venerdì, novembre 01, 2013

Una storia triste

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...

C'era una piccola azienda norvegese, Opera ASA, che faceva un browser particolarmente interessante. Pur non avendo grandi quote di mercato e pur non essendo nemmeno molto conosciuta, Opera ASA aveva un certo peso rispetto la crescita di Internet, per via delle energie spese e delle idee innovative.

Il tempo passa e Internet cresce, matura e alla fine invecchia. Oggi viviamo la fase della vecchiaia e della decadenza di Internet come concetto. Incompreso dalla maggior parte della gente, che per altro non comprende moltissime altre cose, un po' perché non ci arriva un po' perché tutti si sforzano di tenerla nella ignoranza per poterla controllare meglio. Odiato dall'industria perché è un concetto che ne viola i presupposti fondamentali, non ha barriere, non ha limiti, collega tra loro le persone, contiene tutta la conoscenza dell'umanità.

E similmente viviamo la fase della vecchiaia e della decadenza del Personal Computer come concetto. Allo stesso modo incompreso dalla maggior parte della gente, più o meno per le stesse ragioni. Uno strumento che ancora permette a chiunque di fare qualsiasi cosa.

Si fa gran festa per la fine di questa era e la nascita di una nuova.
Nella nuova era non esisterà Internet e non esisterà il Personal Computer. Avremo dei gadget che saranno si connessi ma a dei servizi a pagamento dai quali verrà controllato sia il software che useremo che i contenuti a cui potremo accedere. I gadget saranno sempre connessi a questi servizi a pagamento per potere essere utilizzati, altrimenti saranno totalmente vuoti. Allo stesso modo noi non avremo niente nelle nostre mani, niente software, niente file, documenti, immagini, dati, programmi, ecc. Tutto sarà contenuto nei server del servizio a pagamento e accessibile solo per suo tramite. Anche il gedget stesso probabilmente sarà dato in comodato dal servizio a pagamento e sostituito in funzione del rinnovo del contratto.

Opera ASA ha abbandonato lo sviluppo del browser attorno a cui nacque, tanto tempo fa.
Ieri ha comunicato che a marzo chiuderanno anche la "community" degli utenti, MyOpera, con tutti i servizi di blog, mail, forum, gruppi di discussione, file hosting, eccetera. Per cui il mio blog in inglese chiuderà in quella data. Tanto c'è Facebook no?

10 commenti:

  1. Finche dura...
    http://my.opera.com/LorenzoCelsi/blog/

    Inglese nei limiti delle possibilità di uno che l'ha solo studiato a scuola trent'anni fa.

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  2. spesso le cose hanno un termine e questo succede sopratutto in rete dove tutto viene consumato con la velocità della luce

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  3. I tempi cambiano, inutile opporsi ostinatamente. Se Facebook ha preso piede a discapito dei blog è perchè è semplice. Apri una pagina in 5 minuti e sei subito pronto a pubblicare i tuoi contenuti che risultano poi molto semplici da pubblicizzare. E' un'evoluzione del blog e non un'involuzione come tu la vuoi descrivere. Non posso mettere l'immagine di background che preferisco oppure usare l'ultimo font di fantasia? ma chissenefrega... posso farci tutto il resto, in maniera semplice e veloce. Non è un posto per smanettoni.. chiaro. E' focalizzato sui contenuti e , tu ne hai. Perchè al posto di denigrarlo non provi ad affrontare qualche novità ogni tanto? Non ti farebbe poi male. Non pensare che Blogspot abbia vita poi molto lunga... faranno tutti la stessa fine per lasciare spazio a FB e G+

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  4. Se Facebook ha preso piede a discapito dei blog è perché viene incontro alla ridotta capacità mentale degli "anonimi" che, dall'alto della loro "maniera semplice e veloce" per fare "tutto il resto", vengono sul mio blog ad insegnarmi a vivere.

    Io non sono costretto ad affrontare nessuna novità che mi metta al tuo livello, caro il mio "anonimo". Resta pure dentro Facebook coi tuoi amichetti. Nel momento in cui Google dovesse spegnere Blogger cercherò una alternativa. Se non dovesse esistere una alternativa, smetterò di mantenere un blog. Come dici te, che la sai lunga, chissenefrega.

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  5. non mi sembra di aver aggredito nessuno, che bisogno c'è di rispondere così male? Sai cosa, probabilmente su Facebook finiresti alla gogna in 10 minuti, con questi modi di fare da despota fallito. Rest In Peace, lonely man

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    1. Ti rispondo male se ti faccio notare che sei un cretinetti massificato? Una sardina in mezzo ad un branco di milioni di sardine? Oh scusa tanto. Ma non è che sei costretto a venire qui a commentare, eh...
      Non ti ho forse detto che è meglio se rimani con gli amichetti dentro Facebook ? Se io fossi "su Facebook" sarei una sardina come te e i tuoi amichetti, quindi non potrei finire "alla gogna". Se merito la "gogna" è perché non sono dei vostri. E' una tautologia.

      Ma la cosa divertente sopra tutte è che te nel tuo cervellino di sardina pensi che mi serva l'approvazione tua e delle altre sardine, perché se uno non è su Facebook non esiste. Faccio presente che io non solo non vengo a romperti le scatole su Facebook ma non posso nemmeno perché per farlo dovrei prima registrare un account mentre tu qui vieni a sproloquiare come piccolo "anonimo" felice. Ovviamente non pretendo che tu capisca il concetto. Grazie dell'intrattenimento.

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    2. Poi, caro "anonimo", hai le ideine un po' confuse.

      Il termine "despota" è sinonimo di "tiranno". I tiranni non falliscono, non esistono tiranni falliti. Nel momento che perdono il potere cessano di esistere in quanto tiranni. Quindi un tiranno o è, oppure non-è.

      Al massimo posso essere un tiranno irrilevante per voi sardine, infatti il mio potere tirannico si esercita solo nei limiti di questo blog. Ma ancora, non sono io che vengo a fare strage di sardine su Facebook, sei te che vieni qui a sproloquiare dall'alto della tua saggezza di sardina.

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  6. Opera fu e in parte (a casa) è ancora il mio navigatore di riferimento.

    Ho letto sia la pagina che alcuni commenti.
    Non ho un'identità sul faccialibro e quindi non lo conosco direttamente. Mi pare che sia su un livello relazionale piuttosto che di contenuti e così mi dicono varie persone che frequentano sia esso che la diariosfera. Esse mi dicono, inoltre, che è decisamente vuoto di contenuti.
    Insomma, 'na cosa per stare in contatto che non ha molti altri scopi che stare in contatto, osservare chi ti e mi sta in contatto, dirgli buongiorno, chiedergli se va da Tizio martedì o se all'evento cazzabubolix giovedì e altro del genere (in italiano si dice pettegolame).
    Uno delle caratteristiche della contemporaneità è proprio la dimensione industriale , di massa. Direi che la massa, per definizione, è non-eccellente, è media o mediocre.
    Questo riguarda anche i mercati. I prodotti, i protocolli, i servizi di eccellenza spesso soccombono a prodotti medi che hanno dimensioni e scala che, in caso di successo, garantiscono volumi e quindi redditi maggiori per i vincitori.
    Insomma, Opera che, se non sbaglio era considerato il miglior strumento di navigazione sulla rete, soccombe.
    Un po' come alcuni formati video rispetto al VHS, alcuni protocolli televisivi, etc. .
    Puntare sulla massificazione, sulla dimensione/quantità è strutturalmente ostile alle eccellenze.

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    1. La tua analisi è troppo ampia rispetto a Facebook.

      La realtà dei fatti è molto più semplice.
      Tanto lo strumento PC che Internet sono due cose che obbligano chi ci si trova a contatto a trovarne un utilizzo. Il PC serve a produrre e manipolare contenuti qualsiasi, da scrivere una lettera, comporre una sinfonia a progettare un macchinario. Internet serve a collegare computer tra di loro e condividere informazioni.

      Problema: questo mette la maggior parte delle persone sotto pressione. Alcuni come me si sentono sfidati e stimolati dalle possibilità sia del PC che di Internet. Ma la maggior parte si sente infastidita, come se le due cose gli ponessero continuamente delle domande, gli dessero dei suggerimenti non richiesti e in ultimo gli facessero sentire stupidi.

      Ecco l'idea geniale: diamo alla gente uno strumento molto più limitato del PC e facciamoli collegare ad un sottoinsieme di Internet, cosi facendo proponiamo agli utenti un numero limitato di opzioni all'interno di pochi percorsi obbligati. Nello stesso momento, avendo obbligato i salmoni a nuotare nel nostro canale, gli proponiamo la pubblicità, gli vendiamo delle cose e gli facciamo pagare degli abbonamenti, quindi monetizziamo.

      L'utente si sente rassicurato e lusingato, invece di sentirsi un idiota come prima. Adesso non è il "nerd" che domina, è la persona "sociale-socievole", alla quale non è richiesto nulla a parte essere presente. Il meccanismo è massificato e massificante per sua natura, infatti l'esistenza/presenza "pesa" in funzione di quanti contatti fai. Non conta se pubblichi un aggiornamento della teoria dei quanti o se hai composto una sinfonia o se hai progettato un sistema batteria/motore elettrico con una autonomia di 1000km. Conta solo essere su Facebook o Twitter e avere il maggior numero possibile di contatti, non importa come o perché.

      Il fallout radioattivo di questo meccanismo è che i PC sono scomparsi dagli scaffali dei negozi e che Internet si sta corrodendo a vantaggio di servizi chiusi.

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