lunedì, agosto 26, 2013

Le conquiste della scienza

Versus la stupidità umana.

Leggo su Repubblica:
"Nel mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, 180 milioni di coppie non riescono a soddisfare il desiderio di avere un figlio. Ma oggi quasi due procreazioni assistite su tre avvengono in Europa, Stati Uniti o Canada. Eppure, per portare la tecnica anche nei paesi in via di sviluppo, secondo i medici di The Walking Egg, basterebbe ridurre i farmaci per la stimolazione ovarica somministrati alle donne e limitare le costose cliniche a una semplice stanza di ambulatorio, con un lettino e apparecchiature che trovano spazio in un trolley."
Duecento euro per avere un figlio - la fecondazione diventa low cost

Chiaro che la fecondazione in vitro piace tanto a chi pensa che le persone siano merce e di conseguenza i bambini siano oggetti che si possono fabbricare, in questo caso nel modo più conveniente.

Ma tralasciamo per un momento l'idea tanto simpatica della società multiculturale dove non esiste più la "identità di genere". I Paesi in via di sviluppo hanno tutti i problemi possibili e immaginabili TRANNE quello delle nascite. Anzi, al contrario, sono normalmente affetti da sovrappopolazione inversamente proporzionale alla ricchezza pro capite. Inoltre, esistono moltissime malattie endemiche nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, per esempio la malaria o la poliomielite. Per alcune esistono dei vaccini e bisogna mettere in atto le campagne di vaccinazione, che hanno un costo, anche in termini di vite umane perché sovente il personale che se ne occupa è vittima di attacchi terroristici. Per altre non esistono vaccini, un po' per la difficoltà tecnica di realizzarli, un po' perché i poveri non possono pagare le medicine, quindi le cause farmaceutiche non hanno interesse a fare investimenti per medicine che troverebbero mercato principalmente nei Paesi in via di sviluppo. E, banalmente, nei Paesi in via di sviluppo la gente ha anche il problema di farsi curare le carie o di trovare acqua potabile non inquinata dalle feci o parassiti.

Per cui io mi chiedo e mi domando a chi giova l'articolo di Repubblica. Mi rendo conto che il lettore è stupido o cosi avvezzo alla propaganda che ormai si può scrivere qualsiasi cosa. Ma chi paga e perché?

5 commenti:

  1. Ho rinunciato a capire il senso del 90% degli articoli dei giornali. Da quando c'è internet la qualità dei giornali e dei giornalisti è in continua discesa...

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  2. A parte che Internet c'è da 20 anni, non colgo il collegamento.
    Piuttosto a me sembra che siano all'opera due fenomeni, uno è la corrispondenza tra causa ed effetto, cioè tra i "media" e chi ne fruisce. E l'altro è l'uso dei media da parte dei "poteri" che hanno interesse a trasformare i fruitori in una massa di mentecatti. Non sono solo i quotidiani, è tutto l'insieme. Basta vedere le pubblicità delle tue amate telefoniche, volgari, grette e stupide.

    Detto questo, Repubblica è un quotidiano si "sinistra-tredy", quindi l'impostazione è necessariamente in linea con le parole d'ordine. E il "terzomondismo" è argomento imprescindibile.

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    1. Più che altro un quotidiano può essere sinistra-trendy (o destra-trendy). Però le notizie di Repubblica ultimamente sono sempre più a livello di quello che erano Cronaca Vera o similari delle sale d'attesa...

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    2. Come il Corriere.
      Per quello dicevo che è tutto parte di un medesimo fenomeno per cui i lettori di Repubblica o del Corriere sono gli stessi che sottoscrivono gli abbonamenti delle telefoniche.

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    3. Si, ho parlato di Repubblica ma non salvo nessuna grossa testata...

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