martedì, aprile 01, 2014

Perché non mi piace il concetto del "matrimonio gay"

A questo proposito si scontrano in me due "anime", l'anima conservatrice e l'anima liberale. Io do per scontato il massimo livello di libertà individuale, fintanto che la libertà di qualcuno non limita la mia. Per semplificare si potrebbe dire che ognuno nel suo privato può fare come gli pare ma quando ci si trova in pubblico occorre uniformarsi a determinate convenzioni. Per fare un esempio banale, quando si trova nella propria intimità uno può benissimo cucinare in costume adamitico o in completo in pelle da motociclista ma se mi invita a cena preferirei che si mettesse normali pantaloni e camicia. A prescindere da qualsiasi altra considerazione. Sarei a disagio, forse un po' meno, anche se si trattasse di una modella di Victoria Secret. Cosa volete, sono introverso, quindi non mi piace trovarmi in situazioni "insolite".

Ora, posso capire che due gay che vogliono formare una coppia abbiano di conseguenza tutti i diritti e i doveri formali e sostanziali che una simile decisione comporta, nei riguardi di uno verso l'altro e della società in generale. Si tratta di definire questi diritti e doveri. Fin qui niente di strano. Cosi come è cambiata la normativa per i figli nati fuori dal matrimonio che anticamente avevano diritti e doveri diversi, allo stesso modo può essere introdotta una normativa per le coppie omosessuali.

Quello che non riesco a capire sono due altre cose.

Primo, l'idea di dovere necessariamente equalizzare forzosamente la coppia omosessuale ad una coppia eterosessuale. Sono due cose diverse che possono essere gestite con norme specifiche di ognuna senza che questo implichi un giudizio "morale" o una discriminazione ingiusta. Un omosessuale non diventa più donna o più uomo per legge, una coppia di due uomini o due donne non diventa uguale ad una coppia di un uomo e una donna per legge. Per la stessa ragione per cui una mela non diventa una pera per legge. Buone e salutari tutte e due ma cose diverse.

Secondo, il fatto che la parola "matrimonio" nella nostra lingua significa "il compito della madre" e implica la maternità, il parto, la generazione dei figli. La equalizzazione della coppia gay e della coppia eterosessuale ha come corollario assurdo che una coppia gay possa generare dei figli, cosa che è impossibile senza l'ausilio di un donatore e/o di una madre surrogata. Quindi il concetto di "matrimonio gay" implica autorizzare la fabbricazione di bambini in apposite cliniche per permettere alle coppie gay di scimmiottare le coppie eterosessuali attraverso la versione tecnologica e moderna della "immacolata concezione". Ora, la fabbricazione di bambini non deve essere vietata per gli omosessuali ma per chiunque, funziona esattamente al contrario. Non si tratta di discriminare, si tratta di una pratica eticamente inaccettabile per gli esseri umani a prescindere. E si, sono al corrente che in certi Paesi la fabbricazione dei bambini è legale, basta pagare. Rimane una cosa eticamente inaccettabile. Non che i bambini fabbricati siano diversi da qualsiasi altro bambino, è solo quello che gli sta intorno ad essere inaccettabile.

Scrivo questo post seguendo lo scandalo che ha investito Mozilla quando si è saputo che il nuovo CEO, Brendan Eich, recentemente nominato, alcuni anni fa ha fatto una donazione alla campagna contro la legalizzazione del "matrimonio gay" nel suo Stato. Apriti cielo, reazione isterica della comunità LGBT che ne chiede la testa, sia all'interno di Mozilla che all'esterno.
Cari LGBT, avete abbastanza rotto le scatole. E' ora di darsi una regolata.
Comunque, come già successe a suo tempo con Barilla, anche Eich è stato costretto alla abiura in nome del fatturato. Che è la cosa più sgradevole dell'intera faccenda. Tutte le opinioni sono lecite a patto che siano politicamente corrette.

Articolo del Corriere:
Non usate Firefox, il ceo è anti-gay
Per inciso, il Corriere online diventa ogni giorno che passa sempre più una raccolta di cretinate. E li pagano anche.


2 commenti:

  1. E' tutto parte dello stesso disegno, mentre veniamo invasi da altre etnie veniamo anche minati negli istituti fondamentali come i modelli di genere e la famiglia.

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