martedì, febbraio 25, 2014

Vi stanno fregando ma non ve ne accorgete

Negli ultimi anni è accaduta una rivoluzione nel mondo della "Information Tecnology".
Una rivoluzione che è stata pensata e gestita dai livelli più alti del management all'interno delle grandi corporation.
Questa rivoluzione si fonda sulla risposta alla domanda "come si può controllare la "Information Tecnology" in modo da trarne profitto?"
La risposta è: "rendendo le persone dipendenti da servizi centralizzati che sono veicolati tramite Internet e che usano dei dispositivi indossabili che la gente deve avere sempre con se".

La ragione è ovvia, dato che la "Information Tecnology" nel tempo si era configurato come un universo anarchico e de-localizzato, senza barriere "globali" dove potere imporre il pagamento di un pedaggio, occorreva riorganizzare tutto il sistema in modo da spostare il pedaggio dall'acquisto infinitamente frammentato di beni materiali, cioè hardware standardizzato e componibile, software qualsiasi, connessioni Internet anonime, all'acquisto di servizi centralizzati tramite un profilo personale per ogni utente del mondo, ottenuto diffondendo il concetto della "nuvola" (cloud) dove spostare software e dati, "nuvola" a cui si accede da un semplice terminale dal costo irrisorio, portabile e completamente chiuso. A quel punto chi controlla l'accesso e chi gestisce il servizio dentro la "nuvola" controlla tutto e tutti.

Prego leggere questo discorso del signor Zuckenberg:
Vogliamo portare internet a tutto il mondo
Per chi legge le notizie riguardo lo Information Tecnology non è una idea nuova, anzi, è il mantra che ripetono tutti. Per esempio Mozilla sta investendo nello sviluppo di un sistema operativo per smartphone a basso costo promuovendo il progetto con più o meno le stesse identiche parole di Zuckenberg. Tranne la parte dove si accenna ai costi necessari per portare tutti ad essere sempre connessi ad Internet e quindi diventare consumatori dei servizi di cui sopra.

Chi si trova in difficoltà in questo momento è Microsoft, il cui business da sempre è focalizzato sul concetto del PC. Il PC non è un terminale di servizi remoti, è uno strumento per produrre contenuti ed eventualmente, solo in seconda battuta, condividerli tramite Internet con altri strumenti analoghi.
Microsoft si trova a produrre strumenti adatti ad un utente che tutto il resto della "industria di settore" sta cercando di uccidere. E infatti siamo arrivati al paradosso che Microsoft produce software ma non trova hardware su cui farlo funzionare perché nel frattempo i produttori di hardware si sono spostati sul paradigma del terminale "da due soldi" come punto di accesso ai servizi remoti.

Ora, ci sono tre tipi di persone rispetto a quanto scritto sopra:
1. gli utenti di PC che vengono dal periodo pre-rivoluzione della "nuvola" e che ci si trovano bene.
2. gli utenti di PC che hanno sempre pensato che fosse troppo complicato e che sono contenti di usare i terminali "mobili" al posto del PC.
3. gli utenti che si affacciano sull'IT adesso e quindi vivono i terminali e i servizi remoti come "naturali".

Windows 8 è stato un goffo tentativo di fare contenti tutti. Si tratta di due sistemi del tutto differenti incollati uno sopra l'altro con l'idea che gli utenti del secondo e del terzo gruppo si fermano alla interfaccia "semplifiicata" (o stupidificata, a seconda dei punti di vista), gli altri proseguono fino alla interfaccia classica. Un tentativo fallito proprio per la ragione che dicevo e cioè che nel frattempo sugli scaffali si trovano oggetti su cui Windows 8 non funziona e di conseguenza, mentre gli utenti del primo gruppo rimangono aggrappati all'usato e non acquistano Windows 8, quelli del secondo e del terzo gruppo usano terminali di servizi remoti con tutto un altro ecosistema software, non-Microsoft.

Dov'è la fregatura?
Dipende. Se uno non è minimamente interessato a produrre qualcosa con gli strumenti dell'Information Tecnology e vuole solo usarli per facilitare le relazioni con le persone, come una volta si usava il telefono a gettoni, allora l'unica fregatura sono i contratti truffaldini sottesi ai vari abbonamenti che si devono sottoscrivere. Se invece uno concepisce gli strumenti dell'Information Tecnology come strumenti di lavoro o di espressione personale, allora il modello attuale è estremamente limitante e pericoloso, sia perché i terminali sono concepiti apposta per ridurre al minimo le possibilità degli utenti di fare qualcosa fuori dai binari previsti alla fabbrica, sia perché qualsiasi cosa si voglia fare è subordinata alla sottoscrizione di un abbonamento, che non solo significa il pagamento di tariffe ma che le modalità con cui il servizio viene erogato dipendono solo e soltanto dalla volontà del fornitore del servizio e possono cambiare o anche cessare, di punto in bianco in ogni momento. In poche parole l'utente non è più in possesso o in controllo di nulla.

Se volete, pensateci.

4 commenti:

  1. Ci avevo pensato e trovare una conferma da chi ha le conoscenze in materia mi rincuora.
    Saluti

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    1. Non servono conoscenze in materia, basta pensare con la propria testa. Quando ti "regalano" qualcosa significa che ti infilano qualcos'altro nel colon.

      Nel "mondo di prima" pagavamo a caro prezzo sia l'hardware che le licenze d'uso dei programmi che ci giravano sopra. Ma a quel punto eravamo in possesso sia degli strumenti che dei contenuti.

      Nel "mondi di oggi" sia l'hardware che il software si sposta verso il modello "apparentemente gratuito", paghiamo poco o nulla ma ci troviamo in mano degli aggeggi inutili a meno che non sottoscriviamo l'abbonamento ai servizi da cui questi aggeggi dipendono in quanto "terminali". A quel punto non siamo in possesso di nulla, ne degli strumenti ne dei contenuti.

      E nota bene, mentre la penetrazione dei PC nelle scuole è stata minima, adesso c'è una propaganda martellante per fare diventare "luogo comune" l'uso di questi "terminali di servizi remoti" al posto dei libri, inventando questo ircocervo per cretinetti del "nativo digitale".

      Mala tempora currunt.

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    2. Sui libri stanno martellando parecchio e non solo nelle scuole, forse vorranno applicare una metodologia modello Fahrenheit 451. Devo far una precisazione, nel senso che sono e rimarrò un utente basic della rete e dei servizzi offerti, mi preoccupa l'indespensabilità o un qualcosa che mi costringa ad operare con determinati metodi.

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    3. Considera questo aspetto: un buon libro dura una vita, puoi anche passarlo da una generazione all'altra.

      I tablet e gli smartphone hanno un ciclo vitale di un paio d'anni. Le cose che ci puoi mettere sopra dipendono dal fatto che tu sottoscriva un abbonamento e che tu venga identificato come cliente pagante, che può fruire del contenuto solo nel momento in cui paga e secondo i termini stabiliti dal fornitore del servizio.

      Ma è più del fatto che il contenuto di una biblioteca sparisce in un attimo se qualcuno decide che non è un servizio abbastanza remunerativo. E' il fatto che tu non esisti se non in quanto abbonato. E' una versione "globale" dell'idea di obbligare tutti gli Italiani ad avere un conto corrente e una carta di credito associata ad un profilo di contribuente a fini di prelievo fiscale.

      Il guaio è che la gente, tutta la gente, inclusi genitori ed insegnanti, è sottoposta al continuo lavaggio del cervello e l'idiozia è incentivata. Quindi, invece di considerare il gadget tecnologico per quello che è, cioè uno strumento come un trapano o un cucchiaio, lo si considera un "talismano" che fornisce dei poteri superiori, indispensabile. E a nessuno viene in mente che invece è un trucco commerciale per spostare il business dalla vendita di prodotti alla sottoscrizione di abbonamento a servizi. Cosi come a nessuno viene in mente che per questa ragione tutta la "industria" ha smesso di produrre oggetti meteriali e ormai si lavora solo in "outsourcing", mentre noi ci vendiamo abbonamenti l'un l'altro.

      Immaginati un futuro dove i ragazzi non sapranno più fare nulla con le mani e non sapranno nemmeno come funzionano le cose, riusciranno solo a toccare un simbolo per ottenere una nocciolina. Sempre che siano abbonati. Non avere l'abbonamento equivarrà alla morte "virtuale".

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