giovedì, novembre 27, 2014

Non scaricate niente da Sourceforge - Pericolo!

Questa è un'altra triste storia a proposito del declino di Internet.

Tempo fa esisteva un (famoso) servizio di hosting chiamato Sourceforge che era adoperato da quasi tutti i progetti Open Source, specie quelli di software per Windows. Per esempio io ne uso/usavo alcuni, un archiviatore chiamato 7-Zip, un instant messenger chiamato Miranda e un FTP client chiamato Filezilla.

ATTENZIONE: da qualche tempo questo servizio è stato trasformato in un metodo per distribuire spyware a chiunque provi a scaricare e installare uno di questi programmi (o un aggiornamento). Presumo che Sourceforge paghi i titolari di questi progetti perché fungano da distributori del loro spyware e questa è una cosa veramente pessima.

Funziona cosi: voi scaricate dal sito ufficiale del programma in questione quello che vi sembra il regolare file di installazione, lo eseguite e invece della normale procedura parte un aggeggio di Sourceforge che scarica da Internet delle cose che non vi fa vedere, poi vi dice che sta installando un programma di cui non sapete nulla e se anche voi scegliete l'opzione "rifiuta" lo installa ugualmente, poi il programma di Sourceforge termina e parte (apparentemente) l'installazione del programma che volevate installare o aggiornare.

Risultato, insieme al programma voluto vi trovate anche lo spyware di Sourceforge installato sul vostro PC.
Stamattina cercando di aggiornare Miranda mi sono trovato installato un coso che si chiama PCOptimizer Pro. L'ho rimosso immediatamente (senza aprirlo) dal Pannello di Controllo e ho cancellato un gruppo di chiavi dal Registro ma non ho modo di sapere cosa è rimasto in giro. Nel log di sistema c'erano due errori rilevati in fase di installazione.

L'unica soluzione è NON USARE NESSUN PROGRAMMA CHE FACCIA RIFERIMENTO A SOURCEFORGE.
Controllate i link a cui punta il download del file di installazione e se vedete che punta a Sourceforge annullate tutto.

Edit:
- Per chi usa Filezilla, questo link illustra il problema e offre una soluzione, fermo restando che secondo me non bisognerebbe usare un programma che volontariamente distribuisce spyware. La soluzione (per il momento) è "all download links on the additional download options page are unbundled."
Please offer a paid version of your product w/o adware
- Per chi usa Miranda, questo link punta ad un progetto che nasce come fork di Miranda e che non fa uso di Sourceforge.
Miranda NG
Per chi usa 7-Zip, per ora il progetto non sembra affiliato al programma di Sourceforge che distribuisce spyware. Fate attenzione.

Purtroppo lo stato attuale di involuzione di Internet e dei PC in generale ha prodotto una rarefazione dei progetti open source e il degrado dei servizi di hosting per cui da una parte è difficile trovare delle alternative e dall'altra tutti i servizi che distribuiscono software sono a rischio.

STRUMENTO ONLINE DI VERIFICA PRIMA DI INSTALLARE.
Se il file che volete controllare "pesa" meno di 128MB potete usare questo:
VirusTotal

NEL CASO IL VOSTRO PC SIA GIA "INFETTO".
Per prima cosa seguire le indicazioni di questo post:
Come rimuovere virus, spyware e malware dal PC
Se possibile seguire la procedura raccomandata, altrimenti l'altra.

Dopo avere messo il tutto "in sicurezza", si può fare la "pulizia fine", per esempio mettendo questo programma portabile su una chiavetta USB ed eseguendolo da li sopra:
Emsisoft Emergency Kit
Esistono altri programmi analoghi a questo. Mentre gli strumenti di cui sopra sono di Microsoft, quindi hanno il supporto di Microsoft, questi sono di terze parti quindi non posso raccomandarvene uno in particolare. Ho messo un link per completezza di informazione ma la scelta sta a voi. In linea generale vi consiglierei di non installare niente in un sistema compromesso quindi meglio usare un programma portabile.

martedì, novembre 25, 2014

Il circo Barilla, ovvero come dare torto a Putin?

(Continua da post precedente...)
La holding di Parma ha annunciato la creazione di un Diversity and Inclusion Board (comitato per la diversità e l’inclusione) con in prima fila David Mixner: «Scrittore, esperto di strategie politiche, attivista per i diritti civili – annota il sito della Barilla -. Nominato dal Newsweek il gay più potente d’America, è un leader mondiale nel mondo della politica e dei diritti umani». Nell’organismo è stato chiamato anche Alex Zanardi e, fa sapere l’azienda, a breve vi entrerà una personalità femminile esperta in “gender balance”, quindi attenta alle tematiche della parità fra i sessi.
La svolta di Barilla: in azienda “il gay più potente d’America”

Per vendere la pasta devi avere in azienda una "D.I.B" con a capo il gay più potente d'Amernica", un ex-pilota privo delle gambe e una donna esperta di bilance, perché quelle col cappello di carta che stanno in fabbrica forse non sono abbastanza donne. Come il post precedente, la Storia sarebbe esilarante se non fossi costretto a viverci dentro. Se non avessi due nipoti bambini direi che siamo pronti per il prossimo asteroide. O forse, dopo avere preso in giro i capelloni coi ritratti di Lenin, mi toccherà sfilare col ritratto di Putin.


Nella foto, una riunione della D.I.B. negli headquarters di Barilla, si lavora alla piena integrazione dei molluschi cefalopodi.

Sic transit gloria mundi nel paradiso dei lavoratori

La Repubblica - Putin per i nazionalisti d'Europa
Ma al Cremlino nessuno si scandalizza: "L'Unione sovietica inviava gioielli e bonifici milionari ai partiti comunisti, ai rivoluzionari del Terzo Mondo, qualche volta anche ai terroristi, con il pretesto di diffondere la Rivoluzione proletaria. Adesso invece aiutiamo tutti coloro che ci aiutano a combattere questa ondata di immoralità dell'Occidente. E nella lista non ci sono terroristi ma partiti democraticamente eletti".
Forse bisognerebbe mandare Veltroni e Vendola in missione a Mosca, per civilizzare i barbari. Il primo potrebbe organizzare un cineforum su Berlinguer, il secondo potrebbe spiegare l'Europa della accoglienza e della solitarietà, che non è un artificio delle famose elite occulte sovranazionali, no no, è un fenomeno spontaneo, un elemento di civiltà.

Ah, l'ironia della Storia.
Riderei se non fossi costretto a viverci dentro.

domenica, novembre 23, 2014

Senza ritegno

Ormai la cosiddetta "informazione" in Italia è solo un collage di veline e di articoli scritti su commissione. L'ultimo esempio mi capita di leggerlo sul sito del Corriere ed è una raccolta di tutti i luoghi comuni che ho sentito ripetere fino alla nausea negli ultimi vent'anni, con l'aggiunta del solito paradosso involontario che comunque l'Italiano medio, a cui ormai è stato lavato e candeggiato il cervello, non presta attenzione.

I 3,9 miliardi che i migranti danno all’economia italiana

L'articolo si basa sul rapporto della ennesima "fondazione" secondo cui, tramite opportuni calcoli su come viene ripartita la Spesa Pubblica e mettendo in rapporto il risultato di questa ripartizione con il prelievo fiscale, risulta che gli immigrati contribuirebbero più di quanto consumino, quindi "ha ragione il Papa, gli immigrati sono una risorsa".

Peccato che nello stesso articolo si scriva:
Creano anche un mucchio di problemi? Sì. Portano a volte malattie che da noi erano ormai sconfitte? Sì. Affollano le nostre carceri soprattutto per alcuni tipi di reati? Sì. Vanno ad arroccarsi in fortini etnici facendo esplodere vere e proprie guerre di quartiere? Sì. E questi problemi vanno presi di petto. Con fermezza. C’è dell’altro, però . E non possiamo ignorarlo.
Ah le matte risate. Infatti "non possiamo ignorarlo" ma possiamo ignorare i costi economici e sociali delle voci precedenti, cioè il costo di dovere convivere con le malattie, il costo delle "banlieu", il costo della "mediazione culturale", il costo di dovere mantenere costantemente la sorveglianza contro gli attentati, il costo dei reati, della loro repressione e dell'affollamento delle carceri. Possiamo anche ignorare il fatto che la immigrazione viene organizzata e favorita in ogni modo, ignorare il fatto che tutti gli immigrati vengono "regolarizzati" col meccanismo della "sanatoria" perché entrano in Italia in violazione delle leggi vigenti, inclusi quelli che poi diventano Ministro, possiamo ignorare il fatto che nessun problema in Italia viene affrontato "di petto", meno che meno il problema che è stato creato ad arte.

Se poi volessimo andare ad esaminare la questione economica nel dettaglio, tutti sanno come funzionano le attività "legali" degli immigrati e cioè nella stragrande maggioranza dei casi da una parte sfruttando ogni minimo cavillo della ultra-barocca e para-comunista legislazione italiana e della burocrazia, quando conviene e aggirando o evadendo la medesima legislazione e burocrazia quando serve. Il parrucchiere cinese fa il vuoto attorno non perché taglia e piega i capelli meglio dei parrucchieri italiani ma perché lavora praticando dei prezzi che sono una frazione di quelli correnti. Ma nessuna "fondazione" si preoccupa di fare gli opportuni calcoli per verificare quante e quali violazioni sono imputabili al lavoro degli immigrati. Ben inteso, di quelli che lavorano.

Quanto alla solita sceneggiata trita e ritrita di mettere a paragone "i nostri nonni" con gli immigrati, prima cosa, ognuno parli dei nonni suoi. Qualcuno ha avuto un nonno mafioso, qualcuno ha avuto un nonno minatore, qualcuno ha avuto un nonno eroe. In secondo luogo gli Italiani che sono andati a vivere all'estero facevano ogni sforzo per integrarsi in società ostili, spesso in terre di frontiera, mentre gli immigrati attuali sfruttano il lassismo decadente della società italiana ed europea in genere e nello stesso tempo la disprezzano. Infatti nell'articolo si scrive "vanno ad arroccarsi in fortini etnici", non è esattamente cosi, piuttosto cercano di ricreare in Italia e in Europa le stesse condizioni delle loro terre d'origine, cosa che ci dovrebbe fare presagire cosa succederà quando la demografia cambierà i rapporti di forze.

Nota a margine, da Repubblica:
RAI - Ma la svolta vera, quella che interesserà gli utenti, starà nell'importo: 65 euro, che sarà possibile diluire per ciascuna delle bollette (mensile o bimestrale a seconda del gestore), fin quasi a sparire dunque nella percezione collettiva.
Lampo involontario di verità illuminante. Che vergogna essere italiani.

venerdì, novembre 14, 2014

Il Male a colori

Questa immagine racchiude tutte le incarnazioni del Male, del Brutto e dello Sbagliato in una sola inquadratura.


Mille e non più mille.
La fine del mondo è vicina.

mercoledì, novembre 12, 2014

Il Male nero su bianco

Ed ecco puntualmente confermato che l'inferno esiste.
Landini - Torni l'acciaio di Stato

Poi quando dico che i cattocomunisti vivono nel rimpianto dei fantastici anni '70 quando hanno potuto mettere in pratica tutte le loro fantasie e quindi procedere a demolire l'Italia, mi viene detto da qualche emerito esperto/economista/intellettuale più o meno "di sinistra" che devo leggere il trattato di Vattelapesky o il saggio di Scaccabarozzi. Che se l'Italia sta affondando la colpa è della Finanza, delle banche e della Merkel. Che la soluzione, come dice Landini, è un energico intervento statale nell'economia, ovviamente previo esproprio dei risparmi delle famiglie.

Siete pazzi.
Adesso faccio una cosa che è tabù per il sopracitato intellettuale "di sinistra" e cioè quoto Wikipedia:
Ai vertici dell'IRI si insediarono esponenti della DC come Giuseppe Petrilli, presidente dell'Istituto per quasi vent'anni (dal 1960 al 1979). Petrilli nei suoi scritti elaborò una teoria che sottolineava gli effetti positivi della "formula IRI". Attraverso l'IRI le imprese erano utilizzabili per finalità sociali e lo Stato doveva farsi carico dei costi e delle diseconomie generati dagli investimenti; significava che l'IRI non doveva necessariamente seguire criteri imprenditoriali nella sua attività, ma investire secondo quelli che erano gli interessi della collettività anche quando ciò avesse generato "oneri impropri", cioè anche in investimenti antieconomici.

Questa prassi, generalmente ritenuta connaturata all'esistenza stessa dell'IRI per il suo essere azienda pubblica, non era in realtà data per scontata al momento della sua creazione. La pratica amministrativa del suo fondatore, Alberto Beneduce, si fondava al contrario sull'assoluto rigore di bilancio e sulla limitazione delle assunzioni all'essenziale per garantire un funzionamento snello ed efficiente dell'organizzazione. Allo stesso modo, durante i primi anni di vita si scelse a livello gestionale di non procedere con operazioni di salvataggio, reali o camuffate.

Critico verso la prassi assistenzialista, in linea quindi con la falsariga del modello Beneduciano fu il secondo Presidente della Repubblica Italiana, il liberale Luigi Einaudi, che ebbe a dire: «L'impresa pubblica, se non sia informata a criteri economici, tende al tipo dell'ospizio di carità».
L'Italia del 2014 è un "ospizio di carità" indebitato e sull'orlo della bancarotta ma con le porte spalancate, cosi entra chi vuole e che progetta di aggiungere altri piani.

domenica, novembre 09, 2014

Investimento pubblico

Il mercato ha fallito.

«Per potenziare banda ultra larga è necessario intervento pubblico»
Per potenziare in Italia lo sviluppo delle reti fisse di nuova generazione, la cosiddetta banda ultra larga, è necessario un intervento pubblico visto che non è possibile contare sugli investimenti privati a causa degli alti costi «irrecuperabili» e della concorrenza che riduce ricavi e margini. Per di più «in presenza di una domanda ancora poco sviluppata». A sostenerlo sono le autorità indipendenti Antitrust (Agcm) e il Garante delle comunicazioni (Agcom).
Internet veloce, lo Stato dovrà investire sulla rete

IO CONTESTO!
Non è affatto vero che la "banda larga" sia una infrastruttura necessaria alla Nazione. Se Internet una volta non aveva un "business model" funzionante ma almeno esisteva l'idea di dare alla gente uno strumento di condivisione del sapere, adesso con la "post-PC era" e l'avvento dei "terminali mobili", come li chiama il marketing delle telefoniche, continua a non esserci un "business model" funzionante e in più la condivisione del sapere viene accantonata per il semplice intrattenimento e fruizione passiva. Internet è equiparata alla TV via cavo, come scritto chiaro nell'articolo. Contesto che si sia in presenza di un "fallimento del mercato", semplicemente non esiste questo mercato. Contesto l'idea che lo Stato debba spendere soldi per creare una infrastruttura non necessaria, che non ha un mercato e che comunque verrebbe poi "regalata" ad aziende private che ci faranno sopra un business truffaldino, vessatorio e arcaico come quello dei servizi a pagamento, in particolare l'intrattenimento televisivo. Contesto che abbiamo già pagato la conversione alla TV digitale con la stessa scusa, che era necessario mettere a disposizione della Nazione centomila canali televisivi, il risultato è che si sono moltiplicati i servizi a pagamento ma i contenuti disponibili sono sempre gli stessi.

Agenzie inutili che mentono o straparlano, marionette di gruppi di interesse.
E intanto l'Italia affonda e a noi succhiano il sangue.

A parte che la rete della telefonia fissa è già stata regalata ai privati con la cessione di Telecom tempo addietro, se domani lo Stato dovesse spendere i miei/nostri soldi per distribuire la connettività con "banda ultra larga" facendosi carico di costi che i privati non vogliono sostenere, io pretendo la connessione gratuita per tutti gli Italiani. E prego notare che una volta connessi ad Internet non si dovrebbe più pagare la telefonia. Questo spazzerebbe via le telefoniche truffaldine, che sono una lobby molto consistente e quindi non si farà mai.

giovedì, novembre 06, 2014

Tra sogno e realtà

Siccome vedo che molta gente vive in un mondo fatato, tutto arcobaleni e vogliamoci bene, ritengo sia utile ricordarsi il recente passato, che poi non è diverso dal presente. Un presente che i nostri simpatici governanti tengono opportunamente occultato in favore delle masse beote, vedi alla voce "cattocomunismo". La cosa divertente in retrospettiva è che lo stile cambia a seconda dei momenti e di chi è al governo. In certi momenti si fanno gli special patriottici sui bombardieri che decollano e in altri momenti non si dice assolutamente nulla di cosa stanno facendo le Forze Armate in giro per il mondo, tranne quando prestano soccorso.

Il passato:
- Bellini e Cocciolone: gli istanti prima dell'abbattimento su Kuwait City
- 1991, 21 gennaio - Interrogatorio di Maurizio Cocciolone prigioniero in Iraq

Conseguenze del cattocomunismo:
Bellini e Cocciolone furono gli unici prigionieri di guerra italiani di tutto il conflitto, e il loro status nei 47 giorni di prigionia, per un vuoto normativo delle Forze Armate, non fu mai completamente chiarito dalle autorità militari italiane: non essendo l'Italia formalmente in guerra con l'Iraq, nel loro stato di servizio non compare alcuna detenzione da parte del nemico, ma solo la generica distinzione "a disposizione del comandante di corpo", generalmente utilizzata per il personale in permesso temporaneo.

Tuttavia:
Gianmarco Bellini - Medaglia d'argento al valor militare.
«Comandante di "Tornado" impegnato nella sua prima, difficile operazione bellica notturna contro obiettivi militari fortemente difesi, riusciva ad effettuare, in presenza di condizioni meteorologiche avverse, il previsto rifornimento in volo e decideva, con chiaro sprezzo del pericolo e senza esitazione, di continuare da solo la missione che gli era stata affidata. Raggiungendo l'obiettivo, subito dopo aver sganciato il carico bellico a bassissima quota su un deposito di munizioni iracheno veniva fatto segno ad intenso fuoco contraereo. Sceso ulteriormente di quota sul deserto in piena oscurità, veniva colpito dalla violentissima reazione contraerea che rendeva ingovernabile l'aeromobile. Lanciandosi assieme al navigatore veniva fatto prigioniero. Manteneva, in mani nemiche, un contegno fermo ed esemplare, nonostante le violenze fisiche e morali subite. Chiaro esempio di professionalità, dedizione e coraggio, degno erede di una luminosa tradizione.»
— Cielo del Kuwait, 18 gennaio 1991

Il presente, che non è affatto diverso, inclusa la parte sullo "status":
- Medaglia d'oro all'alpino Andrea Adorno
Per la cronaca, L'Italia presta il quarto contingente in ordine numerico allo schieramento NATO impegnato in Afghanistan.

Il riassunto:
- Elenco missioni militari italiane all'estero
Scommetto che nelle scuole nessuno propone questo elenco. Scommetto che si parla solo di andare a cercare i cari "migranti" che sono tanto simili ai nostri nonni. Evviva la convivenza dei popoli. Evviva la pace.

Aggiunta:
Ecco cadere a fagiolo questo articolo di Repubblica, sempre alla voce "cattocomunismo": Riabilitare i disertori
In altre parole, non solo si domanda di levare il marchio di infamia dal nome dei disertori ma di equipararli ai caduti. Riflettere prego. Su quello che c'è sopra, sotto, davanti, dietro, su un lato e sull'altro. Mala tempora currunt.

martedì, novembre 04, 2014

Europa, spunto di riflessione


Wikipedia recita:
La battaglia di Poitiers (conosciuta anche come battaglia di Tours) fu combattuta in un giorno indeterminabile di ottobre (forse il 10, forse il 17, forse il 25) del 732 tra l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus, comandato dal suo governatore, ʿAbd al-Raḥmān b. ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, e quello dei Franchi di Carlo Martello, maggiordomo di palazzo (equivalente a capo dell'esecutivo e dell'esercito) dei re merovingi.

[...] Carlo si presentò con un composito esercito, essenzialmente composto da Franchi, con forti presenze di Gallo-latini e Borgognoni e con minori aliquote di Alemanni, di abitanti dell'attuale Assia e Franconia, di Bavari, di genti della Foresta Nera, di volontari Sassoni e, forse, di Gepidi e di cavalleria leggera visigota, con imprecisabili quantità di contingenti composti da altre popolazioni germaniche.

[...] l'Occidente cristiano si consolò, pensando di aver fermato l'espansione araba. Proprio nel descrivere questa battaglia, pochi anni dopo, il monaco lusitano Isidoro Pacensis nelle sue Cronache, usa per la prima volta l'aggettivo «europei» per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che per la prima volta avevano fermato gli invasori musulmani.

Nota: il corpo di spedizione arabo veniva dalla Spagna, quasi completamente annessa. Prego consultare l'atlante per vedere dove si trova Tours in Francia.