lunedì, febbraio 04, 2013

Riparazioni sul tetto

Casa mia comincia a mostrare i segni dell'età.
Da diverso tempo c'erano un paio di infiltrazioni d'acqua dal tetto.
Io ad insistere alle riunioni condominiali perché l'amministratore mandasse qualche impresa a ripararle.
Nel frattempo a parare i suggerimenti di risparmiare mandando su un tizio amico di caio senza protezioni, assicurazioni e via via.
Alla fine, dopo anni di assemblee, email e telefonate, finalmente l'amministratore mi manda una impresa.
Nel corso degli anni ho provato a suggerire diverse soluzioni e preventivi ma alla fine, stremato, ho accettato di buon grado i primi che sono venuti sul serio a fare il lavoro, già troppo a lungo procrastinato (si vede che ho studiato, eh).
Ed ecco arrivare Asteriscu e Obeliscu, i due specialisti di riparazioni di tetti dalla Romania, uno snello e agile, uno grosso e impacciato. Asteriscu, il cui nome vero è Cosmin, sapeva il fatto suo, apparentemente, l'altro serviva più a portare i pesi in giro. Ovviamente sui tetti in grado di reggere il suo peso.
In una delle rare giornate di sole e cielo limpido della Lombardia, hanno sostituito una ventina di tegole rotte e hanno rifatto la protezione di due comignoli, il tutto indossando il casco, l'imbracatura e collegati ad una corda di sicurezza. Meglio di niente, anche se mi viene da pensare che con una corda cosi lunga se cadi ti vai a fracassare sul primo balcone sottostante.
Spero che la finestra che mi hanno smontato per uscire sul tetto non perda acqua al prossimo temporale.
Obeliscu mi ha detto che gli Italiani non vogliono fare lavori manuali. Che prima lui faceva gli spurghi e gli Italiani al massimo facevano gli autisti e non volevano nemmeno toccare le manette della pompa. Da notare che mi ha detto che a casa sua ha fatto il boscaiolo e il ballerino di danze tradizionali rumene.

Nota: per questi lavori l'impresa chiede 250 euro l'ora.

10 commenti:

  1. Allafacciaducazz!
    L'oncologo, italiano, che segue mia cognata ne prende 80, comprese visita ed ecografia, salvo imprevisti mezz'ora di lavoro.
    Pensavo rubasse...
    Ai due operatori quanto dànno, al giorno?
    Ciao, in bocca al lupo per il lucernario.

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  2. Be, sono 125 euro cadauno lordi. Secondo me l'azienda li pagherà sui 30 lordi l'ora, che, calcolando una media di 40 ore la settimana fa uno stipendio netto intorno ai 2000 al mese. Ma bisogna considerare che è un lavoro soggetto al clima, quando piove o nevica non lavorano sui tetti.

    Siamo d'accordo che potrebbe costare meno. Ma come dicevo, il problema è che o prendevo questi o mi tenevo le infiltrazioni per chissà quanto tempo ancora.

    Per inciso, ho appena ordinato le nuove lenti per gli occhiali, progressive, 200 euro l'una, totale 400 euro. E per fortuna riciclo la vecchia montatura.

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    1. Se non altro dividerai con gli altri condòmini, anche se quel lucernario mi fa pensare che a te sarà addebitato un terzo della spesa. Fossi stato in casa tutta tua, il costo sarebbe stato lo stesso, ma tutto a carico tuo.
      Su quei 30 euro l'ora ho i miei sacrosanti dubbi, mi viene più facile pensare a 30 euro al giorno. Sarà che non conosco rumeni che si siano fatti furbi e riescano ad ottenere qualcosa sulla base del do ut des. Con quella cifra oraria potevate avere qualche decina di cinesi, che in un paio di giorni di sole avrebbero rifatto l'intero palazzo.
      Parlane in assemblea, ma prima mettete in salvo i gatti, che quelli ne fanno spezzatino.
      Ciao, buon lavoro.

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    2. Non hai letto bene, la causa delle riparazioni erano infiltrazioni d'acqua in corrispondenza delle comignoli. In più c'erano parecchie tegole rotte.

      Ho portato la questione in assemblea per anni e anni, nulla di fatto. Ho anche portato dei preventivi di imprese terze ma è finito tutto nel nulla. O meglio, questi lavori dovrebbero essere gestiti dall'amministratore ma il nostro non ha fatto nulla fino ad ora. Ecco perché non ho questionato sui preventivi. Il rischio era aspettare altri anni.

      Mi aspetto una fattura da un paio di mille euri.

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    3. A proposito dei Rumeni, non è questione di essere furbi ma di potere contrattuale. Se ci fossero file di gente disposta a lavorare in bilico sui tetti, probabilmente sarebbero malpagati. Ma siccome non ce ne sono molti, sono quasi sicuro che sono pagati relativamente bene. Sicuramente molto meglio di un laureato italiano che sta in un call center.

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  3. il prezzo orario che hai indicato mi sembra fuori mercato (se fosse per la sola prestazione manuale), andrebbe però capito cosa abbiano fatto e il materiale usato (solo le tegole? guaina catramata? roofmate?). Insomma il costo non è orario dei singoli operai, ma o a corpo o a misura, relativamente alle opere svolte.
    ps. ovviamente dipende dai casi, ma ci sono ditte dell'est europa che lavorano altrettanto bene che quelle italiane.

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  4. sugli italiani non sono daccordo che non vogliono fare niente e che nessuno da loro più niente da fare sopratutto se non li possono pagare poco o in nero!

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    1. Non so, la questione secondo me è complessa.
      Io alla mia età non mi metto certo ad imparare ad aggiustare i tetti, bisogna cominciare a vent'anni o anche prima.
      Ma se puntiamo a dare a tutti una laurea perché di fronte alla crisi diciamo di volere puntare sulla "cultura", poi è ovvio che a vent'anni di Italiani che si arrampicano sui tetti ne trovi pochi.
      Gli Italiani del boom economico si inventavano un lavoro. Gli Italiani di oggi pensano che lo Stato gli debba trovare un lavoro. O direttamente o indirettamente. E pensano che possa esistere una Nazione che produce "idee" o "cultura" invece che merci materiali. Per cui in un distretto industriale abbandonato la soluzione è installare i laboratori degli artisti.

      C'è confusione sotto il cielo. Asteriscu e Obeliscu mi sono sembrati molto più focalizzati di noi.

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  5. Ci siamo abituati troppo bene evidentemente

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    1. Il debito pubblico altro non è che il "delta" tra le nostre aspettative e le nostre possibilità. Con l'aggravante che l'Italia non è una realtà omogenea, per cui avere le stesse aspettative a Milano e a Bisceglie ovviamente fa ricadere sullo Stato uno sforzo ulteriore.

      Detto questo, ad un certo punto della storia abbiamo iniziato a raccontarci delle frottole generiche, come appunto la storiella del "terziario" che avrebbe sostituito le manifatture e i lavori "manuali". Il risultato è che i ragazzi vengono parcheggiati nella scuola, la scuola è una fabbrica di posti di lavoro che produce semi-analfabeti e alla fine del processo si finisce nel call center.

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