martedì, novembre 04, 2014

Europa, spunto di riflessione


Wikipedia recita:
La battaglia di Poitiers (conosciuta anche come battaglia di Tours) fu combattuta in un giorno indeterminabile di ottobre (forse il 10, forse il 17, forse il 25) del 732 tra l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus, comandato dal suo governatore, ʿAbd al-Raḥmān b. ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, e quello dei Franchi di Carlo Martello, maggiordomo di palazzo (equivalente a capo dell'esecutivo e dell'esercito) dei re merovingi.

[...] Carlo si presentò con un composito esercito, essenzialmente composto da Franchi, con forti presenze di Gallo-latini e Borgognoni e con minori aliquote di Alemanni, di abitanti dell'attuale Assia e Franconia, di Bavari, di genti della Foresta Nera, di volontari Sassoni e, forse, di Gepidi e di cavalleria leggera visigota, con imprecisabili quantità di contingenti composti da altre popolazioni germaniche.

[...] l'Occidente cristiano si consolò, pensando di aver fermato l'espansione araba. Proprio nel descrivere questa battaglia, pochi anni dopo, il monaco lusitano Isidoro Pacensis nelle sue Cronache, usa per la prima volta l'aggettivo «europei» per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che per la prima volta avevano fermato gli invasori musulmani.

Nota: il corpo di spedizione arabo veniva dalla Spagna, quasi completamente annessa. Prego consultare l'atlante per vedere dove si trova Tours in Francia.

16 commenti:

  1. Io penso che ignorare la storia sia uno dei fattori più gravi che alimentano la crisi delle nostre società ammorbate dal panmixismo e dal politicamente corretto.

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  2. in ogni caso quegli arabi non avevano nulla a che fare con gli arabi di adesso. l'islam era una religione troppo giovane all'epoca.

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    1. Ci sono due opzioni:
      1. sei tonto e ci tieni a ribadire l'ovviietà che nei secoli trascorsi dall'anno 732 D.C. gli Arabi di allora nel frattempo sono morti e quelli di oggi sono lontani discendenti.
      2. sei tonto e col tuo "era una religione giovane" intendi lo stesso di "so' ragazzi", cioè all'epoca erano giovani scavezzacollo poi sono maturati e al giorno d'oggi chi non vorrebbe vivere in un califfato islamico.

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    2. Io non capisco una cosa.

      La storia è quella che è. Anche se qualcuno ci prova, è difficile riscriverla completamente. Quindi quello che è successo dal 700 D.C. ai giorni nostri è un dato di fatto.

      A questo punto non capisco bene quale sia il problema, cioè se stiamo cercando in tutti i modi di abituarci ad un altro dato di fatto e cioè che gli arabi o gli islamici in generale adesso ce li abbiamo in mezzo ai piedi, non solo alle porte. E ce li abbiamo in mezzo ai piedi a milioni.

      Non capisco se è un tentativo di trovare una scusa, una giustificazione a posteriori o se invece è qualcosa che vogliamo realizzare, se davvero qualcuno tra di noi sente il bisogno di affratellarsi con gli islamici, di cedergli con le buone quello che non sono riusciti a prendersi con le cattive.

      E poi perché? Cui prodest, dicevano gli antichi.

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  3. Gli arabi oggi vengono per cercare lavoro, non hanno nulla di diverso dai nostri nonni che emigravano in Australia o Argentina. Ben venga l'integrazione tra popoli diversi, le guerre lasciamole al passato.

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    1. Sei un povero mentecatto/a. Infatti ti faccio presente che l'Italia è costantemente impegnata in vari teatri di guerra, che guarda caso sono tutti in aree abitate da musulmani. Il fatto che tu non lo sappia dimostra quanto sei fesso/a. O quanto potente la propaganda. O entrambe le cose.

      In secondo luogo quando dici "nostri nonni" ovviamente ti riferisci alla tua famiglia, che evidentemente non ha niente di diverso. Parla per te e i tuoi, non generalizzare.

      Riguardo il ben venga, è la tua opinione. Ognuno ne ha una.

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    2. > Gli arabi oggi vengono per cercare lavoro, non hanno nulla di diverso dai nostri nonni che emigravano in Australia o Argentina.

      Questo è ovviamente e completamente falso.
      Per un semplice motivo: gli italiani desideravano integrarsi anche oltre il ragionevole.
      Ad esempio, in Paraguay, in Argentina, negli Stati Uniti, in Canada, alcuni di essi arrivarono persino a farsi ispanizzare o inglesizzare il cognome pur di essere più paraguagi dei Paraguaiani, più statunitensi degli statunitensi, etc.
      Sul Rio de la plata usarono e crearono il tango proprio per integrarsi meglio e più velocemente.

      Una parte consistente, se non maggioritaria degli islamici non solo NON ha ALCUNA voglia di integrarsi ma mantiene una tensione egemonica molto grave peraltro del tutto supportata ideologicamente dalla loro religione e implementata con i loro tassi di riproduzione secondo i quali, in tempi veloci, gli islamici arabi saranno maggioranza in molti paesi europei e imporranno le loro leggi islamiche, peraltro cosa avvisata e sbandierata a tutti da parte di imam, detta chiaramente a parole, con tanto di mappe.

      L'integrazione tra popoli diversi è una credenza assurda che non ha alcuna corrispondenza storica e, peggio, non ha alcuna prospettiva in società che stanno subendo un drastico calo di risorse disponibili.

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    3. Infatti l'amico/a sopra con "integrazione" intende che noi ci dobbiamo mettere a 90, calarci le braghe e farci integrare da dietro.

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  4. "Historia magistra vitae" sciveva Cicerone, quando la gente aveva ancora voglia di imparare. Ora l'ideologia comunista del "siamo tutti uguali", scaturita dalla Rivoluzione francese e corroborata dalla pace dei sensi di una civiltà in declino, ci porta all'estinzione. Mi dispiace perchè si può anche perdere e subire una dominazione straniera, ma soccombere in questo modo volgendo le terga all'invasore è pura vigliaccheria.

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    1. > scaturita dalla rivoluzione francese

      In un certo senso è come si i francesi pagassero l'inquinamento "siamo tutti uguali" che hanno divulgato in tutto il mondo.

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    2. E' una distorsione dei fatti. Cosi come Gesu parlava ai soli Ebrei, la Rivoluzione Francese parlava ai Francesi, infatti la sua successiva incarnazione furono le armate napoleoniche, di cui Napoleone era l'imperatore, con tanto di iconografia classicheggiante e archi di trionfo, ne abbiamo uno anche a Milano. Storicamente l'impero arriva a mettere fine alla Repubblica, esautorando il Senato e istituendo una monarchia ereditaria.

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    3. In realtà la "equalizzazione" non viene tanto da li ma dall'era delle macchine. L'essere umano "equalizzato" serve sia ad accudire la macchina che a consumarne il prodotto. La Rivoluzione era figlia della Borghesia, dei ceti artigiani, mercantili, delle professioni intellettuali. Non a caso in seguito si svilupparono invece ideologie "operaistiche" che promettevano al "proletario" (che non solo non possiede beni, non possiede nemmeno istruzione) di portare tutto il mondo al suo livello, espropriando proprio la Borghesia. Quindi il marxismo-leninismo in realtà promette di fare la rivoluzione contro la Rivoluzione. E questo dovrebbe mettere in prospettiva il discorso di Occhetto nello '89 quando dichiarò che il PCI, oltre a cambiare nome, avrebbe abbandonato il riferimento alla rivoluzione russa per abbracciare la rivoluzione francese. Passando da partito dei proletari a partito della borghesia.

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    4. > la Rivoluzione Francese parlava ai Francesi

      Nietzsche osservava che nella genealogia della morale c'è sempre la tendenza a "universalizzare" nello spazio e a "imperiturare" nel tempo le norme che si vogliono far assurgere a insieme e base di valori.
      Questo è proprio la dinamica genetica delle morali, quello per cui le morali non possono che tendere all'anacronistico, al fuori luogo (e, sintetizzando molto, Jared Diamond, infatti, considera la morale come uno dei cinque fattori di collasso delle società).

      Si torna quindi al conflitto con l'etica che per definizione è qui e ora, contestuale nei luoghi e nel tempo.

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    5. In realtà se consideri le masse necessariamente consideri delle "leggi" meccaniche. Ma se consideri gli individui, ognuno di noi, purché sia educato e abbia la possibilità di esprimere se stesso liberamente, crea, sceglie la propria "etica".
      Diciamo che è una versione diluita dello "ultra-uomo" di Nietzsche. Lui pensava ad un individuo che spezza le catene delle convenzioni, io invece penso ad un individuo che fa delle scelte e le fa sulla base di quello che gli hanno lasciato gli antenati, non creando un Mondo Nuovo. Infatti secondo me quasi sempre quello che è "nuovo" o è una finzione oppure è sbagliato.

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