venerdì, luglio 12, 2013

E come ogni anno eccoci qui, INVALSI

Invalsi confermano: Italia spaccata in due. Al Nord studenti più preparati che al Sud
Ricollegandomi al post precedente, questa è la Nazione che basa il suo rilancio sulla "Cultura", che ovviamente non risiede nelle zone coi capannoni e con le fabbrichette dei gretti e incolti "leghisti" ma tra le bellezze paesaggistiche e storiche di Roma e della Magna Grecia.
Per cui nessuna meraviglia che tutta la Amministrazione Pubblica, a cui si accede tramite concorso, sia costituita da personale proveniente dal Centro-Sud e fa niente se poi gli Insegnanti o i Magistrati a fatica parlano in italiano e se solo un Italiano su cinque capisce cosa legge. Dice "guarda che strano, gli studenti del Sud ottengono punteggi bassi nei test". Ve la dico io la ragione. Quando ero al Liceo, in un istituto anonimo della più anonima periferia industriale del milanese, ogni anno almeno metà della classe veniva bocciata o rimandata. In prima le sezioni andavano dalla A alla H (8 sezioni) e dopo cinque anni si erano ridotte dalla A alla D (4 sezioni). Gli stessi insegnanti, presidi, commissioni d'esame, che qui fanno strage, quando vengono spostati dalle loro parti diventano immediatamente di manica larga. Per non parlare di Tesi, Lauree ed Esami di Stato, accesso alle Professioni. Cambia da cosi a cosi già spostandosi da Milano a Pavia. Figurarsi Catanzaro.

Questo a sua volta è la premessa di quest'altro fenomeno:
L'insuperabile tabù italiano
Dice "ma come mai non si riesce a ridurre la Spesa, anzi aumenta". Ve lo spiego io. Dipende dal fatto che le stesse Regioni d'Italia che trasudano "Cultura" vivono in realtà di sussidi statali. E siccome si è innescata una spirale discendente, tanto più lo Stato spende in sussidi, tanto meno capaci di auto-sostenersi diventano quelle Regioni, tanto più dipendono dai sussidi, quindi lo Stato deve continuare a pompare sempre più risorse. Del resto, a causa del funzionamento della Democrazia rappresentativa, per cui gli eletti tendono a procedere all'interno del "voto di scambio" e a causa del fatto che la Amministrazione Pubblica è reclutata quasi esclusivamente al Centro-Sud, mancano capacità, volontà e necessità per cambiare lo status quo. Per cui è ovvio che si insista con la pressione fiscale, che preme soprattutto nelle aree che producono ricchezza e quindi su quelle che meno dipendono dai sussidi e che al contempo sono anche quelle meno rappresentate all'interno dello Stato. Il risultato è che l'Italia affonda.

Intanto Letta, che viene dai meandri catto-comunisti del PD, promette che taglierà si la Spesa ma senza toccare "Scuola e Sociale", giammai. Non dobbiamo dismettere le fabbriche ed esportare cultura? Siamo in una botte di ferro.

2 commenti:

  1. Che poi già a razionalizzare la spesa almeno si starebbe molto meglio. Cioè se pago millemila dipendenti pubblici che non fanno un cazzo e non voglio tagliare i loro stipendi, sarebbe già un grosso miglioramento almeno farli lavorare o destinarli ad una occupazione utile. Non risparmieremmo soldi ma almeno i servizi funzionerebbero e magari potremmo sbrigare una pratica in un paio d'ore invece di settimane/mesi e giri estenuanti fra 1000 uffici... Alla fine anche questo aiuterebbe a rilanciare l'economia

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  2. Si, peccato che di quei millemila la maggiorparte non solo non fa un cacchio ma non saprebbe nemmeno fare un cacchio.

    Quindi che occupazione "utile" gli vuoi fare fare?

    Questo è il Paese che organizza un concerto della orchestra filarmonica più famosa del mondo dentro un palazzo celeberrimo e a due terzi del concerto arrivano i custodi a mandare via tutti perché hanno finito il turno. E' il Paese dove vai alla ASL e ti trovi davanti una signora sovrappeso che ti dice "il computer non va" e tu guardi e c'è la spina staccata. E' il Paese dove ognuno timbra il cartellino di altri sei e il direttore non se ne accorge. Eccetera.

    Si sono inventati tutta una burocrazia barocca e milioni di leggi e regolamenti solo per generare abbastanza scartafacci da dare uno speudo-lavoro a tutti.

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