfruttare il loro talento all'estero per poi dire "oh ma la radio l'ha inventata un italiano".

      Ieri leggevo dell'apertura dell'Anno Giudiziario e dell'incredibile inefficienza della cosiddetta "giustizia", il numero dei processi che finiscono in prescrizione, il numero delle violazioni per eccessiva durata del processo e via via. Poi abbiamo i "magistrati moralizzatori" che finiscono inevitabilmente per occupare degli scranni in Parlamento.

      La P.A. è solo il sintomo, non la malattia.

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  7. E quando dico "menzogne" mi riferisco agli elementi che trovi incollati pari pari nel blog dei forestali siciliani.
    Ci trovi il Papa, il Crocifisso, la Costituzione, I Sindacati, Sinistra Ecologia e Libertà. Il solito minestrone in cui è stata cucinata la Repubblichetta.

    Se poi vogliamo dargli un taglio più contemporaneo e metropolitano, alla "Milano di Pisapia", al Papa e ai Partigiani bisogna aggiungere i "fratelli musulmani" e i "diritti degli omosessuali".

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    1. bah... che poi i 27mila nullafacenti forestali siculi siano di sinistra io la vedo proprio, ma proprio mooolto dura...

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    2. Infatti, chi lo dice che sono "di sinistra"?

      Se c'è una cosa su cui tutti i partiti convergono trasversalmente è la continuità della Spesa Pubblica, che si traduce nell'assistenzialismo e nelle tutele di certe categorie. Queste categorie in cambio della ultra-rappresentanza sindacale e politica offrono la fedeltà del voto. Franza o Spagna...

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  8. ventisettemilaforestali !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    e come mai tutte le estati la sicilia va a fuoco ??????

    ahhhhaaa !!! perchè "turnano" 100 forestali alla volta, e gli altri 26.900 quando non turnano, fanno altri "lavoretti"... tipo cospargere di benzina gatti e cani e farli correre dandogli fuoco,
    in modo da non far sembrare un incendio doloso... e poter dire che servono altri posti di lavoro come forestali...

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  9. Avevo letto che alcuni venivano anche messi a fare la guardia alla casa del Presidente della regione, tipo i pretoriani...

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