martedì, febbraio 11, 2014

Riflessione sull'era digitale

Oggi ho pranzato con un vecchio amico e si discuteva di varie questioni pertinenti i diversi aspetti della telefonia e di Internet. Poi, siccome eravamo in un centro commerciale, siamo andati nel reparto informatica a vedere computer, smartphone e tablet.

La mia riflessione è che non riesco più a capire che logica segue tutto il movimento.

Io mi sarei aspettato che con la diffusione dei gadget elettronici, della telefonia mobile e di Internet avremmo assistito ad un miglioramento qualitativo degli strumenti e una migliore comprensibilità e comprensione dei vari passaggi necessari, dai contratti di abbonamento alla natura degli strumenti collegati. Invece no, tutto il contrario, le cose sono diventate più stupide, difficili da capire e la qualità, in proporzione al potenziale degli strumenti disponibili, è peggiorata.

I PC si sono sempre più complicati in ogni aspetto, continuando a moltiplicare la "potenza" dell'hardware ma senza una ragione, nel senso che le operazioni che la gente compie coi PC sono rimaste le stesse, si fanno nello stesso modo ma con maggiore sofferenza.

Ai PC si sono affiancati gli smartphone, che sono dei PC con i quali puoi fare anche le telefonate e i tablet, che sono degli smartphone più grossi dai quali viene rimossa senza una vera ragione la possibilità di fare telefonate. Queste due categorie di strumenti sono in realtà fatti con componenti per PC molto più scadenti in termini di performance, sono limitati nella quantità e qualità delle operazioni che ci si possono fare sopra, non si possono aprire ne modificare ma vengono generalmente venduti a prezzo proporzionalmente più alto perché sono relativamente "nuovi".

Il software che viene installato sopra i PC, i tablet e gli smartphone è solo apparentemente "facile", in realtà è limitato. Si possono compiere solo poche operazioni e in modo banale. Appena si vuole fare una cosa appena più complicata ci si imbatte in una resistenza via via crescente. Facciamo un esempio: gestire diversi account email e diverse rubriche dei contatti. Su un PC "classico" è una operazione banale, posto che si sappia che software serve e come configurarlo. Su un PC "contemporaneo" diventa un problema ma è ancora gestibile, seppure in maniera meno flessibile. Su uno smartphone come dicono gli americani è "una spina nel culo". Dopo decenni in cui la email sembrava un fatto acquisito siamo arrivati al punto che la gente non sa più cosa sia e come si utilizza. E allo stesso modo praticamente tutti i servizi di Internet stanno cadendo in disuso perché la gente, oltre a non avere le informazioni, ha in mano degli strumenti che gli rendono difficile utilizzare Internet, oltre le poche operazioni predefinite, da compiere con la modalità prevista e solo quella.

Allo stesso tempo le offerte sia delle telefoniche che dei produttori di software che di hardware sono diventate sempre più truffaldine. Una volta ci si lamentava del monopolio di Microsoft sui PC, ottenuto tramite contratti capestro imposti a tutti gli operatori. Adesso siamo in una situazione dove niente ci appartiene più, è tutto funzione di un abbonamento, che non solo dobbiamo rinnovare periodicamente alle condizioni del fornitore ma i cui termini sono appositamente ambigui. Facciamo alcuni esempi: acquistiamo un dispositivo su cui possiamo installare solo il software fornito dal venditore e questo software è "supportato" (cioè fornito) per un periodo di 18 mesi, scaduti i quali dobbiamo cambiare dispositivo se vogliamo essere sicuri che il software venga aggiornato (in tutti i sensi, dalla correzione dei bug all'aggiornamento puro e semplice dei programmi). Acquistiamo un programma per manipolare le immagini, questo programma funziona solo se ci colleghiamo ad Internet e forniamo il nostro user name e password, che corrispondono ad una licenza d'uso sotto forma di abbonamento. Scaduto l'abbonamento, il software smette di funzionare. Acquistiamo un "piano dati" per collegarci ad Internet tramite una connessione "mobile", cioè con una sim ma questa connessione funziona solo con lo smartphone, non ci viene consentito di collegarci con altri dispositivi, per i quali dobbiamo sottoscrivere un altro "piano dati" con una "chiavetta" che corrisponde ad un'altra sim. E il bello è che non esiste una ragione tecnica, è solo una questione commerciale.

Poi aprirei una parentesi sulla strategia incomprensibile di Microsoft.
Stanno per dismettere Windows XP che continua a girare sopra milioni di PC in tutto il mondo.
Nel frattempo hanno smesso di vendere licenze di Windows Vista e Windows 7, rimane solo Windows 8, che era stato concepito come ponte per portare i clienti Microsoft a dismettere i PC con il desktop classico in favore di dispositivi touch screen. Peccato che non solo la gente si è accorta che coi dispositivi touchscreen non puoi fare nessun lavoro serio ma i dispositivi touch screen con sopra Windows non esistono, ci sono solo i pochi modelli venduti di Microsoft che costano il doppio o il triplo della concorrenza (fino a cinque volte tanto per gli estremi della gamma). Il risultato è che si vendono sempre meno PC e sempre meno licenze di Windows. Gli utenti "occasionali" migrano verso android e quelli più smaliziati o rimangono aggrappati a vecchie versioni di Windows o migrano a qualsiasi altra cosa, Linux, MacOSX, Android, eccetera.

Sui giornali non si legge altro che gossip. Internet ormai coincide con il messaggio Twitter scritto dal tale calciatore oppure con i "pericoli" a cui sono sottoposti i ragazzini, come se fosse il Padreterno a mettergli in mano uno smartphone con la connessione Internet, da cui possono accedere alle stesse cose di chiunque altro.

Guardo ma non capisco.

6 commenti:

  1. La gggente vuole le cose "semplici" per non dover pensare, ragionare, capire.
    Pappa cotta, insomma.
    Questo atteggiamento è, IMHO, dovuto in gran parte alla televisione che mostra modelli di comportamento, e di approccio, stile cartone animato.
    Cose facili, scelte facili, vite facili.
    Con la promessa che così si è felici. E vittoriosi.
    Su che/chi non si sa, ma non importa.
    Come i polli che, se sentono il rumore del secchio del cibo, corrono tutti lì.
    Questo sistema è comodissimo per chi comanda, in quanto gli permette di gestire tutti i polli senza problemi.

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  2. Secondo me la questione è più complessa. Io parto dalla osservazione che "chi comanda" in realtà non capisce la natura degli strumenti della "era digitale". Non la capiscono i manager delle grandi corporation, con rare eccezioni e men che meno la capiscono i politici, che tutto possono avere tranne una mentalità "tecnica".

    Non capendo la natura degli strumenti io dubito che li padroneggino e riescano ad adoperarli attivamente per il controllo delle masse. Piuttosto mi sembra che cerchino di ricondurli ad un ambito che gli è familiare, per esempio assimilando Internet alla televisione, oppure un blog ad una pubblicazione cartacea.

    Che la gente voglia la "pappa pronta" è vero ed è ragionevole. Questo però non significa nulla di perse. Io posso facilmente immaginare uno strumento che fornisce la "pappa pronta" nello stato pre-configurato di base ma che allo stesso tempo consente di cucinare altri tipi di pappa se uno ci si mette. La gente non è in grado di determinare le scelte che disegnano questi strumenti, le subisce soltanto.

    Piuttosto secondo me il problema è veramente banale e cioè l'industria che ruota attorno alla "era digitale" è gestita da persone che sono omologhe (cioè della stessa natura) delle persone che hanno diretto per secoli le altre industrie e quindi persone che di estrazione "economica" e "legale" e che concepiscono il mondo e il loro lavoro in termini di profitto e di relazioni, l'universo cosiddetto "commerciale". Quindi non hanno e non possono avere nessuno scopo o progetto inerente le tecnologie o il "valore" che queste tecnologie hanno per le persone.

    Il fatto che i contratti delle compagnie telefoniche siano fatti apposta per non fare capire al cliente i termini del contratto, il fatto che nei contratti il fornitore non si assuma nessun impegno riguardo le modalità e la qualità del servizio mentre il cliente si vende l'anima, il fatto che passiamo dal modello della licenza d'uso per il software al modello dell'abbonamento periodico ad un servizio, il fatto che le cose che acquistiamo non diventano di nostra proprietà ma ci vengono solo affittate, eccetera, non ha nessun secondo fine occulto se non quello di drenare più soldi dalla clientela e nello stesso tempo legarla mani e piedi.

    Che un PC sia molto più versatile di un tablet e che proporzionalmente costi anche meno passa in secondo piano rispetto al fatto che il tablet si vende con margini di guadagno maggiori, data la differenza tra costo di produzione e prezzo alla vendita.

    La gente si adegua perché la "era digitale" non è stata veramente metabolizzata. Si dice spesso che i ragazzini sono abituati dalla nascita ai gedget elettronici, quindi li usano con naturalezza. Appunto, li usano. Ma questo non significa che li comprendano. Li danno per scontati come parte del paesaggio, cosi come gli esseri umani hanno visto sorgere il sole dalla preistoria, senza però capirne la natura.

    Si torna sempre al problema che per potere esercitare la propria auto determinazione bisogna avere le informazioni e possedere gli strumenti per elaborare queste informazioni. La capacità di auto determinarsi non è un diritto acquisito alla nascita, è una cosa che si impara e viene dalla educazione.

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  3. Per quanto riguarda la tecnologia alle volte penso che forse siamo solo noi che stiamo invecchiando visto che i ragazzini continuando a smanettare sui nuovi strumenti senza problemi come facevo io con i primi PC...
    Per quanto riguarda abbonamenti ecc... è certamente un gran businness in cui i fornitori spremono allegramente i clienti inventandosi restrizioni inesistenti solo per vendere di più.
    E Microsoft con win8 e seguenti evidentemente si sta suicidando :-)

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  4. Giulio, il fatto di "smanettare" un certo aggeggio significa solo che ce l'hai in mano, non che tu ne capisca le implicazioni o che tu lo sappia gestire. Ti serve che ti chiarisca ulteriormente il paragone?

    Puoi anche addestrare una scimmia a pigiare una certa sequenza di bottoni, non significa che la scimmia riesca a vederci un significato qualsiasi.

    Io mi ribello al mio status di cliente gabbato e preso per i fondelli.

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  5. su certi software ad uso "professionale" andrebbe aperta una bella parentesi: ogni anno esce una nuova versione, praticamente identica alla precedente, con un'unica grande innovazione, che i salvataggi dei file sono incompatibili con la versione precedente. Gli aggiornamenti alla versione successiva, costano un'enormità (soprattutto per il fatto che l'innovazione è servita praticamente a realizzare file incompatibili...). Parliamo di software che hanno prezzi micidiali, spesso difficilmente sostenibili per professionisti che non hanno un certo fatturato.
    La cosa che non è del tutto chiara è perché, in certi ambiti, non esistano software freeware di livello "decente". Io, per il resto, ho installato tutti software freeware

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  6. La ragione è che i formati che questi software dovrebbero manipolare sono spesso proprietari e allo stesso modo sono protetti da un brevetto (americano) gli algoritmi per determinate operazioni. Per esempio, su quasi tutte le distribuzioni Linux non vengono installati di default certi codec audio/video e nemmeno i font che usano certi algoritmi per smussare gli angoli.

    Ma l'ambito professionale è circoscritto. Pensa a quanta gente usa software senza senso solo perché non sa nulla. Ho appena finito di cercare prestare soccorso via messenger ad una signora che ha un PC che vuole usare per prenotare viaggi e vacanze ma di cui non sa letteralmente niente. Risultato, computer pasticciato e impestato di virus. In qualche maniera sono riuscito a fargliene rimuovere la maggior parte ma credo ne rimangano ancora alcuni tipo questo:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Alureon
    Roba che bisognerebbe cospargere il PC di benzina e dargli fuoco.

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