giovedì, agosto 28, 2014

La fantascienza

Liceali, stage al museo. E alle elementari più maestri per classe
Ora, considerato che le imprese italiane non assumono, chiudono o delocalizzano, l'ideona del governo del Caro Leader è mandare gli studenti a fare fantomatici "stage" nelle stesse aziende, le quali ovviamente hanno li pronto il personale per stare dietro ai ragazzi che non sanno fare nulla. Chiunque abbia questa idea non ha mai avuto una azienda da gestire e non ha mai avuto uno stagista. Che poi non è ne un diplomato e nemmeno un laureato, è uno studente delle superiori.

Aggiungo che ci sono ancora due barzellette, la prima è quella di aumentare le maestre alle elementari, di questo passo ci sarà in classe una maestra per ogni bambino. La seconda barzelletta, questa veramente fantastica è:
...per i liceali è importantissimo confrontarsi con il mondo del lavoro, potrebbero usare le due settimane di alternanza per “lavorare” nei musei o seguire i restauri di opere d’arte»
Immagino che stare in un museo (a fare cosa, a leggere la Gazzetta, che è quello che fanno i dipendenti del museo?) per l'articolista e per i ministri del Caro Leader significhi "confrontarsi col mondo del lavoro". Al che è manifestamente evidente che chi parla non ha idea di nulla, ne della scuola, ne dei musei ne sopratutto del "mondo del lavoro". Ma se vuoi fare capire ai ragazzi che per assicurarsi il vitalizio devono fare un concorso farlocco e farsi assumere nella Pubblica Amministrazione, lo stage lo possono fare a scuola, insieme ai loro insegnanti, non c'è bisogno di mandarli in un museo che poi gli cade un quadro o una statua su un piede. Di quelli abbandonati a migliaia nei corridoi e negli scantinati.

Ah no, aspetta. I liceali li mandi nei musei perché sono "studiati". Quelli degli istituti tecnici li mandi nelle "aziende", anche se non sai cosa sia una azienda, perché cosi si abituano ai lavori manuali. Colpo di genio. Nella ipotesi paradossale che l'azienda sia interessata ad avere inutilissimi studenti in mezzo ai piedi e che gli studenti imparino qualcosa, gli stessi studenti poi devono tornare a scuola dove non gli viene insegnato nulla che abbia a che fare col "mondo del lavoro". Un buon modo per motivarli. Ma allora mandiamoli a fare lo stage direttamente nei call center.

Tutto questo, ve lo devo ricordare, nel quadro generale in cui il 70% degli Italiani è semi analfabeta e gli studenti italiani sono tra gli ultimi al mondo per preparazione. Qui sembra che gli studenti siano tutti scienziati ma gli manchi la la "esperienza" del "mondo del lavoro" e che fuori dalle scuole ci siano le aziende ansiose di assumere questi nuovi talenti, bisognose di espandere la propria produzione o i propri laboratori di ricerca ma non possono farlo perché gli studenti hanno una formazione troppo accademica. Ma di che epoca stiamo parlando? Venti, trenta, quaranta anni fa? Signori, gli studenti italiani non sanno un cacchio di niente. E questo dipende dal fatto che gli insegnanti sono impreparati e/o non lavorano. Non esiste nessun meccanismo che misuri la qualità dell'insegnamento delle scuole. Quando poi escono da scuola i ragazzi non trovano lavoro perché il lavoro non esiste e dove esiste, è richiesta una super specializzazione, tipo il venticinquenne con laurea in astrofisica e ingegneria nucleare che parli fluentemente inglese, tedesco e cinese. Stiamo parlando di fare l'apprendista di un idraulico o di un elettricista? Basta la terza media, magari un corso serale e il pelo sullo stomaco. Ma che stage e sopratutto ma che scuola.

Assumiamo 100 mila insegnanti per poi delegare la formazione all'apprendistato presso le "aziende" perché la scuola di perse è inutile. Economicamente non fa una piega.

Il destino della nazione è affidato a questa gente.
Questo è il meglio dell'Italia.
E questi sono i giornali e i giornalisti, che pubblicano queste boiate pazzesche senza battere ciglio.

mercoledì, agosto 27, 2014

Putroppo mi tocca essere pedante

Più di quanto non sia di solito, voglio dire.
In questi giorni non manca mai in prima pagina almeno un articolo con la foto del Caro Leader che gonfia il petto e un articolo che descrive le inaudite riforme che i suoi ministri stanno approntando. Perché, ragazzi non siamo mica qui a togliere il guscio ai semi di zucca, il PD è il punto di riferimento dell'Europa. E infatti...
Scuola, svolta sui precari: subito l'assunzione per 100 mila insegnanti
... con il miliardo e mezzo di euro fin qui trovato per la scuola (aggiornamento alle ore 22 di ieri) il ministero dell'Istruzione prenderà centomila tra precari delle Gae (le Graduatorie a esaurimento che oggi ospitano 155 mila aspiranti insegnanti) e vincitori dell'ultimo concorsone rimasti ancora fuori dall'insegnamento (altri novemila) e li porterà in cattedra, a ruolo, definitivamente. Centomila, fonti sindacali, sono stati i tagli di posti da docenti tra il 2009 e il 2011. Centomila (e forse qualcuno in più) saranno quelli che - superata l'emergenza spending review - il governo Renzi restituirà...
I tagli di posti da docenti?
Superata l'emergenza?
Il governo Renzi restituirà?

Non posso credere a quello che leggo.

In un post precedente paventavo il fatto che ci saremmo fatti carico di altri 30 mila insegnanti meridionali nel momento che il Debito aumenta alla media di 20 miliardi al mese. A quanto pare il Governo non stava "restituendo" abbastanza, i nuovi assunti saranno più del triplo, 100 mila. La cosa "divertente" è che questa restituzione continuerà per tutta la mia vita, quando morirò staremo ancora restituendo. Ogni singolo giorno di ogni singolo anno, per sempre. Faccio presente al lettore che quando si dice "tagli di posti" a qualsiasi branca della Pubblica Amministrazione significa che a fronte dei pensionamenti non vengono immediatamente assunti dei sostituti oppure che il numero di nuovi assunti è inferiore a quello degli anni precedenti, a prescindere da considerazioni di bilancio e/o efficienza. Nessuno mai viene licenziato, il "posto pubblico" in Italia è molto più sacro del vincolo de matrimonio, quindi oltre a "restituire" 100 mila nuovi stipendi naturalmente pagheremo gli stipendi degli attuali insegnanti, pagheremo la loro pensione e la pensione di tutti i predecessori.

sabato, agosto 23, 2014

Apocalisse in autunno

"Non è affatto vero", per il premier, che la scuola "sia un problema, ma un asset strategico del nostro Paese, che va valorizzato e messo in sicurezza. In ogni caso la sfida educativa è la mia priorità. Tra dieci anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l'Italia sarà come l'avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti".
Considerato che la stragrande maggioranza degli insegnanti vede nel proprio lavoro una sorta di vitalizio garantito in cambio del mero atto di presenza, escludendo ovviamente le migliaia che non si presentano nemmeno con una scusa o l'altra (vedi alla voce supplenti) e che in generale si tratta di gente che per competenze e predisposizione se non facesse l'insegnante dovrebbe lavare i vetri ai semafori, direi che siamo a cavallo. In collegamento con un post precedente, non vedo l'ora che l'Italia sia rifatta dai 30 mila precari della scuola meridionali che, tramite opportune procedure pensate apposta, vengono in questi giorni incaricati delle cattedre nel nord Italia. Il Caro Leader evidentemente non si preoccupa se gli Italiani sono semi analfabeti.

Wikipedia riporta su "Analfabetismo":
Secondo i dati PIAAC, si conferma l'alto tasso di illetteralismo italiano. Le competenze degli adulti italiani sarebbero ben al di sotto della media degli altri Paesi, fenomeno che potrebbe drammaticamente contagiare le nuove generazioni, anche se rispetto alle precedenti indagini OCSE - IALS (International Adult Literacy Survey) 1994-98 e ALL (Adult Literacy and Life Skills) 2006-08 - apparirebbe in riduzione.

Le informazioni messe a disposizione dall’indagine sono ricche e molteplici. L’inchiesta sulle competenze degli adulti (PIAAC) pone l’Italia all’ultimo posto nella graduatoria dei paesi partecipanti rispetto alla percentuale degli individui intervistati che ottengono un punteggio al livello intermedio (3) o superiore (4 o 5) nella scala delle competenze linguistiche. In particolare, solo il 3.3% degli adulti italiani raggiunge livelli di competenza linguistica 4 o 5 – i più alti – contro l’11.8% della media dei 24 paesi partecipanti ed il 22.6% del Giappone, il paese in testa alla classifica. Il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica, mentre il 27.7% degli adulti italiani possiede competenze linguistiche di livello 1 o inferiore, contro solo il 15.5% della media dei paesi partecipanti.

Per quanto riguarda le competenze matematiche, solo il 4.5% degli adulti italiani ha competenze di livello 4 o 5, il 24.4% ottiene il livello 3, mentre il 32% degli italiani ha competenze di livello 1 o inferiore, contro solo il 19% della media dei 24 paesi. Inoltre, in entrambe le aree di competenza, in Italia la proporzione degli intervistati con un punteggio corrispondente al livello 1 o inferiore è tra le più elevate. Tuttavia ci sono forti differenze tra le regioni italiane, e nel nord-est gli italiani risultano essere tra i migliori al mondo in matematica, scienze e lettura.
E noi dove li prendiamo gli insegnanti? Ovvio, dalle regioni col maggiore tasso di analfabetismo. Perché? Per il "sociale".

Ah, un'altra cosa, mio Caro Leader.
Io per un certo periodo della mia vita fui convinto che l'Italia fosse una democrazia liberale per cui i "politici di Montecitorio" fossero rappresentanti eletti, da cui l'Italia si facesse in obbedienza e conformemente alla volontà degli elettori.

La prima cosa che mi mise la pulce nell'orecchio fu apprendere del principio costituzionale della "assenza di vincolo di mandato" per cui un eletto al Parlamento formalmente è il mio rappresentante ma nello stesso tempo gli viene chiesto di legiferare nell'interesse della Nazione e non degli elettori. La distinzione tra le due cose, cioè tra Nazione e Italiani, già allora fece suonare un campanello. Di poi imparai la prassi per cui i parlamentari non vengono eletti ma nominati dal partito in base al "monte voti" e finalmente la prassi secondo cui i governi sono semplicemente nominati, tanto che lei, Caro Leader, è diventato il Duce degli Italiani senza essere mai stato eletto.

Quindi devo darle ragione. E' assolutamente normale che l'Italia non sia fatta dagli Italiani e nemmeno dai loro rappresentanti democraticamente eletti. Poi se lei preferisce affidare l'incarico ad una mafia o ad un'altra, è questione di gusti.

giovedì, agosto 21, 2014

Perché non guardo la TV e non ascolto la radio

Esempio di follia: una parte del mondo inventa il concetto di "guerra pulita" trasformando le persone fatte a pezzi dalle bombe nei personaggi di un videogioco e mettendo la maggiore distanza possibile, fisica e metaforica, tra chi usa le armi e chi ne subisce gli effetti. Un'altra parte del mondo fabbrica dei video di propaganda dove dei prigionieri vengono sgozzati con un coltello con tutti i dettagli e si insiste fino a staccargli la testa per esibirla come un trofeo, cose che si facevano davanti le mura dei Traci. O volendo fare un riferimento storico più recente, "cose turche".

Altro esempio di follia:
Ma le polemiche dei giorni scorsi con alcuni giudizi ingenerosi sulle due ragazze impegnate in una missione umanitaria (per la serie, “non potevate restare a casa vostra?”) hanno ferito ulteriormente le famiglie: «So solo che Greta sin da adolescente ha avuto una sensibilità speciale per chi aveva bisogno di aiuto», ricorda la mamma. «Allora se tua figlia chiede di poter andare ad aiutare quei bambini laggiù, puoi forse rinnegare gli insegnamenti che le hai cercato di trasmettere? Puoi per caso cambiare tua figlia che ha questi valori e ideali fortissimi di solidarietà ed empatia?»
Signora, scusi la franchezza, per caso lei si aspetta dei complimenti per avere fatto di sua figlia una povera idiota che va a farsi massacrare dai tagliatori di teste in medio oriente? E' veramente surreale e sempre per fare una citazione storica, mi ricorda La Crociata dei fanciulli.

Il guaio è che la gente ingoia tutto come se fosse "normale".

martedì, agosto 19, 2014

I misteri del giornalismo

Non ho mai capito in cosa consista la professione del giornalista.
Ogni tanto leggo degli articoli da cui un lettore che non sia del tutto ignorante capisce due cose, primo che il giornalista in questione non ha la minima conoscenza dell'argomento di cui scrive, la seconda è che il giornalista in questione non cerca di descrivere un fatto ma cerca di dare una interpretazione, che nella maggior parte dei casi poi è una idea preconcetta che appartiene ad un determinato filone ideologico.

Esempio: L'arsenale nascosto dell'Esercito - Nel bazar delle armi italiane
Gianluca Di Feo, la mia opinione è che questo è un pessimo articolo e personalmente io non ti pagherei per una cosa del genere.

Andiamo ad esaminare:
Ma nei magazzini dell'Esercito ci sono migliaia di mezzi militari accatastati. Un surplus bellico che viene usato per la nostra politica estera.
Capisco benissimo l'intento di solleticare il lettore "di sinistra" aggiungendo l'aggettivo (dispregiativo) "bellico" al sostantivo "surplus" ma siccome io non appartengo a quella congrega di idioti, è ovvio che trattandosi di armi rottamate, avessero fin dalla loro ideazione lo scopo bellico, che non appartiene al surplus, casomai il contrario, se è surplus è perché quelle armi non sono più utili a fini bellici. Logico no?
E mentre le altre nazioni occidentali hanno fatto di tutto per sfruttare questi giacimenti, vendendo i mezzi più moderni e trasformando gli altri in rottami da fondere, noi continuiamo a mantenere obici e tank in riserva: non buttiamo mai nulla. Stando alle statistiche ufficiali, ci sono più di 1100 carri armati e 3000 veicoli corazzati da combattimento "in naftalina": una quantità superiore a qualunque altra nazione europea.
Non buttiamo via nulla per la stessa ragione per cui non vengono scartati dall'Esercito gli ufficiali e sottufficiali che non hanno competenze utili o non sono fisicamente idonei al servizio militare. L'Esercito Italiano, come qualsiasi altra branca della Pubblica Amministrazione, non ha alcuna pretesa di efficienza, serve a dare lavoro e a spendere soldi pubblici. Le altre "nazioni europee" non sono tutte uguali. Stai sicuro che l'Esercito tedesco sarà mediamente più organizzato e meglio gestito del nostro, probabilmente l'Esercito greco sarà più o meno organizzato e gestito allo stesso modo, con meno risorse di un paese con un quinto degli abitanti dell'Italia.
Infatti:
Ma l'assenza di una legge chiara sulla commercializzazione dei surplus bellici e il disinteresse dei governi ha impedito finora di trovare una maniera per valorizzare questa armata incagliata.
L'articolo è contraddittorio. E chiaro che se la "armata" è "incagliata" per carenze normative e per disinteresse (io qui direi meglio interesse a mantenere lo status quo), significa che non c'è dietro una bieca strategia per creare una "riserva ombra" da usare per le "operazioni sporche". E' semplicemente la conseguenza della italianità, cioè è un'altra cosa fatta a @#@#@ come tutto il resto.

Lista degli armamenti in giacenza.
La descrizione mostra chiaramente che l'articolista non ha fatto il minimo sforzo per documentarsi sui nomi e le sigle che citava a capocchia.
Ma nei bunker c'é veramente di tutto: dai fucili d'assalto Fal ai mitra Beretta Mab, dai cannoni a tiro rapido Fh70 ai cannoncini antiaerei Bofors.
Il FAL non è un "fucile d'assalto", è un "fucile da battaglia" ed era un residuato bellico anche quando era nuovo. Infatti è stato prodotto dalla Beretta nel dopoguerra a partire dalle rimanenze della seconda guerra mondiale aggiungendo la possibilità di funzionamento automatico al fucile da battaglia M-1 Garand in uso agli Americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Era una soluzione autarchica e di costo molto più contenuto rispetto all'acquisto di un fucile di nuova concezione. Gli Americani svilupparono per la medesima esigenza il fucile da battaglia M-14 che poi scartarono durante la guerra del Vietnam in favore dell'M-16, che serviva appunto per avvicinarsi al concetto di "fucile d'assalto" già in uso tra le truppe del Patto di Varsavia e "amici", il famoso Kalashnikov. Dov'è la differenza? Il "fucile da battaglia" serve per il tiro mirato da lunga distanza, quindi è ingombrante e usa munizioni di grosso calibro. Il "fucile d'assalto" serve per il tiro a raffica da distanza ravvicinata, quindi è compatto e usa munizioni di calibro ridotto.
Lo FH-70 è un obice pesante campale che serve per il tiro indiretto a molti kilometri di distanza, può sparare anche testate nucleari tattiche. E' tutto tranne che un "cannone a tiro rapido".
Bofors è un marchio svedese che ha sviluppato armi antiaeree usate dagli alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Ancora, quelli in dotazione all'Esercito italiano in sostituzione delle rimanenze sono stati prodotto dalla Breda su licenza negli anni '70. E' ovvio che essendo armi antiaeree sono "a tiro rapido" ma nel senso che la parola poteva avere negli anni '30.

Veniamo al dunque.
Nell'articolo si fa volutamente confusione tra due argomenti diversi e cioè come smaltire gli armamenti scartati dalle Forze Armate italiane e come commercializzare i prodotti dell'Industria Militare nazionale. La due cose sono ben distinte anche se ovviamente le stesse aziende possono produrre nuovi armamenti oppure ricondizionare quelli obsoleti per allungarne la vita utile. L'articolo suggerisce che in ogni caso gli armamenti siano un "male" e quindi qualsiasi uso se ne faccia sia di conseguenza "maligno". Inutile stare qui a ripetere da dove viene questa idea, fatto sta che non solo la guerra è il proseguimento della diplomazia con altri mezzi e quindi l'Italia fa uso delle Forze Armate e sottoscrive accordi militari di varia natura ma il mercato degli armamenti è ricco e per l'Italia significa ricchezza e lavoro, che non tutti possono avere il Posto Pubblico Garantito.

Si accenna però ad un fatto fondamentale: gli eserciti NATO che si trovano a supportare milizie o eserciti nelle guerre e guerricciole in giro per il mondo non hanno a che fare con armamenti NATO, hanno a che fare con armamenti sovietici. E qui l'articolista evita accuratamente di domandarsi "ma se l'Italia ha i magazzini pieni di vecchie armi, perché nei Paesi emergenti e sottosviluppati tutti usano armi sovietiche?"

Ah le matte risate.
La spiegazione è molteplice.
Per primo non sfugga al lettore l'abbinamento tra Comunismo e sottosviluppo. Il Comunismo va dove c'è miseria e ignoranza e nello stesso tempo produce miseria e ignoranza. Infatti appena questi Paesi riescono a tirare fuori la testa, si affrettano a rottamare il comunismo e gli armamenti sovietici.
In secondo luogo la Rivoluzione ha nei suoi fondamenti la pretesa di essere "universale", quindi l'Unione Sovietica era disposta a svenarsi e regalare armi a chiunque pur di fare proseliti.
In terzo luogo le armi di fabbricazione sovietica sono state progettate per masse di coscritti schiavi e analfabeti, quindi sono relativamente economiche da produrre, robuste e facili da usare anche con addestramento e manutenzione approssimativi.

Ora, il problema è che gli armamenti nelle "riserve" italiane o sono inutili (come i FAL o gli FH-70) oppure, anche se ricondizionati, non sono impiegabili da chi fa uso di armamenti sovietici, sia per il problema dei diversi standard e misure, sia per la molto maggiore necessità di manutenzione per mantenerli in efficienza, senza avere accesso alle competenze tecniche necessarie e ai ricambi. E diventa peggio mano a mano che l'arma in questione si avvicina allo "stato dell'arte". Tutti i sistemi contemporanei fanno largo uso di elettronica e computer, nel caso degli eserciti NATO si parla di "componenti che trovi sullo scaffale", inteso come elettronica d'uso comune ma nel caso delle milizie tribali di qualche area remota, di solito costituite da analfabeti nella loro lingua, figurarsi nelle altre, si tratta di magia. Per non parlare del fatto assurdo di fornire un missile anticarro ad un pastore che poi, ammesso che lo sappia usare, lo usa per distruggere un pickup sgangherato che costa un decimo del missile.

Concludendo, articolo senza costrutto, ripete luoghi comuni "di sinistra" più o meno a casaccio.

venerdì, agosto 15, 2014

Come rimuovere la barra di ricerca da Nuova Scheda in Firefox

Nota: questo post ripete informazioni che sono già disponibili su numerose pagine Web.

Allora, nelle ultime versioni di Firefox i geni di Mozilla hanno pensato di aiutare gli utenti storditi aggiungendo una barra di ricerca sopra le anteprime che vedete quando aprite un nuovo tab (o scheda) di Firefox.

A proposito, dovreste sapere che queste anteprime di base vengono prese dal contenuto della history (o cronologia) ma si possono anche selezionare e fissare in modo che siano sempre le stesse, quelle che volete voi. Istruzioni le trovate qui: La pagina Nuova scheda

Torniamo a noi, la barra di ricerca sopra le anteprime è fastidiosa perché duplica la funzione della barra già presente nel browser e perché porta via spazio alle anteprime. Ovviamente i nostri geni non hanno previsto la possibilità di disabilitarla quindi per toglierla bisogna procedere con un hack manuale, questo:

1. posizionatevi nel profilo-utente di Firefox.
In Windows 7 si trova in "utenti/[vostro utente]/appdata/roaming/mozilla/firefox/profiles/".
Attenzione a non cancellare o spostare file e cartelle quando siete in "appdata".

2. create la directory "Chrome".
Non dovrebbe esistere, se esiste non fate niente, usate quella che c'è.

3. dentro la directory "Chrome" create un file di testo e chiamatelo "userContent.css"

4. dentro il file di testo copiate le seguenti righe CSS:
@-moz-document url(about:newtab){
#newtab-margin-top, #newtab-search-container
{ display: none !important; }
}

5. salvate le modifiche al file di testo, chiudete e riaprite Firefox.
Come potete facilmente intuire, basta cancellare il file per invertire la modifica.
Il file altro non fa che istruire Firefox a nascondere la barra di ricerca nella pagina "nuova scheda".

sabato, agosto 09, 2014

È con viva e vibrante soddisfazione

Leggo dal sito repubblica.it (non delle Padania).
Gli Italiani e i distrubutori:
Controlli ai distributori di benzina: quasi uno su tre irregolare

Su 800 impianti visitati nell’ambito di un piano estivo a tutela dei consumatori, 230 sono risultati irregolari, pari al 28% del totale. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno denunciato 33 persone, sequestrato 93 colonnine, 449 pistole erogatrici ed oltre 780 mila litri di prodotti petroliferi.

Le frodi più ricorrenti riguardano le schede elettroniche modificate inserite nelle colonnine dove sono indicati i litri di benzina erogati, l’alterazione delle stesse colonnine e delle pistole erogatrici, la contraffazione dei piombi, vale a dire i sigilli messi agli impianti per evitare che vengano manomessi.
Tutti lo sanno ma non si può dire:
La Campania è risultata la regione con più irregolarità.
Certo sono le aziende del Nord che mandano le colonnine alla Campania, è colpa loro.
Mentre il Caro Leader è impegnato a modificare la Costituzione, ecco cosa succede nel quotidiano:
Scuola, quasi 30mila nuovi prof in ruolo.
E la maggioranza sono meridionali al Nord


Il caso più significativo è quello della graduatoria per la scuola primaria della provincia di Torino, alla quale il ministero ha assegnato 258 posti da suddividere a metà tra precari e vincitori di concorso. Delle 129 cattedre che dovrebbero andare - il contingente preciso delle assunzione in favore dei precari dipende anche da quanti sono i vincitori di concorso rimasti senza posto - ai precari storici ben 108 verranno assegnate a freschissime new entry provenienti dalle regioni meridionali. Metà delle quali provenienti dalla Sicilia. Una situazione che, per la scuola dell'infanzia, rischia di replicarsi in provincia di Lucca, dove 10 degli 11 immessi in ruolo saranno meridionali: siciliani, calabresi e campani. E in provincia di Bergamo dove tutti e 4/5 i posti previsti per la scuola primaria saranno appannaggio di maestri del Sud. Anche la graduatoria della scuola primaria della provincia di Milano è stata letteralmente presa d'assalto dai maestri delle regioni meridionali, dove la disoccupazione è ormai a livelli greci. Dove il 98 per cento dei 245 posti disponibili nelle scuole della provincia del capoluogo lombardo sarà occupato da docenti meridionali. Una situazione che si profila in molte province padane, anche per la scuola media e superiore.
Anche qui, non è vero che la Pubblica Amministrazione è totalmente meridionalizzata grazie al meccanismo dei diplomi regalati, dei voti pompati, degli Esami di Stato pro forma e dei concorsi taroccati. E' che i Meridionali studiano mentre al Nord sono tutti bottegai analfabeti e ubriaconi.

giovedì, agosto 07, 2014

La follia del buonismo

Prego leggere questo articolo:
Vanessa e Greta, figlie dell’Italia buona Non chiamatele turiste del rischio

Io lo trovo veramente demenziale. Per due ragioni.

La prima ragione è che si fa l'elogio della follia. "Incoscienti? D’accordo. Ma ammirevoli."
E' lo stesso ragionamento per cui gli intellettuali alla Severgnini mandavano i ragazzi negli anni '70 a uccidere o a morire nelle manifestazioni o attorno alle sedi dei movimenti. E che poi hanno riscritto tutta la storia tragica come una epopea eroica. La "meglio gioventù".

La seconda ragione è il non capire che nella vita bisogna prendersi le responsabilità, che non è un gioco. Queste ragazze hanno famiglie, amici, insegnanti, conoscenti, c'è tutto un mondo che non solo forma e definisce il modo di pensare e i "valori" di una persona ma gli costruisce anche attorno gli strumenti materiali del vivere. Un genitore, un amico, un insegnante, non solo hanno la responsabilità morale ma anche quella materiale di non incoraggiare e eventualmente impedire i comportamenti sbagliati, irrazionali, autolesionistici. E in questo caso genitori, insegnanti, amici, hanno creato due "incoscienti", cioè due persone che non hanno cognizione di sé e della realtà e poi non le hanno fermate quando dovevano.

Severgnini chiosa:
"Sono le figlie di una buona Italia, che ora deve riportarle a casa. Senza gridare, senza accusare e, almeno stavolta, senza litigare."
Grazie tante, si fa il possibile per toglierle dai guai. Certo, adesso oltre al problema dei bambini siriani abbiamo il problema di due ragazze italiane. Apparentemente questi fatti di contabilità elementare a Severgnini non interessano di fronte agli alti ideali. Tanto non sono figlie sue e non ci va Severgnini di persona a cercarle, a rischio della pelle. Severgnini manda gli altri.
Senza gridare? E chi grida.
Senza accusare? Ti piacerebbe, eh Severgnini...
Piacerebbe a te, a tutti i tuoi colleghi del "buonismo" cattocomunista che sta affondando l'Italia e anche ai genitori, insegnanti e amici delle due ragazze in questione, che invece di essere i mandanti di un crimine si trovano elogiati per avere ispirato gli eroi.

Io invece vi accuso tutti.
E' colpa vostra.