venerdì, marzo 01, 2013

Perchè la Sinistra non può governare

La spiegazione è contenuta in questo articolo de ilfattoquotidiano.it:
Nazionalizzare l’Ilva: se non ora, quando?
Occorre, di fronte all’atteggiamento irresponsabile dell’azienda, procedere all’immediato esproprio degli impianti...

... la funzione assolutamente di copertura del padronato Riva svolta da alcuni sindacati oggi del tutto sbugiardati da parte della classe operaia.

Si cominci ad espropriare per intero il patrimonio degli sfruttatori. Si introduca una patrimoniale seria. Si risparmi sulle spese non necessarie come quelle per gli armamenti. Anche un bambino capisce che...

... il futuro del nostro Paese. Per liberare il quale bisogna anzitutto liberarsi di un padronato irresponsabile...
Sembra uno di quei racconti fantastici dove il protagonista è prigioniero di un paradosso temporale e rivive di continuo lo stesso giorno. Ecco, la "sinistra" vive cosi, imprigionata in un comizio di Lenin.

E oltre il fastidioso linguaggio fuori dai tempi, tipo "padronato" e "classe operaia", l'ironia della storia è contenuta in questo brano di Wikipedia a proposito dell'IRI, che era il "padrone" di Italsider e quindi di Ilva.
Nel 1982 il governo affidò la presidenza dell'IRI a Romano Prodi. La nomina di un economista (seppur sempre politicamente di area democristiana, come il predecessore Pietro Sette) alla guida dell'IRI costituiva in effetti un segno di discontinuità rispetto al passato. La ristrutturazione dell'IRI durante la presidenza Prodi portò a:

la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l'Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;
la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni ed a numerosi prepensionamenti, soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;
la liquidazione di Finsider, Italsider ed Italstat;
lo scambio di alcune aziende tra STET e Finmeccanica;
la tentata vendita della SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi che avanzarono un'offerta alternativa per bloccare la vendita. L'offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).

Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l'IRI riportò il bilancio in utile, e di questo Prodi fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò:
« (Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti. »
(S.Bocconi, I ricordi di Cuccia. E quella sfiducia sugli italiani, Corriere della Sera, 12 novembre 2007)

È comunque indubbio che in quegli anni l'IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di "privatizzazioni".
Ce lo ricordiamo il Professor Prodi, possibile candidato del PD alla Presidenza della Repubblica?
Quindi, riassumendo, prima abbiamo pagato la costruizione degli stabilimenti IRI, poi abbiamo pagato la loro gestione che serviva a "creare occupazione" all'interno della solita logica assistenziale, poi abbiamo affidato a Prodi la dismissione e adesso, per garantire un "futuro al Paese", ce li riprendiamo sul groppone, giusto in tempo per pagare la bonifica dei siti e "creare occupazione". A proposito di "padronato irresponsabile".
Siete R.I.D.I.C.O.L.I.

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