martedì, dicembre 23, 2014

Non ci posso credere

Ma c'è un altro importante intervento economico, nei piani del governo, su cui il presidente del Consiglio vuole subito fare una precisazione, ed è quello sull'Ilva: "Se l'Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. E comunque io sono fedele ai bambini di Taranto molto più di quanto non lo sia coi cavilli astrusi dell'europa". Insomma, stop a qualsiasi obiezione su un possibile aiuto di Stato nei confronti del gruppo dell'acciaio.
Renzi: "Intervento su Ilva aiuto di Stato? Ue non impedisca di salvare i bambini"
Salvare i Bambini

Io davvero ci provo a non considerare gli elettori del PD dei poveri imbecilli ma come si fa, davvero, non so. Dai, incarichiamo Prodi come Presidente della Repubblica e poi mandiamo lui e Renzi ad incontrare i Tedeschi. Che si sa, sono tanto cattivi, odiano i bambini di Taranto. Stop a qualsiasi obiezione sul fatto che lo Stato, con il debito al 140% del PIL, si compri una acciaieria fallita, si faccia carico dei debiti e della gestione, poi mentre produce acciaio che nessuno vuole, si accolli la presunta ed impossibile bonifica ordinata dalla magistratura che costa come una colonia su Marte. Spezzeremo le reni alla Germania, per salvare i bambini di Taranto. Che poi vuol dire per assicurare una pensione ai loro babbi e un posto nella acciaieria anche a loro, poi una pensione, poi un posto ai loro figli e via cosi.

domenica, dicembre 21, 2014

Corsi e ricorsi

Leggo questo articolo del Corriere, che, come da prassi italica, non fa informazione ma fa opinione:
Raymond, sopravvissuto ai campi nazisti, perseguitato oggi in Francia

Eppure, inconsapevolmente come capita sempre più spesso, questo articolo presenta molte e diverse chiavi di lettura. A te viandante, lascio il compito di pensare quali. Se ti va, lasciami un commento.

venerdì, dicembre 19, 2014

Debito Pubblico Italiano - cifre e grafici

Posizionatevi sul nome del Paese per leggere i valori numerici.



lunedì, dicembre 15, 2014

La prova provata che l'Italia è abitata da pazzi

Per prima cosa, pigiate questo link per ascoltare la colonna sonora più adatta al post: Nuovo Inno Repubblica Italiana
Finalmente qualcosa di appropriato per ricevere i Capi di Stato in visita.

Atto Primo:
Debito pubblico in risalita a ottobre: arriva a 2.157 miliardi
Guardando all'andamento da inizio anno, il debito pubblico è aumentato di 87,7 miliardi, riflettendo il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (64,4 miliardi) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (31,7 miliardi). Nel complesso, l'emissione di titoli sopra la pari, l'apprezzamento dell'euro e gli effetti della rivalutazione dei BTPi hanno contenuto l'incremento del debito per 8,4 miliardi.
Atto Secondo:
Ilva, sì al supercommissario: tra un anno Stato al 49% e Mittal-Marcegaglia al 51%
[...] probabilmente lo Stato entrerà due volte. Una quasi subito e l'altra fra un anno. La prima dovrebbe avvenire sotto forma di un nuovo commissario straordinario di nomina governativa, sulla base della legge che regola i dissesti dei grandi gruppi. La seconda - sempre che tutto vada secondo i piani di queste ore - quando un fondo d'investimento controllato indirettamente dal ministero dell'Economia si unirà a due grandi soggetti privati, gli anglo-francesi di Arcelor-Mittal e il gruppo Marcegaglia, per riacquistare l'azienda dopo una prima fase di risanamento.
[...] Ha 350 milioni di euro di debiti verso i fornitori e 35 miliardi di richieste per danni ambientali da parte della comunità di Taranto: negli ultimi anni in città si è misurato un aumento del 30% dei tumori fra gli uomini e del 20% fra le donne. In più, Ilva deve affrontare una bonifica degli impianti da 1,8 miliardi e poi rispettare nuovi vincoli di tutela dell'ambiente così costosi che la metterebbero fuori mercato.
Atto Terzo:
Mafia Capitale, falsi rifornimenti di gasolio per la Marina su nave fantasma: sei nuovi arresti, tre sono militari
Frode all'erario di oltre 7 milioni di euro per acquistare undici milioni di litri di gasolio destinati ad una nave affondata da anni. Nell'ambito dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", scoperti gli incontri della banda anche presso il distributore di Corso Francia riconducibile a Massimo Carminati
Atto Quarto:
Olimpiadi 2024, Renzi: "Ufficiale candidatura di Roma e dell'Italia"
Il Governo italiano è pronto insieme al Coni a fare la propria parte, per un progetto fatto non di grandi strutture ma di grandi persone. Sarà una delle cose più belle da fare. Ci riempie il cuore di orgoglio, emozione e difficoltà. Avremo strutture all'avanguardia, su tutto ci sarà un controllo tecnico di spesa. Il progetto è incentrato su Roma capitale, come è giusto che sia, poi spetterò al Coni allargare la proposta ad altre città, come stabilito dal Cio la settimana scorsa. Avremo un raggio d'azione per consentire alla candidatura di essere credibile e di vincere. Firenze, Napoli e la Sardegna, le modalità saranno a disposizione del Comitato Promotore a guida Malagò - prosegue ancora Renzi -. Faremo di tutto per andarne fieri.

lunedì, dicembre 08, 2014

Firefox o Iceweasel, Hello e Tracking Protection

Premessa: nessuno dei cambiamenti descritti di seguito installa o aggiunge qualcosa o modifica qualcosa che è già installato, sono modifiche che potete invertire in qualsiasi momento.

Barra di ricerca
Per prima cosa in questo post di Agosto avevo spiegato come rimuovere la barra di ricerca dal "Nuova Scheda", faccio un aggiornamento: col trucco indicato in precedenza si elimina anche la spaziatura in alto sopra le anteprime ma adesso in quello spazio compare una scritta, quindi conviene ripristinare la spaziatura togliendo solo la barra di ricerca. Si ottiene l'effetto cambiando questo:

@-moz-document url(about:newtab){
#newtab-margin-top, #newtab-search-container
{ display: none !important; }
}

in questo:

@-moz-document url(about:newtab){
#newtab-search-container
{ display: none !important; }
}

Hello
Veniamo alle novità, Mozilla ha aggiunto in Firefox un plugin che viene preinstallato, se andate in "componenti aggiuntivi - plugin" trovate "Codec video OpenH264 realizzato da Cisco Systems, Inc.". Si tratta di una implementazione "free" del codec H.264 che fino a poco tempo fa Mozilla si rifiutava di integrare a causa del solito problema di licenze. Non vi annoio con tutta la storia, fatto sta che alla fine hanno integrato questo plugin grazie ad un accordo con Cisco Sytems per permettere la "interoperabilità" con altri software e dispositivi.

Sulla base del plugin Firefox aggiunge un bottone che trovate in "personalizza" e che serve ad attivare una nuova funzione che si chiama "Hello", in sostanza un sistema di videoconferenza integrato nel browser con il quale potete stabilire connessione audio/video con chiunque abbia Firefox o Chrome (o browser derivati da questi).

Potrebbe capitare che voi non vediate ne il plugin ne il bottone perché sono disabilitati. Se avete l'ultima versione di Firefox (o Iceweasel per Debian) potete abilitare entrambe le cose in questo modo:

- per abilitare il plugin, andate in "about:config", cercate con la chiave "264", nell'elenco di impostazioni che ottenete cambiante queste (semplicemente cliccandoci sopra):
"media.gmp-gmpopenh264.provider.enabled" da "false" in "true"
"media.peerconnection.video.h264_enabled" da "false" in "true"

- per abilitare il bottone "Hello", andate in "about:config", cercate:
"loop.enabled" verificate che sia già impostato su "true", se è su "false" impostate in "true"
"loop.throttled" da "false" in "true"

Chudete e riaprite Firefox (o Iceweasel) e dovrebbe funzionare tutto.

Tracking Protection
Veniamo alle funzioni sperimentali, Mozilla ha aggiunto a Firefox un filtro che blocca i siti di "terze parti" che vengono collegati in vario modo nei siti che visitate in modo che il vostro comportamento mentre siete su Internet venga registrato. Registrare il vostro comportamento serve poi alle agenzie di marketing e pubblicità per realizzare campagne mirate. Il filtro di questi collegamenti avviene sulla base di una lista di indirizzi da bloccare che Firefox scarica e aggiorna automaticamente.

Il filtro è disabilitato per default. Se lo volete abilitare dovete andare in "about:config" e cercare con la chiave "track", nella lista di impostazioni risultante dovete cambiare cosi, sempre cliccandoci sopra:
"privacy.trackingprotection.enabled" da "false" in "true"

Chiudete e riaprite il browser. Quando visitate un sito sulla sinistra in alto, subito accanto all'indirizzo del sito dovreste vedere una icona a forma di piccolo scudo grigio. Se cliccate sullo scudo vi appare un messaggio che dice:
"alcuni contenuti della pagina sono stati bloccati da Firefox (o Iceweasel)".
Sotto trovate un bottone che permette di disabilitare il filtro per quel sito in particolare o di riabilitarlo.

In base alle mie prove, per farvi un esempio, sul sito del Corriere senza il filtro ottengo 13 chiamate a siti esterni, col filtro abilitato ne ottengo solo 6, significa che 7 chiamate vengono bloccate. Purtroppo al momento manca sia una opzione di Firefox per attivare questa funzione senza passare da "about:config" sia una qualsiasi interfaccia che ci informi su cosa viene effettivamente bloccato. Quello che vi posso dire è che funziona ma non so dirvi i dettagli.

venerdì, dicembre 05, 2014

Ecco, ci hanno ridotto il rating

Leggo sul Corriere che Standard & Poor's ha ridotto il rating dell'Italia a BBB-.
Le ragioni del declassamento sono spiegate con il forte aumento del debito, accompagnato da una crescita perennemente debole e bassa competitività. [...] L’aggravarsi delle condizioni economiche, si legge, sta minando la sostenibilità del debito pubblico.
In sostanza il rapporto tra l'ammontare del debito e la capacità dell'Italia di produrre ricchezza è tale per cui siamo dei debitori a rischio di insolvenza. In questo quadro continuano a dirmi che la soluzione alla "crisi" (che crisi non è) sarebbe riprendere una politica di sostegno pubblico all'economia con ulteriore incremento del deficit. Io davvero non capisco, il Debito ci sta schiacciando e la soluzione è aumentare il Debito, mantenendo al contempo gli stessi fattori negativi che rendono diseconomico produrre e fare impresa in Italia e cioè pressione fiscale sproporzionata, burocrazia asfissiante e inefficiente, legislazione incomprensibile. Ci vantavamo di essere una grande potenza economica, rivendicavamo un seggio nelle riunioni dei "grandi della Terra", adesso ci troviamo valutati al livello di un Paese sudamericano. Intanto dal 2011 si sono succeduti tre "governi d'emergenza" che hanno promesso misure draconiane e riforme ma a quanto pare all'estero pensano che stiamo bluffando.

giovedì, novembre 27, 2014

Non scaricate niente da Sourceforge - Pericolo!

Questa è un'altra triste storia a proposito del declino di Internet.

Tempo fa esisteva un (famoso) servizio di hosting chiamato Sourceforge che era adoperato da quasi tutti i progetti Open Source, specie quelli di software per Windows. Per esempio io ne uso/usavo alcuni, un archiviatore chiamato 7-Zip, un instant messenger chiamato Miranda e un FTP client chiamato Filezilla.

ATTENZIONE: da qualche tempo questo servizio è stato trasformato in un metodo per distribuire spyware a chiunque provi a scaricare e installare uno di questi programmi (o un aggiornamento). Presumo che Sourceforge paghi i titolari di questi progetti perché fungano da distributori del loro spyware e questa è una cosa veramente pessima.

Funziona cosi: voi scaricate dal sito ufficiale del programma in questione quello che vi sembra il regolare file di installazione, lo eseguite e invece della normale procedura parte un aggeggio di Sourceforge che scarica da Internet delle cose che non vi fa vedere, poi vi dice che sta installando un programma di cui non sapete nulla e se anche voi scegliete l'opzione "rifiuta" lo installa ugualmente, poi il programma di Sourceforge termina e parte (apparentemente) l'installazione del programma che volevate installare o aggiornare.

Risultato, insieme al programma voluto vi trovate anche lo spyware di Sourceforge installato sul vostro PC.
Stamattina cercando di aggiornare Miranda mi sono trovato installato un coso che si chiama PCOptimizer Pro. L'ho rimosso immediatamente (senza aprirlo) dal Pannello di Controllo e ho cancellato un gruppo di chiavi dal Registro ma non ho modo di sapere cosa è rimasto in giro. Nel log di sistema c'erano due errori rilevati in fase di installazione.

L'unica soluzione è NON USARE NESSUN PROGRAMMA CHE FACCIA RIFERIMENTO A SOURCEFORGE.
Controllate i link a cui punta il download del file di installazione e se vedete che punta a Sourceforge annullate tutto.

Edit:
- Per chi usa Filezilla, questo link illustra il problema e offre una soluzione, fermo restando che secondo me non bisognerebbe usare un programma che volontariamente distribuisce spyware. La soluzione (per il momento) è "all download links on the additional download options page are unbundled."
Please offer a paid version of your product w/o adware
- Per chi usa Miranda, questo link punta ad un progetto che nasce come fork di Miranda e che non fa uso di Sourceforge.
Miranda NG
Per chi usa 7-Zip, per ora il progetto non sembra affiliato al programma di Sourceforge che distribuisce spyware. Fate attenzione.

Purtroppo lo stato attuale di involuzione di Internet e dei PC in generale ha prodotto una rarefazione dei progetti open source e il degrado dei servizi di hosting per cui da una parte è difficile trovare delle alternative e dall'altra tutti i servizi che distribuiscono software sono a rischio.

STRUMENTO ONLINE DI VERIFICA PRIMA DI INSTALLARE.
Se il file che volete controllare "pesa" meno di 128MB potete usare questo:
VirusTotal

NEL CASO IL VOSTRO PC SIA GIA "INFETTO".
Per prima cosa seguire le indicazioni di questo post:
Come rimuovere virus, spyware e malware dal PC
Se possibile seguire la procedura raccomandata, altrimenti l'altra.

Dopo avere messo il tutto "in sicurezza", si può fare la "pulizia fine", per esempio mettendo questo programma portabile su una chiavetta USB ed eseguendolo da li sopra:
Emsisoft Emergency Kit
Esistono altri programmi analoghi a questo. Mentre gli strumenti di cui sopra sono di Microsoft, quindi hanno il supporto di Microsoft, questi sono di terze parti quindi non posso raccomandarvene uno in particolare. Ho messo un link per completezza di informazione ma la scelta sta a voi. In linea generale vi consiglierei di non installare niente in un sistema compromesso quindi meglio usare un programma portabile.

martedì, novembre 25, 2014

Il circo Barilla, ovvero come dare torto a Putin?

(Continua da post precedente...)
La holding di Parma ha annunciato la creazione di un Diversity and Inclusion Board (comitato per la diversità e l’inclusione) con in prima fila David Mixner: «Scrittore, esperto di strategie politiche, attivista per i diritti civili – annota il sito della Barilla -. Nominato dal Newsweek il gay più potente d’America, è un leader mondiale nel mondo della politica e dei diritti umani». Nell’organismo è stato chiamato anche Alex Zanardi e, fa sapere l’azienda, a breve vi entrerà una personalità femminile esperta in “gender balance”, quindi attenta alle tematiche della parità fra i sessi.
La svolta di Barilla: in azienda “il gay più potente d’America”

Per vendere la pasta devi avere in azienda una "D.I.B" con a capo il gay più potente d'Amernica", un ex-pilota privo delle gambe e una donna esperta di bilance, perché quelle col cappello di carta che stanno in fabbrica forse non sono abbastanza donne. Come il post precedente, la Storia sarebbe esilarante se non fossi costretto a viverci dentro. Se non avessi due nipoti bambini direi che siamo pronti per il prossimo asteroide. O forse, dopo avere preso in giro i capelloni coi ritratti di Lenin, mi toccherà sfilare col ritratto di Putin.


Nella foto, una riunione della D.I.B. negli headquarters di Barilla, si lavora alla piena integrazione dei molluschi cefalopodi.

Sic transit gloria mundi nel paradiso dei lavoratori

La Repubblica - Putin per i nazionalisti d'Europa
Ma al Cremlino nessuno si scandalizza: "L'Unione sovietica inviava gioielli e bonifici milionari ai partiti comunisti, ai rivoluzionari del Terzo Mondo, qualche volta anche ai terroristi, con il pretesto di diffondere la Rivoluzione proletaria. Adesso invece aiutiamo tutti coloro che ci aiutano a combattere questa ondata di immoralità dell'Occidente. E nella lista non ci sono terroristi ma partiti democraticamente eletti".
Forse bisognerebbe mandare Veltroni e Vendola in missione a Mosca, per civilizzare i barbari. Il primo potrebbe organizzare un cineforum su Berlinguer, il secondo potrebbe spiegare l'Europa della accoglienza e della solitarietà, che non è un artificio delle famose elite occulte sovranazionali, no no, è un fenomeno spontaneo, un elemento di civiltà.

Ah, l'ironia della Storia.
Riderei se non fossi costretto a viverci dentro.

domenica, novembre 23, 2014

Senza ritegno

Ormai la cosiddetta "informazione" in Italia è solo un collage di veline e di articoli scritti su commissione. L'ultimo esempio mi capita di leggerlo sul sito del Corriere ed è una raccolta di tutti i luoghi comuni che ho sentito ripetere fino alla nausea negli ultimi vent'anni, con l'aggiunta del solito paradosso involontario che comunque l'Italiano medio, a cui ormai è stato lavato e candeggiato il cervello, non presta attenzione.

I 3,9 miliardi che i migranti danno all’economia italiana

L'articolo si basa sul rapporto della ennesima "fondazione" secondo cui, tramite opportuni calcoli su come viene ripartita la Spesa Pubblica e mettendo in rapporto il risultato di questa ripartizione con il prelievo fiscale, risulta che gli immigrati contribuirebbero più di quanto consumino, quindi "ha ragione il Papa, gli immigrati sono una risorsa".

Peccato che nello stesso articolo si scriva:
Creano anche un mucchio di problemi? Sì. Portano a volte malattie che da noi erano ormai sconfitte? Sì. Affollano le nostre carceri soprattutto per alcuni tipi di reati? Sì. Vanno ad arroccarsi in fortini etnici facendo esplodere vere e proprie guerre di quartiere? Sì. E questi problemi vanno presi di petto. Con fermezza. C’è dell’altro, però . E non possiamo ignorarlo.
Ah le matte risate. Infatti "non possiamo ignorarlo" ma possiamo ignorare i costi economici e sociali delle voci precedenti, cioè il costo di dovere convivere con le malattie, il costo delle "banlieu", il costo della "mediazione culturale", il costo di dovere mantenere costantemente la sorveglianza contro gli attentati, il costo dei reati, della loro repressione e dell'affollamento delle carceri. Possiamo anche ignorare il fatto che la immigrazione viene organizzata e favorita in ogni modo, ignorare il fatto che tutti gli immigrati vengono "regolarizzati" col meccanismo della "sanatoria" perché entrano in Italia in violazione delle leggi vigenti, inclusi quelli che poi diventano Ministro, possiamo ignorare il fatto che nessun problema in Italia viene affrontato "di petto", meno che meno il problema che è stato creato ad arte.

Se poi volessimo andare ad esaminare la questione economica nel dettaglio, tutti sanno come funzionano le attività "legali" degli immigrati e cioè nella stragrande maggioranza dei casi da una parte sfruttando ogni minimo cavillo della ultra-barocca e para-comunista legislazione italiana e della burocrazia, quando conviene e aggirando o evadendo la medesima legislazione e burocrazia quando serve. Il parrucchiere cinese fa il vuoto attorno non perché taglia e piega i capelli meglio dei parrucchieri italiani ma perché lavora praticando dei prezzi che sono una frazione di quelli correnti. Ma nessuna "fondazione" si preoccupa di fare gli opportuni calcoli per verificare quante e quali violazioni sono imputabili al lavoro degli immigrati. Ben inteso, di quelli che lavorano.

Quanto alla solita sceneggiata trita e ritrita di mettere a paragone "i nostri nonni" con gli immigrati, prima cosa, ognuno parli dei nonni suoi. Qualcuno ha avuto un nonno mafioso, qualcuno ha avuto un nonno minatore, qualcuno ha avuto un nonno eroe. In secondo luogo gli Italiani che sono andati a vivere all'estero facevano ogni sforzo per integrarsi in società ostili, spesso in terre di frontiera, mentre gli immigrati attuali sfruttano il lassismo decadente della società italiana ed europea in genere e nello stesso tempo la disprezzano. Infatti nell'articolo si scrive "vanno ad arroccarsi in fortini etnici", non è esattamente cosi, piuttosto cercano di ricreare in Italia e in Europa le stesse condizioni delle loro terre d'origine, cosa che ci dovrebbe fare presagire cosa succederà quando la demografia cambierà i rapporti di forze.

Nota a margine, da Repubblica:
RAI - Ma la svolta vera, quella che interesserà gli utenti, starà nell'importo: 65 euro, che sarà possibile diluire per ciascuna delle bollette (mensile o bimestrale a seconda del gestore), fin quasi a sparire dunque nella percezione collettiva.
Lampo involontario di verità illuminante. Che vergogna essere italiani.

venerdì, novembre 14, 2014

Il Male a colori

Questa immagine racchiude tutte le incarnazioni del Male, del Brutto e dello Sbagliato in una sola inquadratura.


Mille e non più mille.
La fine del mondo è vicina.

mercoledì, novembre 12, 2014

Il Male nero su bianco

Ed ecco puntualmente confermato che l'inferno esiste.
Landini - Torni l'acciaio di Stato

Poi quando dico che i cattocomunisti vivono nel rimpianto dei fantastici anni '70 quando hanno potuto mettere in pratica tutte le loro fantasie e quindi procedere a demolire l'Italia, mi viene detto da qualche emerito esperto/economista/intellettuale più o meno "di sinistra" che devo leggere il trattato di Vattelapesky o il saggio di Scaccabarozzi. Che se l'Italia sta affondando la colpa è della Finanza, delle banche e della Merkel. Che la soluzione, come dice Landini, è un energico intervento statale nell'economia, ovviamente previo esproprio dei risparmi delle famiglie.

Siete pazzi.
Adesso faccio una cosa che è tabù per il sopracitato intellettuale "di sinistra" e cioè quoto Wikipedia:
Ai vertici dell'IRI si insediarono esponenti della DC come Giuseppe Petrilli, presidente dell'Istituto per quasi vent'anni (dal 1960 al 1979). Petrilli nei suoi scritti elaborò una teoria che sottolineava gli effetti positivi della "formula IRI". Attraverso l'IRI le imprese erano utilizzabili per finalità sociali e lo Stato doveva farsi carico dei costi e delle diseconomie generati dagli investimenti; significava che l'IRI non doveva necessariamente seguire criteri imprenditoriali nella sua attività, ma investire secondo quelli che erano gli interessi della collettività anche quando ciò avesse generato "oneri impropri", cioè anche in investimenti antieconomici.

Questa prassi, generalmente ritenuta connaturata all'esistenza stessa dell'IRI per il suo essere azienda pubblica, non era in realtà data per scontata al momento della sua creazione. La pratica amministrativa del suo fondatore, Alberto Beneduce, si fondava al contrario sull'assoluto rigore di bilancio e sulla limitazione delle assunzioni all'essenziale per garantire un funzionamento snello ed efficiente dell'organizzazione. Allo stesso modo, durante i primi anni di vita si scelse a livello gestionale di non procedere con operazioni di salvataggio, reali o camuffate.

Critico verso la prassi assistenzialista, in linea quindi con la falsariga del modello Beneduciano fu il secondo Presidente della Repubblica Italiana, il liberale Luigi Einaudi, che ebbe a dire: «L'impresa pubblica, se non sia informata a criteri economici, tende al tipo dell'ospizio di carità».
L'Italia del 2014 è un "ospizio di carità" indebitato e sull'orlo della bancarotta ma con le porte spalancate, cosi entra chi vuole e che progetta di aggiungere altri piani.

domenica, novembre 09, 2014

Investimento pubblico

Il mercato ha fallito.

«Per potenziare banda ultra larga è necessario intervento pubblico»
Per potenziare in Italia lo sviluppo delle reti fisse di nuova generazione, la cosiddetta banda ultra larga, è necessario un intervento pubblico visto che non è possibile contare sugli investimenti privati a causa degli alti costi «irrecuperabili» e della concorrenza che riduce ricavi e margini. Per di più «in presenza di una domanda ancora poco sviluppata». A sostenerlo sono le autorità indipendenti Antitrust (Agcm) e il Garante delle comunicazioni (Agcom).
Internet veloce, lo Stato dovrà investire sulla rete

IO CONTESTO!
Non è affatto vero che la "banda larga" sia una infrastruttura necessaria alla Nazione. Se Internet una volta non aveva un "business model" funzionante ma almeno esisteva l'idea di dare alla gente uno strumento di condivisione del sapere, adesso con la "post-PC era" e l'avvento dei "terminali mobili", come li chiama il marketing delle telefoniche, continua a non esserci un "business model" funzionante e in più la condivisione del sapere viene accantonata per il semplice intrattenimento e fruizione passiva. Internet è equiparata alla TV via cavo, come scritto chiaro nell'articolo. Contesto che si sia in presenza di un "fallimento del mercato", semplicemente non esiste questo mercato. Contesto l'idea che lo Stato debba spendere soldi per creare una infrastruttura non necessaria, che non ha un mercato e che comunque verrebbe poi "regalata" ad aziende private che ci faranno sopra un business truffaldino, vessatorio e arcaico come quello dei servizi a pagamento, in particolare l'intrattenimento televisivo. Contesto che abbiamo già pagato la conversione alla TV digitale con la stessa scusa, che era necessario mettere a disposizione della Nazione centomila canali televisivi, il risultato è che si sono moltiplicati i servizi a pagamento ma i contenuti disponibili sono sempre gli stessi.

Agenzie inutili che mentono o straparlano, marionette di gruppi di interesse.
E intanto l'Italia affonda e a noi succhiano il sangue.

A parte che la rete della telefonia fissa è già stata regalata ai privati con la cessione di Telecom tempo addietro, se domani lo Stato dovesse spendere i miei/nostri soldi per distribuire la connettività con "banda ultra larga" facendosi carico di costi che i privati non vogliono sostenere, io pretendo la connessione gratuita per tutti gli Italiani. E prego notare che una volta connessi ad Internet non si dovrebbe più pagare la telefonia. Questo spazzerebbe via le telefoniche truffaldine, che sono una lobby molto consistente e quindi non si farà mai.

giovedì, novembre 06, 2014

Tra sogno e realtà

Siccome vedo che molta gente vive in un mondo fatato, tutto arcobaleni e vogliamoci bene, ritengo sia utile ricordarsi il recente passato, che poi non è diverso dal presente. Un presente che i nostri simpatici governanti tengono opportunamente occultato in favore delle masse beote, vedi alla voce "cattocomunismo". La cosa divertente in retrospettiva è che lo stile cambia a seconda dei momenti e di chi è al governo. In certi momenti si fanno gli special patriottici sui bombardieri che decollano e in altri momenti non si dice assolutamente nulla di cosa stanno facendo le Forze Armate in giro per il mondo, tranne quando prestano soccorso.

Il passato:
- Bellini e Cocciolone: gli istanti prima dell'abbattimento su Kuwait City
- 1991, 21 gennaio - Interrogatorio di Maurizio Cocciolone prigioniero in Iraq

Conseguenze del cattocomunismo:
Bellini e Cocciolone furono gli unici prigionieri di guerra italiani di tutto il conflitto, e il loro status nei 47 giorni di prigionia, per un vuoto normativo delle Forze Armate, non fu mai completamente chiarito dalle autorità militari italiane: non essendo l'Italia formalmente in guerra con l'Iraq, nel loro stato di servizio non compare alcuna detenzione da parte del nemico, ma solo la generica distinzione "a disposizione del comandante di corpo", generalmente utilizzata per il personale in permesso temporaneo.

Tuttavia:
Gianmarco Bellini - Medaglia d'argento al valor militare.
«Comandante di "Tornado" impegnato nella sua prima, difficile operazione bellica notturna contro obiettivi militari fortemente difesi, riusciva ad effettuare, in presenza di condizioni meteorologiche avverse, il previsto rifornimento in volo e decideva, con chiaro sprezzo del pericolo e senza esitazione, di continuare da solo la missione che gli era stata affidata. Raggiungendo l'obiettivo, subito dopo aver sganciato il carico bellico a bassissima quota su un deposito di munizioni iracheno veniva fatto segno ad intenso fuoco contraereo. Sceso ulteriormente di quota sul deserto in piena oscurità, veniva colpito dalla violentissima reazione contraerea che rendeva ingovernabile l'aeromobile. Lanciandosi assieme al navigatore veniva fatto prigioniero. Manteneva, in mani nemiche, un contegno fermo ed esemplare, nonostante le violenze fisiche e morali subite. Chiaro esempio di professionalità, dedizione e coraggio, degno erede di una luminosa tradizione.»
— Cielo del Kuwait, 18 gennaio 1991

Il presente, che non è affatto diverso, inclusa la parte sullo "status":
- Medaglia d'oro all'alpino Andrea Adorno
Per la cronaca, L'Italia presta il quarto contingente in ordine numerico allo schieramento NATO impegnato in Afghanistan.

Il riassunto:
- Elenco missioni militari italiane all'estero
Scommetto che nelle scuole nessuno propone questo elenco. Scommetto che si parla solo di andare a cercare i cari "migranti" che sono tanto simili ai nostri nonni. Evviva la convivenza dei popoli. Evviva la pace.

Aggiunta:
Ecco cadere a fagiolo questo articolo di Repubblica, sempre alla voce "cattocomunismo": Riabilitare i disertori
In altre parole, non solo si domanda di levare il marchio di infamia dal nome dei disertori ma di equipararli ai caduti. Riflettere prego. Su quello che c'è sopra, sotto, davanti, dietro, su un lato e sull'altro. Mala tempora currunt.

martedì, novembre 04, 2014

Europa, spunto di riflessione


Wikipedia recita:
La battaglia di Poitiers (conosciuta anche come battaglia di Tours) fu combattuta in un giorno indeterminabile di ottobre (forse il 10, forse il 17, forse il 25) del 732 tra l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus, comandato dal suo governatore, ʿAbd al-Raḥmān b. ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, e quello dei Franchi di Carlo Martello, maggiordomo di palazzo (equivalente a capo dell'esecutivo e dell'esercito) dei re merovingi.

[...] Carlo si presentò con un composito esercito, essenzialmente composto da Franchi, con forti presenze di Gallo-latini e Borgognoni e con minori aliquote di Alemanni, di abitanti dell'attuale Assia e Franconia, di Bavari, di genti della Foresta Nera, di volontari Sassoni e, forse, di Gepidi e di cavalleria leggera visigota, con imprecisabili quantità di contingenti composti da altre popolazioni germaniche.

[...] l'Occidente cristiano si consolò, pensando di aver fermato l'espansione araba. Proprio nel descrivere questa battaglia, pochi anni dopo, il monaco lusitano Isidoro Pacensis nelle sue Cronache, usa per la prima volta l'aggettivo «europei» per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che per la prima volta avevano fermato gli invasori musulmani.

Nota: il corpo di spedizione arabo veniva dalla Spagna, quasi completamente annessa. Prego consultare l'atlante per vedere dove si trova Tours in Francia.

giovedì, ottobre 30, 2014

Capisci che sei alla frutta quando

Ti capita in mano un router nuovo nella sua scatola mai aperta, arrivi a casa, apri la scatola lo tiri fuori, lo appoggi al tavolo, lo guardi e dici "ma vaff... non ho voglia, chissenefrega", lo rimetti nella sua busta, richiudi la scatola e la lasci li. Ci pensi e ti accorgi che stai facendo lo stesso con qualsiasi altra cosa.

lunedì, ottobre 27, 2014

Cosa ricordo dei miei nonni

Mio nonno paterno si chiamava Ernesto. Era figlio di un preside, quindi apparteneva alla borghesia del tempo. Che però significava vita austera, collegio e estati da solo come un misto tra Heidi e Robison Crusoe un villaggio sulle montagne sopra il Lago di Como. Troppo giovane, riusci a schivare la Grande Guerra, anche se perse un fratello. Si diplomò geometra a Milano e trovò lavoro in una azienda che compiva opere di ingegneria in giro per l'Italia. A lui furono affidate le bonifiche di aree paludose, sovente in posti remoti e disabitati. Si sposo giovane con una donna che viveva in uno dei paesi lungo il Po da cui provenivano tradizionalmente i badilanti che venivano impiegati nei lavori di scavo delle bonifiche. Lei era figlia di un impiegato comunale. Ebbero due figli e mio nonno, un po' per carattere un po' perché per lavoro viveva in campagna, si occupò solo del suo lavoro e della famiglia, cercando di passare inosservato per tutto il resto. Quando arrivò l'Ultima Guerra lui era abbastanza vecchio e quindi riuscì ad imboscarsi, continuando a cercare di passare inosservato. Vivevano da sempre come "sfollati", seppure ben sistemati dal datore di lavoro di mio nonno, quindi non ebbero grandi patimenti in confronto alla gente di città. Finita la guerra si trovò senza niente come quasi tutti gli Italiani e tornò nei pressi di Milano dove si apprestava la grande ricostruzione e il boom edilizio. Da bambino mi portava in montagna a raccogliere i mirtilli e mi portava in cantiere a vedere le ruspe. Aveva un piccolo cortile dietro casa con un pollaio, pur abitando in città, chissà come erano contenti i vicini. Però erano tempi più semplici di oggi, erano i tempi in cui alla mattina e alla sera era un concerto di sirene e c'era il nebbione che non vedevi ad un passo. Andato in pensione si divertiva con un piccolo orto a fianco del pollaio e a distillare alcolici in cantina. Ad un certo punto, vinto dalla noia, ricominciò a lavorare in maniera non ufficiale per conto di un ingegnere, penso aiutasse a gestire i cantieri. E' morto poco prima di mio padre, negli anni '90, quando ormai era molto vecchio.

Mio nonno materno si chiamava Silio. Era figlio di un carrettiere. A tredici anni lavorava in fonderia. A diciassette fu richiamato coi Ragazzi del '99 e si trovò al fronte. Poi tornò alla fonderia e si sposò, avendo in seguito sette figli. Probabilmente ce l'aveva un po' col mondo e quindi si professava anarchico, anche se dubito avesse le idee molto chiare in proposito. Con l'avvento del Fascismo gli suggerirono caldamente di prendere la tessera del partito, lui sulle prime si rifiutò e prese un po' di bastonate. Quando però minacciarono di fargli perdere il lavoro, avendo tutti quei figli da mantenere, scese a più miti consigli. Durante l'Ultima Guerra lui e la famiglia dovettero passare momenti molto difficili, innanzitutto perché i soldi del salario non bastavano mai, mia nonna andava a comprare allo spaccio della fonderia facendo "segnare" e inevitabilmente si accumulava il debito. Mia mamma e i suoi fratelli vivevano col poco che c'era, in una abitazione povera, uno stanzone a piano terra, per lavarsi il catino, il cesso in cortile. Oltre la fonderia in città c'era anche un porto e quindi cominciarono i bombardamenti. Mio nonno Silio mandò moglie e figli "sfollati" presso una zia in campagna e li mia mamma incontro mio padre. Due dei fratelli di mia mamma, ancora bambini, morirono durante la guerra, uno per malattia, credo difterite e l'altro perché gli crollò addosso un muro diroccato mentre giocava. Ospedali e medicine allora erano una utopia. Mia mamma bambina fu ferita da un mitragliamento aereo alleato e fu curata dai Tedeschi, me li descriveva come soldati gentili, che giocavano con lei e i suoi fratelli pensando ai figli a casa. Poi arrivarono gli Americani che passando lanciavano la cioccolata ai bambini che non l'avevano mai vista, mia mamma me lo racconta ancora. E quando si fermavano tiravano fuori ogni ben di Dio. Finita la guerra mio nonno continuò come aveva sempre fatto come operaio in fonderia, la famiglia sempre povera anche se tutti gli Italiani stavano un po' meglio. Io l'ho conosciuto che era già in pensione, ad una certa ora usciva e andava all'osteria. Dopo poco si ammalò e mori per cause imprecisate, a quel tempo e in quel luogo non c'erano tutte le cure che ci sono oggi per gli anziani. Me lo ricordo con gli occhiali spessi, che mi mostrava le medaglie e che cantava "Sette Giorni sull'Ortigara".

sabato, ottobre 25, 2014

Un post da nerd: software libero per gente libera

Tempo fa parlavo con un amico e mi diceva che se togli lo smartphone a suo figlio questi diventa un reietto, un emarginato, perché tutta la vita sociale di questi ragazzi si svolge con la mediazione di determinati strumenti hardware e software, gli stessi per tutti. Io ho risposto che capisco il meccanismo in generale ma non mi capacito di come questi ragazzi non abbiano nessuna velleità di distinguersi dalla massa, per esempio adoperando degli strumenti differenti. Anche perché è una cosa che non richiede alcuno sforzo particolare.

Il software libero. Di solito con questa espressione si intende un software che volendo si può usare e modificare a piacimento, avendo come unica restrizione quella di riconoscere formalmente la primogenitura degli autori. Facciamo il caso più comune, Linux o GNU-Linux.

Cosa è Linux? Ve la semplifico, è una accozzaglia di software messo insieme più o meno alla rinfusa, sviluppato da una galassia eterogenea di autori che va dai dipendenti a tempo pieno di colossi dell'informatica come IBM fino a studenti che scrivono programmi per divertimento e per imparare. Le cose sono realizzate e messe insieme senza una regola, ognuno fa come gli pare, quando gli pare e per le ragioni che preferisce. Per esempio una grande azienda può distribuire del software come "libero" perché altrimenti non ha più mercato e uno studente può distribuire del software "libero" perché è divertente.

Che differenza c'è rispetto al software "commerciale", per esempio Windows? A parte i tecnicismi le differenze sono due:
1. il software "commerciale" non appartiene a chi lo usa, gli viene solo concesso di adoperarlo a certe condizioni stabilite da un contratto. Anche se avete fisicamente in mano un CD-ROM di Windows non significa che Windows vi appartiene, lo potete usare solo fintanto che rimane valido il contratto che avete sottoscritto con Microsoft, il proprietario. Se per ipotesi domani il contratto venisse annullato, perdereste qualsiasi diritto di usare Windows. Cosa che diventa ovvia nel momento in cui si passa ad una modalità "pago a consumo", cioè il software viene distribuito con un modello per cui si paga un abbonamento periodico.
2. il software "commerciale" non si può modificare in nessun modo. Se per ipotesi l'azienda che lo distribuisce apporta una modifica al software che non si accorda alle vostre abitudini o necessità, non potete farci nulla. Vi dovete adeguare.

Col software libero invece non ci sono restrizioni di sorta, esiste una specie di "libreria virtuale" dalla quale potete prendere il software che vi serve e farne l'uso che preferite. Non solo, vi viene anche fornito il "sorgente" del programma, cioè il codice in cui è stato scritto, nel caso vogliate modificarlo. Sembra bello. Ma ci sarà l'inghippo, direte voi, altrimenti tutti userebbero il software libero. Infatti c'è.

Il problema del software libero è che, siccome non viene venduto ma semplicemente reso disponibile a chi se ne voglia servire e siccome non esiste nessuna autorità che coordina e gestisce lo sviluppo dei vari progetti, nessuno si preoccupa delle esigenze o dei gusti di chi lo userà. Se lo vuoi, eccolo qui. Se non lo vuoi, fatti tuoi. Ti piace? Bene. Non ti piace? Ecco i sorgenti, fai i cambiamenti che preferisci. Oppure fattene uno tuo. A questo punto voi direte "caspita ma cosi verrà fuori un pasticcio inutilizzabile". Si e no.

In realtà è relativamente facile prendere dalla "libreria virtuale" un certo numero di programmi, metterli insieme in modo che costituiscano un insieme coerente e realizzare qualcosa che sia molto simile a Windows (per esempio). Questo insieme si chiama "distribuzione". Dato che è facile mettere insieme una distribuzione, ne esistono decine. Normalmente una distribuzione consiste in un CD-ROM (di recente, anche una chiavetta USB) che permette di installare il Sistema Operativo (come Windows) più tutti i driver e una collezione di applicazioni per gli usi più comuni. In cosa si differenzia una distribuzione da un'altra? A parte quelle destinate ad un uso specialistico, quelle per l'uso generico sono tutte molto simili, direi equivalenti. Le differenze consistono nei singoli componenti presi dalla "libreria virtuale" ma sopratutto nel modo in cui vengono gestiti gli inevitabili problemi che derivano dal fatto che ognuno di questi componenti va avanti per conto suo, ignorando quello che fanno gli altri. Quindi la distribuzione si deve fare carico di scegliere i componenti, la loro versione e metterli insieme in modo che il tutto rimanga coerente e che funzioni. In sostanza la distribuzione supplisce a posteriori alla mancanza di una autorità che coordini lo sviluppo del software libero.

Eccoci alla domandona: perché usare software libero invece di software "commerciale", per esempio Windows?
Ci sono due motivi.
1. perché è più divertente.
Questo ovviamente interessa a chi si diverte ad usare un computer. Chi invece lo fa solo per necessità tenderà a usare lo strumento che richiede meno fatica. Questo potrebbe essere Windows oppure no, a seconda dei casi. Vedi sotto.
2. perché è molto più facile configurare il computer in base alle proprie necessità e preferenze.
Il software libero per sua natura offre molte alternative per una stessa funzione. Quindi se un determinato modo di fare una cosa non vi soddisfa, è possibile che ne troviate altri che sono più adatti. Facciamo un esempio banale: avete un computer di qualche anno fa. Le nuove versioni di Windows non funzionano su questo computer perché richiedono una combinazione hardware più recente. Se non volte buttare il computer vecchio e comprarne uno nuovo potete usare una distribuzione Linux che supporta l'hardware del vecchio computer. Un altro esempio ovvio è dato dalla recente conversione di Windows dalla "interfaccia desktop" classica a quella "a piastrelle", che a sua volta dipende dall'uso di software realizzato con un nuovo insieme di strumenti. Questa interfaccia è stata pensata per dispositivi touch screen ma se voi state ancora usando mouse e tastiera vi potrebbe riuscire indigesta. Con le distribuzioni Linux potete scegliere tra diverse interfacce differenti.

Esiste anche la ragione 3. perché è gratis.
Non tutto tutto ma la maggior parte dei software libero è anche gratis. Prego notare che in inglese "libero" e "gratis" si scrivono con la stessa parola, cioè "free". Ma sono due cose diverse. Comunque facciamo un esempio concreto, la suite "office". Esistono varie alternative di software libero che sono anche gratis. Quindi chi ha un budget limitato può scegliere il software libero invece della controparte "commerciale". Un caso di cui si discute di tanto in tanto è l'adozione del software libero da parte della Pubblica Amministrazione per svincolarsi dai costi sottesi alle licenze del software "commerciale".

Veniamo all'argomento che personalmente trovo più rilevante: la necessità di opporsi al conformismo. Io tendo ad usare lo strumento più comodo per fare una certa operazione. Non ho pregiudizi ideologici. Ma quando mi accorgo che mi vengono tolte le alternative per obbligarmi a rientrare in un certo "modello di comportamento/consumo" allora cerco di svincolarmi. L'uso di software libero per me non è una questione solo pratica è anche una questione di libertà, intesa come facoltà di scegliere. Fare una cosa solo perché la fanno tutti, anche se non è la cosa migliore, è un modo di essere che non mi appartiene.

Nota: purtroppo un problema catastrofico è che non esiste l'hardware libero.

martedì, ottobre 21, 2014

Never ending story - le politiche neoliberiste e la austerità

Continua nella indifferenza generale la saga del portale "italy.it".
Per chi non se lo ricordasse, è questo, dal celeberrimo video Rutelli and Italia.it, giusto nel caso vi venisse in mente il ritornello del ventennio berlusconiano.

Leggo oggi sul Corriere che le politiche del rigore stanno facendo un'altra vittima:
Italia.it, un’occasione persa costata venti milioni di euro
[...] il tormentone di Italia.it, il sito che doveva «vendere» il nostro Paese sul mercato mondiale non è finito. Ieri ha sbattuto la porta il direttore, Arturo Di Corinto. Ritiene «poco dignitoso», a ragione, che lui e i pochi dipendenti rimasti lavorino da mesi senza essere pagati. Per un sito costato una cifra mostruosa: venti milioni di euro.
Però con quei venti milioni qualcuno è stato pagato, o no? Come mai nessuno si è dimesso in questi DIECI ANNI? (vedi sotto).
[...] i milioni stanziati per il progetto dal ministro berlusconiano Lucio Stanca nel lontano 2004 erano addirittura 45. Incrementati più avanti da altri 10.
Bei tempi, quando ancora la Merkel non ci aveva imposto il rigore. Cosi bisogna fare, coraggiosi e forti interventi keynesiani. Per chi non lo sapesse, in un mondo "normale" il portale si poteva fare con poche migliaia di euro. Dai Renzi, adesso mi aspetto gli 80 euro per i webmaster.

A margine, come non ricordare questo altro video fenomenale: Ciao Al, De Magistris invita l'attore. Tralasciando le recenti vicende tristi di magistrato, eletto, poi condannato che invece di "rispettare la sentenza" si rifiuta di lasciare l'incarico, mentre quando lui era dall'altra parte le dimissioni dovevano essere immediate già in fase di indagine, prego notare che questo uomo di cultura fatica a parlare in italiano. Immaginatevi cosa deve essere uno scugnizzo di Scampia.

lunedì, ottobre 20, 2014

Di male in peggio e in peggio e in peggio

Cittadinanza più rapida per i bambini stranieri. Renzi: "Ius soli temperato, sarà sufficiente un ciclo scolastico"(ansa)
La cittadinanza italiana ai figli degli stranieri. Per Renzi «un fatto di civiltà», un vagone di quel treno dei diritti civili che partirà dopo la sessione di bilancio e la legge elettorale. I renziani ne parlano fin dai tempi della prima Leopolda e, a grandi linee, il progetto ormai è definito. Non sarà un’apertura indiscriminata, ma si passerà dallo ius sanguinis ( è cittadino solo chi nasce da italiani) a uno ius soli temperato: cittadinanza per i bambini che nascono in Italia da genitori immigrati, a patto però che concludano un ciclo scolastico.

Il disegno di legge del governo arriverà a fine anno, stavolta alla Camera — mentre delle unioni civili se ne occuperà prima il Senato — e l’obiettivo di Renzi è farlo diventare legge nel 2015. Che ne abbia parlato in televisione dopo la manifestazione anti-immigrati della Lega a Milano non è nemmeno un caso. Attaccato da sinistra per il Job’s Act, con le unioni civili e il “ddl Balotelli” sulla cittadinanza il capo del governo punta a spiazzare i suoi avversari, senza farsi trovare là dove lo stanno aspettando. Così, per scrollarsi di dosso l’etichetta di destra che gli stanno cucendo addosso, rilancia su un tema dove aveva fallito la precedente ministra dell’Integrazione Cecile Kyenge.
Cittadinanza più rapida per i bambini stranieri. Renzi: "Ius soli temperato, sarà sufficiente un ciclo scolastico"

Stupidità, incoscienza, cinismo. La simpatica "sinsitra" ci sta spingendo con la fanfara verso la guerra civile. Sono appena stato in banca a piangere sulle mie finanze, sta andando tutto a catafascio. Torno a casa, passando in mezzo alla folla variegata del ghetto stile Blade Runner in cui ormai vivo e leggo che il Parlamento prossimamente si occuperà di "unioni civili" e di "jus soli". Risultato inevitabile, vi odio tutti. Continuate a tirare la corda, continuate...

venerdì, ottobre 10, 2014

Un elogio e modifiche al blog

Prima cosa, devo dire che il Pronto Soccorso in generale a me sembra la parte migliore della sanità italiana. Cioè funziona al contrario. Ci vai e ti curano li per li. Sarà che non c'è concorrenza possibile tra pronto soccorso e studio professionale privato, sarà che le problematiche del pronto soccorso richiedono azione e non passaggi di mano burocratici. Stamattina ci sono andato lamentando un orecchio tappato. Mi dispiaceva andare al Pronto Soccorso per un problema banale come questo ma era davvero fastidioso e non mi andava di fare la solita trafila. Mi hanno detto di tornare ad una data ora, sono tornato, mi hanno dato un foglio, poi è venuto il medico e mi ha stappato l'orecchio e già che c'era anche l'altro. D'accordo, ci devo tornare tra una settimana ma va già molto meglio. Il tutto in "codice verde", significa che ti guardano solo se e quando non c'è nessuno che sta male sul serio, però intanto ti guardano e anche gratis. Fosse tutto cosi...

Ho cambiato alcuni dettagli del blog:
1. cambiato il font Arial col webfont OpenSans. Il nuovo font non deve essere installato sul vostro dispositivo, lo scaricate da Internet insieme alla pagina del blog. E' una funzione interna di Blogger quindi dovrebbe già includere la gestione delle eventuali problematiche.
2. cambiato dimensione del font e interlinea del testo.
3. aggiunta una modifica CSS per spaziare i post e per coprire tutta la finestra con l'immagine di sfondo, che di conseguenza viene "stirata" quando la finestra ha una proporzione differente dall'immagine. Inoltre l'immagine non scorre insieme al blog.

Cosa ve ne pare? Meglio o peggio?
Se avete domande su modifiche da apportare al vostro blog, chiedete pure.

Nota:
attenzione, i modelli di Blogger per qualche ragione forzano Internet Explorer a visualizzare le pagine come se fosse Internet Explorer 7. Essendo Internet Explorer 7 una versione molto datata, le cose contemporanee non funzionano correttamente.
Per risolvere l'inconveniente bisogna sostituire questa riga nel HTML del modello:
<meta content='IE=EmulateIE7' http-equiv='X-UA-Compatible'/>
con questa:
<meta http-equiv="X-UA-Compatible" content="IE=9; IE=8; IE=7; IE=EDGE;" />

domenica, ottobre 05, 2014

Diritti dei lavoratori

Leggo sul mio quotidiano comico preferito, Repubblica:
Oltre il 30% dei certificati medici dei lavoratori dipendenti viene presentato di lunedì con la Calabria che ha il record di giorni medi di malattia all'anno di 34,6 e che salgono addirittura a 41,8 nel settore privato. Tra i lavoratori dipendenti più "cagionevoli" troviamo anche i siciliani (con 19,9 giorni medi di malattia all'anno), i campani (con 19,4) e i pugliesi (con 18,8). Gli operai e gli impiegati più "robusti", invece, li troviamo a Nordest. Se i lavoratori dipendenti dell'Emilia Romagna rimangono a casa mediamente 16,3 giorni all'anno, in Veneto le assenze per malattia scendono a 15,5 per toccare il punto più basso nel Trentino Alto Adige, con 15,3 giorni.
Lavoro - Ufficio studi della Cgia di Mestre
Praticamente le assenza per malattia dei Calabresi sono tra il doppio e il triplo di quelle dei Veneti. Delle due l'una, o in Calabria c'è un clima pessimo oppure l'ennesimo luogo comune razzista viene confermato dai fatti.

Umanamente comprensibile che uno si voglia prendere un giorno di libertà ogni tanto. Il guaio è che i giorni di malattia sono pagati quindi in soldoni si tratta di una truffa.

venerdì, ottobre 03, 2014

Una delle tante cose che non vi dicono sulla immigrazione

Prego leggere questo articolo:
Fiumicino, atterrano e fuggono sulla pista così si dileguano mille immigrati all'anno

Attenzione:
1. Togliere tutta la vomitevole coloritura strappalacrime di matrice cattocomunista che l'estensore ha dovuto aggiungere ai fatti per guadagnare la pagnotta. Qui non ci sono "rifugiati" o "profughi", "scafisti delinquenti" e "bambini morti", questi arrivano comodamente con l'aereo e vengono istruiti su tutte le mosse da fare per sparire nel nulla.
2. Considerare che si parla solo di Fiumicino, ci sono altri scali in Italia e ci sono altri scali in Europa. Quanta gente entra e esce rimanendo invisibile?
3. Considerare che tutti sanno che esiste questo traffico e nessuno a quanto pare interviene. A chi fa comodo?
4. Considerare che possono essere malati di ebola, lebbrosi, tagliatori di teste, terroristi, assassini, criminali, spie, chiunque.

Poi le anime belle mi vengono a dire che il fenomeno dei "migranti" è spontaneo e che non esiste nessun piano e nessuna organizzazione che gestisce tutto il movimento, che è solo una "teoria del complotto". Qualsiasi cosa ci capiti, vorrà dire che ce la saremo meritata.

Ultima cosa: oltre a sapere che un sacco di gente scende dall'aereo e si dilegua nel nulla, tutti sanno anche che in Italia circolano migliaia o milioni di persone senza documenti, di cui non si sa nulla. Epperò io devo rendere conto di ogni passo che faccio e se supero la linea gialla mi sbattono in galera con Corona. Bolli, permessi, carte, patenti e patentini, senza contare il continuo tentativo di schedare tutti quelli che gestiscono un blog e di mettere restrizioni all'uso del Web. E' un mondo tutto alla rovescia e che vada bene cosi dovrebbe fare pensare a cosa c'è nelle teste degli Italiani.

giovedì, ottobre 02, 2014

Limoni milanesi

In un angolo del Parco Nord, che come avrete indovinato si trova alla periferia nord di Milano, c'è una piccola fila di queste piante spinose che producono dei frutti gialli che sono evidentemente degli agrumi. Hanno un odore simile al pompelmo. Qualcuno mi sa dire di che pianta si tratta?


venerdì, settembre 26, 2014

Altra escursione sui sentieri e ai rifugi di Lecco

Questa volta ho visitato il rifugio S.E.V. situato all'Alpe di Pianezzo sul versante nord dei Corni di Canzo, in posizione panoramica sul sottostante Lago di Lecco e sulle Grigne.

Escursione facile, partenza da Valmadrera, località Belvedere (320m) arrivo al rifugio S.E.V. (1276m) dislivello 900m, durata 2 ore circa. Una volta arrivati nella località Belvedere si trovano tutti i segnavia e una mappa dei sentieri sopra Valmadrera.

Siamo partiti per prendere il sentiero "classico", cioè il sentiero 7 ma dall'inizio dell'estate risulta chiuso causa massi pericolanti, quindi abbiamo ripiegato sul sentiero 5 che fa un giro più largo e si riunisce al 7 in alto, a circa tre quarti della salita. Dato che la situazione dei sentieri potrebbe cambiare e siccome da Valmadrera ci sono molti sentieri alternativi e molte cose da vedere, vi rimando ad una descrizione più dettagliata qui: Rifugio S.E.V. Pianezzo, cosi potete scegliere il percorso che preferite. Quello che ho fatto io era quasi tutto nel bosco, di difficoltà media con alcuni tratti più impegnativi di rocce in cui bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi, sopratutto in discesa. Nel dubbio, aiutatevi con le mani. Il rifugio S.E.V. è molto grande e praticamente nuovo, sembra un piccolo albergo. Il primo tratto di salita sembra essere meta di gite scolastiche infatti abbiamo incontrato due o tre classi di bambini che salivano con noi schiamazzando. Dal rifugio si può proseguire verso i Corni di Canzo ma attenzione che si va sul difficile, se non siete escursionisti esperti lascerei perdere. In questo periodo dell'anno basta una nuvola e la temperatura precipita. Mi raccomando indumenti appropriati. Non fidatevi delle stramaledette previsioni del tempo.


Lago di Como


Grigne viste dal lato opposto rispetto al rifugio Buzzoni dal post precedente


Altro ramo del lago, Lecco e sullo sfondo il Resegone


Pecore alpiniste

Nota: la particolarità di questa escursione per chi viene da Milano è che Valmadrera si trova prima di Lecco lungo la Valassina. Da casa mia sono circa 35 minuti di macchina. Per fare un paragone, l'alta Valsassina sono circa 80km per 1 ora e 30 minuti di macchina. Quindi se volete partire tardi o tornare presto, questa escursione fa alla bisogna.

giovedì, settembre 25, 2014

Luoghi comuni?

Ogni tanto ci sono dei lampi di luce, forse involontari o forse no, che aprono uno spiraglio nello scenario di cartapesta del tutto artefatto che è l'Italia contemporanea. Eccovi due esempi, Anno di Grazia 2014. Vi suggerisco di leggere con calma perché la perfezione sta nei dettagli:

Falsa invalida in barella filmata al supermercato mentre fa la spesa
Blitz contro una vasta organizzazione di «furbetti» guidata da un bidello. Il gip: un «circo» con medici e funzionari Inps compiacenti. Cinque arrestati e 101 indagati.
Napoli, capitale europea dei soldi fasi
... più del 50% del denaro contraffatto nell’eurozona viene prodotto nell’hinterland partenopeo: a Giugliano, Afragola, Marano, Quarto, Pozzuoli, Aversa.

2014

lunedì, settembre 22, 2014

Due escursioni raccomandate, sentieri e rifugi di Lecco

Per ulteriori informazioni sui rifugi e sugli orari di apertura, vi rimando al sito Rifugi di Lombardia. Vi raccomando di visitare la montagna col dovuto rispetto, quindi zaino, acqua, ricambio di vestiti, qualcosa che vi tenga caldi e scarpe comode. Se vi trovate davanti ad un tratto che vi sembra troppo impegnativo o il tempo peggiora, tornate indietro. Tutto quello che portate su deve tornare giù con voi, non lasciate rifiuti sul sentiero o al rifugio.

* Escursione facile, da Erve (quota 565m) al rifugio Alpinisti Monzesi (quota 1173m), 600m di dislivello, durata in ore circa 1.30.
Si arriva al paese di Erve, si posteggia l'auto appena possibile, si cammina lungo la strada che taglia tutto il paese e si arriva in fondo ad un rotonda da dove comincia il sentiero 11.

Il sentiero è di pendenza media o facile, tutto coperto dagli alberi con solo pochi tratti di rocce dove bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Si deve guadare il torrente che corre a fianco al sentiero tre o quattro volte, camminando sui sassi che affiorano per chi non ha scarpe resistenti all'acqua. Si arriva facilmente al rifugio e da li volendo si può proseguire per altre mete.

* Escursione facile ma per gente con allenamento alla resistenza, da Introbio (586m) al rifugio Buzzoni (1650m), 1000m di dislivello, durata in ore circa 2.30.
Si arriva al paese di Introbio in Valsassina, si posteggia o subito davanti alla stazione dei Carabinieri oppure si gira alla prima stradina a destra, ci si inoltra per qualche decina di metri e si trova un posteggio sulla sinistra. Lasciata la macchina si prende la strada a destra che sale verso la montagna e si arriva al segnavia del sentiero 25.

Il sentiero è di pendenza media, con qualche tratto appena più ripido. Il fondo varia da terra battuta a rocce di grana grossa o media. Non presenta particolari difficoltà se non il fatto che è abbastanza lungo. La maggior parte è coperta da alberi e abeti, ci sono due o tre attraversamenti del torrente che corre a fianco ma ci sono dei ponti appositi, non occorre guadare. Il sentiero per alcuni tratti si incrocia con piste carrozzabili. Attenzione che un terzo almeno sale su un versante in ombra, questo abbatte drasticamente la temperatura rispetto alle zone al sole. Alla fine si arriva al piccolo rifugio Buzzoni che si trova su una sporgenza che affaccia di fronte alla Grigna. Dal rifugio si può proseguire in un percorso ad anello verso altre mete.

Alcune immagini del sentiero 25 e della vista dal rifugio Buzzoni. Dietro l'albero c'è la Grigna, fidatevi.






sabato, settembre 20, 2014

Ovvio al quadrato

Prego leggere questo articolo: Italia.it, una fine senza fine.
Dell'argomento avevo già parlato in passato, per esempio qui: Italia.it, preferivo non sapere e qui: Difficile vivere in Italia - IWW, Italy Wide Web.
Sempre la stessa storia. Tutto prevedibile, tutto scontato. Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori.

martedì, settembre 16, 2014

Razzismo

I rifiuti del Sud negli inceneritori del Nord
Dove andranno i rifiuti del sud, in primis quelli di Roma e della Campania, dove si trovano ancora centinaia di migliaia di ecoballe da smaltire? La Regione con maggior numero di inceneritori è la Lombardia (13 dei 55 presenti in Italia). Oltre a Brescia la monnezza potrà essere incenerita anche a Milano (compresi gli impianti di Sesto e Trezzo d’Adda), Dalmine ma anche a Cremona.
Inspiegabile, inammissibile, insostenibile. Oltre il solito discorso sul Sud che è capace solo di "piangere e fottere", davanti a cose come questa dovrebbe esserci una cascata di dimissioni di tutti i dirigenti a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale, indagini della Magistratura e se vengono rilevati illeciti, processi e condanne, revoca di tutti i contratti con i fornitori, eccetera.

Invece nulla. Silenzio. Va bene cosi. Tutti bravi, diamogli il premio di produttività. Gli scandali sono solo a Milano e possono riguardare solo un certo tipo di gente. Un gaglioffo come Corona si prende quindici anni di galera, pericolo pubblico numero uno. L'Italia non vive se non vengono chiarite le vicende del caso Ruby. Tangenti sui lavori dell'EXPO. Che poi in Lombardia non si riesca a respirare, a chi importa?

Il Comune di Milano che impone il pedaggio per entrare in città e ridurre l'inquinamento, tutto intorno ci sono gli inceneritori che bruciano le "ecoballe meridionali" che nessuno vuole, uno anche vicino casa mia.

Mi fa schifo l'Italia, gli Italiani e mi faccio schifo io che sono qui perché non ho avuto il coraggio per andarmene quando potevo.

domenica, settembre 14, 2014

Tra furbizia e stupidità

Questo dato di fatto io lo conosco da quando ho l'uso della ragione, quindi da oltre tren'tanni.
Di quando in quando incontro persone che sembrano non averne idea.
Mi rimane la curiosità di sapere se queste persone ci sono o ci fanno, cioè se non ci arrivano perché minorati o lo sanno bene e fanno finta di non capire perché gli conviene.

Articolo del Corriere: Meno soldi a chi è ora in pensione, altrimenti i giovani restano senza

In realtà anche l'articolista e la persona citata fanno finta di non sapere che la questione è molto più ampia del problema rappresentato dal tracollo del sistema pensionistico. Quello che si sta avviando al tracollo è tutto il sistema dei "diritti" che è stato costruito a partire dagli anni '70 e che si fonda su due premesse, la "crescita economica infinita" e "la ridistribuzione della ricchezza". La prima premesse consiste nella idea che ogni generazione si appoggia sulle generazioni successive e che queste disporranno di sempre più ricchezza. La seconda premessa di origine vagamente marxista parte dal presupposto che sia comunque giusto a priori prendere a qualcuno per dare a qualcun altro con l'unico scopo di ottenere l'uguaglianza.

Un prodotto della prima idea è il sistema pensionistico che svincola la rendita dall'accantonamento.
Un prodotto della seconda idea è l'uso indiscriminato del Pubblico Impiego e della Spesa Pubblica come "ammortizzatore sociale".

Poi Renzi ci informa che l'Italia non è ripartita.
Matteo, la vedo dura, per aiutarti ti metto questo link:
Blue Pill or Red Pill

sabato, settembre 13, 2014

I musei, Franceschini e Internet

Ascolto una intervista a Franceschini alla radio.
Si tratta del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo nell'attuale governo Renzi.

Dopo la solita pappardella in "sinistrese" sul fatto che in Italia ci sono migliaia di musei che rappresentano una risorsa, che per il governo Renzi qualsiasi cosa è una risorsa, vorrai mica dire a qualcuno che è un peso per la Nazione, a Franceschini viene fatto notare che i musei italiani o non hanno un sito Web oppure se ce l'hanno non viene aggiornato per anni.

Come risponde Franceschini?
"Perché, i musei non sono sui social?".

Al che Lorenzo, che è già giustamente nauseato a priori dal fatto che parla uno "di sinistra", sente "punf" e "punf", poi si deve chinare a raccogliere le braccia coi denti. Fransceschini, capisco che ti sei fatto spiegare da tua nipote cosa sono "i social" e adesso devi fare vedere che sei ganzo come il Renzi. Ti sei perso un pezzo e cioè cosa è Internet e cosa è un sito Internet, cosa ci puoi fare, eccetera. Tu sei uno che ha la pretesa di trovare "giovani talenti" da nominare direttore di museo e affidagli budget milionari. Pensa a cosa può essere l'italiano medio.

Avviso per il lettore: vi prego di non commentare con cose tipo "perché, che differenza c'è tra Internet e un sito Internet, oppure tra Internet e i social?" Se state per scrivere un commento del genere sappiate che io vi odio, sono cattivo, quindi vi risponderei male o malissimo. Votate Renzi e dormite sonni tranquilli.

Lezione del giorno:
"Il kiwi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane del genere Actinidia, famiglia delle Actinidiaceae"
(Wikipedia)

mercoledì, settembre 03, 2014

30, 100, 150 mila

Aggiornamento ai precedenti post sulle "riforme" del Caro Leader:
Avevamo detto che erano in programma 30 mila assunzioni, poi sono diventate 100 mila e adesso leggo che saranno 150 mila.
Centocinquantamila precari assunti per decreto.... legge di Stabilità che «dovrà prevedere il finanziamento del piano straordinario di assunzioni a decorrere dall’anno scolastico 2015-16 di tutti i precari storici iscritti nelle graduatorie a esaurimento aggiornate a luglio 2014 e dei vincitori e idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012». Il secondo passaggio consisterà nella predisposizione di un decreto legge. Per spiegare i requisiti di necessità e urgenza dello strumento normativo scelto - la riforma per decreto - il documento del governo invoca la gravità della situazione economica «che impone scelte che valorizzino la cultura»
Gli 11 obiettivi della Buona Scuola
La cosa che mi fa imbestialire è il discorso vigliacco sulla "valorizzazione della cultura".

giovedì, agosto 28, 2014

La fantascienza

Liceali, stage al museo. E alle elementari più maestri per classe
Ora, considerato che le imprese italiane non assumono, chiudono o delocalizzano, l'ideona del governo del Caro Leader è mandare gli studenti a fare fantomatici "stage" nelle stesse aziende, le quali ovviamente hanno li pronto il personale per stare dietro ai ragazzi che non sanno fare nulla. Chiunque abbia questa idea non ha mai avuto una azienda da gestire e non ha mai avuto uno stagista. Che poi non è ne un diplomato e nemmeno un laureato, è uno studente delle superiori.

Aggiungo che ci sono ancora due barzellette, la prima è quella di aumentare le maestre alle elementari, di questo passo ci sarà in classe una maestra per ogni bambino. La seconda barzelletta, questa veramente fantastica è:
...per i liceali è importantissimo confrontarsi con il mondo del lavoro, potrebbero usare le due settimane di alternanza per “lavorare” nei musei o seguire i restauri di opere d’arte»
Immagino che stare in un museo (a fare cosa, a leggere la Gazzetta, che è quello che fanno i dipendenti del museo?) per l'articolista e per i ministri del Caro Leader significhi "confrontarsi col mondo del lavoro". Al che è manifestamente evidente che chi parla non ha idea di nulla, ne della scuola, ne dei musei ne sopratutto del "mondo del lavoro". Ma se vuoi fare capire ai ragazzi che per assicurarsi il vitalizio devono fare un concorso farlocco e farsi assumere nella Pubblica Amministrazione, lo stage lo possono fare a scuola, insieme ai loro insegnanti, non c'è bisogno di mandarli in un museo che poi gli cade un quadro o una statua su un piede. Di quelli abbandonati a migliaia nei corridoi e negli scantinati.

Ah no, aspetta. I liceali li mandi nei musei perché sono "studiati". Quelli degli istituti tecnici li mandi nelle "aziende", anche se non sai cosa sia una azienda, perché cosi si abituano ai lavori manuali. Colpo di genio. Nella ipotesi paradossale che l'azienda sia interessata ad avere inutilissimi studenti in mezzo ai piedi e che gli studenti imparino qualcosa, gli stessi studenti poi devono tornare a scuola dove non gli viene insegnato nulla che abbia a che fare col "mondo del lavoro". Un buon modo per motivarli. Ma allora mandiamoli a fare lo stage direttamente nei call center.

Tutto questo, ve lo devo ricordare, nel quadro generale in cui il 70% degli Italiani è semi analfabeta e gli studenti italiani sono tra gli ultimi al mondo per preparazione. Qui sembra che gli studenti siano tutti scienziati ma gli manchi la la "esperienza" del "mondo del lavoro" e che fuori dalle scuole ci siano le aziende ansiose di assumere questi nuovi talenti, bisognose di espandere la propria produzione o i propri laboratori di ricerca ma non possono farlo perché gli studenti hanno una formazione troppo accademica. Ma di che epoca stiamo parlando? Venti, trenta, quaranta anni fa? Signori, gli studenti italiani non sanno un cacchio di niente. E questo dipende dal fatto che gli insegnanti sono impreparati e/o non lavorano. Non esiste nessun meccanismo che misuri la qualità dell'insegnamento delle scuole. Quando poi escono da scuola i ragazzi non trovano lavoro perché il lavoro non esiste e dove esiste, è richiesta una super specializzazione, tipo il venticinquenne con laurea in astrofisica e ingegneria nucleare che parli fluentemente inglese, tedesco e cinese. Stiamo parlando di fare l'apprendista di un idraulico o di un elettricista? Basta la terza media, magari un corso serale e il pelo sullo stomaco. Ma che stage e sopratutto ma che scuola.

Assumiamo 100 mila insegnanti per poi delegare la formazione all'apprendistato presso le "aziende" perché la scuola di perse è inutile. Economicamente non fa una piega.

Il destino della nazione è affidato a questa gente.
Questo è il meglio dell'Italia.
E questi sono i giornali e i giornalisti, che pubblicano queste boiate pazzesche senza battere ciglio.

mercoledì, agosto 27, 2014

Putroppo mi tocca essere pedante

Più di quanto non sia di solito, voglio dire.
In questi giorni non manca mai in prima pagina almeno un articolo con la foto del Caro Leader che gonfia il petto e un articolo che descrive le inaudite riforme che i suoi ministri stanno approntando. Perché, ragazzi non siamo mica qui a togliere il guscio ai semi di zucca, il PD è il punto di riferimento dell'Europa. E infatti...
Scuola, svolta sui precari: subito l'assunzione per 100 mila insegnanti
... con il miliardo e mezzo di euro fin qui trovato per la scuola (aggiornamento alle ore 22 di ieri) il ministero dell'Istruzione prenderà centomila tra precari delle Gae (le Graduatorie a esaurimento che oggi ospitano 155 mila aspiranti insegnanti) e vincitori dell'ultimo concorsone rimasti ancora fuori dall'insegnamento (altri novemila) e li porterà in cattedra, a ruolo, definitivamente. Centomila, fonti sindacali, sono stati i tagli di posti da docenti tra il 2009 e il 2011. Centomila (e forse qualcuno in più) saranno quelli che - superata l'emergenza spending review - il governo Renzi restituirà...
I tagli di posti da docenti?
Superata l'emergenza?
Il governo Renzi restituirà?

Non posso credere a quello che leggo.

In un post precedente paventavo il fatto che ci saremmo fatti carico di altri 30 mila insegnanti meridionali nel momento che il Debito aumenta alla media di 20 miliardi al mese. A quanto pare il Governo non stava "restituendo" abbastanza, i nuovi assunti saranno più del triplo, 100 mila. La cosa "divertente" è che questa restituzione continuerà per tutta la mia vita, quando morirò staremo ancora restituendo. Ogni singolo giorno di ogni singolo anno, per sempre. Faccio presente al lettore che quando si dice "tagli di posti" a qualsiasi branca della Pubblica Amministrazione significa che a fronte dei pensionamenti non vengono immediatamente assunti dei sostituti oppure che il numero di nuovi assunti è inferiore a quello degli anni precedenti, a prescindere da considerazioni di bilancio e/o efficienza. Nessuno mai viene licenziato, il "posto pubblico" in Italia è molto più sacro del vincolo de matrimonio, quindi oltre a "restituire" 100 mila nuovi stipendi naturalmente pagheremo gli stipendi degli attuali insegnanti, pagheremo la loro pensione e la pensione di tutti i predecessori.

sabato, agosto 23, 2014

Apocalisse in autunno

"Non è affatto vero", per il premier, che la scuola "sia un problema, ma un asset strategico del nostro Paese, che va valorizzato e messo in sicurezza. In ogni caso la sfida educativa è la mia priorità. Tra dieci anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l'Italia sarà come l'avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti".
Considerato che la stragrande maggioranza degli insegnanti vede nel proprio lavoro una sorta di vitalizio garantito in cambio del mero atto di presenza, escludendo ovviamente le migliaia che non si presentano nemmeno con una scusa o l'altra (vedi alla voce supplenti) e che in generale si tratta di gente che per competenze e predisposizione se non facesse l'insegnante dovrebbe lavare i vetri ai semafori, direi che siamo a cavallo. In collegamento con un post precedente, non vedo l'ora che l'Italia sia rifatta dai 30 mila precari della scuola meridionali che, tramite opportune procedure pensate apposta, vengono in questi giorni incaricati delle cattedre nel nord Italia. Il Caro Leader evidentemente non si preoccupa se gli Italiani sono semi analfabeti.

Wikipedia riporta su "Analfabetismo":
Secondo i dati PIAAC, si conferma l'alto tasso di illetteralismo italiano. Le competenze degli adulti italiani sarebbero ben al di sotto della media degli altri Paesi, fenomeno che potrebbe drammaticamente contagiare le nuove generazioni, anche se rispetto alle precedenti indagini OCSE - IALS (International Adult Literacy Survey) 1994-98 e ALL (Adult Literacy and Life Skills) 2006-08 - apparirebbe in riduzione.

Le informazioni messe a disposizione dall’indagine sono ricche e molteplici. L’inchiesta sulle competenze degli adulti (PIAAC) pone l’Italia all’ultimo posto nella graduatoria dei paesi partecipanti rispetto alla percentuale degli individui intervistati che ottengono un punteggio al livello intermedio (3) o superiore (4 o 5) nella scala delle competenze linguistiche. In particolare, solo il 3.3% degli adulti italiani raggiunge livelli di competenza linguistica 4 o 5 – i più alti – contro l’11.8% della media dei 24 paesi partecipanti ed il 22.6% del Giappone, il paese in testa alla classifica. Il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica, mentre il 27.7% degli adulti italiani possiede competenze linguistiche di livello 1 o inferiore, contro solo il 15.5% della media dei paesi partecipanti.

Per quanto riguarda le competenze matematiche, solo il 4.5% degli adulti italiani ha competenze di livello 4 o 5, il 24.4% ottiene il livello 3, mentre il 32% degli italiani ha competenze di livello 1 o inferiore, contro solo il 19% della media dei 24 paesi. Inoltre, in entrambe le aree di competenza, in Italia la proporzione degli intervistati con un punteggio corrispondente al livello 1 o inferiore è tra le più elevate. Tuttavia ci sono forti differenze tra le regioni italiane, e nel nord-est gli italiani risultano essere tra i migliori al mondo in matematica, scienze e lettura.
E noi dove li prendiamo gli insegnanti? Ovvio, dalle regioni col maggiore tasso di analfabetismo. Perché? Per il "sociale".

Ah, un'altra cosa, mio Caro Leader.
Io per un certo periodo della mia vita fui convinto che l'Italia fosse una democrazia liberale per cui i "politici di Montecitorio" fossero rappresentanti eletti, da cui l'Italia si facesse in obbedienza e conformemente alla volontà degli elettori.

La prima cosa che mi mise la pulce nell'orecchio fu apprendere del principio costituzionale della "assenza di vincolo di mandato" per cui un eletto al Parlamento formalmente è il mio rappresentante ma nello stesso tempo gli viene chiesto di legiferare nell'interesse della Nazione e non degli elettori. La distinzione tra le due cose, cioè tra Nazione e Italiani, già allora fece suonare un campanello. Di poi imparai la prassi per cui i parlamentari non vengono eletti ma nominati dal partito in base al "monte voti" e finalmente la prassi secondo cui i governi sono semplicemente nominati, tanto che lei, Caro Leader, è diventato il Duce degli Italiani senza essere mai stato eletto.

Quindi devo darle ragione. E' assolutamente normale che l'Italia non sia fatta dagli Italiani e nemmeno dai loro rappresentanti democraticamente eletti. Poi se lei preferisce affidare l'incarico ad una mafia o ad un'altra, è questione di gusti.

giovedì, agosto 21, 2014

Perché non guardo la TV e non ascolto la radio

Esempio di follia: una parte del mondo inventa il concetto di "guerra pulita" trasformando le persone fatte a pezzi dalle bombe nei personaggi di un videogioco e mettendo la maggiore distanza possibile, fisica e metaforica, tra chi usa le armi e chi ne subisce gli effetti. Un'altra parte del mondo fabbrica dei video di propaganda dove dei prigionieri vengono sgozzati con un coltello con tutti i dettagli e si insiste fino a staccargli la testa per esibirla come un trofeo, cose che si facevano davanti le mura dei Traci. O volendo fare un riferimento storico più recente, "cose turche".

Altro esempio di follia:
Ma le polemiche dei giorni scorsi con alcuni giudizi ingenerosi sulle due ragazze impegnate in una missione umanitaria (per la serie, “non potevate restare a casa vostra?”) hanno ferito ulteriormente le famiglie: «So solo che Greta sin da adolescente ha avuto una sensibilità speciale per chi aveva bisogno di aiuto», ricorda la mamma. «Allora se tua figlia chiede di poter andare ad aiutare quei bambini laggiù, puoi forse rinnegare gli insegnamenti che le hai cercato di trasmettere? Puoi per caso cambiare tua figlia che ha questi valori e ideali fortissimi di solidarietà ed empatia?»
Signora, scusi la franchezza, per caso lei si aspetta dei complimenti per avere fatto di sua figlia una povera idiota che va a farsi massacrare dai tagliatori di teste in medio oriente? E' veramente surreale e sempre per fare una citazione storica, mi ricorda La Crociata dei fanciulli.

Il guaio è che la gente ingoia tutto come se fosse "normale".

martedì, agosto 19, 2014

I misteri del giornalismo

Non ho mai capito in cosa consista la professione del giornalista.
Ogni tanto leggo degli articoli da cui un lettore che non sia del tutto ignorante capisce due cose, primo che il giornalista in questione non ha la minima conoscenza dell'argomento di cui scrive, la seconda è che il giornalista in questione non cerca di descrivere un fatto ma cerca di dare una interpretazione, che nella maggior parte dei casi poi è una idea preconcetta che appartiene ad un determinato filone ideologico.

Esempio: L'arsenale nascosto dell'Esercito - Nel bazar delle armi italiane
Gianluca Di Feo, la mia opinione è che questo è un pessimo articolo e personalmente io non ti pagherei per una cosa del genere.

Andiamo ad esaminare:
Ma nei magazzini dell'Esercito ci sono migliaia di mezzi militari accatastati. Un surplus bellico che viene usato per la nostra politica estera.
Capisco benissimo l'intento di solleticare il lettore "di sinistra" aggiungendo l'aggettivo (dispregiativo) "bellico" al sostantivo "surplus" ma siccome io non appartengo a quella congrega di idioti, è ovvio che trattandosi di armi rottamate, avessero fin dalla loro ideazione lo scopo bellico, che non appartiene al surplus, casomai il contrario, se è surplus è perché quelle armi non sono più utili a fini bellici. Logico no?
E mentre le altre nazioni occidentali hanno fatto di tutto per sfruttare questi giacimenti, vendendo i mezzi più moderni e trasformando gli altri in rottami da fondere, noi continuiamo a mantenere obici e tank in riserva: non buttiamo mai nulla. Stando alle statistiche ufficiali, ci sono più di 1100 carri armati e 3000 veicoli corazzati da combattimento "in naftalina": una quantità superiore a qualunque altra nazione europea.
Non buttiamo via nulla per la stessa ragione per cui non vengono scartati dall'Esercito gli ufficiali e sottufficiali che non hanno competenze utili o non sono fisicamente idonei al servizio militare. L'Esercito Italiano, come qualsiasi altra branca della Pubblica Amministrazione, non ha alcuna pretesa di efficienza, serve a dare lavoro e a spendere soldi pubblici. Le altre "nazioni europee" non sono tutte uguali. Stai sicuro che l'Esercito tedesco sarà mediamente più organizzato e meglio gestito del nostro, probabilmente l'Esercito greco sarà più o meno organizzato e gestito allo stesso modo, con meno risorse di un paese con un quinto degli abitanti dell'Italia.
Infatti:
Ma l'assenza di una legge chiara sulla commercializzazione dei surplus bellici e il disinteresse dei governi ha impedito finora di trovare una maniera per valorizzare questa armata incagliata.
L'articolo è contraddittorio. E chiaro che se la "armata" è "incagliata" per carenze normative e per disinteresse (io qui direi meglio interesse a mantenere lo status quo), significa che non c'è dietro una bieca strategia per creare una "riserva ombra" da usare per le "operazioni sporche". E' semplicemente la conseguenza della italianità, cioè è un'altra cosa fatta a @#@#@ come tutto il resto.

Lista degli armamenti in giacenza.
La descrizione mostra chiaramente che l'articolista non ha fatto il minimo sforzo per documentarsi sui nomi e le sigle che citava a capocchia.
Ma nei bunker c'é veramente di tutto: dai fucili d'assalto Fal ai mitra Beretta Mab, dai cannoni a tiro rapido Fh70 ai cannoncini antiaerei Bofors.
Il FAL non è un "fucile d'assalto", è un "fucile da battaglia" ed era un residuato bellico anche quando era nuovo. Infatti è stato prodotto dalla Beretta nel dopoguerra a partire dalle rimanenze della seconda guerra mondiale aggiungendo la possibilità di funzionamento automatico al fucile da battaglia M-1 Garand in uso agli Americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Era una soluzione autarchica e di costo molto più contenuto rispetto all'acquisto di un fucile di nuova concezione. Gli Americani svilupparono per la medesima esigenza il fucile da battaglia M-14 che poi scartarono durante la guerra del Vietnam in favore dell'M-16, che serviva appunto per avvicinarsi al concetto di "fucile d'assalto" già in uso tra le truppe del Patto di Varsavia e "amici", il famoso Kalashnikov. Dov'è la differenza? Il "fucile da battaglia" serve per il tiro mirato da lunga distanza, quindi è ingombrante e usa munizioni di grosso calibro. Il "fucile d'assalto" serve per il tiro a raffica da distanza ravvicinata, quindi è compatto e usa munizioni di calibro ridotto.
Lo FH-70 è un obice pesante campale che serve per il tiro indiretto a molti kilometri di distanza, può sparare anche testate nucleari tattiche. E' tutto tranne che un "cannone a tiro rapido".
Bofors è un marchio svedese che ha sviluppato armi antiaeree usate dagli alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Ancora, quelli in dotazione all'Esercito italiano in sostituzione delle rimanenze sono stati prodotto dalla Breda su licenza negli anni '70. E' ovvio che essendo armi antiaeree sono "a tiro rapido" ma nel senso che la parola poteva avere negli anni '30.

Veniamo al dunque.
Nell'articolo si fa volutamente confusione tra due argomenti diversi e cioè come smaltire gli armamenti scartati dalle Forze Armate italiane e come commercializzare i prodotti dell'Industria Militare nazionale. La due cose sono ben distinte anche se ovviamente le stesse aziende possono produrre nuovi armamenti oppure ricondizionare quelli obsoleti per allungarne la vita utile. L'articolo suggerisce che in ogni caso gli armamenti siano un "male" e quindi qualsiasi uso se ne faccia sia di conseguenza "maligno". Inutile stare qui a ripetere da dove viene questa idea, fatto sta che non solo la guerra è il proseguimento della diplomazia con altri mezzi e quindi l'Italia fa uso delle Forze Armate e sottoscrive accordi militari di varia natura ma il mercato degli armamenti è ricco e per l'Italia significa ricchezza e lavoro, che non tutti possono avere il Posto Pubblico Garantito.

Si accenna però ad un fatto fondamentale: gli eserciti NATO che si trovano a supportare milizie o eserciti nelle guerre e guerricciole in giro per il mondo non hanno a che fare con armamenti NATO, hanno a che fare con armamenti sovietici. E qui l'articolista evita accuratamente di domandarsi "ma se l'Italia ha i magazzini pieni di vecchie armi, perché nei Paesi emergenti e sottosviluppati tutti usano armi sovietiche?"

Ah le matte risate.
La spiegazione è molteplice.
Per primo non sfugga al lettore l'abbinamento tra Comunismo e sottosviluppo. Il Comunismo va dove c'è miseria e ignoranza e nello stesso tempo produce miseria e ignoranza. Infatti appena questi Paesi riescono a tirare fuori la testa, si affrettano a rottamare il comunismo e gli armamenti sovietici.
In secondo luogo la Rivoluzione ha nei suoi fondamenti la pretesa di essere "universale", quindi l'Unione Sovietica era disposta a svenarsi e regalare armi a chiunque pur di fare proseliti.
In terzo luogo le armi di fabbricazione sovietica sono state progettate per masse di coscritti schiavi e analfabeti, quindi sono relativamente economiche da produrre, robuste e facili da usare anche con addestramento e manutenzione approssimativi.

Ora, il problema è che gli armamenti nelle "riserve" italiane o sono inutili (come i FAL o gli FH-70) oppure, anche se ricondizionati, non sono impiegabili da chi fa uso di armamenti sovietici, sia per il problema dei diversi standard e misure, sia per la molto maggiore necessità di manutenzione per mantenerli in efficienza, senza avere accesso alle competenze tecniche necessarie e ai ricambi. E diventa peggio mano a mano che l'arma in questione si avvicina allo "stato dell'arte". Tutti i sistemi contemporanei fanno largo uso di elettronica e computer, nel caso degli eserciti NATO si parla di "componenti che trovi sullo scaffale", inteso come elettronica d'uso comune ma nel caso delle milizie tribali di qualche area remota, di solito costituite da analfabeti nella loro lingua, figurarsi nelle altre, si tratta di magia. Per non parlare del fatto assurdo di fornire un missile anticarro ad un pastore che poi, ammesso che lo sappia usare, lo usa per distruggere un pickup sgangherato che costa un decimo del missile.

Concludendo, articolo senza costrutto, ripete luoghi comuni "di sinistra" più o meno a casaccio.