giovedì, febbraio 27, 2014

Resistere contro il potere: tethering con lo smartphone

Sperando di non fare la fine di Felagund, come descritta ne "Il Lamento di Leithian":
Intonò un canto di stregoneria:
forare, violare, fellonia,
E svelare, scoprire, tradire.
Ma Felagund, senza basire,
Rispose, questo cercando di dire:
Resistere contro il potere,
E fedeltà e segretezza tenere
Come torre, e liberi stare:
Di cangiare e forma mutare;
Lacci elusi, trappole infrante,
Carceri aperte, catene schiante
Avanti e indietro andavano i canti,
Girando, oscillando, via via più tonanti.
Saliva la voce, Felagund resisteva
E la magia e la potenza metteva
Di tutti gli Elfi in ciò che diceva.
Ed ecco dolci nel buio gli alati
Dal Nargothrond cantare beati
E più lontana la voce dell'onda
Di là, in Occidente, lungo la sponda,
La spiaggia di perle, degli Elfi la terra.
S'accrebbe il buio, infuriava la guerra
In Valinor. Rosso sangue scorreva
Accanto al Mare, e il Noldo uccideva
Il Marinaio, e rubava le navi,
Le navi bianche, leggere e soavi;
Dal porto salpava. E gemono i venti,
Urlano i lupi coi ladri fuggenti.
Mormora il ghiaccio del Mare alle foci.
Soffrono in Angband pene atroci
Gli schiavi. Tuono, fuoco ardente -
E Finrod crolla abbattuto, perdente.
Vi rammento una cosa che dovreste già sapere.
Se possedete uno smartphone Android e un piano tariffario per il traffico dati, cioè per la connessione ad Internet, potreste avere pagato a parte, cioè in più, la possibilità di fare tethering con lo smartphone, cioè la possibilità di collegare un PC allo smartphone e tramite questo collegarvi ad Internet mentre siete in giro, con una di queste modalità: con un cavetto USB, via Bluetooth oppure usando lo smartphone come hotspot wireless. In realtà non è affatto necessario pagare questa opzione a parte oppure acquistare una chiavetta USB da collegare al PC, si può installare sullo smartphone un software-ino che bypassa le impostazioni imposte dalla compagnia telefonica e quindi vi permette di utilizzare il traffico attraverso lo smartphone che avete già pagato. Dato che si tratta di traffico che avete pagato e se non usate con lo smartphone viene semplicemente "buttato via", cioè nessuno ve lo rimborsa, non ci vedo nessun "furto" nell'usarlo per il tethering, anzi il contrario.

Il software in questione si chiama PdaNet+ (link allo store).

Non si deve fare nulla, si installa e si abilita una delle tre modalità di tethering di cui sopra. Prego notare che se si imposta il telefono per fungere da hotspot wireless, potete collegare più di un dispositivo contemporaneamente, per esempio due PC. La versione gratuita chiude la connessione ogni mezz'ora. Non è un problema, basta riconnettersi. La versione a pagamento costa pochi dollari una tantum, quindi direi che per un uso frequente conviene acquistarla.

martedì, febbraio 25, 2014

Vi stanno fregando ma non ve ne accorgete

Negli ultimi anni è accaduta una rivoluzione nel mondo della "Information Tecnology".
Una rivoluzione che è stata pensata e gestita dai livelli più alti del management all'interno delle grandi corporation.
Questa rivoluzione si fonda sulla risposta alla domanda "come si può controllare la "Information Tecnology" in modo da trarne profitto?"
La risposta è: "rendendo le persone dipendenti da servizi centralizzati che sono veicolati tramite Internet e che usano dei dispositivi indossabili che la gente deve avere sempre con se".

La ragione è ovvia, dato che la "Information Tecnology" nel tempo si era configurato come un universo anarchico e de-localizzato, senza barriere "globali" dove potere imporre il pagamento di un pedaggio, occorreva riorganizzare tutto il sistema in modo da spostare il pedaggio dall'acquisto infinitamente frammentato di beni materiali, cioè hardware standardizzato e componibile, software qualsiasi, connessioni Internet anonime, all'acquisto di servizi centralizzati tramite un profilo personale per ogni utente del mondo, ottenuto diffondendo il concetto della "nuvola" (cloud) dove spostare software e dati, "nuvola" a cui si accede da un semplice terminale dal costo irrisorio, portabile e completamente chiuso. A quel punto chi controlla l'accesso e chi gestisce il servizio dentro la "nuvola" controlla tutto e tutti.

Prego leggere questo discorso del signor Zuckenberg:
Vogliamo portare internet a tutto il mondo
Per chi legge le notizie riguardo lo Information Tecnology non è una idea nuova, anzi, è il mantra che ripetono tutti. Per esempio Mozilla sta investendo nello sviluppo di un sistema operativo per smartphone a basso costo promuovendo il progetto con più o meno le stesse identiche parole di Zuckenberg. Tranne la parte dove si accenna ai costi necessari per portare tutti ad essere sempre connessi ad Internet e quindi diventare consumatori dei servizi di cui sopra.

Chi si trova in difficoltà in questo momento è Microsoft, il cui business da sempre è focalizzato sul concetto del PC. Il PC non è un terminale di servizi remoti, è uno strumento per produrre contenuti ed eventualmente, solo in seconda battuta, condividerli tramite Internet con altri strumenti analoghi.
Microsoft si trova a produrre strumenti adatti ad un utente che tutto il resto della "industria di settore" sta cercando di uccidere. E infatti siamo arrivati al paradosso che Microsoft produce software ma non trova hardware su cui farlo funzionare perché nel frattempo i produttori di hardware si sono spostati sul paradigma del terminale "da due soldi" come punto di accesso ai servizi remoti.

Ora, ci sono tre tipi di persone rispetto a quanto scritto sopra:
1. gli utenti di PC che vengono dal periodo pre-rivoluzione della "nuvola" e che ci si trovano bene.
2. gli utenti di PC che hanno sempre pensato che fosse troppo complicato e che sono contenti di usare i terminali "mobili" al posto del PC.
3. gli utenti che si affacciano sull'IT adesso e quindi vivono i terminali e i servizi remoti come "naturali".

Windows 8 è stato un goffo tentativo di fare contenti tutti. Si tratta di due sistemi del tutto differenti incollati uno sopra l'altro con l'idea che gli utenti del secondo e del terzo gruppo si fermano alla interfaccia "semplifiicata" (o stupidificata, a seconda dei punti di vista), gli altri proseguono fino alla interfaccia classica. Un tentativo fallito proprio per la ragione che dicevo e cioè che nel frattempo sugli scaffali si trovano oggetti su cui Windows 8 non funziona e di conseguenza, mentre gli utenti del primo gruppo rimangono aggrappati all'usato e non acquistano Windows 8, quelli del secondo e del terzo gruppo usano terminali di servizi remoti con tutto un altro ecosistema software, non-Microsoft.

Dov'è la fregatura?
Dipende. Se uno non è minimamente interessato a produrre qualcosa con gli strumenti dell'Information Tecnology e vuole solo usarli per facilitare le relazioni con le persone, come una volta si usava il telefono a gettoni, allora l'unica fregatura sono i contratti truffaldini sottesi ai vari abbonamenti che si devono sottoscrivere. Se invece uno concepisce gli strumenti dell'Information Tecnology come strumenti di lavoro o di espressione personale, allora il modello attuale è estremamente limitante e pericoloso, sia perché i terminali sono concepiti apposta per ridurre al minimo le possibilità degli utenti di fare qualcosa fuori dai binari previsti alla fabbrica, sia perché qualsiasi cosa si voglia fare è subordinata alla sottoscrizione di un abbonamento, che non solo significa il pagamento di tariffe ma che le modalità con cui il servizio viene erogato dipendono solo e soltanto dalla volontà del fornitore del servizio e possono cambiare o anche cessare, di punto in bianco in ogni momento. In poche parole l'utente non è più in possesso o in controllo di nulla.

Se volete, pensateci.

venerdì, febbraio 21, 2014

Rebranding - laptop di marca o l'imbroglio dei marchi

Per la serie questo mondo è tutto una truffa.
Per i PC laptop forse sapete che i marchi che vendono il maggior numero di unità nel mondo sono:

Acer - TravelMate, Extensa, Aspire (Quartier Generale in Taiwan)
Asus - Asus Eee, Zenbook (Q.G. in Taiwan)
Dell - Inspiron, Latitude, Precision, Studio, Vostro, XPS, Studio XPS, Alienware (Q.G. in USA)
Hewlett-Packard - HP Pavilion, HP Omnibook, HP Elitebook (Q.G. in USA)
Lenovo - ThinkPad, IdeaPad, 3000 series (Q.G. in Cina)

Ma una cosa che non sapete è che la maggior parte dei laptop sul mercato (94% nel 2011) sono in realtà progettati e fabbricati da un piccolo gruppo di ODM, ovvero "Original Design Manufacturers - Fabbricanti di Progetti Originali", tutti con sede a Taiwan e linee di produzione sopratutto in Cina.

Le principali relazioni (tra questi ODM e i marchi conosciuti) sono:

Quanta - vende a: HP, Lenovo, Apple, Acer, Toshiba, Dell, Sony, Fujitsu, Nec
Compal - vende a: Acer, Dell, Toshiba, Lenovo, HP/Compaq
Wistron - vende a: Dell, Acer, Lenovo, HP
Inventec - vende a: Toshiba, HP, Lenovo
Pegatron - vende a: Asus, Toshiba, Apple, Dell e Acer
Foxconn - vende a: Asus, Dell, HP, Apple
Flextronics - vende a: HP

Quindi quando dite che un laptop Acer sia qualitativamente inferiore ad un laptop HP, pensando che siano due ditte differenti a progettarli e fabbricarli, in realtà potreste scoprire che sono due modelli differenti (ma potrebbe essere solo il case ad essere diverso) progettati e fabbricati dalla stessa identica ditta di Taiwan, che li vende a Acer e HP e questi poi si limitano a cambiare il marchio. Inoltre, prego notare che i compuer Apple sono progettati e fabbricati da due di queste ditte che servono anche Dell e HP tra gli altri.

Link all'articolo originale di Wikipedia:
List of laptop brands and manufacturers
Original design manufacturer

giovedì, febbraio 20, 2014

Il consumo del gas, ovvero il mondo che fatica ad aggiornarsi

Una volta, quando i consumi energetici non incidevano in maniera sostanziale sul bilancio familiare, nessuno si preoccupava della rilevazione dei consumi. Risultato, posso vedere quello che sta facendo una sonda su Marte ma non so quanto gas sto consumando in casa mia e non lo sa nemmeno l'azienda fornitore fintanto che non viene l'omino a leggermi il contatore.

Mia mamma mi mette in mano l'ultima bolletta della A2A per il gas, un centocinquanta - duecento euro in più rispetto all'anno scorso. Insulta i politici per gabelle e accise ma non ha pensato di verificare il consumo. Allora vado a verificare lo stesso periodo degli ultimi due anni, risulta un consumo un terzo più alto. Chiamo A2A. Innanzitutto per inspiegabili motivi l'unico che ti risponde sui consumi è un consulente commerciale, non un tecnico. Quindi quando io gli dico che tre anni fa ho cambiato caldaia con una più moderna a condensazione, che ho messo le valvole termostatiche eccetera, quindi non c'è ragione per l'aumento del consumo per quest'anno, è come fare "bla bla bla" tanto non ne sa nulla. Ma questo consulente, una gentile signorina, vede le letture del contatore e mi conferma un sostanzioso aumento del consumo. Però mi fa: niente di esorbitante, secondo me non vale la pena di fare uscire un tecnico per verificare il contatore, operazione che costa 50 euro, per inciso. E allora? Lei mi dice provi a pensare se avete cambiato qualcosa in casa che può avere influenzato il consumo. Dato che non è cambiato nulla, ci sono solo due cose, un guasto alla caldaia, che potrò verificare in occasione della manutenzione annuale e un guasto al termostato/temporizzatore, che comanda l'accensione e spegnimento della caldaia. Ho resettato il termostato, può darsi che si fosse incastrato qualcosa, staremo a vedere. Potrebbe avere acceso la caldaia ma non averla spenta durante le fasce orarie previste. Siccome il termostato è al piano inferiore, io non ce l'ho sottocchio, altrimenti me ne sarei accorto. Ma dov'è il guaio? Due problemi, prima cosa io vengo a sapere di un problema riguardo i consumi quando i buoi sono scappati dalla stalla da mesi e mesi per cui il consumo comunque si paga, seconda cosa non esiste nessuno strumento che consenta di avere un quadro puntuale dei consumi del gas, è tutto calcolato su bollette che riportano consumi presunti e seguenti conguagli. L'unica possibilità consiste nel andare personalmente a leggere il contatore fuori casa e crearsi in proprio un foglio di calcolo con i consumi. Poi bisogna inviare la lettura alla A2A con cadenza almeno trimestrale in modo che i loro consumi presunti siano più vicini ai consumi reali e si riduca la necessità del conguaglio.

Ce n'è sempre una.

martedì, febbraio 18, 2014

Le telefonate degli stranieri

Io pensavo che fosse una cosa risaputa ma a quanto pare è ignota ai più, quindi vado a svelarvi l'arcano. Avete mai visto il pakistano che vende fiori al semaforo passare le ore attaccato al suo telefono? Vi siete mai chiesti "ma come farà a pagare la bolletta, sopratutto se telefona a casa?".

Ecco come fa: gli stranieri in Italia sottoscrivono un abbonamento per il traffico dati, cioè per la connessione ad Internet, il più scrauso che trovano, poi installano sullo smartphone un messenger (mi suggeriscono che adesso va di moda Viber) e chiamano un altro smarphone che usa lo stesso software. Cosi facendo pagano solo il traffico dati che costa una frazione della chiamata telefonica convenzionale e non dipende dalla distanza.

La tecnologia che permette di fare chiamate audio e video su Internet esiste da 20 anni. Forse qualcuno di voi ha sperimentato il vecchio Netmeeting di Microsoft con un modem dial-up negli anni '90. Allora uno non completamente rintronato si dovrebbe chiedere "ma perché non vendono gli smartphone con un software pre-installato che usa un protocollo universale/interoperabile, cioè che funziona su tutti i sistemi, cosi quando si fa una chiamata il telefono prima prova via Internet e procede con la chiamata "normale" solo se il ricevente non risponde nella prima modalità?". Ahah, ingenui che non siete altro. Provate ad indovinare perché le telefoniche non vogliono che usiate Internet per le telefonate, nazionali, internazionali e spaziali, a costo zero.

venerdì, febbraio 14, 2014

Sempre peggio sul fronte di Internet

Cosa dire quando un vecchio amico ti tradisce?

Mozilla dichiara che il Web "di una volta" non esiste più, che la "vita moderna" è fatta di smartphone e di software per idioti. Quindi Mozilla vuole sviluppare un sistema operativo per smartphone e tablet (FirefoxOS), stringere accordi di partnership con gli "operatori del settore" e per finanziarsi metterà delle inserzioni pubblicitarie dentro Firefox, mascherate da "contenuti interessanti", nella pagina che adesso contiene le anteprime dei siti visitati, cioè quella che si apre con un nuovo tab/scheda.

Articolo originale qui (in inglese):
Mitchell Baker, chair of the Mozilla Foundation, defends Firefox's new ad program.

Vomito.
V-O-M-I-T-O
Si materializzano gli incubi peggiori.

Per inciso, lo sapete vero che le compagnie telefoniche che vendono i piani per il traffico dati sulla rete mobile sono associazioni a delinquere... Con questa storia degli smartphone vi stanno prendendo per i fondelli, è tutto una truffa, l'hardware, il software, i piani tariffari, i contratti e questo modello di "mondo moderno - rete delle cose" che vi martellano in testa ventiquattro ore al giorno. Tutto questo è molto più stupido, meno versatile, pieno di vincoli e costoso ma sopratutto serve a spostarvi da Internet, una rete che fate VOI, verso un modello passivo simile a quello della TV.

Non conformatevi. Qui è John Connor, se mi state ascoltando, siete la resistenza...

martedì, febbraio 11, 2014

Riflessione sull'era digitale

Oggi ho pranzato con un vecchio amico e si discuteva di varie questioni pertinenti i diversi aspetti della telefonia e di Internet. Poi, siccome eravamo in un centro commerciale, siamo andati nel reparto informatica a vedere computer, smartphone e tablet.

La mia riflessione è che non riesco più a capire che logica segue tutto il movimento.

Io mi sarei aspettato che con la diffusione dei gadget elettronici, della telefonia mobile e di Internet avremmo assistito ad un miglioramento qualitativo degli strumenti e una migliore comprensibilità e comprensione dei vari passaggi necessari, dai contratti di abbonamento alla natura degli strumenti collegati. Invece no, tutto il contrario, le cose sono diventate più stupide, difficili da capire e la qualità, in proporzione al potenziale degli strumenti disponibili, è peggiorata.

I PC si sono sempre più complicati in ogni aspetto, continuando a moltiplicare la "potenza" dell'hardware ma senza una ragione, nel senso che le operazioni che la gente compie coi PC sono rimaste le stesse, si fanno nello stesso modo ma con maggiore sofferenza.

Ai PC si sono affiancati gli smartphone, che sono dei PC con i quali puoi fare anche le telefonate e i tablet, che sono degli smartphone più grossi dai quali viene rimossa senza una vera ragione la possibilità di fare telefonate. Queste due categorie di strumenti sono in realtà fatti con componenti per PC molto più scadenti in termini di performance, sono limitati nella quantità e qualità delle operazioni che ci si possono fare sopra, non si possono aprire ne modificare ma vengono generalmente venduti a prezzo proporzionalmente più alto perché sono relativamente "nuovi".

Il software che viene installato sopra i PC, i tablet e gli smartphone è solo apparentemente "facile", in realtà è limitato. Si possono compiere solo poche operazioni e in modo banale. Appena si vuole fare una cosa appena più complicata ci si imbatte in una resistenza via via crescente. Facciamo un esempio: gestire diversi account email e diverse rubriche dei contatti. Su un PC "classico" è una operazione banale, posto che si sappia che software serve e come configurarlo. Su un PC "contemporaneo" diventa un problema ma è ancora gestibile, seppure in maniera meno flessibile. Su uno smartphone come dicono gli americani è "una spina nel culo". Dopo decenni in cui la email sembrava un fatto acquisito siamo arrivati al punto che la gente non sa più cosa sia e come si utilizza. E allo stesso modo praticamente tutti i servizi di Internet stanno cadendo in disuso perché la gente, oltre a non avere le informazioni, ha in mano degli strumenti che gli rendono difficile utilizzare Internet, oltre le poche operazioni predefinite, da compiere con la modalità prevista e solo quella.

Allo stesso tempo le offerte sia delle telefoniche che dei produttori di software che di hardware sono diventate sempre più truffaldine. Una volta ci si lamentava del monopolio di Microsoft sui PC, ottenuto tramite contratti capestro imposti a tutti gli operatori. Adesso siamo in una situazione dove niente ci appartiene più, è tutto funzione di un abbonamento, che non solo dobbiamo rinnovare periodicamente alle condizioni del fornitore ma i cui termini sono appositamente ambigui. Facciamo alcuni esempi: acquistiamo un dispositivo su cui possiamo installare solo il software fornito dal venditore e questo software è "supportato" (cioè fornito) per un periodo di 18 mesi, scaduti i quali dobbiamo cambiare dispositivo se vogliamo essere sicuri che il software venga aggiornato (in tutti i sensi, dalla correzione dei bug all'aggiornamento puro e semplice dei programmi). Acquistiamo un programma per manipolare le immagini, questo programma funziona solo se ci colleghiamo ad Internet e forniamo il nostro user name e password, che corrispondono ad una licenza d'uso sotto forma di abbonamento. Scaduto l'abbonamento, il software smette di funzionare. Acquistiamo un "piano dati" per collegarci ad Internet tramite una connessione "mobile", cioè con una sim ma questa connessione funziona solo con lo smartphone, non ci viene consentito di collegarci con altri dispositivi, per i quali dobbiamo sottoscrivere un altro "piano dati" con una "chiavetta" che corrisponde ad un'altra sim. E il bello è che non esiste una ragione tecnica, è solo una questione commerciale.

Poi aprirei una parentesi sulla strategia incomprensibile di Microsoft.
Stanno per dismettere Windows XP che continua a girare sopra milioni di PC in tutto il mondo.
Nel frattempo hanno smesso di vendere licenze di Windows Vista e Windows 7, rimane solo Windows 8, che era stato concepito come ponte per portare i clienti Microsoft a dismettere i PC con il desktop classico in favore di dispositivi touch screen. Peccato che non solo la gente si è accorta che coi dispositivi touchscreen non puoi fare nessun lavoro serio ma i dispositivi touch screen con sopra Windows non esistono, ci sono solo i pochi modelli venduti di Microsoft che costano il doppio o il triplo della concorrenza (fino a cinque volte tanto per gli estremi della gamma). Il risultato è che si vendono sempre meno PC e sempre meno licenze di Windows. Gli utenti "occasionali" migrano verso android e quelli più smaliziati o rimangono aggrappati a vecchie versioni di Windows o migrano a qualsiasi altra cosa, Linux, MacOSX, Android, eccetera.

Sui giornali non si legge altro che gossip. Internet ormai coincide con il messaggio Twitter scritto dal tale calciatore oppure con i "pericoli" a cui sono sottoposti i ragazzini, come se fosse il Padreterno a mettergli in mano uno smartphone con la connessione Internet, da cui possono accedere alle stesse cose di chiunque altro.

Guardo ma non capisco.