sabato, settembre 14, 2013

Milionesimo post sulla scuola e sulla follia

La situazione di declino in cui si trova l'Italia in parte origina altrove, nei poteri sovra nazionali e para-massonici che hanno pianificato e attuato la globalizzazione, in parte origina dalle peculiarità italiane e cioè la storia di una Nazione che ha unito di recente e in malo modo etnie differenti e che si è costituita in Repubblica dopo una invasione straniera e una guerra civile.

In teoria il futuro di una Nazione si fonda sui giovani e sulla loro formazione. Quindi, sempre in teoria, investire nell'istruzione è l'investimento migliore che si possa fare.

Ma nella specificità italiana ci troviamo di fronte a due problemi catastrofici.
- Innanzitutto qualsiasi cosa che ha a che fare con la "cosa pubblica" è necessariamente ideologizzata. Da ogni parte. Mio padre da bambino era tutto contento della sua divisa di piccolo Figlio della Lupa (Wikipedia: ... chiunque si iscriveva alla scuola elementare, era iscritto ai Figli della Lupa, organizzazione ideata dall'Opera Nazionale Balilla) e quando ero piccolo io le maestre ti facevano marciare in cortile cantando Bandiera Rossa. Il succo del discorso è che la scuola non serve a formare "il cittadino" a tutto tondo e nemmeno a formare "specialisti", serve a intruppare la gente.

- Da sempre il Pubblico Impiego è stato utilizzato in Italia come "ammortizzatore sociale" e come leva per il "voto di scambio", sopratutto nelle regioni meridionali. Da cui la scuola non serve a istruire i giovani nel miglior modo possibile e a svilupparne i talenti, serve a dare un lavoro al maggior numero di disoccupati e a distribuire il maggior numero di favori.

Stamattina leggo questo articolo demenziale:
Alunni somari? L'insegnante torna tra i banchi

Perché demenziale?
Per due ragioni, la prima è che in qualsiasi lavoro "normale" se la tua "performance" è inadeguata vieni invitato a cambiare mestiere. In parole povere, se non sei capace di fare un lavoro difficilmente trovi qualcuno che ti fa lavorare. Ma nella Scuola si da per scontato di assumere personale impreparato che poi non può essere licenziato quindi, oltre a doverlo stipendiare vita natural durante, qualsiasi cosa succeda, bisogna anche farsi carico di completarne la preparazione. E questo deriva dalla idea del "lavoro (statale) come diritto" e dello Stato come garante dei "diritti".

La seconda ragione della demenza, connessa con la prima, è che non si può dire che nelle regioni meridionali l'Istruzione è carente e che è invalso tutto un sistema di titoli di studio fasulli, punteggi fasulli, concorsi fasulli, che poi confluiscono nella Amministrazione Pubblica a perpetuare questo sistema di analfabetismo auto-referente. Per cui se i test Invalsi puntualmente registrano differenze abissali nella preparazione degli studenti tra diverse aree del Paese, la cosa va taciuta e dissimulata perché il Sud è "terra di cultura". Se proprio non si può tacere e dissimulare allora invece di intervenire sulla selezione dei Dipendenti Pubblici e quindi interrompere il ciclo perverso di analfabeti che istruiscono altri analfabeti, si propone il fantastico "corso di formazione" che dovrebbe rimediare al fatto che l'insegnante invece di essersi formato in una scuola vera, ha frequentato scuole pro-forma il cui scopo ultimo era garantire a tutti il "pezzo di carta" per poi accedere ai concorsi pubblici.

Tutti gli Italiani vanno a scuola. Da bambino e da ragazzo mi sono chiesto spesso come fosse possibile che un insegnante di italiano non parlasse in italiano e come un insegnante di matematica e fisica non sapesse contare o mettere insieme due esperimenti di Galileo. Mi sono chiesto anche come fosse possibile che un insegnante non si presentasse al lavoro per mesi, lasciasse le classi in balia dei supplenti e poi tornasse come se niente fosse al suo posto. Per non parlare di tutte le manfrine degli Esami di Stato.

Come fosse possibile l'ho capito da adulto. Ma nel capire queste cose mi sono anche reso conto del perché l'Italia non può che declinare, potendo contare solo sulle virtù del guitto, del cialtrone e del lestofante.

8 commenti:

  1. > la scuola non serve a formare "il cittadino" a tutto tondo e nemmeno a formare "specialisti", serve a intruppare la gente

    Questo è un passaggio molto importante e che condivido.
    Se io fossi insegnante darei un voto molto alto ad un alunno che riuscisse, con buone argomentazioni, con nozioni di qualità a smentirmi, ad esempio, a dimostrare che una mia tesi è sbagliata.

    io lo spiego sempre a mio figlio: è molto meglio saper giustificare, argomentare, spiegare una propria tesi anche se contrastante con quella che ti è stata insegnata che pappagallare quest'ultima.

    Considera però che molti parte degli insegnanti, come molti degli esseri umani, hanno un ego ingombrante (e fin qui è norrmale) ma sono incapaci di osservarlo e di capire quando limitarlo (e questa è forza, volontà, virtù) e quindi considerano negativamente un alunno che non dovesse ripetere le testi "somministrategli".

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    1. Spacchiamo l'atomo quando qui ci manca il pane. Torno a dire, non abbiamo il problema degli studenti che non sanno argomentare, abbiamo il problema degli studenti che non sanno leggere e fare di conto.

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    2. Eppure il buonismo che poi porta agli asinifici non è un problema di sinistra o dei cattolici (le scuole cattoliche tendono ad un livello abbastanza alto).
      Il primo disgraziato che abolì gli esami di riparazione a settembre fu un ministo di AN di un governo Berlusconi. Credo che fu in occasione di un suicidio di uno studente siciliano per brutti voti che venne presa la decisione, se ricordo bene.
      E uno penserebbe che a destra (quale destra?) ci sia il merito e la severità come principi pedagogici.
      Macché.
      Alla demagogia e ai ritorni elettorali immediati tutto soccombe.

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    3. Scusa UomoCoso, d'accordo che vivi dove vivi e frequenti la gente che frequenti ma prima di tirare le solite palate di merda su Berlusconi e i suoi accoliti, documentati. Il Decreto Legge a cui ti riferisci, il decreto-legge 28 giugno 1995, n. 253, recante disposizioni urgenti concernenti abolizione degli esami di riparazione, fu varato durante il Governo Dini, XII Legislatura e il Ministro della Istruzione era Lombardi, proveniente dal Partito Popolare Italiano e di seguito confluito nella Margherita. La Margherita a sua volta è confluita nel PD.

      Vedi che operano degli automatismi ridicoli, il lavaggio del cervello, il pensiero all'ammasso. Poi non mi devo incazzare.

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    4. Porca galera, ho sbagliato di grosso.
      Io non ho una grande memoria.
      Però mi ricordo che stavo ascoltando un GR RAi nazionale non so se la mattina o la sera e la notizia era che il ministro? sottoegretario? (siciliano)? di AN della pubblica istruzione aveva proposto di abolire gli esami di riparazione perché si era suicidato un ragazzo (siciliano? non ricordo se il ragazzo o il poteritico) rimandato a settembre.

      Io ero incazzato come una biscia per quella notizia a cui non potevo credere.

      Invece pare che mi sia ricordato male.
      Giancalro Lombardi invece era un indipendente del Partito Popolare poi passato alla Margherita quindi PD, insomma, sinistra democristiana.

      Più che lavaggio del cervello è cervello con memoria a gruviera.
      Chiedo scusa.

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    5. Io non ci credo nemmeno per un nanosecondo che sia una questione di memoria, invece penso che sia un riflesso condizionato.
      Però io non posso e non voglio psicanalizzarti, UomoCoso, al massimo posso provare col metodo socratico. Quindi, come il maestro Miyagi, ti chiedo cosa hai imparato questa volta?

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    6. Anche io tendo a ignorare i limiti.
      Se scrivo tanto, la qualita' ne soffre.
      Io dovrei tornare a documentarmi quando la memoria mi fa sapere che era molto tempo fa, che non e' cosi' sicura.
      Recuperare fonti, estremi, date, nomi, citarli.
      Fretta e bene non vanno insieme.
      Gia'.

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    7. Invece dovresti avere imparato un'altra cosa e cioè a non reagire meccanicamente agli stimoli. Prima pensa, dubita, indaga.

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