domenica, ottobre 05, 2014

Diritti dei lavoratori

Leggo sul mio quotidiano comico preferito, Repubblica:
Oltre il 30% dei certificati medici dei lavoratori dipendenti viene presentato di lunedì con la Calabria che ha il record di giorni medi di malattia all'anno di 34,6 e che salgono addirittura a 41,8 nel settore privato. Tra i lavoratori dipendenti più "cagionevoli" troviamo anche i siciliani (con 19,9 giorni medi di malattia all'anno), i campani (con 19,4) e i pugliesi (con 18,8). Gli operai e gli impiegati più "robusti", invece, li troviamo a Nordest. Se i lavoratori dipendenti dell'Emilia Romagna rimangono a casa mediamente 16,3 giorni all'anno, in Veneto le assenze per malattia scendono a 15,5 per toccare il punto più basso nel Trentino Alto Adige, con 15,3 giorni.
Lavoro - Ufficio studi della Cgia di Mestre
Praticamente le assenza per malattia dei Calabresi sono tra il doppio e il triplo di quelle dei Veneti. Delle due l'una, o in Calabria c'è un clima pessimo oppure l'ennesimo luogo comune razzista viene confermato dai fatti.

Umanamente comprensibile che uno si voglia prendere un giorno di libertà ogni tanto. Il guaio è che i giorni di malattia sono pagati quindi in soldoni si tratta di una truffa.

25 commenti:

  1. Non è una novità. E comunque ti assicuro che un weekend da forestale (qualcuno dello Stato e qualcuno della Regione Sicilia) in Trinacria procura stress imparagonabili agli omologhi veneti (specialmente quando s'incontano al bar)..

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    1. Sono relativamente sicuro che i "forestali" non sono inclusi in questa statistica.

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    2. La Regione Calabria ha più Guardie forestali dell'intero Canada.
      =
      Vergogna.
      Dignità Zero.

      ...

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  2. Corretto perseguire i somari che fregano; ne conosco qualcuno e li trovo fastidiosi, specie se devo lavorare al loro posto (senza ricevere il loro stipendio).

    La frase di apertura secondo cui "...Oltre il 30% dei certificati medici dei lavoratori dipendenti viene presentato di lunedì ...." meriterebbe qualche riflessione. Un lavoratore che ha orario su 5 giornate ha più o meno le stesse probabilità di ammalarsi in qualsiasi giorno della settimana; ma se si ammala di sabato o di domenica tendenzialmente dal medico ci può andare lunedì. Guardia medica a parte, e comunque in molti si trascinano sperando di rimettersi spontaneamente (senza riuscirci). Il guaio è che con questo meccanismo la giornata di lunedì finisce col vedersi appioppare i malanni di tre giorni della settimana.

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    1. Secondo me non cogli il punto. Non si può cambiare la mentalità della gente per legge. Il concetto del "perseguire" non ha senso quando si tratta di milioni di persone per cui un certo comportamento è normale.

      Io non mi preoccupo più di tanto dell'assenteismo, mi preoccupo del fatto che questi dati di fatto sono puntualmente negati dalla "propaganda ufficiale".

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    2. Supposto pure che non sia un problema di assenteismo legalizzato da medici corrotti ovvero che sul lunedì si accumulino le malattie contratte durante il sabato e la domenica (ma in questo giorno alcune di esse dovrebbero essere anche guarite, discorso completo), non si capisce come mai questa distribuzione non sia sostanzialmente uniforme ma colpisca di più la Calabria.

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    3. E' impossibile controllare un comportamento di massa su un'area geografica così densa di popolazione come il Meridione italiano : ci vorrebbero tanti controllori quanti i controllati ... il solito vecchio giochino per aumentare a ufo i dipendenti pubblici e poi mettersi d'accordo la sera in trattoria.
      La cultura locale è ben nota.
      Ridicola la censura dei mass-merda italici sull'argomento ... per non irretire i cialtroni, credo.

      ...

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  3. in effetti però, Lorenzo, repubblica ha fornito la notizia

    poi ognuno la valuta a suo modo

    per la questione propaganda è chiaro che è un tema poco utilizzabile, mentre invece potrebbe essere utile uno studio serio delle motivazioni antropologiche e culturali di comportamenti diversi da zona a zona

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    1. Si, io trovo comico che Repubblica sia un quotidiano "di sinistra", praticamente ha preso il posto dell'Unità e cerchi sempre di non presentare i fatti per come sono ma di dargli una "coloritura", una "interpretazione", a volte sottile a volte grossolana. Ma a volte gli scappano degli articoli che, non so quanto volontariamente, sono in contraddizione con TUTTO IL RESTO del giornale.

      Non credo esistano diversi "modi" di valutare i numeri. Come ho scritto sopra, se in Calabria si assentano per malattia il doppio o il triplo che in altre regioni, o i Calabresi sono gracili, o c'è un clima terribile, oppure COME TUTTI SANNO, al sud esiste questa prassi del comportamento illecito sempre, ovunque e comunque. Come nel caso delle assicurazioni o degli insegnanti o delle pensioni di invalidità, c'è tutto un ecosistema che include i medici, gli uffici preposti alle verifiche, le autorità. eccetera.

      Utile per cosa? Una Nazione vale tanto quanto valgono i suoi cittadini. L'italia vale poco perché gli Italiani valgono poco. Cioè l'immagine di noi che hanno all'estero è fondamentalmente corretta. Chi non si riconosce in questa immagine non si riconosce nella Nazione. Da cui tutta una serie di corollari.

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    2. Nazione? Non so, lo Stato italiano esiste, la Nazione forse è una forzatura retorica. Questione complessa. A sinistra c’è un allevamento copioso di imbecilli, ma c’è stato uno come Gramsci che sulla questione meridionale ha scritto pagine molto interessanti. A rileggerti Lorenzo, grazie della sollecita attenzione.

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    3. Tutto il contrario. E' lo Stato la finzione se non esiste la Nazione sottostante. Infatti, come ben puoi vedere, lo Stato italiano sta devolvendo progressivamente la sovranità nazionale ad organizzazioni sovranazionali e sovrastatali che sono ancora più finte perché ancora più distanti dalle Nazioni. Fa tutto parte del Piano di annientamento etnico e culturale.

      La "questione meridionale" in realtà è la "questione dei meridionali". Di cosa ha scritto Gramsci onestamente me ne fotto, non mi serve un profeta, ho gli occhi per vedere e la testa per pensare.

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    4. PD (partito ufficiale di La Repubblica) e Forza Italia hanno programmi molto simili.
      Il problema è che in Italia ci sono differenze colossali tra la provincia di Pordenone e quella di Catanzaro, tra quella di Cuneo e quella di Caserta, etc.
      Ma se osservi, ci sono differenze enormi anche tra quella di Trento e quella di Bolzano.

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    5. Quindi quale sarebbe la conclusione del tuo ragionamento?

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    6. Che è un problema culturale (esiste una koinè italiana e ha le sue caratteristiche e PD e FI sono espressioni con qualche piccola differenza di quella koinè)
      Che se vai da TN a BZ, in pochi chilometri, noto differenze paragonabili a quelle tra TN e RC.
      Che è assurdo che ci siano stesse leggi che debbano vigere per realtà così diverse.

      Ritorno alla mia utopia delle piccole patrie su livello poco più che comunale, diciamo provinciale, con una totale separatezza fiscale e obbligo di bilancio positivo per il rientro dal debito e divieto di migrazione.

      Infatti io guardo con molta simpatia alla realtà del comunalismo curdo.

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    7. Le piccole patrie esistevano, erano le città-stato antiche e i Comuni italiani. Io come al solito tenderei ad essere meno estremista e penserei piuttosto a "patrie" organizzate su base linguistica. Le gente che parla la stessa lingua necessariamente appartiene ad una "patria" o ad una "matria" (a seconda della lingua).

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    8. Sei il primo (oltre allo scrivente) che usa il termine matria.
      :)

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    9. Tutto il contrario. E' lo Stato la finzione se non esiste la Nazione sottostante. Infatti, come ben puoi vedere, lo Stato italiano sta devolvendo progressivamente la sovranità nazionale ad organizzazioni sovranazionali e sovrastatali che sono ancora più finte perché ancora più distanti dalle Nazioni.

      Quoto.
      E matria è bellissimo !

      *_____*

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  4. 30-40 giorni di malattia in media all'anno sono un'enormità! Poi però il problema sono genericamente i salari troppo alti o l'art.18 non tutti quelli che truffano...

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    1. Noterai che di questi dati, di questi numeri, nessuno parla. E sappiamo che ci sono cose peggiori, tipo gli impiegati che fanno timbrare il cartellino dal collega e che risultano presenti ma in realtà vengono se e quando hanno voglia. Gli insegnanti che assumono formalmente l'incarico, poi presentano un certificato medico e non si fanno più vedere, obbligando la scuola a incaricare un supplente. Eccetera eccetera.

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  5. ma i certificati li firmano i medici...

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    1. Giusto.
      Infatti in tutti questi casi, come nel caso degli insegnanti che si danno malati il giorno dopo avere assunto l'incarico, le pensioni fasulle, eccetera, bisognerebbe risalire tutta la catena.

      Ma d'altra parte è come la storia dei rifiuti interrati in Campania, passano decine di migliaia di camion avanti e indietro e nessuno ha visto niente, nessuno vede niente.

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    2. I medici proassenteisti sono la chiave di volta di questo sistema corruttivo.
      Sono come coloro che favoriscono la migrazione di massa: la gravità delle loro azioni è maggiore di quella degli assenteisti/migranti proprio per l'ordine di grandezza superiore del crimine da essi generato.

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    3. Andrebbero in prima battuta sanzionati pesantemente, e in seconda radiati dall'albo.
      Condotti al posto di lavoro più idoneo : a vangare ...

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    4. In un Paese dove qualcuno ruba, rubare è reato. In un Paese dove tutti rubano, rubare è lecito. I medici che lavorano al Sud sono persone abituate all'imbroglio e al sotterfugio dalla nascita. E lo stesso vale per tutti, Forze dell'Ordine, Magistratura, amministratori locali, Pubblico Impiego, eccetera. Chi dovrebbe sanzionare chi?

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  6. Il dato che più mi ha impressionato è il 41,8%, ma non solo per l'enormità, ma per il fatto che si riferisca al settore privato. Come possa un'azienda reggere una simile % e sopravvivere non è pensabile, a meno che ....
    Penso alle aziende per cui ho lavorato, tutte gestite da imprenditori che al confronto le SS erano dilettanti; appena arrivavano i certificati all'ufficio del personale veniva subito inviato il medico fiscale, pure a quella povera ragazza costretta alla dialisi... senza pietà.
    Ma per contro la nostra media di assenze non arrivava certo a quel 16,3% rilevato per l'E.R., noi eravamo tutti robustissimi.
    Con un 41,8% di assenze un'azienda onesta, che lavora secondo le leggi, chiude i battenti, ma non solo oggi che c'è vento di crisi, ma avrebbe chiuso anche nel periodo delle vacche grasse.

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