mercoledì, luglio 03, 2013

Lo so, mi ripeto. Analfabetismo funzionale.

Articolo interessante sull'Italia e gli Italiani.
Tullio De Mauro: Italia analfabeta
Questo è il paese che dovrebbe risollevarsi puntando sulla "cultura". Vacca boia se in un comizio o in una intervista ci fosse qualcuno che dicesse "Italiani, purtroppo la verità è che siete un popolo di laureati analfabeti". No, tutti poeti, scienziati, filologi, storici, archeologi, artisti, creativi. Tutta colpa delle "olgettine" che ci fanno fare brutta figura.

Ah, prego notare che nell'articolo si parla genericamente del "Paese", quando tutti sanno che i dati OCSE tra nord e sud sono ben diversi e che nello stesso tempo sono anche diversi i punteggi assegnati per lauree e diplomi, da cui concorsi, eccetera.

5 commenti:

  1. Faccio sinceramente fatica a credere che solo 1/4 scarso della popolazione adulta sia sopra il rischio di analfabetismo.
    D'altronde poi se guardo il tenore delle trasmissioni tv più seguite mi rendo conto che 1/4 possa essere addirittura ottimistico.
    Ma si sa che per uno Stato innetto è più facile controllare una popolazione ignorante. Quindi poche speranze di migliorare.

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  2. Non è una cosa che riguarda solo l'Italia, è un trend generale.
    Hai mai visto questo film?
    http://en.wikipedia.org/wiki/Idiocracy

    Qui comunque parliamo di analfabetismo funzionale, cioè la gente sa leggere le parole scritte ma non riesce a comprendere il significato delle frasi, specie se articolate. Io ho studiato matematica per metà della mia vita ma se adesso mi chiedi di calcolare un integrale non mi raccapezzo. Il problema secondo me non è solo la fase di apprendimento della lettura, è anche l'esercizio. Gli Italiani non sanno leggere perché non leggono, è un cane che si morde la coda.

    Riguardo lo Stato, è vero quello che scrivi ma è vero anche il contrario e cioè che l'ignorante sta più comodo al calduccio di un partito/movimento/ideologia che lo rassicura dicendo che è tutta "cultura".

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    1. Si, l'ignoranza è "comoda" da entrambe le parti. Perchè comunque cercare di elevarsi costa fatica.

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    2. Io non direi tanto "elevarsi" quanto "nuotare contro corrente". Se ti tirano la pagnotta quando applaudi devi fare uno sforzo per non applaudire. Se fai un peto e ti dicono che sei "uguale" a uno che declama l'Iliade, devi fare uno sforzo per declamare l'Iliade. Eccetera.

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  3. E la riprova è che la Spesa Pubblica continua a crescere, a dispetto di tutte le "spending review". La Spesa Pubblica cresce semplicemente perché lo Stato distribuisce soldi agli Italiani tramite le mille mila clientele e mafiette di cui è costituita l'Italia. Facci caso, nessuno va in televisione a spiegare il bilancio dello Stato, voce di spesa per voce di spesa. In compenso si piange per l'evasione fiscale, che non c'entra nulla con l'incremento della Spesa e si piange per i "tagli", perché se bisogna tagliare qualcosa deve essere sempre la cosa degli altri.

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