mercoledì, luglio 17, 2013

Terzomondismo

A completamento del post precedente, ecco un articolo dal Corriere:
Terzomondismo in salsa italica

Trovo un po' strana la domanda in chiusura:
Allora a chi deve la sua immeritata posizione la nostra brava Kyenge Kashetu? Tra i tanti misteriosi misteri della politica italiana questo sarebbe davvero da scoprire.
[...]
Non si può permettere governi combinati (o meglio scombinati) da misteriose raccomandazioni di misteriosissimi poteri. Siamo forse arrivati alla P3?
Dottore, guardi che qui non si tratta più di questioncelle dei famosi "furbetti del quartierino", come la "politica italiana" e la P3. I luoghi dove si prendono le decisioni e il potere non sono più in Italia e i progetti e i piani sono su scala mondiale. Si ripropone un po' la situazione dell'immediato dopoguerra quando i nostri Presidenti del Consiglio andavano negli U.S.A. col cappello in mano. E gli anti-Papa del PCI andavano a Mosca col cappello in mano e le chiappe un po' più strette perché non c'era la certezza del ritorno. Nel suo stesso articolo cita esempi di situazioni catastrofiche che si ripetono in tutte le Nazioni europee. Pensa forse che sia un caso o una "necessità storica"? Quindi la risposta alla sua domanda è "no, non siamo arrivati alla P3, siamo alla P(6.02*10^23)". Le faccio presente che il "potere occulto" è occulto quando non si vede. Nel nostro caso non si vede perché tramite la manipolazione delle coscienze, convince la gente che le cose più assurde, come i bambini fabbricati in provetta e partoriti da madri surrogate a beneficio dei genitori gay, siano in effetti cose del tutto naturali.

Esempio di potere occulto, vedi alla voce "annientamento etnico e culturale":
Più lingue fanno bene ai ragazzi

Notate come una situazione paradossale sia fatta passare come se fosse del tutto naturale.
Non solo si presenta come dato di fatto che in classe "a fianco di Sofia, Marco e Luca siedono ormai da anni, anche Ahmed, Lin e Phoebe", tralasciando il fatto che non ci dovrebbero stare ma che Sofia, Marco e Luca debbano imparare le lingue di Ahmed, Lin e Phoebe per "sconfiggere pregiudizi duri a morire". Non so se è chiaro, mettiamo che ci sia il 10% di immigrati in Italia, il 90% degli Italiani deve imparare TUTTE le loro lingue per "sconfiggere i pregiudizi". Quindi aggiungiamo al curriculum scolastico l'insegnamento dell'arabo, del cinese, dello spagnolo, del vattelapesca.

Nonostante il fatto che, come ho scritto il precedenza, lo 80% degli Italiani siano "analfabeti funzionali", cioè abbiano una scolarità cosi approssimativa da non riuscire a capire quando leggono un testo articolato scritto IN ITALIANO. Che poi è anche la ragione per cui quando vai al supermercato o alle poste ti danno del "tu". Lo fanno per la semplice ragione che non sanno coniugare i verbi in terza persona.
Senza contare che gli Italiani, pur avendo da sempre l'insegnamento di una seconda lingua a scuola e avendo messo la conoscenza della seconda lingua come requisito obbligatorio per la laurea, oltre ad essere semi-analfabeti in italiano sono ovviamente anche semi-analfabeti nella seconda lingua.

Senza contare che se si dovesse studiare una lingua oltre l'italiano, dovrebbe essere una delle lingue locali parlate dagli Italiani, altrimenti detti "dialetti". Vorrei tanto sapere perché un bambino deve conoscere l'arabo invece, che ne so, del bergamasco o del sardo.

E come si chiude il brillante articolo?
"Finora l'unica risposta, positiva e di apprezzamento, è arrivata dal ministro Cécile Kyenge, che "ha colto il senso dell'appello, rispondendo in maniera brillante e competente". Ma va?

8 commenti:

  1. in Italia, talvolta, si ha un concetto strano di integrazione.
    Integrazione NON significa rinunciare alla propria cultura, ma permettere a culture diverse di vivere assieme, in modo adeguato e nel rispetto delle regole (da parte di tutti), senza che necessariamente si debba rinunciare alla propria cultura, fatto salvo che questa non sia in contrasto con la legge (generalmente è la cultura ospitata che potrebbe avere dei contrasti con la legge poiché, il paese ospitante, solitamente, legifera in modo integrato con la sua "cultura").
    Va da sé che la cultura del paese ospitante è quella che dovrebbe permettere ad altre culture di integrarsi, ma ciò non significa che dovrà abdicare a se stessa.

    Di fondamentale importanza, in tal senso, diventa la separazione tra Stato e Religione/i (vedi sotto).

    L'altro giorno ho letto un post (poi bisognerebbe verificare la veridicità della notizia) in cui si riferiva che una maestra (credo in Inghilterra) non avrebbe dato da bere a un bambino poiché avrebbe "turbato" gli altri bambini che facevano il Ramadam. Mi sembra una cosa fuori dal mondo e mi auguro che la magistratura abbia accertato eventuali responsabilità.

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  2. Nicola, si vede da che direzione arrivi da due cose:
    1. insisti a parlare di "integrazione" nonostante sia evidentemente una frottola, una favola per bambini. La verità è che esiste un piano per ridurre l'Europa in macerie per la terza volta e che siamo impotenti nell'arginare o gestire il fenomeno, siamo costretti a subirlo cercando di farlo sembrare "simpatico".
    2. citi la santa "magistratura", questi inviati dal Signore, depositari del Verbo, indifferenti a qualsiasi influenza esterna, indipendenti da tutto e da tutti, incorruttibili e infallibili. Un'altra favoletta tutta italiana.

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  3. Forse non mi sono spiegato: un magistrato non si preoccupa della maestra e del Ramadan perché PRIMA si è preoccupato del fatto che chiunque entri nel territorio nazionale senza documenti e/o senza permesso va espulso. Ma come ben sappiamo la "obbligatorietà della azione penale" si traduce nella "discrezionalità della azione qualsiasi". Per cui non solo all'immigrato magrebino non viene richiesto nessun documento mentre ad un turista americano si ma quando il magrebino viene arrestato perché recluta altri magrebini per andare a mettere bombe sotto i veicoli dei nostri soldati all'estero, lo si rilascia perché altro non è che un moderno partigiano. Bella ciao eccetera.

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  4. noi siamo sempre pronti al razzismo all'incontrario... a me la ministra nera sta sulle balle che ci volete fare !

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  5. La questione è più complessa.
    Innanzitutto il "noi", che non esiste.
    Gli l'Italia è una non-nazione creata mettendo insieme delle etnie che non avevano molto in comune e che è stata forgiata da due guerre combattute una volta su un fronte e la volta dopo sul fronte opposto. L'ultima poi ha avuto lo strascico della divisione in due dell'Italia e la guerra civile, a cui ha fatto seguito la Guerra Fredda.
    Poi il "razzismo all'incontrario" è una derivata delle ideologie universalistiche, principalmente due, il comunismo e il cattolicesimo. In entrambi i casi il concetto di Nazione è una aberrazione che deve essere abolita e infatti è quello che ci viene martellato dai media ogni santo giorno.
    Aggiungiamo che il mondo contemporaneo è gestito e manipolato da centri di potere occulto finanziario e massonico, per i quali ancora le Nazioni sono concetti da abbattere.
    Sono almeno 40 anni che tutti i sistemi possibili e immaginabili per manipolare la pubblica opinione vengono usati a tutta forza per creare nella gente questa immagine del "mondo ideale" dove non esistono punti di riferimento, sopra sotto destra sinistra maschio femmina bianco nero. E' tutto uguale.

    La ministra non conta come persona, non è stata nominata per i suoi talenti. Conta come simbolo. L'intento di chi l'ha messa li è sempre quello di imporre un certo modello di società e più in generale di assetto del mondo.

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  6. magari l'hanno messa lì pe acchiappà quarche voto da tutti i suoi compaesani, molto più scaltro il nanu allora, lui conosce molto bene l'80% del favoloso ma immaginifico bobbolo tajano

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  7. I suoi "compaesani" non votano.
    Voteranno quando riusciranno ad approvare le leggi per l'abolizione del reato di clandestinità e il famoso "jus soli", cioè a completare la manovra per cui basta mettere piede in Italia per diventare italiano (e di conseguenza cittadino UE).

    La ragione per cui l'hanno messa li è scritta sopra. E' insieme un atto esibizionistico e un modo per martellare nelle teste degli Italiani la cosiddetta "società multi-etnica" non solo come una meta agognata ma come un dato di fatto.

    Venendo a Silvio, se devo mettere a confronto le balle che dice lui con quelle che dicono i suoi "avversari", cioè l'ircocervo del PD partorito dall'accoppiamento perverso degli ex-DC e degli ex-PCI, direi che quelle di Silvio sono molto meno preoccupanti. Un esempio classico è la famosa favola del "ventennio berlusconiano" come causa dello "sfascio". In realtà, a parte che in questo ventennio ci sono stati quattro o cinque governi di "sinistra", il problemi dell'Italia sono TUTTI derivati dalla modalità con cui è stata fondata la Repubblica e dalle ideologie che hanno inspirato i partiti, le quali ideologie hanno sostanzialmente fatto dell'Italia un paese del "socialismo reale". Basta andare a rileggersi la storia dell'IRI.

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