venerdì, maggio 24, 2013

Quante menzogne vi raccontano?

E quante idee che date per vere e per scontate sono in realtà false?

Prendo spunto da questo articolo di Repubblica:
Svezia, la rivolta degli immigrati

La cosa importante non è la notizia in se, che di notizia non si può parlare, visto che in tutti i Paesi dove esistono i quartieri-ghetto, le banlieu, periodicamente scoppiano gli stessi disordini. E dopo un po' diventa una costante che trae origine dal fatto che quei quartieri cessano di essere parte integrante della Nazione che li include, diventano terra straniera, l'elemento evidente e ovvio della rinuncia alla sovranità.

La cosa importante è la dimostrazione che tutti i "teoremi positivi" sulla immigrazione sono FALSI.

Per prima cosa la questione della "accoglienza" e della "tolleranza". Se gli Svedesi non sono forse affabili, di sicuro hanno messo in piedi il più tollerante e accogliente sistema di welfare possibile e immaginabile. E non è bastato. Non basta mai. Si dovrebbero trarre le conclusioni non solo sulle presunte "colpe" di chi riceve gli immigrati ma anche sulla possibilità pratica della "integrazione".

La seconda cosa è la favola della immigrazione necessaria a fornire manodopera ad una Europa in calo demografico e la immigrazione come fonte di ricchezza, vedi alla voce "pagheranno le nostre pensioni". Come si evince dall'articolo, anche in Svezia solo metà degli "extra-europei" ha un lavoro. Portiamo questo elemento in Italia e sovrapponiamolo alla perdurante crisi, alla de-industrializzazione, ai livelli crescenti di disoccupazione e al semplice fatto che, stante il divario nord-sud, abbiamo ancora in corso la migrazione interna. Da tutto questo è chiaro che non solo l'immigrazione non è una risorsa per le nostre fabbriche assetate di braccia ma che è un costo, diretto e indiretto.

Il fatto poi che 7 reati su 10 siano compiuti da immigrati che sono meno del 5% della popolazione, non mi scandalizza, è normale per tutta una serie di motivi. E' una conseguenza prevista e inevitabile.

In ultimo, insisto: cui prodest? A chi giova trasformare l'Europa in zona di guerra, a chi giova la "società multietnica" e chi ne paga il prezzo? Chi mette i soldi necessari a portare una persona, che in teoria non ha soldi per campare, dall'altra parte del mondo fino in Svezia? Chi informa, chi recluta, chi organizza?

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