martedì, ottobre 21, 2014

Never ending story - le politiche neoliberiste e la austerità

Continua nella indifferenza generale la saga del portale "italy.it".
Per chi non se lo ricordasse, è questo, dal celeberrimo video Rutelli and Italia.it, giusto nel caso vi venisse in mente il ritornello del ventennio berlusconiano.

Leggo oggi sul Corriere che le politiche del rigore stanno facendo un'altra vittima:
Italia.it, un’occasione persa costata venti milioni di euro
[...] il tormentone di Italia.it, il sito che doveva «vendere» il nostro Paese sul mercato mondiale non è finito. Ieri ha sbattuto la porta il direttore, Arturo Di Corinto. Ritiene «poco dignitoso», a ragione, che lui e i pochi dipendenti rimasti lavorino da mesi senza essere pagati. Per un sito costato una cifra mostruosa: venti milioni di euro.
Però con quei venti milioni qualcuno è stato pagato, o no? Come mai nessuno si è dimesso in questi DIECI ANNI? (vedi sotto).
[...] i milioni stanziati per il progetto dal ministro berlusconiano Lucio Stanca nel lontano 2004 erano addirittura 45. Incrementati più avanti da altri 10.
Bei tempi, quando ancora la Merkel non ci aveva imposto il rigore. Cosi bisogna fare, coraggiosi e forti interventi keynesiani. Per chi non lo sapesse, in un mondo "normale" il portale si poteva fare con poche migliaia di euro. Dai Renzi, adesso mi aspetto gli 80 euro per i webmaster.

A margine, come non ricordare questo altro video fenomenale: Ciao Al, De Magistris invita l'attore. Tralasciando le recenti vicende tristi di magistrato, eletto, poi condannato che invece di "rispettare la sentenza" si rifiuta di lasciare l'incarico, mentre quando lui era dall'altra parte le dimissioni dovevano essere immediate già in fase di indagine, prego notare che questo uomo di cultura fatica a parlare in italiano. Immaginatevi cosa deve essere uno scugnizzo di Scampia.

10 commenti:

  1. La capacità incredibile degli italiani di far sparire milioni così senza lasciar traccia e senza colpevoli... :-(

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    1. E' colpa dei magnacrauti.
      Perché se non ci fosse l'idea (ancora lontana peraltro) del pareggio di bilancio, noi scriviamo due numerini qui, stampiamo un po' di titoli di stato là e tutti sarebbero felici e contenti. Che problema ci sarebbe?
      Chiaramente colpa dei crucchi brutticattivirigoristicaccadiavolo.

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    2. Diciamo che io e te siamo tenuti all'oscuro ma, volendo, le tracce e i colpevoli ci sono eccome. Il fatto è che quattro quinti dell'Italia vivono di sussidi statali quindi è ovvio che non c'è la minima volontà di andare a scoperchiare il secchio di vermi della Spesa Pubblica. Anzi, vedi bene che si insiste nel dire che lo Stato dovrebbe rinunciare al "rigore" per riavviare la politica dell'indebitamento (distinguendo tra "debito buono" e "debito cattivo") e delle famose "politiche keynesiane". Se io scrivo questo post è per dare un esempio di cosa significa in Italia l'azione dello Stato nell'economia, cioè quale capacità ha lo Stato di produrre "debito buono". Anche nelle cose minime come un sito Web, figurarsi in cose più impegnative come le infrastrutture.

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    3. C'è una realtà di criminalità e parassitismo diffusi che va molto oltre al keynesismo.
      Vuoi spendere 100 a debito per "pompare" l'economia? Allora fallo, ad esempio, per la protezione idrogeologica. Solo in Emilia Romagna ci sono 70k frane medio grandi senza contare le opere idrauliche (briglie, argini, casse golenali di livellazione delle piene, ...) in gravissima mancanza di manutenzione.

      Ma le opere piccole e diffuse non permettono di concentrare appalti e il governo del sistema corruttivo e tangentizio che sarebbe ad essi associati (io sono realistico e dico che andrebbe ad alimentare dissipazioni, clientele, corruzione a livello regionale, provinciale e comunale).

      Quindi riusciamo ad avere una connotazione criminogena, patologica anche in ipotetici indirizzi keynesiani.

      Le grandi opere hanno un effetto molteplicemente devastante e contribuiscono a peggiorare lo stato del sistema e per i danni diretti che causano e per la sottrazione di risorse a ciò che sarebbe necessario nonché utile e benefico. Un sito baracca, da questo punto, è privo dei danni fisici (ecologici, ambientali, economici, sociali, sanitari, etc.) che esse causano.

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    4. Guarda secondo me invece di tirare fuori saggi di macroeconomia e formule matematiche (per altro, quando mi sono messo a studiare la matenatica in economia mi è sembrata tutta sbagliata) secondo me è sufficiente studiare la storia dell'italia dal dopoguerra ad oggi.

      Ma non la storia artefatta che ci propinano, quella vera. Gli antenati dicevano che la storia è maestra di vita. Qualcun altro ha scritto che chi non conosce la storia è condannato a riviverla. Quindi io trovo paradossale che ci sia ancora qualcuno che chiede alla "sinistra" di trovare soluzioni a problemi di cui la "sinistra" è la causa e la radice.

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  2. ma non ha vigilato nessuno in tutti questi anni? io credevo che l'avessero già chiuso da un bel po', si sapeva che non funzionava.

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    1. Sara, forse sarebbe l'ora che tu ti svegliassi. :)

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  3. belin Lorenzo mica ho la sindrome di Atlantide!

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  4. Atlantide è quello che regge il mondo sulle spalle.

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