martedì, ottobre 08, 2013

Il ridicolo nel tragico

Affonda un "barcone" carico di "migranti". Una tragedia, senza dubbio.
Stamattina ascolto Radio24 e sento una voce impostata che recita "... Europa vuole dire (pausa) morte".
Ed ecco un estratto del dotto articolo di Stefano Rodotà:
Cancellare subito lo scandalo della Bossi-Fini. [...] All'origine vi è il rifiuto dell'altro, del diverso, del lontano, che con il solo suo insediarsi nel nostro paese ne mette in pericolo i fondamenti culturali e religiosi. Un attentato perenne, dunque, da contrastare in ogni modo. Inutile insistere sulla radice razzista di questo atteggiamento e sul fatto che, considerando pregiudizialmente il migrante irregolare come il responsabile di un reato, viene così potentemente e pericolosamente rafforzata la propensione al rifiuto. Non dimentichiamo che a Milano si cercò di impedire l'iscrizione alle scuole per l'infanzia dei figli dei migranti irregolari, che si è cercato di escludere tutti questi migranti dall'accesso alle cure mediche, pena la denuncia penale.
In questi anni sono stati soltanto i pericolosi giudici, la detestata Corte costituzionale, a cercar di porre parzialmente riparo a questa vergognosa situazione, a reagire a questa perversa "cultura". Già nel 2001 la Corte costituzionale aveva scritto che vi sono garanzie costituzionali che valgono per tutte le persone, cittadini dello Stato o stranieri, "non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani", sì che "lo straniero presente, anche irregolarmente, nello Stato ha il diritto di fruire di tutte le prestazioni che risultino indifferibili e urgenti". Un orientamento, questo, ripetutamente confermato negli anni seguenti, motivato riferendosi all'"insopprimibile tutela della persona umana".
Signor Rodotà, cosi come ho scritto al signor Fo scrivo anche a lei per dire due cose.
La prima, ovvia, è che io non mi riconosco nell'Italia che lei descrive e cioè quella del mito fondante "Resistenza - PCI - Costituzione" con tutte le derivate più o meno marxiste. A questo proposito mi tocca citare il celeberrimo Togliatti de:
“E’ motivo di particolare orgoglio per me avere abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica” [...] “Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria” [...] “mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin” [...] “Come italiano, mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più; come cittadino sovietico, sento invece di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano”
Mi sembra ovvio che gente che si considera "cittadino del mondo" e che ha a lungo aspirato alla cittadinanza sovietica non fa alcuna fatica a regalare la cittadinanza italiana a chiunque, tanto non vale nulla. Se questi "migranti" vogliono diventare miserabili mandolinisti, si accomodino pure.

La seconda cosa che le dico è meno ovvia. Quando si visita un Paese straniero ci si munisce di passaporto e, se non esistono accordi di libera circolazione tra l'Italia e il Paese in questione, si chiede il visto di ingresso. Quindi lei sta dicendo che se io vado in visita nel Paese X devo rispettare questa procedura, mentre se il "migrante" arriva in Italia senza documenti e senza permesso gli si deve dare non solo il permesso di soggiorno ma di fatto, visto che non lo si può detenere ed espellere, la cittadinanza italiana. Da cui io sono, per l'ennesima volta, discriminato con la stessa logica per cui se un gay mi da un pugno è violenza semplice, se io do un pugno ad un gay è violenza aggravata dalla "omofobia". Come per altro sono discriminati tutti gli stranieri che si assoggettano alle procedure di ingresso e di soggiorno "legale" invece di introdursi in Italia di prepotenza come fanno i "migranti", con la stessa logica per cui se io passo col rosso mi danno l'ergastolo, se un Rom vive di furti, poverino è la sua cultura e poi la società borghese lo emargina quindi è costretto alla illegalità. Inoltre si compie una ovvia discriminazione tra il "migrante" e i suoi compatrioti che sono rimasti al loro paese perché non hanno i soldi per pagarsi il viaggio, perché devono mantenere la famiglia o per qualsiasi altra ragione. Ci facciamo carico della "accoglienza" di chiunque, ci spogliamo delle vesti e degli averi come San Francesco, epperò nessuno si preoccupa degli esseri umani in quanto tali, ovunque nel mondo, in realtà ci preoccupiamo di mettere in atto una "rivoluzione" in Italia.

Quello che propone, signor Rodotà, è di radere l'Italia al suolo nei suoi "fondamenti culturali e religiosi" (che ovviamente sono quelli di una società piccolo-borghese) per costruire l'ennesimo "Paradiso del Popolo", stavolta usando i "migranti" e la "società multi-etnica" come leva, invece della più sbrigativa politica del terrore ed eliminazione fisica dei "controrivoluzionari" di staliniana memoria. Signor Rodotà, voi persone "di sinistra", che poi ci nascondiamo dietro un dito perché siamo sempre a Togliatti, avete una fede per la quale non fate fatica a sospendere la ragione, anche se vi piace definirvi "materialisti scientifici" e quindi non vi provoca nessun fastidio il proporvi contemporaneamente come "costituenti" e "rivoluzionari", garanti del diritto e eversori. Perché alla fine siete in missione per conto di Dio.

Signor Rodotà, il suo appello per l'abrogazione del "reato di clandestinità" serve a preparare il terreno per quest'altra proposta del signor Gad Lerner:
Traghetti. La prima cosa che ci vuole sono traghetti sicuri verso porti accoglienti. Quand’anche i politici non possano dirlo apertamente, è questa la prima ovvia necessità se si vuole evitare che il Canale di Sicilia si trasformi in una nuova Fossa delle Marianne. Quel tratto di mare non è di per sé insidioso per la navigazione; diventa tale quando lo solcano barche malconce e stipate all’inverosimile. Peggio dei vagoni merci diretti a Auschwitz esattamente settant’anni fa, se proprio vogliamo fare il calcolo del numero di persone ammucchiate in una superficie più o meno analoga.
La differenza è che ad Auschwitz ci si andava deportati a morire, contro la propria volontà. Mentre sulle carrette del mare le persone si imbarcano volontariamente, pagando cifre con cui sugli aerei si viaggia in business class, nella speranza di vivere.
Per questo la prima urgenza sono i traghetti che garantiscano un trasporto civile e sicuro dalle coste africane verso porti europei attrezzati. Non solo perché lo impone il codice fondamentale dell’umanità. Ma anche perché il metodo inverso dei respingimenti in mare, dopo quattro anni di applicazione e dopo migliaia di morti, non è risultato dissuasivo.
Questa contiene tutta una serie di riferimenti che sarebbero paradossali se non fossero studiati a tavolino in maniera spregevole. Lasciamo perdere l'orrida "Fossa delle Marianne", che in realtà è solo un punto particolarmente profondo dell'oceano e si muore allo stesso modo in due metri d'acqua. Il signor Lerner usa un trucchetto infantile quando, nel momento in cui si paragonano i "migranti" agli Ebrei deportati, crea automaticamente l'associazione tra gli Italiani e i Nazisti. Se il barcone affonda e i "migranti" periscono in mare, è come se li avessimo eliminati con le camere a gas e cremati nei forni. Uguale uguale. Si inventano i "respingimenti in mare" che non esistono, come se la Marina nazi-italiana prendesse a cannonate le barche dei "migranti", quando i migranti sono soliti lanciare un segnale di soccorso appena entrate nelle nostre acque contando sul fatto che saranno soccorsi come naufraghi e di seguito accuditi. Ma la cosa divertente è che il signor Lerner, il quale è sia l'archetipo di una certa fisionomia che l'archetipo del "cittadino del mondo", una volta che il signor Rodotà ha stabilito che ogni essere umano che entri in Italia deve avere la cittadinanza, stabilisce che sia nostro dovere anche organizzare un servizio di trasporto per mezzo di "traghetti verso porti accoglienti". Mi permetto di suggerirvi anche un servizio di autobus con aria condizionata e di ostelli dotati di refettorio e di infermeria lungo le tratte difficoltose di tutto il mondo. Il migliore servizio turistico mai creato. Gratis ovviamente, come la mensa scolastica per i figli dei "nuovi Italiani" che non pagano la retta. Non voremmo mica giocare con la pelle del povero "migrante" costringendolo a prendere il barcone invece del nostro traghetto.

4 commenti:

  1. Io tutta questa voglia di vedere l'Italia che realizzeranno mica ce l'ho, eh? ;-)

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    1. Non so, tu ti definiresti "di sinistra"?

      Se si, significa che ti aspetti un futuro dove il concetto di "Patria" o di "Nazione" ha perso di significato, dove l'Italia è solo una regione dell'Europa, a sua volta solo una regione del Mondo. Ti aspetti la progressiva devoluzione della sovranità ad istituzioni sovranazionali, prima a livello europeo e poi ipoteticamente a livello mondiale. Ti aspetti che non esistano più barriere allo spostamento di cose e persone, sia a livello "macro" da una regione del Mondo ad un'altra che a livello "micro" da una classe sociale ad un'altra, da un genere ad un altro, da un gruppo ad un altro, da una etnia ad un'altra, dato che tutte le "differenze" saranno abolite. Dopo un po' non ci sarà piu modo di spostarsi perché sarà tutto uguale.

      Tutte queste cose sono buone e non importa il prezzo da pagare per ottenerle. Tanto meglio se poi si riesce a farlo pagare a qualcun altro.

      Qualsiasi cosa o persona che si muova in direzione opposta è "fascista", è il male, quindi va eliminata. Esistono varie teorie sul metodo, alcune sono più sottili di altre. Non a caso nel mio paese la piazza principale è intitolata a Gramsci.

      Nello specifico ti aspetti che l'Italia, magari di concerto con le sopracitate istituzioni sovranazionali, organizzi e finanzi il trasporto di masse di persone dai paesi emergenti all'Europa e che poi si faccia carico della integrazione di queste persone. Il fatto che sia meccanicamente impossibile, come infilare il solido triangolare nel buco tondo, non ti preoccupa, la fede muove le montagne.

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    2. Già da anni non riesco a definirmi di nessun partito. Mi rendo conto che su certi argomenti potrei definirmi di sinistra ma per molti altri sono sicuramente di destra. Non ho mai sopportato che chiunque non abbia un pensiero omologato debba venir definito fascista o razzista o antisemita, ecc... Credo in due sole definizioni: aperto di idee o talebano. Io cerco, per quanto possibile, di rientrare nella prima categoria.
      Vista la mia età ho da lungo tempo smesso a credere in teorie utopiche di un mondo dove tutti si vogliono bene e tutti sono uguali. Io credo che sia giusto aiutare il prossimo ma credo anche che esistano delle gerarchie nel dispensare questo aiuto: io aiuto per prima la mia famiglia, poi i miei amici, poi quelli che condividono i miei doveri (tasse, leggi, religione - anche se sono ateo - cultura). Infine, se mi avanzano ancora soldi aiuto chi posso e chi merita. Una grossa corrente di pensiero (soprattutto in Italia) vuol far credere che sia giusto aiutare per primi un generico "i più sfortunati" saltando a piè pari la gerarchia sopramenzionata. Che poi chi proponga simili idee nel suo piccolo si comporti esattamente al contrario è anche un dato di fatto.

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    3. Secondo me è peggio di cosi.
      Prendiamo il caso degli immigrati. Se si volesse "aiutare", quelli che dovrebbero avere la precedenza sono i loro compatrioti che non hanno i soldi per mangiare e che vivono di stenti, magari sfollati in qualche campo profughi appena oltre la frontiera. Invece la "sinistra" sceglie di "aiutare" quelli che arrivano qui e la ragione è ovvia, in realtà non gli importa nulla del povero Somalo mangiato dalle mosche, gli interessa usare l'immigrazione come leva per scardinare proprio quei "fondamenti" sociali di cui parla Rodotà sopra, in una ottica perennemente rivoluzionaria.
      Essendo il "sinistro" un adolescente mai entrato nell'età adulta, non capisce che demolire è facile ma rimettere le cose in piedi dopo è molto più difficile.

      Senza contare poi che basta guardare un mappamondo per vedere che fare entrare l'Africa, l'Asia e il Sud America dentro l'Italia o anche l'Europa, è fisicamente impossibile.

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