sabato, ottobre 19, 2013

Gente che non ha capito niente

Manifestazione di protesta a Roma.
In testa i movimenti per la casa e i No Tav, No Muos, No Expo. Tanti i migranti, ma sfilano anche anarchici, centri sociali, studenti, Rifondazione e i sindacati Cobas e Usb, reduci dalla manifestazione di venerdì. Oltre a personaggi noti come Erri De Luca.
La cosa paradossale è che tutta questa gente in cuor suo pensa di essere il meglio che l'Italia abbia prodotto nella Storia, quando invece sono l'esito di una necrosi. Tessuto morto e putrefatto. E pensano di essere una novità, quando sono solo ripetizione infinita delle stesse menzogne e degli stessi paradossi. Erri De Luca era responsabile del Servizio d'Ordine di Lotta Continua e cito:
1972 - Ad aprile di quell'anno, dal 1 al 3 si svolse a Rimini il Terzo Convegno Nazionale del movimento, al termine del quale si approvò la linea detta dello scontro generale con la borghesia e lo Stato.
A cui segue, dopo lo scoglimento di Lotta Continua:
Prima Linea fu fondata da reduci dei gruppi extraparlamentari di Lotta Continua e Potere Operaio, e ottenne questo nome poiché gli aderenti di Lotta Continua che stavano nel servizio d'ordine delle manifestazioni studentesche erano considerati in prima linea. Dopo l'iniziale partecipazione dei giovani operai e studenti di Lotta Continua, arrivarono in più altri gruppi fuoriusciti dall'Autonomia Operaia, che volevano fare azioni violente contro lo stato italiano, senza però stare sotto le Brigate Rosse, considerate troppo dogmatiche e settarie.
Oppure:
Molti ex esponenti del "quotidiano del partito" resteranno nel mondo dell'informazione, in cui occupano oggi di fatto ruoli strategici, chi lavorando in televisione (RAI, Fininvest e La7) chi su varie testate giornalistiche. Tra i più noti Gad Lerner, Paolo Liguori, Giampiero Mughini, Toni Capuozzo e lo stesso Adriano Sofri.
La permanenza di membri dell'associazione in ruoli di potenziale influenza sull'opinione pubblica ha fatto sì che si parli spesso di lobby di Lotta Continua.
Siamo ancora li, pietrificati negli anni '70. E non capire la differenza tra causa ed effetto.
[Erri De Luca] ... lo scrittore ha detto che "manifestazioni come queste sono anche contro governi illegittimi che si avvitano. Illegittimi rispetto al voto popolare che hanno chiesto e sollecitato con programmi opposti a quelli che oggi propongono e fanno conseguire". Però aggiunge: "Sono qui non per manifestare, ma per guardare"

8 commenti:

  1. Ma questi qua, oltre a spaccare vetrine, non hanno niente di meglio da fare nella vita ?

    RispondiElimina
  2. La risposta breve è no, non hanno di meglio da fare.

    RispondiElimina
  3. io credo che faccia tutto parte dell'evoluzione dei popoli occidentali, mica potevamo continuare a costruirci le case da soli il sabato e la domenica impastando la calce e portando i mattoni ed imparando che per vivere occorreva lavorare.
    Oggi è vietato costruirsi la casa, perchè la casa te la dà il governo, il lavoro pure, la scuola collabora e si sforza per ficcare nelle capocce l'asserto che tutti sono uguali, che si deve dare spazio la lavoro di gruppo, perchè nel gruppo anche i meno predisposti tirano avanti, quindi poi si aspettano tutti posti di lavoro da direttori generali fottenno anche quei più volenterosi che magari potevano emergere senza raccomannazioni .
    E' una quistione di evoluzione

    RispondiElimina
  4. Anche te però ti conformi al modello introducendo l'idea che si tratti di un fenomeno naturale. Invece no. Lo asserto che tutti sono uguali e il lavoro di gruppo fa parte di un progetto disegnato a tavolino il cui fine è neutralizzarci mentalmente e fisicamente e quindi renderci schiavi.

    Non è questione di evoluzione, è questione di Anello del Potere. Da cui puoi intuire il senso del titolo di questo blog.

    RispondiElimina
  5. non si può togliere la speranza al popolino.... quelli che spaccano e bruciano sono altri che lo fanno di mestiere, non c'entrano con questi poveracci

    RispondiElimina
  6. Si come le Brigate Rosse erano altri rispetto a chi lavorava in fabbrica. Ma io c'ero e mi ricordo che aria tirava nelle fabbriche. E' tutto parte di uno stesso meccanismo fondato sulla menzogna e sul paradosso.

    RispondiElimina
  7. Io sono No Tav come ecologista, come sostenitore delle decisioni di una comunita' su cio' che puo o non puo' avvenire a casa sua, lo sono come interessato alla eco-nomia, come appassionato di ferovie, etc. .
    Ho trovato questo ma non quanto scrissi sul fatto che trovo completamente assurdo che il movimento si sia alleato con i filomassmigrazionisti, con gli apologeti del debito, dei consumismi per tutti, che lotti contro l'austerita'.

    I resistenti ecociviici valsusini soffrono sulla loro pelle le ingerenze di scelte immorali fatte altrove per interessi e utilita' che vanno altrove, dovendosi accollare danni e disastri e poi si mettono a manifestare coi migranti calndestini a favore del diritto alla casa, il diritto all''accoglienza (?) e altre idiozie del genere?
    Quando essi invadono casa tua non va bene, quando essi invadono altrove allora va bene.
    Quale sarebbe la logica?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è nessuna logica. O meglio, la logica è che se tu sei un "partito operaista" devi preservare lo "operaio", che da quello dipende la tua esistenza. Quando ti viene meno lo "operaio", devi diventare un "partito qualcosaltro-ista" e in questo momento c'è la scelta tra "ecologista", "terzomondista", "antiproibizionista" e "omosessualista". Nello stesso tempo il "sindacalista", va bene tutto ma deve anche tenere in piedi la fabbrica dei treni e tutta la piramide dei dipendenti pubblici.

      Quindi sempre menzogna e paradosso.

      Nello specifico del progetto TAV non lo conosco abbastanza per dire se e quanto abbia senso. In linea generale a differenza di te non penso che qualsiasi opera sia sbagliata a prescindere perché sono sbagliate le condizioni al contorno. Quello che so è che la maggior parte dei progetti realizzati in Italia sono delle porcherie da ogni punto di vista. Quindi si, probabilmente era meglio fare altro, in condizioni ideali.

      Elimina