sabato, settembre 13, 2014

I musei, Franceschini e Internet

Ascolto una intervista a Franceschini alla radio.
Si tratta del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo nell'attuale governo Renzi.

Dopo la solita pappardella in "sinistrese" sul fatto che in Italia ci sono migliaia di musei che rappresentano una risorsa, che per il governo Renzi qualsiasi cosa è una risorsa, vorrai mica dire a qualcuno che è un peso per la Nazione, a Franceschini viene fatto notare che i musei italiani o non hanno un sito Web oppure se ce l'hanno non viene aggiornato per anni.

Come risponde Franceschini?
"Perché, i musei non sono sui social?".

Al che Lorenzo, che è già giustamente nauseato a priori dal fatto che parla uno "di sinistra", sente "punf" e "punf", poi si deve chinare a raccogliere le braccia coi denti. Fransceschini, capisco che ti sei fatto spiegare da tua nipote cosa sono "i social" e adesso devi fare vedere che sei ganzo come il Renzi. Ti sei perso un pezzo e cioè cosa è Internet e cosa è un sito Internet, cosa ci puoi fare, eccetera. Tu sei uno che ha la pretesa di trovare "giovani talenti" da nominare direttore di museo e affidagli budget milionari. Pensa a cosa può essere l'italiano medio.

Avviso per il lettore: vi prego di non commentare con cose tipo "perché, che differenza c'è tra Internet e un sito Internet, oppure tra Internet e i social?" Se state per scrivere un commento del genere sappiate che io vi odio, sono cattivo, quindi vi risponderei male o malissimo. Votate Renzi e dormite sonni tranquilli.

Lezione del giorno:
"Il kiwi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane del genere Actinidia, famiglia delle Actinidiaceae"
(Wikipedia)

3 commenti:

  1. Perché, che differenza c'è tra Internet e un sito Internet, oppure tra Internet e i social?

    (Dai, era un invito a nozze a scrivere cio'.)

    a Franceschini viene fatto notare che i musei italiani o non hanno un sito Web oppure se ce l'hanno non viene aggiornato per anni. : per progettare, realizzare e tenere aggiornato un sito web occorrono persone che lo sappiano fare e occorre pure pagarle (e possibilmente controllare che facciano il lavoro).
    Ma non e' a te che lo dico perche' lo sai meglio di me. Era una considerazione in generale.



    Ecco che pero' la chiusura sul kiwi mi fa sorgere la domanda: la leggenda che il kiwi e' risultato dell'incrocio tra banana e fragola (sentita piu' volte da persone diverse, di nazionalita' diverse, che non avevavo parlato l'una con l'altra) da dove viene fuori?

    Buona domenica.

    B.

    RispondiElimina
  2. Vedi che non hai capito? Per fare un sito Web bisogna sapere cosa è Internet e a cosa serve. E gli Italiani non lo sanno. Fosse solo Franceschini non ci sarebbe problema. In realtà non lo sa nessuno. Quello che vedo io sono persone che "scoprono" oggi di potere fare con lo smartphone cose che io facevo circa 20 anni fa.

    Il problema dei musei è che sono solo un costo. Non tanto il museo in se quanto il personale che ci lavora. Certo, difficile quantificare il ritorno che un museo può dare nei riguardi dell'intorno in cui è collocato. Ma in termini puramente economici, sono un costo. Rendere un museo se non redditizio almeno economicamente sostenibile significa risolvere più o meno lo stesso problema che pone tutta la Pubblica Amministrazione e cioè il rapporto tra il servizio che offre (in termini qualitativi e quantitativi) e il personale (in termini qualitativi e quantitativi).

    Quindi siamo finiti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mai sentita la storia della banana e della fragola.
      Io pensavo che il kiwi fosse il frutto di un alberello, invece è una bacca prodotta dalle liane (rampicante quindi) di una certa famiglia. Presumo che esista anche in natura e che sia mediamente più piccolo e più saporito, dato che le versioni coltivate normalmente tendono a privilegiare le dimensioni.

      Elimina