mercoledì, maggio 29, 2013

La naja e l'assemblea condominiale

Secondo me ci sono poche esperienze che possono farti capire l'Italia e gli Italiani, più precisamente la loro natura cialtrona e mafiosa, come la naja e le assemblee condominiali. La naja l'hanno sospesa, non abolita come molti credono. Rimane l'istituto della assemblea condominiale. Scrivo appena uscito da una di quelle dove ti trovi a dovere assumere una posizione contro (quasi) l'intero vicinato. Farò fatica a prendere sonno. La cosa divertente è che domani sera ce ne sarà un'altra.

Ah si, grazie. A fare capire la natura degli Italiani ci sono anche i commenti anonimi.

domenica, maggio 26, 2013

A domanda rispondo

Dal Corriere:
Michael Adebolajo, il ventottenne inglese figlio di nigeriani di religione cristiana (il tizio sporco di sangue nel video di Londra, ndr), tre anni fa era stato arrestato in Kenya assieme ad altri giovani pronti a passare i confini per unirsi ai gruppi della jihad islamica che operano in Somalia. Addirittura era proprio lui a guidarli. Fu preso, processato e rispedito a Londra.
Domanda semplice: per quale motivo l’intelligence di sua maestà non la ha fermato e, anzi, ha lasciato che proseguisse nella sua attività di propaganda?
A domanda semplice, risposta semplice: perché se dovessero arrestare tutti quelli che fanno propaganda per la "jihad" dovrebbero chiudere tutte le moschee e i luoghi di ritrovo. La ragione per cui nel video si vedono i passanti assistere tranquilli alla scena è che per loro è una cosa normale. Se non sono disposti a farlo di persona, se magari la cosa li infastidisce un po', nel complesso è un evento giustificato, anzi, auspicabile. Sarebbe un bel gioco se i servizi di intelligence pubblicassero le registrazioni (previa traduzione) di quello che si dicono i simpatici "fratelli musulmani" quando si ritrovano tra di loro. Non lo faranno mai perché certe cose è meglio che la gente non le risappia.

A un'altra domanda invece non so rispondere.
Dato che ogni giorno la cronaca ci riporta di violenze e omicidi efferati compiuti da fidanzati e mariti sulle rispettive compagne, mi viene da chiedermi dove queste donne vanno a pescare certi mostri e perché diavolo ci si accompagnano. Perché la follia improvvisa e imprevedibile è una fandonia. Qui parliamo di persone la cui follia è necessariamente quotidiana, protratta e manifesta, per settimane, mesi o anni. Non è pensabile che lo Stato faccia uno screening di massa per intercettare i possibili violenti e assassini prima che compiano il misfatto. Quindi l'unica possibilità è che questo screening lo compiano le potenziali vittime, prima di diventarlo.

sabato, maggio 25, 2013

Perché sto passando da Windows a Linux

L'esigenza immediata mi viene dal fatto che il supporto a Windows XP termina "ufficialmente" entro il prossimo aprile e per esperienza so che subito dopo la maggior parte dei software che uso diventeranno incompatibili per cui non potrò più aggiornarli. Inoltre, allo stato attuale, quando apro XP devo aspettare dei minuti prima che il sistema tiri su tutti i servizi, antivirus e aggeggi, aggiorni tutto quello che deve aggiornare e poi mi apra il browser cosi posso finalmente cazzeggiare su Internet. Non c'è niente che non va in XP, solo che gli aggiornamenti sono diventati insostenibili.

Più in generale non sopporto l'approccio eccessivamente "consumer" con cui Microsoft sta sviluppando i suoi prodotti, dove per "consumer" si intende "scemo". E' una tendenza da sempre presente nella storia della azienda ma a partire da Windows Vista il fenomeno è diventato insostenibile.

Che vantaggi ottengo?
1. Possibilità di scegliere.
Non esiste un unica versione di Linux. Il lettore più "tecnico" mi scuserà se non ripeterò la manfrina GNU/Linux eccetera. Esistono molte declinazioni diverse che consentono di configurare il PC secondo le proprie preferenze. Lo vuoi tutto pieno di animazioni, fischietti e campanelli? Si può. Lo vuoi ridotto al minimo senza nemmeno le icone sul desktop? Si può.

2. Gratis.
Non solo il Sistema Operativo ma tutti i programmi. Niente licenza di Office o di Photoshop. Niente chiave di attivazione. Niente "crack" o "keygen" che non sai mai cosa c'è dentro.

3. Facilità di installazione.
Questa sembra paradossale ma non lo è. Per installare un sistema completo con Linux basta un CD o un DVD, a seconda della "versione" (si chiamano "distro" o "distribuzioni") che si sceglie. Volendo una chiavetta USB. L'installazione si porta dietro tutto il necessario, il sistema, i driver e tutti i programmi che servono. E se manca qualcosa, si completa con pochi passaggi via Internet.

4. Disponibilità di applicazioni.
Qualsiasi software ti serva, è accessibile ed installabile via Internet tramite un programma che serve appunto a gestire l'installazione e la rimozione del software. Vuoi installare Firefox? Non devi andare nel sito, scaricare l'eseguibile e fare "setup". Se vuoi farlo a mano, basta aprire un prompt dei comandi e scrivere "apt-get install firefox".

5. Aggiornamenti.
Tutto il sistema viene aggiornato automaticamente, non solo il Sistema Operativo ma anche i driver e tutti i programmi installati.

Che svantaggi devo sopportare?
1. Linux non è "rifinito" come Windows.
Cosa significa? Facciamo un esempio. Adesso sto scrivendo sul mio vecchio portatile dove ho sempre usato XP e che si collega ad Internet con un adattatore Wireless esterno, collegato via USB. In XP devo andare nel sito del fabbricante, D-Link, cercare il modello DWL-G132 e scaricare il driver, poi devo collegare l'aggeggio, Windows mi dice "rilevata periferica" e mi chiede dove sono i driver. Io punto sulla directory dove nel frattempo ho scompattato il file che ho scaricato dal sito e cosi installo il driver. A quel punto il dispositivo funziona.

In Linux è tutto diverso. Attacco l'aggeggio e il sistema non mi dice niente. Vedo una lucetta lampeggiare e poi si spegne. Allora provo a configurare la connessione, ciccia non va. Vado su Google a cercare di risolvere l'inghippo e arrivo in una pagina, diversa ovviamente per ogni distribuzione, dove si elencano i dispositivi della stessa categoria che sono "supportati". Ma non sono elencati col nome del prodotto, bensi con nome del chip che sta all'interno, per cui DWL-G132 in realtà corrisponder a Atheros 55223 (vado a memoria). La pagina dice che esiste il driver per quel dispositivo, supporto "parziale" (cioè non tutte le funzioni sono presenti). Ma cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono due possibilità, o la distribuzione che uso ha il driver già presente oppure devo aggiungerlo io a mano e questo significa scaricare i sorgenti da una pagina che sembra vecchia di 20 anni e compilarli, poi aggiungere l'opportuno modulo del kernel. E a questo punto il 99% delle persone dice "si buonanotte". Esiste anche un'altra via di fuga, cioè si possono usare i driver di Windows con una specie di "emulatore", che però funziona solo coi driver 32bit e che è sconsigliato per ragioni di sicurezza.

Dove ci porta tutto questo?
Al fatto che, dato un computer, voi provate ad installare una distribuzione e se siete fortunati funziona tutto. Se invece siete sfortunati e qualcosa non funziona, avete due scelte, provare con un'altra distribuzione che promette un migliore supporto al vostro hardware oppure provare a risolvere l'inconveniente studiando la documentazione e ravanando dentro le budella del Sistema Operativo, cosa che per altro non garantisce che il problema si possa risolvere.

Bisogna dire una cosa però. L'altro lato della medaglia. Il mio computer vecchio non potrebbe mai fare girare nessuna versione di Windows successiva a XP. Non solo perché non ha abbastanza risorse hardware ma anche perché non esistono da nessuna parte i driver per le versioni successive. I fabbricanti del computer e delle varie componenti semplicemente non li hanno mai rilasciati. Mentre per Linux esistono i driver "aperti", cioè sviluppati e mantenuti dalla "comunità" invece che dai produttori. Fintanto che ci sarà qualcuno interessato o fintanto che i driver saranno utilizzabili, io potrò aggiornare il mio PC.

Chiudo dicendo che secondo me chiunque possieda un vecchio PC con sopra Windows XP o Windows Vista e che non ha particolari esigenze, dovrebbe provare ad usare una distribuzione Linux.
Se funziona tutto, ottenete un sistema che va bene, gratuito e che non presta il fianco ai normali inconvenienti di Windows. Per dire, non vi serve l'antivirus e volendo nemmeno il firewall.
Al momento l'unica versione di Windows che vale la pena di usare è Windows 7, semplicemente perché funziona e fa il suo sporco lavoro. Sarà il prossimo XP.
La licenza di Windows 8 è una truffa.

venerdì, maggio 24, 2013

Quante menzogne vi raccontano?

E quante idee che date per vere e per scontate sono in realtà false?

Prendo spunto da questo articolo di Repubblica:
Svezia, la rivolta degli immigrati

La cosa importante non è la notizia in se, che di notizia non si può parlare, visto che in tutti i Paesi dove esistono i quartieri-ghetto, le banlieu, periodicamente scoppiano gli stessi disordini. E dopo un po' diventa una costante che trae origine dal fatto che quei quartieri cessano di essere parte integrante della Nazione che li include, diventano terra straniera, l'elemento evidente e ovvio della rinuncia alla sovranità.

La cosa importante è la dimostrazione che tutti i "teoremi positivi" sulla immigrazione sono FALSI.

Per prima cosa la questione della "accoglienza" e della "tolleranza". Se gli Svedesi non sono forse affabili, di sicuro hanno messo in piedi il più tollerante e accogliente sistema di welfare possibile e immaginabile. E non è bastato. Non basta mai. Si dovrebbero trarre le conclusioni non solo sulle presunte "colpe" di chi riceve gli immigrati ma anche sulla possibilità pratica della "integrazione".

La seconda cosa è la favola della immigrazione necessaria a fornire manodopera ad una Europa in calo demografico e la immigrazione come fonte di ricchezza, vedi alla voce "pagheranno le nostre pensioni". Come si evince dall'articolo, anche in Svezia solo metà degli "extra-europei" ha un lavoro. Portiamo questo elemento in Italia e sovrapponiamolo alla perdurante crisi, alla de-industrializzazione, ai livelli crescenti di disoccupazione e al semplice fatto che, stante il divario nord-sud, abbiamo ancora in corso la migrazione interna. Da tutto questo è chiaro che non solo l'immigrazione non è una risorsa per le nostre fabbriche assetate di braccia ma che è un costo, diretto e indiretto.

Il fatto poi che 7 reati su 10 siano compiuti da immigrati che sono meno del 5% della popolazione, non mi scandalizza, è normale per tutta una serie di motivi. E' una conseguenza prevista e inevitabile.

In ultimo, insisto: cui prodest? A chi giova trasformare l'Europa in zona di guerra, a chi giova la "società multietnica" e chi ne paga il prezzo? Chi mette i soldi necessari a portare una persona, che in teoria non ha soldi per campare, dall'altra parte del mondo fino in Svezia? Chi informa, chi recluta, chi organizza?

mercoledì, maggio 22, 2013

Chi ha occhi per vedere

Prego osservare questo video: Mani sporche di sangue
Prego notare gli spettatori belli tranquilli.
E dove si assiste a questa scena?
A Londra.

Anche questo, poverino, è un povero squilibrato come il picconatore di Milano, al quale dobbiamo chiedere scusa perché per colpa nostra ha ammazzato tre passanti. E abbracciarlo, come dice Vendola.

Jus Soli.

mercoledì, maggio 15, 2013

Fallimenti annunciati e inspiegabili

Tempo fa avevo scritto questo post: Mille e non più mille.

Il nocciolo del discorso era: dagli USA è partita questa idea della "post-PC era", cioè che nessuno userà più i PC in favore di smartphone e tablet con interfacce "touch". Microsoft ha pensato di creare un sistema operativo apposta per i dispositivi "touch", con l'idea di averne uno che funzionasse ovunque. E fino a qui tutto bene.

Ma Microsoft aveva alcuni problemi. Il primo l'idea di non tenere aperti due linee di prodotti diversi e potenzialmente sovrapponibili e concorrenti in alcuni segmenti di mercato, una per i dispositivi "touch" e una per i PC. Il secondo la necessità di tenersi il parco-clienti consolidato. Il terzo spingere l'adozione del nuovo prodotto contro la normale resistenza dei clienti di un prodotto che tutto sommato funziona.

Ecco l'errore inspiegabile: Microsoft incolla il sistema operativo per i dispositivi "touch" sopra il sistema operativo "classico" a cui siamo abituati sui PC. Funziona in questo modo: accendi il PC e si apre in modalità "touch", cioè le famose "piastrelle attive" o "tiles" e finché usi un programma sviluppato con le specifiche del sistema operativo "touch" rimani li dentro. Se invece vuoi usare un programma sviluppato con le specifiche del "desktop classico" passi dalla modalità "tiles" ad una versione semplificata del desktop delle versioni precedenti di Windows. Ed ecco la cosa ridicola: se vuoi fare una operazione qualsiasi nel "desktop" devi rifare tutto il giretto, cioè uscire dal desktop, tornare alle "tiles", aprire il programma e ritornare al desktop. Ogni volta.

Per chi non ha idea di cosa parlo, ecco la guida Microsoft:

Se l'idea era quella di relegare il deskstop in un angolo per spingere utenti e sviluppatori ad abbandonarlo gradualmente, direi che non funziona perché l'interfaccia progettata per essere usata in modalità "touch", cioè toccando lo schermo con le dita, non funziona con un PC pensato per essere usato con mouse e tastiera. L'idea di usare un solo programma per volta, in modalità tutto schermo non va bene per chi è abituato a tenere aperte più finestre contemporaneamente e a passare da una all'altra, magari tenendone alcune aperte in modalità "iconizzata". L'idea stessa dell'utente che deve fare meno cose possibile nel modo più semplice possibile non può adattarsi a chi usa un PC per le sue potenzialità come strumento di lavoro e di svago.

Quindi siamo di fronte ad un ennesimo fallimento catastrofico di Microsoft perché Windows 8 è inutilizzabile sui PC e attualmente non ha mercato nei dispositivi "touch". La cosa è grave perché Microsoft forza tutti i venditori di hardware a preinstallare Windows 8 sui PC e a non offrire nessuna alternativa ai clienti. Il risultato è che le vendite dei PC sono ulteriormente depresse, chi vuole comprare un prodotto pagando obbligatoriamente la licenza di un software inutilizzabile? Le aziende hanno più opzioni, tanto che ancora adesso un terzo dei PC continua a funzionare con Windows XP, la cui sostituzione è stata bloccata dall'altro fallimento storico, quello di Vista.

Secondo me il modo giusto di procedere era tenere separato "Windows - live tiles" da "Windows - desktop", due prodotti indipendenti, lasciando i clienti la scelta di quale prodotto acquistare e agli sviluppatori la scelta se sviluppare per uno o per entrambi. E secondo me non è stato fatto per il timore che nessun cliente attuale di Microsoft avrebbe comprato le "live tiles", semplicemente perché sono la risposta che cerca una domanda.

La domanda retorica che mi faccio io è: ma i manager che prendono le decisioni sono in grado di capire come funzionano i prodotti della loro azienda? O prendono le decisioni sulla base di vaghe idee sul mercato futuribile e sugli articoli che leggono sulle riviste?

A margine, non è un problema solo di Microsoft. Per esempio un altro caso di fallimento annunciato e inspiegabile è quello di Gnome 3, reso meno catastrofico solo dalla esistenza di soluzioni alternative.

lunedì, maggio 06, 2013

Le email rubate ai cinquestelle

Il "movimento" di Grillo si vanta di usare la "Rete". Il problema è che alla base della attuale diffusione dell'informatica c'è una menzogna, cioè che un computer e più di recente un "gadget mobile", sia uno strumento facile da usare, alla portata di tutti e che ti rende indipendente. E' esattamente il contrario, è difficile da usare e ti rende dipendente da chi ti fornisce il servizio.

Veniamo al concreto.
Per fare qualsiasi cosa sulla "rete" ci viene richiesto di autenticarci con un nome e una password.
Esistono tre modi per intercettare queste due chiavi e quindi impersonare qualcuno.

1. installare di nascosto un programma sul computer della "vittima" e questo programma cattura le informazioni e le "telefona a casa". Un modo classico è nascondere il programma in un allegato che la "vittima" ignara apre quando legge la sua email.

2. intercettare il traffico di rete che viene scambiato tra la "vittima" e un altro punto di Internet, per esempio un server. Questo traffico può essere più o meno facile da "leggere" a seconda se è criptato e come, cioè se prima di essere inviato viene tradotto in un certo "codice" che richiede una determinata "chiave" per essere leggibile.

3. avere accesso al server a cui la "vittima" si collega o perché si lavora dal didentro oppure perché il software che il server presenta verso l'esterno ha delle vulnerabilità particolari che consentono di prendere il controllo di tutto o parte del server.

Per farla breve, lo "utente medio" non ha difesa contro nessuno dei tre punti e lo "utente avanzato" la può avere solo parziale. Ad esempio, i provider italiani (Alice, Tiscali, Libero, ecc) ancora adesso fanno passare i dati del login dei propri utenti in chiaro, cioè non criptati. Significa che chiunque intercetti lo scambio di dati tra noi e il server del provider vede passare il nostro nome e la nostra password scritti in testo semplice, in forma leggibile. I software dei "social network" (Facebook, Skype, ecc) vengono continuamente aggirati sfruttandone le vulnerabilità. L'unico modo per controllare che non ci sia un programma estraneo sul nostro PC che "telefona a casa" è monitorare il nostro traffico di rete in entrata e uscita e quindi riconoscere eventuali anomalie, cosa che non solo non è alla portata di tutti ma è difficile anche per un esperto in funzione di quanto "astuto" è il programma estraneo.

Quindi la morale della favola è:
Partite dal presupposto che qualsiasi cosa facciate su/tramite Internet è potenzialmente visibile da chiunque e che qualcuno potrebbe prenderne il controllo e o leggere di nascosto tutto quello che fate, oppure impersonarvi. Non lasciare niente, almeno niente di "sensibile", su un server remoto e preferire, ove possibile, la connessione "punto-a-punto", cioè lo scambio di informazioni diretto tra due computer, senza intermediari.

Nel caso della email, scaricate tutto sul vostro computer e cancellate dal server.
Per il vostro computer, meglio avere una copia di tutto su un supporto esterno e le cose che sono veramente "sensibili", cancellarle appena possibile anche dal disco fisso. In questo modo per "catturare" queste informazioni bisogna o essere in ascolto nel momento esatto in cui passano sulla connessione Internet oppure venire a casa vostra e mettere fisicamente le mani sul supporto dove sono conservate.

giovedì, maggio 02, 2013

Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Ipotesi:
Legge Mancino

Tesi:
Un celebre discorso in Piazza del Duomo, Milano. Viva la "meravigliosa Milano" del sindaco Pisapia

Dimostrazione:
San Donato, Milano, Italia

Il lettore che ne è in grado tragga le conclusioni nel suo privato, dato che per la sopracitata "ipotesi" certi argomenti sono vietati per legge. Al lettore che non è in grado e sostiene il "celebre discorso", auguro di rimanere bloccato una sera al capolinea di San Donato.