lunedì, giugno 02, 2014

A proposito della cittadinanza italiana

Un bambino eredita la cittadinanza dai genitori.

Un Tedesco, in quanto cittadino UE, può chiedere la cittadinanza dopo 4 anni di residenza in Italia, quindi il figlio di un Tedesco che è arrivato nel 2010 diventa italiano nel momento che suo padre o sua madre chiedono la cittadinanza italiana, non importa quando e dove è nato.
Un "apolide" può chiedere la cittadinanza dopo 5 anni di residenza in Italia, quindi il figlio di un "apolide" arrivato nel 2009 diventa italiano appena suo padre o sua madre chiede la cittadinanza italiana.
Una qualsiasi persona può chiedere la cittadinanza dopo 10 anni di residenza in Italia, quindi il figlio di un Egiziano che è arrivato nel 2004 diventa italiano appena suo padre o sua madre chiede la cittadinanza italiana.
In tutti questi casi, arrivato a 18 anni il soggetto in questione può rinunciare alla cittadinanza italiana.

Il caso del minore nato in Italia che non può diventare italiano prima dei 18 anni vale solo quando i genitori non possono o non vogliono diventare cittadini italiani prima di quella data, cosa che di perse dovrebbe fare riflettere sulle ragioni per cui questo non avviene.

La modifica dello "jus soli" che viene "spinta" dalla cosiddetta "sinistra" punta a garantire la cittadinanza immediata a chiunque nasca in Italia a prescindere dalla cittadinanza dei genitori. Ovviamente è un cavallo di troia che non serve tanto al bambino, che ha comunque gli stessi identici "diritti" dei cittadini italiani anche senza la cittadinanza, serve invece a "regolarizzare" ipso facto la famiglia del bambino, infatti una volta che al bambino viene data la cittadinanza alla nascita, necessariamente i genitori, i fratelli e i parenti stretti fino ad un certo grado non possono più essere allontanati dall'Italia, qualsiasi cosa facciano o non facciano. E' un permesso di soggiorno incondizionato, permanente e non revocabile, multiplo e istantaneo.

Facciamo il caso della "signora K". Se quando è entrata in Italia come immigrato "irregolare" con la complicità delle organizzazioni religiose fosse stata in procinto di partorire, appena fosse nato suo figlio e questi avesse ottenuto la cittadinanza in virtù dello "jus soli", lei e il padre, eventuali fratelli precedenti e successivi, tutti i parenti previsti dalle norme sul "ricongiungimento", avrebbero ottenuto immediatamente lo status di immigrato "regolare", la cittadinanza italiana sarebbe stato un orpello inutile e le sopracitate organizzazioni religiose si sarebbero risparmiate lo sbattimento di fargli ottenere la "regolarizzazione" per vie traverse dopo un anno. E questo riduce anche la necessità di sposare un ingegnere calabrese.

E chiudo mettendo questo link ad una canzone che vi consiglio di ascoltare a volume adeguato, a memoria degli antenati. Io e altri coglionazzi la cantavamo durante le marce tanti anni fa.
Monte Nero

3 commenti:

  1. Non avevo mai ragionato bene sulle implicazioni dello jus soli... Continuo però a chiedermi perchè in Italia ci rompiamo il culo più per aiutare gli stranieri che per aiutare i nostri connazionali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La ragione è ovvia e semplice: tramontato l'operaismo, per cui bisognava abbattere la società borghese per instaurare la famosa "dittatura del proletariato" che aveva appunto al centro il mito della fabbrica e dell'operaio, si è semplicemente sostituito l'operaismo con il terzomondismo, per cui bisogna sempre abbattere la società borghese per instaurare una "dittatura del proletariato" avente al centro il mito della società multietnica e/o multirazziale.

      Non è tanto il farsi il culo quanto partire dal presupposto che tutte le "strutture" della società tradizionale italiana sono delle aberrazioni da cancellare, partendo dal concetto di Nazione, scendendo al concetto di famiglia e poi arrivando fino alle "identità di genere".

      Il ragionamento è semplice, meccanico ed affilato, esiste solo il concetto di "essere umano" che ha come derivati degli attributi/diritti. Un essere umano ha diritto di vivere dove e come gli pare, quindi qualsiasi regola che pone dei limiti o sancisce delle differenze tra due esseri umani deve essere abolita. Vuoi vivere in Italia? Nessuno può discutere su questo tuo "diritto". Vuoi sposare un asino? Nessuno può discutere questo tuo diritto. Vuoi farti impiantare una pianta di nespole sulla fronte? Nessuno può discutere questo tuo diritto. Vuoi assumere droga? Eccetera eccetera.

      Ma non farti fuorviare, lo scopo ultimo non è aggiungere possibilità sopra quelle che già abbiamo, lo scopo è usare il concetto di "essere umano" e dei suoi "attributi" per scardinare e cancellare la società attuale per costruirne una che è una versione confusa, paradossale e psichedelica del vecchio soviet.

      Elimina
    2. Non chiedermi perché la gente ha questa ambizione, io non me ne capacito. Forse esistono dei meccanismi psicologici affini a quelli che sostengono le religioni ma non è il mio mestiere.

      Elimina