mercoledì, settembre 03, 2014

30, 100, 150 mila

Aggiornamento ai precedenti post sulle "riforme" del Caro Leader:
Avevamo detto che erano in programma 30 mila assunzioni, poi sono diventate 100 mila e adesso leggo che saranno 150 mila.
Centocinquantamila precari assunti per decreto.... legge di Stabilità che «dovrà prevedere il finanziamento del piano straordinario di assunzioni a decorrere dall’anno scolastico 2015-16 di tutti i precari storici iscritti nelle graduatorie a esaurimento aggiornate a luglio 2014 e dei vincitori e idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012». Il secondo passaggio consisterà nella predisposizione di un decreto legge. Per spiegare i requisiti di necessità e urgenza dello strumento normativo scelto - la riforma per decreto - il documento del governo invoca la gravità della situazione economica «che impone scelte che valorizzino la cultura»
Gli 11 obiettivi della Buona Scuola
La cosa che mi fa imbestialire è il discorso vigliacco sulla "valorizzazione della cultura".

21 commenti:

  1. Tra poco avremo classi con tre maestri/professori per alunno. E con l'alunno che probabilmente saprà di più dei suoi insegnanti...

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    1. In quanto contribuenti dovremmo essere informati di come vengono spesi i nostri soldi e perché. Invece nessuno ci dice nulla. Quando sono obbligati, inventano fandonie come il collegamento tra la immissione in "ruolo" di 150 mila (per ora) insegnanti e la "cultura" come risorsa economica. Sono due cose del tutto scollegate. Al massimo si potrebbe pensare alla qualità della formazione dei diplomati e dei laureati ma allora bisognerebbe selezionare gli insegnanti e valutare la "performance" per poi applicare dei correttivi dove serve. Mentre sappiamo bene che non esiste selezione, non esistono verifiche e anche se un insegnante risulta inetto, non può essere messo in discussione perché l'impiego pubblico è una garanzia a vita.

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  2. Il problema mi pare,ancora una volta paradigmatico (e ciò è più grave) più che economico.
    Di fatto erano già insegnanti con contratti precari, quindi con stipendio etc. .

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    1. La differenza è che "precario" significa che il contratto deve essere rinnovato di volta in volta, quindi, in teoria, potresti lasciarlo a casa se non ti serve. Mentre l'entrata in "ruolo" significa che se anche questo a scuola legge il Manifesto e basta, non puoi dirgli beh, stipendio assicurato a vita.

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    2. E anche qui, non mi bevo il gioco dell'uovo e della gallina con la Scuola e i docenti. Per tot studenti si può progettare di mettere X o Y insegnanti e si può assumere analfabeti o premi nobel. Dipende dallo scopo. Siccome lo scopo è dare un lavoro ai disoccupati meridionali, è la stessa cosa di quando hanno legiferato per abbassare il limite minimo di altezza per l'arruolamento nelle Forze Armate.

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    3. Cinicamente, direi che il problema della disoccupazione è strutturale.
      I lavori "ripetitivi" vengono automatizzati (non solo quelli fisici).
      Quindi... la torta del lavoro per gli homo diminuisce.
      Non solo la torta diminuisce, ma anche il numero di fette di lavoro da fare aumenta.

      Io sogno sempre un Italia con 6M homo e un mondo con 0.7G homo.
      Distribuirsi lavoro tra 3 persone è molto più facile che farlo tra 30.

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    4. La soluzione al problema della automazione è semplicemente lavorare di meno e fare andare più la testa delle mani. Agli inizi della era industriale nelle fabbriche e nelle miniere c'erano ragazzini che lavoravano oltre 12 ore al giorno per un tozzo di pane. Adesso si lavora meno di 8 ore e con una qualità della vita molto migliore. Anche negli stabilimenti degli schiavi cinesi.

      Non è quello il problema, in questo caso il problema è che si compra il voto in cambio di una regalia, problema che non è connaturato alle macchine, è connaturato alla democrazia.

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    5. Io mi sono rotto i coglioni di lavorare 40 h alla settimana dal 1989.
      Che diavolo è servita tutta 'sta tecnologia? Per me... assolutamente a niente! In 25 anni di lavoro la mia settimana lavorativa non è diminuita di una mezzora.

      Sfogo a parte.
      L'utopia del lavorare meno lavorare tutti è una delle cose sensate della sinistra.
      Ma... la maggior parte del mondo non è né razionale né di sinistra ed è governata da ingordigia e miopia (massima monetizzazione nel minor tempo possibile).

      Se alcuni paesi diminuissero la quantità di lavoro medio a testa, le loro merci e i loro servizi inizierebbero a costare di più e... si metterebbero fuori mercato.
      Perché la gran parte di coloro che lavorerebbero di meno, poi andrebbe a comprare la roba fatta in Turchia, in Vietnam, etc. perché costa un pelo di meno meno (in realtà anche un quinto ma la speculazione parassitaria si mangia tutto) di quella fatta qui.
      Si torna al caso dell'ingegnere o operaio Lancia che piglia 'na Skoda o una Isuzu perché costano meno.

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    6. Non è una utopia, è un dato di fatto. Ai tempi dei faraoni intere generazioni di contadini venivano impiegate in corvee per costruire templi e piramidi. Oggi ci sono poche centinaia di operai stipendiati i quali, lavorando un terzo della loro giornata, in pochi anni costruiscono un grattacielo.

      La "sinistra" non c'entra nulla, è un fenomeno puramente meccanico, come il fatto che l'aumento della efficacia delle armi da fuoco ha abolito l'uso delle formazioni compatte e degli scontri frontali sui campi di battaglia.

      Le nostre scarpe sono cucite dai bambini asiatici, è un fatto. Ma il fenomeno origina dal fatto che le famiglie sono contente che il bambino lavori in fabbrica perché cosi facendo porta a casa il mangiare per se stesso e per la famiglia. Cosa che è comunque un miglioramento rispetto allo stato precedente in cui il bambino lavorava nei campi con un ritorno molto minore.

      Mano a mano che il tenore di vita della famiglia aumenta, questa comincia a consumare di più e quindi si mette in moto la stessa giostra che si è messa in moto da noi cento e più anni fa.

      Te sei uno snob con una visione poco realistica delle cose.

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    7. 'spetta
      utopia o dato di fatto...
      Mi sembra che
      1 - che per gli occupati in vari decenni il tempo di lavoro non sia diminuito di un tubo di un quarto d'ora (ora si riducono i tempi improduttivi, ad esempio tra gli statali e quindi aumenterà anche se di poco il monte ore da lavorare, molte persone occupate sono sottoposte a carichi maggiori di un tempo)
      2 - che la disoccupazione, sottooccupazione, malaoccupazione sia un dato oggettivo
      3- poi ci sono le cose strane tipo professioni (macellai, fornai, etc.) che soffrono mancanca di manodopera

      E' vero che poche centinaia di operai ora,lavorando un terzo, in pochi anni costruiscono un grattacielo
      Però:
      I - cosa fanno quelle centinaia di operai quando hanno finito? (e non c'è più spazio per un altro grattacielo oppure gli altri 3 già fatti sono invenduti per il 70% o più?
      II - cosa fanno tutti gli altri operai che non hanno un lavoro perché non più necessario dall'aumento di produttività?

      La diminuzione del lavoro disponibile (lavoro ora eseguito sostanzialmente da macchine) è un fatto.
      L'aumento della popolazione è un fatto (oltretutto drammatico, l'esponenziale ora ha derivata prima piuttosto elevata) e questa popolazione vede da una parte quei relativamente pochi operai relativamente ben retribuiti, dall'altra è senza fonte di reddito, vede apologia di consumismo tutti igiorni nella pubblicità, crede che consumismo e servizismo siano diritti naturali (il lavaggio del cervello porta a questa stupidità di massa).

      Insomma, non può funzionare e da qualche anno inizia a non funzionare.

      In cento anni noi potremmo essere collassati o ridotti ad un califfato islamico.

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    8. Non ho mica detto che l'andamento delle cose proceda con moto uniformemente accelerato. Le accelerazioni sono discontinue. Quindi può benissimo darsi che per 500 anni si viva sempre uguale e poi nel corso dei successivi 100 anni ci sia una accelerazione dei cambiamenti. Non a caso si parla di "rivoluzione industriale". Le macchine erano note nei principi fondamentali dall'età alessandrina ma fino al 500 non c'era mai stata l'idea di applicare la tecnologia su larga scala.

      La disoccupazione è un concetto relativo. In certe epoche storiche non esisteva la disoccupazione perché esisteva il lavoro coatto. Ma essere disoccupato oggi è molto meglio che essere occupato allora. Vedi per caso cadaveri di disoccupati abbandonati sul ciglio della strada? Il disoccupato italiano è una persona che non può essere impiegata perché le condizioni minime del salariato rendono il suo lavoro anti-economico, cioè costa troppo. Se si potesse farlo lavorare senza pagarlo, stai sicuro che sarebbe occupato.

      La mancanza di manodopera è una finzione. La azienda cerca due tipi di figure, l'impiegato esperto che è disposto a lavorre sotto padrone invece di mettersi in proprio (il dipendente che si mette in proprio è quello che dissangua le attività artigiane) oppure il garzone che deve ancora imparare un mestiere e quindi è disposto a pagare lui per lavorare, come si faceva quando andavi "a bottega" ai tempi di Michelangelo. Quello che le aziende non vogliono è un cassintegrato che prima faceva il programmatore e che si deve improvvisare macellaio o pizzaiolo.

      Cosa fanno quegli operai? Mantegono i grattacieli già costruiti. Il problema dell'edilizia è che da sempre è il serbatorio che assorbe la manodopera non qualificata. Arrivano tot milioni di stranieri, la prima cosa che succede è che finiscono a lavorare in nero, in semi-nero (cioè devono restituire parte del salario) opprue a ore, nei cantieri e nell'indotto. Quindi quando c'è movimento di persone c'è sovrabbondanza di manodopera nell'edilizia.

      L'operaio che lavora con le mani non può esistere in Italia perché è una professione anti-economica a causa delle condizioni al contorno. Costa meno portare in Italia un tondino di ferro fatto in cina via nave che fabbricarlo in Italia. Quindi bisogna formare degli operai che oltre le mani possono applicare una competenza o un talento. Si può mantenere 50 e passa milioni di persone in questo modo? Boh, forse no. Infatti la nostra economia declina. D'altra parte, come scrivevo altrove, TUTTI i computer sono progettati e prodotti da quattro o cinque aziende di Taiwan e poi gli vengono appiccicati sopra i marchi delle aziende "famose" come Apple e HP. Significa che in Europa non progettiamo e non costruiamo NESSUN computer. Passi per il lavoro manuale dell'assemblaggio ma significa anche che non abbiamo il knowhow dell'elettronica di consumo.

      La popolazione non aumenta dove c'è tecnologia, aumenta dove manca. E questo succede perché in quei Paesi le braccia sono considerate una ricchezza invece che un costo.

      Che saremo collassati E un califfato islamico te lo do per certo. Probabilmente prima di cento anni.

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  3. credo che si tratti di persone che lavorano già con un contratto precario, stabilizzarli ha un senso.

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    1. No, licenziarli ha un senso.
      Mi spiego, se io fossi nominato domani responsabile della Istruzione in Italia non mi preoccuperei nemmeno per un nanosecondo degli insegnanti, mi preoccuperei degli studenti.

      Quindi farei una ricognizione dello "stato dell'arte", valuterei i punti deboli del sistema scolastico e procederei a correggerli. Siccome, lo ripeto, gli studenti italiani, soprattutto al Sud, sono gravemente impreparati, ne consegue che bisogna stringere la vite, licenziare un tot di insegnanti cialtroni e instillare un po' di disciplina nel sistema, annesso un sano timore della morte. Se lo studente non studia, lo si boccia. Se l'insegnante non insegna, lo si licenzia.

      Infatti la cosa peggiore che danneggia tutto il Pubblico Impiego è la certezza di rimanere impunti qualsiasi cosa si faccia o non si faccia, che il posto è garantito a vita.

      Ora, uno potrebbe dire "ma questi hanno superato un concorso". Si si, chiaro che in Italia se superi il concorso hai vinto il gratta e vinci del posto garantito a vita. Altrimenti scatta il ricorso in tribunale e si scatena Magistratura Democratica.

      Fatto sta che gli insegnanti andrebbero selezionati tra i migliori e non tra quelli che non hanno alternative o che conoscono qualcuno. Fintanto che raschiamo il fondo del barile per popolare la Pubblica Amministrazione degli scarti, non cambierà mai niente.

      Tra quei 150 mila ci sono insegnanti capaci di insegnare e preparati? Certamente, anche solo per una questione statistica. Sono stati selezionati in base a capacità e preparazione? No.

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  4. è così che si incrementa l'occupazione giovanile in Italia, mi ricorda la politica della vecchia DC che quando non sapeva dove mettere le persone le faceva assumere nelle poste

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  5. ottimo Lorenzo, ti leggo volentieri per la chiarezza con cui esprimi il tuo pensiero

    vorrei sapere da te, con chiarezza: quale movimento politico, in Italia, persegue con efficacia la tua opinione, sicuramente per alcuni versi condivisibile laddove ricorda che il reddito non si crea dal nulla «ope legis»

    insomma, chi dovrebbe votare chi la pensa come te?

    ricordo un dettaglio, a latere: la moglie di Bossi, pensionata dalla scuola a 39 anni, eppure la Lega sembra la più ostile al pubblico impiego, specie meridionale

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    1. Io vorrei essere alto, biondo, ricco sfondato e pieno di topa.

      Nessun "movimento politico" mi può rappresentare, nemmeno per approssimazione. Infatti dico sempre che dovrei essere nominato imperatore.

      Per questo motivo di solito non voto.

      Il discorso della Lega può essere solo un "meno peggio" in una scelta tra diversi mali. Il concetto fondamentalmente corretto è che la Repubblica nasce da una Italia divisa e occupata militarmente dallo straniero, quindi fin da subito si organizza per dare a ognuno il suo contentino.

      Due partiti che si dividono il potere politico e di spesa, un Nord dove si lascia appositamente fiorire la famosa "economia sommersa" e un Sud completamente dipendente dai sussidi statali, in una forma o l'altra.

      I due partiti egemoni portano al massimo il meccanismo del voto di scambio creandosi ognuno il suo ampio, ampissimo bacino di clienti, quindi da una parte popolano tutto l'apparato della Pubblica Amministrazione e dell'indotto, dall'altra avviano il famoso "Stato Sociale", che, nota bene, non è affatto "universale" ma è sempre sotteso ad accordi discrezionali tra una cricca e un'altra, intermediazioni di qualche sindacato, eccetera. Tutto un sistema ramificato di mafie e mafiette, ognuna con la sua struttura di vassalli e valvassori e col suo centro di spesa.

      Il tutto è rimasto in piedi fintanto che la economia sommersa, grazie alla rendita di posizione dell'Italia all'interno del mondo diviso in blocchi, produceva abbastanza ricchezza per tutti.

      Quando l'Italia ha perso la sua posizione e si è trovata irrilevante nel quadro della globalizzazione, la ricchezza prodotta ha cominciato a diminuire mentre la spesa continuava ad aumentare.

      Ai meridionali io imputo una cosa sola, l'abitudine atavica a piangere e fottere. Posso capire piangere, posso capire fottere ma non le due cose insieme.

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    2. Poi faccio presente che la moglie di Bossi è come la rondine che non fa primavera. Cosa diavolo c'entra la vita di Tizio con un movimento politico che associa milioni di persone? Ci può essere dentro qualsiasi cosa in un insieme tanto vasto, santi, eroi, poeti, pazzi, criminali, analfabeti.

      La Lega è un movimento fondamentalmente INNOCUO, non tanto perché Bossi si è inventato la famosa "via gandiana alla secessione" ma proprio perché, siccome nessuno fa politica per filantropia e tutti ci vogliono guadagnare, alla fine anche la Lega si crea il suo bacino di clienti dentro mafie e mafiettine, con vassalli e valvassori, poltrone e poltroncine, stipendi, pensioni, vitalizi, rimborsi spese.

      La carne è debole.

      Non so se è un bene o un male. Forse basterebbe non esagerare in un senso o nell'altro.

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    3. Ehehe
      Analisi politica precisa e lucida.
      Mi piace.

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    4. sono aumentati perchè è risaputo che la scuola è un bacino di voti per il PD che diamine

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    5. Non la Scuola soltanto, tutta la Pubblica Amministrazione. Infatti, prego notare che di solito i titolari dei blog di "sinistra" di solito sono dipendenti pubblici.

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  6. «di solito non voto»

    è una risposta chiara, grazie

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